coronavirus: una mia brutta figura scampata – 141

questo post ho cominciato a scriverlo ieri, poi mi sono fermato prima di pubblicarlo, per un piccolo colpo di scena, che mi stava inducendo a buttarlo via.

credo invece che sarebbe un errore, proprio perché è un post sbagliato (non del tutto per colpa mia) e invece pubblicarlo come ammissione dell’errore è istruttivo – prima di tutto per me.

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su Businessinsider, inserto di Repubblica online, autorevole, credevo, trovo un’intervista a Giulio Tarro, virologo, 82 anni, primario in pensione dell’Ospedale Cotugno di Napoli, che viene presentato come ex collaboratore e allievo di Sabin, e attraverso queste sue parole: “Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”; Tarro, dunque, commento, ha un curricolo di tutto rispetto; se serve qualche ulteriore titolo di merito: le sue polemiche con Burioni; la Fondazione Nenni pubblica periodicamente interviste con lui, definendolo “uno fra i più grandi virologi al mondo”.

Giulio Tarro con Sabin

questa intervista mi è sembrata uno dei rari punti fermi di chiarezza nella confusione sul coronavirus alimentata dai media, talmente pandemica da sembrare voluta; incidentalmente quel che dice viene a coincidere con quasi tutti i punti fermi a cui mi pare di essere arrivato per mio conto riflettendo sull’argomento (è appena il caso di sottolineare ancora una volta che comunque soltanto di ipotesi si tratta: le ipotesi non sono dimostrate, ma questo non vuol dire che tutte le ipotesi sono uguali e che l’una vale l’altra: ci sono ipotesi ragionevoli e coerenti con i primi dati disponibili, che vale la pena di approfondire per verificarle, e ce ne sono di deliranti e palesemente irragionevoli, da lasciar perdere subito per non perdere tempo).

primo punto: il feticcio del vaccino: mi conforta leggere da persona competente: “Se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi esattamente come avviene per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”; e a maggior ragione adesso, se le varianti del virus sono nel frattempo già diventate tre.

dal vaccino ritengo che sia opportuno prendere subito le distanze, sapendo che questo obiettivo è sostenuto dalla potenza finanziaria di Bill Gates, ma questo non basta a renderlo ragionevole; io non so se sia vero che Bill Gates sta sostenendo l’utilità di un tracciamento digitale delle vaccinazioni che ha fatto un individuo mediante un tatuaggio sulla pelle visibile soltanto a lettori ottici, come viene sostenuto in qualche sito internet in genere poco attendibile; so tuttavia che da tempo sostiene questa visione vaccinista dei problemi sanitari della società attuale, che ha tutta la rozzezza della visione mentale di un cow-boy.

vedo anche che si sta allargando il mio sospetto immediato che il virus sia nato dal laboratorio di Wuhan, dove si stavano facendo appunto esperimenti vaccinali – ma in genere si tace anche per conto della sua fondazione – e di lì sfuggito per errore, per via delle scadenti condizioni di sicurezza.

quindi la via maestra appare piuttosto quella di farmaci anti-virali: la ricerca può svolgersi in tempi decisamente più veloci di quelli necessari per la produzione di un vaccino, che nel frattempo potrebbe essere scavalcato da ulteriori evoluzioni del virus.

secondo punto: l’inattendibilità dei dati italiani sull’epidemia: Lo sanno tutti gli esperti, eppure ogni giorno assistiamo a questi inutili numeri che comunica la Protezione civile. Sono dati che non vogliono dire nulla: non conosciamo il numero preciso dei contagiati e di conseguenza ci ritroviamo di fronte a un tasso di mortalità altissimo. Se andiamo a vedere alcuni studi inglesi, però, scopriamo che gli infetti sarebbero molti di più: secondo uno studio dell’Università di Oxford addirittura il 60-64% dell’intera popolazione; per l’Imperial College almeno 6 milioni. Con queste stime il tasso di decessi si abbassa enormemente. Credo che arriveremo sotto l’1% come in Cina”.

terzo punto: giudizio sul virus: Non ha la stessa mortalità della Sars e neppure della Mers che uccideva un malato su tre, e neppure dell’Ebola; non è letale per quasi il 96% della gente che se ne infetta; se ha fatto tanta strage in Lombardia è per la politica sanitaria seguita negli ultimi anni e nel ritardo, sia nazionale, sia locale, ad assumere decisioni, dopo la dichiarazione dell’emergenza del 31 gennaio.

Quando abbiamo avuto le notizie dalla Cina, i francesi sono intervenuti subito sui posti in terapia intensiva e noi no. Abbiamo preferito bloccare i voli con la Cina: una misura davvero inutile. Per non parlare poi del caos mascherine. La verità è che all’inizio non le avevamo quindi si diceva che dovessero usarle sono medici e pazienti, poi siamo diventati produttori di mascherine e quindi diciamo che servono a tutti. E’ incredibile, bisognava dire a tutti subito di usarle e di mantenere le distanze, invece, è stato fatto un pasticcio dopo l’altro. Si voleva blindare la Lombardia come la Cina e poi si è permesso a migliaia di persone di migrare al sud… Francamente non si è capito quale sia stato l’approccio del governo e le misure di contenimento sono state prese in ritardo”.

quarto punto: evoluzione possibile del virus: “Potrebbe sparire completamente come la prima Sars; ricomparire come la Mers, ma in maniera regionalizzata o diventare stagionale come l’aviaria. Per questo serve una cura più che un vaccino. Il fatto che in Africa non attecchisca mi fa ben sperare in vista dell’estate”.

