una cura per il Covid-19: non il fantomatico vaccino, ma col plasma – 160

ho parlato qualche tempo fa della figlia di una mia cugina che fa ricerca a New York e sta lavorando a pieno ritmo sul Covid-19: una decina di giorni fa sua madre mi ha scritto per dirmi che si erano concentrati su una cura fondata sulla trasfusione di plasma di persone guarite dall’infezione e che c’erano ottimi risultati (chi mi segue con costanza, ricorderà che ne aveva parlato anche il New York Times): il plasma di chi è guarito è infatti ricco di anticorpi contro il virus.

ieri mi è arrivata una notizia simile anche dall’Italia:

Ti do una buona notizia, certa, che è arrivata ufficialmente dall’ospedale di Mantova I morti per Covid-19 sono azzerati da quasi un mese. E viviamo in Lombardia, epicentro dell’epidemia. Ripeto AZZERATI.
Anche soggetti quasi dati per spacciati, trasportati a Mantova sono guariti. Nessun miracolo, semplicemente a Mantova come sapete (e a Pavia) hanno utilizzato e testato il plasma iperimmune (ricavato dal sangue dei guariti).
La fase di test è ultimata e la relazione che uscirà a breve sarà sorprendente.😉

Quindi la cura esisterebbe, e avrebbe costo quasi zero. Unico limite è che servono donatori, ma con la rete dell’Avis questo è possibile grazie anche all’opera di sensibilizzazione (a Mantova chi esce guarito dall’ospedale dona il sangue anche con piacere).
Il noto virologo Burioni, quello che diceva che in Italia il pericolo era zero, ora va in tv (profumatamente pagato) a dire che il plasma ha un limite, e che sarebbe meglio un farmaco sintetizzato (chissà perché 🤥).

Ecco la risposta del Dottor De Donno (pneumologo di Mantova):

Il Signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il Coronavirus non sarebbe arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune.
Forse il Prof. non sa cosa è il test di neutralizzazione. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Visto che noi abbiamo il supporto di AVIS.
Glielo perdono. Io piccolo pneumologo di periferia. Io che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa.
Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune. Ed io e Franchini alzeremo le spalle, perchè….
IMPORTANTE è salvare vite!
Buona vita, quindi, Prof. Burioni. Le abbiamo dato modo di discutere un altro po’. I miei pazienti ringraziano.

PS: vedo che si sta già arrovellando a come fare per trasformare una donazione democratica e gratuita in una “cosa” sintetizzata da una casa farmaceutica. 😊  Non siamo mammalucchi!

De Donno e Burioni

. . .

la notizia la trovo anche in rete, qui: Antonio Amorosi, “Coronavirus, la cura c’è ma non se ne parla. Da Pavia e Mantova la svolta”, da “Affari Italiani” del 25 aprile 2020.

L’autonomia di pensiero e una buona dose di coraggio e responsabilità, unita a molta competenza in un mare di mediocrità, porta oggi alcuni centri medici a raccontare la loro terapia di successo contro il Covid-19: la sieroterapia. Sì, perché in alcuni ospedali non si verificano più decessi per Covid da un mese, e il coronavirus sparisce dopo un trattamento che va dalle 2 alle 48 ore, eliminando ogni traccia di sintomo. Wow, direte, e come mai non lo dicono in tv e non se ne sente parlare? «Non abbiamo un decesso da un mese. I dati sono splendidi. La terapia funziona, ma nessuno lo sa», racconta entusiasta ma con una vena di sarcasmo Giuseppe De Donno, direttore di pneumologia e terapia intensiva respiratoria del Carlo Poma di Mantova. In questo strano cortocircuito tra scienza, politica ed informazione accade infatti altro. «Tutti i giorni, in tv – dice De Donno – ascoltiamo chi negava che il coronavirus potesse arrivare in Italia o parlava di influenza o che colpiva solo gli anziani. Gli unici che ci capiscono qualcosa lavorano ventre a terra dal primo giorno dell’epidemia e non hanno il tempo di vivere in televisione. Hanno inventato questa terapia fantastica ma purtroppo lo spazio avuto fino ad ora sui media è esiguo».

De Donno: «Sono entusiasta di vedere le persone guarite così velocemente. E’ l’unico trattamento razionale, sia biochimico che immunologico del coronavirus che c’è in questo momento. Non esisterà farmaco più efficace del plasma. E’ come il proiettile magico, si usano immunoglobuline specifiche contro il coronvirus. Va utilizzato in fase precoce. Se invece si aspetta che il paziente sia moribondo… allora si fa un errore e ci vuole solo il prete, ecco! Ma è lo stesso discorso dell’aspirina nella prevenzione dell’infarto. Se la usi in una persona che è già cardiopatica, non conta nulla».

