se Mentana perde la tra-Mentana – 139

divertiamoci un poco, tra un virus e l’altro, con Mentana che ha cominciato a dare i numeri: non è il solo al quale l’isolamento fa male, pare.

il capo del governo fa una conferenza stampa e lui, Mentana, decide di darla in diretta; nel corso della conferenza stampa Conte polemizza con l’opposizione, come è assolutamente normale e come avviene in ogni democrazia; in discussione, semmai, possono essere i toni: Trump lo fa tutti i giorni in toni sguaiati, senza che Mentana si sogni minimamente di criticarlo; Conte lo ha fatto in modi straordinariamente misurati e corretti, ma ci mancherebbe anche che il governo non possa fare polemica con l’opposizione; questa sì che sarebbe dittatura: dittatura dell’opposizione.

dopo avere trasmesso, per sua scelta, la conferenza stampa del capo del governo, Mentana ha parlato di “uso personalistico delle reti unificate con l’attacco personale a due figure dell’opposizione. E’ una materia che resterà molto dura. Se l’avessimo saputo, non avremmo mandato in onda quella parte della conferenza stampa del presidente del Consiglio”.

quella delle reti unificate è una bufala clamorosa; se poi Mentana non voleva mandare in onda le dichiarazioni di Conte, perché le giudicava così gravi, non aveva da fare da altro che chiudere la sua trasmissione.

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questa insulsa polemica, essendo insulsa, ovviamente dilaga subito.

Conte prova a ribadire la verità delle cose, e questo è il suo comunicato integrale:

Alla luce del dibattito che sistematicamente si crea intorno alle conferenze stampa del Presidente del Consiglio, riteniamo doveroso fare alcune precisazioni: 

1. Non c’è stata alcuna Conferenza Stampa a reti unificate.  Palazzo Chigi non ha mai chiesto che la conferenza stampa venisse trasmessa a reti unificate; e infatti è stata trasmessa solo da alcuni canali tv e solo per una parte e non interamente.

2. tutti gli interventi del Presidente del Consiglio si sono sempre svolti secondo le consuete modalità e, in particolare, nella forma di conferenze stampa, salvo qualche rara eccezione.
Sin dall’inizio del primo mandato del Presidente Conte, dal giugno 2018, Palazzo Chigi trasmette il segnale audio video in Hd mettendolo a disposizione di tutti e di tutte le reti televisive, le quali liberamente decidono se e cosa mandare in onda sui propri canali. Lo stesso è avvenuto in occasione delle dichiarazioni alla stampa di sabato 21 marzo (per le quali alcuni hanno parlato, del tutto impropriamente, di ‘diretta facebook‘) e della conferenza stampa di venerdì 10 aprile (per la quale alcuni, anche qui del tutto impropriamente, hanno parlato di “discorso alla nazione a reti unificate”).

In particolare il 10 aprile il Presidente del Consiglio ha tenuto una conferenza stampa, come tante altre volte avvenuto in queste settimane. E come ogni volta ha illustrato i provvedimenti adottati, ha spiegato e chiarito i fatti più rilevanti e ha risposto a tutte le domande dei giornalisti, tanto sull’emergenza coronavirus quanto sul Mes.
Nell’occasione ha smentito vere e proprie fake news che rischiavano di alimentare divisioni nel Paese e di danneggiarlo, compromettendo il “senso di comunità”, fondamentale soprattutto in questa fase di emergenza.
In conclusione, anche questa volta non c’è stata richiesta, da parte della Presidenza del Consiglio, di trasmettere un discorso alla nazione a reti unificate.
La decisione di trasmettere o meno le conferenze stampa del Presidente del Consiglio spetterà – come è sempre stato – sempre e solo ai responsabili delle singole testate giornalistiche.