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quinto punto: giudizio su Burioni: “E’ curioso che ancora si ascolti chi a inizio febbraio diceva che il rischio di contrarre il virus fosse zero perché in Italia non circolava, quando invece era già in giro da tempo”. – all’elenco aggiungo anche la Capua, per essere bipartisan: esperti in auge nella sinistra scientista che fa del populismo vaccinista totalmente anti-scientifico; mi tolgo un sassolino dalla scarpa e ci metto anche il filosofo Agamben che a febbraio parlava di “presunta epidemia”; non si toglie la parola a nessuno, naturalmente, e tutti possiamo sbagliare; ma si ha il diritto e forse anche il dovere di togliere il proprio ascolto a chi ha preso dei granchi simili.

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bene, ho finito la mia pars construens: sto per cliccare invio, ma prima fatemi controllare chi è Tarro: ecco il suo curricolo, scritto da lui:

http://www.giuliotarro.it/wordpress/qualcosa-di-me/curriculum/sintesi-curriculum-italiano/

ma ecco una ferocissima stroncatura della sua attività e la denuncia di molte mistificazioni legate a quel che dichiara nel suo curricolo; cito solo la peggiore: Tarro afferma di essere stato docente ufficiale dell’Università di Napoli Federico II. Tralasciando il fatto che il titolo di “docente ufficiale” non esista e che si è professori universitari in base a vari inquadramenti (“di ruolo”, “associato”, “a contratto”), Tarro non compare nei registri online dell’Università di Napoli Federico II e in quelli accessibili da Cineca, il portale ufficiale per la ricerca dei docenti: http://www.nextquotidiano.it/dieci-cose-da-sapere-su-giulio-tarro/

secondo questo sito, Tarro è un ciarlatano – peggio di Burioni, aggiungerei io; il fatto di essere un critico del vaccinismo non lo aiuta: i fatti denunciati sono veri, anche se non smentiscono tutto quello che Tarro dichiara di se stesso; ma indubbiamente siamo davanti ad un caso di auto-promozione ben poco trasparente.

dovrebbe bastare a togliere credibilità al personaggio e quindi anche ogni valore alle consonanze che ho trovato con alcune sue affermazioni.

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avevo promesso all’inizio che questo post avrebbe insegnato qualcosa a me e anche a chi se lo leggerà: a me ha insegnato che è fondamentale una verifica preliminare della serietà dei personaggi a cui viene data la parola sui media; questa verifica manca d’abitudine in Italia ed è alto il rischio che venga fatta pubblicità a esperti alla ricerca quasi patologica di auto-promozione; in realtà una delle virtù del vero esperto è anche il fatto che raramente cerca il palcoscenico, se non è spinto a cercare di far conoscere qualcosa di veramente utile, secondo lui.

la cosa che dovrebbe avere insegnato a voi è che non bisogna fidarsi troppo neppure dell’autore di questo blog, che si è salvato da una brutta figura soltanto all’ultimo minuto: ma questo forse lo sapevate già, e in questo caso la lettura del post potrebbe essere risultata del tutto inutile per voi (a piena conferma di questa stessa affermazione finale).

7 commenti

  1. hai fatto bene a citare l’effetto Dunning-Kruger: bisognerebbe sempre tenerselo davanti agli occhi per chiederci se non siamo per caso degli ignoranti che sopravvalutano la propria capacità di giudizio.

    d’altra parte, bisogna pur valutare e non sempre possiamo essere degli specialisti nei campi nei quali dobbiamo decidere…

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    • forse avevo torto in quella discussione sulla mortalità dove tanto mi ero ostinato.

      però valuta tu, dall’osservatorio bresciano: contagiati dichiarati nell’insieme della provincia, ad ieri: 9.304; morti dichiarati: 1.985; morti reali, forse il triplo.

      ma ogni valutazione è per ora priva di valore: le cifre sono totalmente arbitrarie.

      forse dovevo parlare di tasso di letalità, che in Italia è del 13%, calcolato su un numero di morti che è quello dichiarato e forse meno della metà di quello reale…

      – c’erano anche altri piccoli segnali che dovevano insospettirmi in quell’articolo, anche a fronte del grande credito dato al personaggio sui media.

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  2. io di solito mi concentro sulla profezia e tralascio quasi completamente il profeta. è già abbastanza complicato così.

    le profezie al di là delle mie conoscenze le peso in base alla coerenza interna, e quante ne cadono!

    poi vabe’. di solito i sostenitori dell’auctoritas mi danno del dunning-kruger, ma amen.

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