la mia fede è non avere fede: riconosciuto in Cassazione l’ateismo come religione – 145

la mia fede vince in Cassazione: non avere fede è una religione come le altre: gli atei hanno gli stessi diritti dei fedeli.

qui si trattava di dieci manifesti preparato dall’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar) costituitisi in giudizio contro il Comune di Verona che nel 2013 non aveva dato l’autorizzazione ad affiggerli: sindaco leghista, ovviamente.

“10 milioni di italiani vivono bene senza D. E quando sono discriminati c’è l’Uaar al loro fianco”

e tanto per cominciare a chiarire le cose, erano stati discriminati loro: manifesto “potenzialmente lesivo” nei confronti di qualsiasi religione; in poche parole, io non posso dire che non credo, per non offendere chi crede; chi crede invece, o anche soltanto finge di credere, ha diritto di gridarlo ai quattro venti e anche di far suonare le sue campane, senza che noi possiamo far risuonare le nostre trombe; e non è previsto che la sua fede potrebbe offendere noi (oltre che il buon senso).

Tribunale e Corte d’Appello hanno dato ragione al Comune; ora la Cassazione invita la Corte d’Appello a rifare il processo; ma neppure lei ha dato ragione all’Unione degli Atei senza rinvio.

. . .

palese attentato alla libertà di parola, direte voi.

non solo: perché la Cassazione è andata oltre, parlando di attentato alla libertà di religione:

Il diritto a professare un credo che si traduce nel rifiuto di una qualsiasi confessione religiosa – il cosiddetto pensiero religioso ‘negativo’ – è espressione della ‘liberta’ di coscienza sancita dall’articolo 19 della Costituzione, è tutelato a livello nazionale e internazionale, al pari e nella stessa misura del credo religioso ‘positivo’, che si sostanzia invece nell’adesione ad una determinata confessione religiosa”.

dalla Costituzione italiana e dal Concordato del 1984 “si desume l’esistenza nell’ordinamento del principio di laicità dello Stato”, inoltre si deve fare riferimento alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo. In particolare “deve essere garantita la pari libertà di ciascuna persona che si riconosca in una fede, quale che sia la confessione di appartenenza, ed anche se si tratta di un credo ateo o agnostico, di professarla liberamente”.

“Dal riconoscimento del diritto di ‘liberta’ di coscienzà anche agli atei o agnostici, discende il diritto di questi ultimi di farne propaganda nelle forme che ritengano più opportune”, che “non deve tradursi nel vilipendio della fede da altrui professata, secondo un accertamento che il giudice di merito è tenuto ad effettuare con rigorosa valutazione delle modalità con le quali si esplica la propaganda o la diffusione, denegandole solo quando si traducano in un’aggressione o in una denigrazione della diversa fede o in una denigrazione della diversa fede da altri professata”.

Il principio di “parità di trattamento”, contenuto nella direttiva europea sulle pari opportunità (78/2000) e nel Testo unico sull’immigrazione (dlgs 286/1998), “impone che venga assicurata una forma di uguaglianza tra tutte le forme di religiosità, in esse compreso il credo ateo o agnostico, e la sua violazione integra la discriminazione vietata, che si verifica quando, nella comparazione tra due o più soggetti, non necessariamente nello stesso contesto temporale, uno di essi è stato, è, o sarebbe avvantaggiato rispetto all’altro, sia per effetto di una condotta posta in essere direttamente dall’autorità o da privati, sia in conseguenza di un comportamento, in apparenza neutro, ma che abbia comunque una ricaduta negativa per i seguaci della religione discriminata”.

. . .

l’ateismo è dunque una religione; c’è stato un tempo nel quale io mi definivo un ateo cristiano; oggi penso che la definizione crei un’inutile confusione; sono un ateo, neppure troppo razionalista; e sono contento che oggi abbia avuto il suo riconoscimento ufficiale quanto ho predicato per anni nel blog, cioè che l’ateismo è una religione a tutti gli effetti, anche se senza gerarchie e senza riti (salvo che la lettura di certi blog 🙂 ).

. . .

postilla 19 aprile:

se togli Dio, ti resta l’io; sarà un caso, ma oggi Scalfari lo definisce una brutta bestia.

da tempo, è noto, lui preferisce Dio, sentendosi dio.

9 commenti

  1. Da ateo nel buio di questa notte…

    1823
    CIRCOLARE

    Le tangibili cose del mondo
    si condensano nella parola, si fanno astrazione.

    La parola si struttura
    in ordinate sequenze di pensiero.

    Il pensiero è misterioso parto
    del lavorio della mente.