I limiti della terapia? Ce li spiega De Donno ridendo: «Costa poco, è fattibile e pure democratica. Abbiamo 7 o 8 donatori tutti i giorni». Sono circa 80 i pazienti del Carlo Poma di Mantova curati con successo, tra loro anche una donna incinta di nome Pamela, uscita dal Covid in poche ore. Tra i medici del Carlo Poma guariti c’è chi dona il sangue, come il dottor Mauro Pagani, direttore della plasmaferesi: «Ora sto bene, e voglio aiutare chi ha bisogno».

Funziona così. «Chi dona deve essere sano, guarito dal Covid e deve avere degli anticorpi neutralizzanti», racconta il direttore di immunoematologia e medicina trasfusionale, Massimo  Franchini. «Si prelevano 600 ml di plasma, da cui si ricavano 2 dosi da 300 ml ciascuna. Il protocollo prevede 3 somministrazioni. Dopo la prima somministrazione c’è un monitoraggio clinico di laboratorio, e nel caso di mancata risposta c’è la seconda somministrazione, e così di seguito. A distanza di 48 ore l’una dall’altra. La compatibilità per il plasma viene fatta sul gruppo sanguigno». Franchini ci spiega che il plasma ha un notevole livello di sicurezza virale ed è un prodotto assolutamente sicuro e rigoroso, e va nei dettagli: «Se il vaccino, che non abbiamo, ti farebbe produrre gli anticorpi, questa che è un immunoterapia passiva trasferisce gli anticorpi dal guarito al malato. Il paziente non produce nulla e non crea nulla. Ma funziona per salvarlo».

Quando gli chiediamo perché non si diffonde questa strada ci spiega che effettivamente in Lombardia si sta adottando. Tra Mantova e il San Matteo di Pavia è partita la sperimentazione su un nucleo di 45 persone, tutte curate con successo. Chi di sicuro non ha tempo per le passerelle tv è il direttore del servizio immunoematologia e medicina trasfusionale del policlinico San Matteo di Pavia, Cesare Perotti, che ha sviluppato il protocollo e lo studio sul sangue e si chiama “plasma iperimmune”. Ma è un intervento empirico? Perotti: «Qui di empirico non c’è niente, ma si fa in situazioni di grandi epidemia. C’è una validazione della terapia con il plasma iperimmune che non ha eguali nel mondo. Sono conosciuto per non essere uno che ‘le spara’ e le posso dire che in questo momento è il plasma più sicuro al mondo, perché la legislazione italiana ha delle regole stringenti che non ci sono in Europa e in nessun altro paese al mondo, neanche negli Stati Uniti».

«Non solo abbiamo gli esami obbligatori di legge sul plasma per essere trasfuso, ma abbiamo degli esami aggiuntivi e il titolo neutralizzante degli anticorpi, che è una cosa che facciamo solo noi al policlinico di Pavia. Neanche gli americani sono in grado di farlo, in questo momento. Non ha eguali al mondo. Noi sappiamo la potenza, la capacità che ciascun plasma accumulato ha di uccidere il virus. Ogni plasma è fatto in modo diverso perché ogni paziente è diverso, ma noi siamo in grado di sapere quale usare per ogni caso specifico». Uno strumento importante, questo, da utilizzare nel caso, usciti dalla quarantena, si ripresentasse uno scenario di contagio. Perotti: «Stiamo accumulando plasma per un’eventuale seconda ondata di contagi. E’ una terapia per chi sta male oggi. Ben venga il vaccino, ma in attesa il protocollo funziona eccome! Lo studio è stato depositato. Tutto quello che le hanno detto, che si esce in 48 ore, è vero». Certo non ci sono ancora migliaia di persone testate, ma la sieroterapia è una cura moderna utilizzata dal 1880.

29 commenti

    • non posso guardarla tutta, ma spero di avere colto l’essenziale: una precisa volontà di intimidazione con una ispezione dei NAS, i nuclei anti-sofisticazione, contro il protagonista della terapia al plasma dell’ospedale di Mantova, e sarebbe interessante capire da dove è partita.
      la cosa sembra decisamente scandalosa e getta una luce decisamente inquietante sul silenzio già abbastanza sospetto dei media su queste esperienze (ma mi pare che l’abbia rotto, almeno, Fontana (!).

      sono quasi incredulo nel costatare che il Covid-19 sta diventando l’enzima che fa precipitare lo scontro tra USA e Cina, trasferendolo sul piano sanitario come scontro tra sostenitori del vaccino e sostenitori del plasma; poco manca che questa terapia venga fatta passare come un tradimento dell’alleanza atlantica.