Questi ultimi sono anche liberi di sostenere la singolare  opinione secondo cui il Presidente del Consiglio non dovrebbe smentire fake news e calunnie nel corso di una conferenza stampa rivolta al Paese, nè dovrebbe parlare di un tema rilevante e di interesse generale come il Mes. Facciamo notare, infine, che Conte non avrebbe potuto evitare di affrontare il tema del Mes e chiarire le relative fakenews veicolate dell’opposizione, visto che questo tema è poi stato oggetto delle domande poste dai giornalisti. A conferma del fatto che si tratta di argomento di interesse generale.

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ma Mentana non demorde, qui è in gioco la sua faccia, e purtreoppo per lui se l’è già giocata stavolta (assieme a Cacciari, accorso a dargli manforte, straparlando di Venezuela):

“Non ho mai censurato nessuno. Al presidente del consiglio si danno tutti gli elementi per rivolgersi al paese ed è giusto ascoltare le notizie, ma non le polemiche politiche. C’è stato un rapporto di forza mediatica non accettabile”.

che non abbia censurato nessuno è vero: non ne ha avuto il  tempo oppure il coraggio.

però avrebbe voluto farlo e lo ha dichiarato lui: nessuno gli ha messo queste parole in bocca.

un Mentana che vorrebbe censurare il capo del governo perché dice delle cose che all’opposizione danno fastidio è un Mentana che fa senso.

un Mentana che vorrebbe sostituirsi al capo del governo per dirgli come deve parlare ai cittadini è un Mentana che fa altrettanto senso.

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ma Mentana ha detto molto di più, e per par condicio riporto integralmente le sue imbarazzanti dichiarazioni con le quali continua a tirarsi la zappa sui piedi:

“Noi non censuriamo. Qui la libertà è assoluta, ma non c’è la libertà di qualcuno di dire: ora va in onda quello che voglio io. La libertà è una cosa seria. Noi preserviamo la nostra libertà nel rispetto di chi segue questo telegiornale. Spero che venga preservata ancora, nonostante dei comunicati molto scomposti. Dirigo telegiornali da 28 anni: non ho mai censurato nessuno. Con me hanno lavorato tanti giornalisti, di tutti i tipi, tra cui anche un influente parlamentare della stessa corrente politica del premier, della forza di maggioranza parlamentare: anche a tutti loro potete chiedere se ho mai censurato qualcosa o qualcuno. Il presidente del Consiglio ha tutto il diritto di rivolgersi al Paese, ha gli strumenti per farlo. Ma se in questi giorni ha usato la risorsa della diretta così spesso è perché siamo alle prese con una emergenza grave. Voglio dire una cosa con chiarezza: il mondo con cui Salvini e la Meloni sono intervenuti dopo l’accordo all’Eurogruppo è stato molto duro e in qualche modo sguaiato. E sicuramente censurabile dal punto di vista del buon rapporto politico. Ma il presidente del Consiglio poteva con un post, con un comunicato, con una intervista ristabilire, con forza, la verità. Tutti avremmo ripreso con enfasi una polemica risposta di Palazzo Chigi nei confronti di quelle accuse. Non si dica quindi che si è voluto rispondere a una fake news. La verità vera è che non c’è nessuna censura né ci può essere: quando Palazzo Chigi chiede di intervenire, interviene. – però evidentemente non può farlo con una conferenza stampa, se questa è trasmessa anche dalla tv di Mentana e qui il capo del governo dice qualcosa che a Mentana non piace. E nessuno chiede il testo prima o censura al volo. Era solo il modo per dire che non può essere data, se non per Chavez, in Venezuela, dove è successo, la possibilità a un capo del governo di intervenire su quel che vuole, quando vuole. Questa evidentemente non è democrazia.

ma senti mai che pure sciocchezze: sono gli elettori che valuteranno, non i giornalisti.

i giornalisti facciano i giornalisti e non si montino la testa: i capi del governo non sono loro; i cittadini devono poter valutare da soli.

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a me l’intervento di Conte è piaciuto e l’ho trovato appropriato, così come non mi piacciono tante cose che fa e lo dico ogni volta che mi va.

ma io non sono un giornalista e non sono pagato per dire alla gente che cosa deve pensare.

povero Mentana, in che brutta compagnia ti sei messo.

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