    La mente vive la sua visione
    in assoni e sinapsi del cervello.

    E’ dunque dentro le circonvoluzioni dell’encefalo
    che uniti convivono mente, pensiero, parola e cose.

    Ma anche il cervello
    è concreta, solida, terrena cosa.

    E’dunque nei nostri duri, angusti crani che
    si infilano i miliardi di universi personali.

    Piace a 1 persona

    • convivono mente, pensiero, parola e cose, scrivi.
      una convivenza a quattro: un incubo! considerando quanto è difficile già soltanto una convivenza a due, qualche volta. 🙂

      non è solo per risolvere questo problema che suggerisco che mente, pensiero, parola e cose siano soltanto modi diversi di chiamare la stessa realtà.

      "Mi piace"

  2. ciao, sono un Pastafariano.
    …prima ero ateo, ma ho ri-conosciuto l’esistenza del Prodigioso Spaghetto Volante, grazie alla Sua evidente sensibile indiscutibile immanenza.

    la mia vita non è cambiata, ma mi diverto molto di più.

    (comunque mica so’ ateofobo! c’ho un sacco di amici atei)

    rAmen!

    Piace a 1 persona

    • be’, grazie di avermi dato lo spunto per informarmi su questo movimento che non conoscevo neppure per sentito dire.

      non so perché mi viene in mente un mio carissimo amico di blog dei tempi passati (con cui alla fine però ho litigato via internet): un tipo molto originale e straordinariamente acuto, che invece era diventato ortodosso e si era anche nominato vescovo.

      "Mi piace"

  3. Ciao, sono atea anch’io, atea e basta.
    Non so, ma anche con questa sentenza o vittoria giustissima, ho l’impressione che la parola “ateo” o “ateismo” faccia ancora paura – in modo più o meno latente – anche a molti atei e pensarla come religione (ma senza riti e altro, per carità ☺️! ) in fondo in fondo rassicura un po, che ne pensi? Ma “ateo”, a-teo, se ben ricordo, vuol dire “senza dio”, senza un dogma cui credere ciecamente senza pensare, perché pensare con la propria testa… è faticoso e, a volte, anche molto rischioso.
    Forse bisognerebbe approfondire ancora di più l’importanza del “pensiero” umano, da dove nasce e quando, così diventerebbe inutile e scomparirebbe lo stesso termine “ateo” perché ormai privo di significato, e l’uomo ritroverebbe la sua vera identità, quella di essere umano libero, nato solo con la speranza-certezza di trovare un altro essere umano con cui relazionarsi.
    Avevo visto in giro nei social l’immagine della Uaar ma sinceramente non avevo colto nessun approfondimento, sicuramente anche per quella superficiale velocità con cui passano le notizie.
    Grazie per quello che scrivi, un saluto!

    "Mi piace"

    • ciao Rosalba, benvenuta su questo blog un poco anomalo e grazie per il giudizio positivo.

      credo che dobbiamo dare una definizione pienamente atea della religione, che è l’effetto del religare latino, ma non del legame tra l’uomo e Dio, che è soltanto una delle religiones possibili, ma del legame tra le cose che la mente umana costruisce.

      ti chiedo scusa se ripeto la risposta data nell’altro blog ad un amico, peraltro intensamente credente nel senso tradizionale del termine:
      per religione dobbiamo intendere, semplicemente, la creazione di una immagine mentale complessiva del mondo; questo pare un bisogno irresistibile della mente umana.
      questa immagine della realtà può fare a meno di Dio; in fondo buddhisti e confuciani lo fanno già da un paio di millenni.
      come la fisica moderna, anche la religione senza Do può sconvolgere alcune abitudini mentali occidentali, ma si tratta soltanto di entrare in una nuova fisica della mente, e concepire dio come creatura umana, prodotto del nostro modo di pensare – come già ben videro Feuerbach e, sulle sue tracce, Marx.

      in questo senso credo, da ateo, che non dobbiamo lasciare la religione, ma neppure la religiosità, ai credenti che ne pretendono il monopolio, ma allo stesso tempo dobbiamo, per così dire smontarla dall’interno, e sostituire alla visione tolemaica della religione una visione quasi copernicana ed aperta del fenomeno religioso.

      anche noi crediamo in qualcosa: crediamo che il mondo si fondi su se stesso e non abbia bisogno dello strano paradosso di un Dio personale per esistere; ma questo non esclude quell’aspetto misterioso che è il nostro sentire qualcosa di potentemente unitario, di quasi divino, nel mondo quando ci appare come un tutto dotato di senso.

      che ne dici anche tu?

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...