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  1. fu una delle prime cure che i cinesi continuavano a suggerire dall’inizio senza successo perché noi volevamo qualcosa di più complicato, sintetico e con maggiori profitti.

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    • ma com’è, allora, ce qualche commentatore dice che proprio i cinesi dicevano che la cura non aveva funzionato troppo bene?
      la tua ultima frase è tremenda…: davvero c’è qualcuno che tiene nascoste cure efficaci e lascia morire migliaia di persone perché mira a commercializzare cure più costose e meno efficaci?
      io il dubbio ce l’ho, ma al dunque non riesco a crederci, perché mi pare troppo mostruoso.

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      • I cinesi non mi sembra abbiano mai detto che non funziona. Piuttosto il contrario e inizialmente anche i media italiani lo dicevano. Se non sbaglio i cinesi avevano anche inviato plasma ad un certo punto. Poi però più nulla. Pensavo fosse per via dei pochi pazienti guariti in Italia fino a quel punto. Però dall’inizio dell’epidemia le cose sono andate avanti. Sinceramente non ricorco una sola occasione in cui i cinesi abbiano affermato il contrario sul plasma. Fino a circa 10 giorni fa mi ero parecchio informato. Quindi sinceramente non ho mai capito tutta l’esitaziine in Italia ma in occidente più in generale per questa soluzione. Se ci sono altre motivazioni che ce le dicano.

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        • anche a me pare di ricordare qualcosa di simile., e cioè che i cinesi avevano segnalato questa terapia.
          gaberricci, che è medico, dice di avere letto uno studio in cui i cinesi segnalavano alcuni problemi; gli ho chiesto di approfondire; vediamo…

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          • Mi pare (potrei sbagliarmi) di aver letto che alcuni studi cinesi sul siero dei guariti usato come cura, avevano fallito perchè era stato usato su pazienti in stadio avanzato. Mentre la terapia funzionerebbe soprattutto entro le prime due settimane dalla comparsa dei sintomi!

            Comunque vaccino e plasma o siero iperimmune, non mi sembrano in antitesi tra loro, sono cose diverse. Il funzionamento del plasma non frena la ricerca del vaccino.

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            • nei casi di Mantova e Pavia, però, viene applicato soprattutto su pazienti in condizioni quasi disperate e funziona, a quanto risulta.

              rimango scettico sul vaccino: quello contro l’AIDS lo stanno cercando da quarant’anni.
              ma il vaccino attira, perché dà un senso di sicurezza (protegge dalla malattia e promette di evitarla) e poi darebbe un ritorno finanziario enorme: il business del secolo…

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          • gli devi dire di stare attento. Ormai i medici coilvolti nel Covid19 o vengono fucilati come l’ultimo Bing Liu negli Usa, altri come quelli che volano dalle finestre in Russia e quelli che scompaiono nel nulla in Cina.

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            • sembra che del Covid-19 oramai si debbano occupare più i servizi segreti e i militari che i medici.

              con questo tuo commento hai anticipato in apparenza il mio post di oggi, che ho pubblicato un paio d’ore dopo, ma che avevo sostanzialmente già quasi finito la mattina; e più ancora quello che ho in mente di scrivere domani.

              come la guerra AL coronavirus si sta trasformando in una guerra, per ora fredda, COL coronavirus, cioè usandolo come arma impropria.

              la guerra è già stata iniziata, in pratica, e possiamo cominciare a contare le vittime, anche se il ricercatore cinese negli USA oso sperare che sia stato ucciso per motivi privati…

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  2. Avevo letto a suo tempo(!) l’articolo e mi sembrava notizia troppo sensazionale perchè non corresse con le sue gambe. Solo che quel “..la cura c’è ma non se ne parla” aveva squalificato l’articolo nella mia mente per cui ho atteso gli sviluppi anche perchè ricordo come gabericci che l’esperienza cinese su questa tecnica non era sta buona.
    Forse che gli anticorpi italici siano migliori di quelli cinesi?

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    • anche quelli americani, si direbbe: a sentire mia cugina, la cura dà buoni risultati anche lì.
      certamente, mettiamo nel conto l’eccesso di notizie, che fanno confusione, e non necessariamente il silenzio su queste esperienze è sospetto: certo, la grande stampa negli USA ne ha parlato da un bel po’, mentre in Italia tace e i media, appena possono, danno voce allo squalificatissimo Burioni, palesemente contrario.
      tuttavia non è difficile vedere chiaramente chi si sta fregando le mani sperando di vendere farmaci costosi o un ipotetico vaccino.

      – che poi gli anticorpi italici possano essere più forti, direi che è una buona ipotesi: sono moto più allenati… 😉

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    • anche a te la stessa osservazione che a gaberricci: alcuni dicono, invece, che i cinesi avevano segnalato questa terapia (vedi commento di fla), e anche a me pare di ricordare qualcosa di simile…

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      • La delegazione di medici cinesi che arrivò in italia a Marzo portò, tra le altre cose, anche alcuni campioni di plasma di pazienti guariti. E io a questo plasma ci ho pensato spessissimo in questi mesi di decessi… Ma evidentemente i medici italiani non si sono fidati…
        Tanti sbagli.. tanta supponenza e tanta superficialità.. Ciao Mauro tutto bene?

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        • ciao, cara L.: sì, tutto bene: scampato alla fase più terribile dell’epidemia bresciana perché ero in Sri Lanka, poi sopravvissuto ai problemi del rientro avventuroso e all’attraversamento di un’Italia spettrale, alla quarantena e adesso al nuovo ruolo di nonno che convive nella sua casa di montagna con figlio, nuora e tre nipotini; un poco sconvolto dal tutto, non sempre sereno (e come si potrebbe?), a volte confuso e depresso, anche dagli anni che avanzano.

          grazie della testimonianza precisa, che considero definitiva nella piccola discussione che si era aperta qui; piuttosto dico anche a te che sono piuttosto sconvolto nell’osservare che nello scontro politico internazionale che sta aggravandosi (e che serve a Trump per la rielezione) anche il confronto tra le due possibili terapie – vaccino e plasma – diventa uno scontro ideologico tra Occidente ed Oriente.

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  3. Se hanno avuto dei buoni risultati ne sono molto felice, attendo di leggere la loro relazione perché l’ultimo studio che ho letto sull’argomento (fatto dai cinesi) non mostrava risultati esaltanti. Che dire… speriamo! Peccato arrivi ora che la pandemia è finita… (su quest’ultimo punto sono ovviamente sarcastico)

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    • non ho fatto a tempo a scrivere il post, che sembrava quasi uno scoop, che la notizia è esplosa durante la giornata; adesso ci si è lanciato su Fontana, il presidente della Lombardia, che ha finalmente trovato qualcosa di cui farsi bello, senza avere ovviamente nessun merito.
      anche io incrocio le dita come te e dico: vedremo.
      ma la cosa più bella di questa terapia è che punta sulla solidarietà tra guariti e ammalati: un modello di medicina sociale che può tagliare fuori il business sanitario che ammorba il campo.

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    • scusa, gaber, riesci a darmi i riferimenti sullo studio problematico dei cinesi sulla terapia col plasma? c’è una discussione in corso tra i commenti: alcuni dicono, invece, che i cinesi avevano segnalato questa terapia (vedi commento di fla), e anche a me pare di ricordare qualcosa di simile…
      grazie…

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      • Eh, non credo di riuscire. Era in una delle review che ho letto negli ultimi mesi. Ora ci provo, ma dubito di ritrovare proprio quel testo lì. È uscito di tutto sul coronavirus, ultimamente.

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        • grazie del tentativo.

          su questo virus domina un delirio informativo incontrollato, la prova che internet sta diventando un problema e sta smettendo di svolgere una funzione informativa valida.

          col fatto che oramai ad ognuno viene riconosciuto il diritto di trovare in internet chi conferma i suoi pre-giudizi, internet offre qualunque tesi e il suo contrario, e mancano gli strumenti per distinguere una bufala dall’altra…

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          • È un problema serio anche dal punto di vista scientifico, trovare informazioni valide è veramente difficile. Su uno degli argomenti di cui sono più “appassionato” professionalmente, e cioè la ventilazione non invasiva, è stato scritto LETTERALMENTE tutto e il contrario di tutto, a proposito di Covid.
            In questo momento sono in “detossificazione” da Covid, quando riprenderò l’argomento in mano probabilmente ci scriverò un articolo.

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            • capisco l’esigenza di tirare per un attimo il fiato, data anche la tua posizione professionale, ed è un bisogno che avverto acutamente anche io.
              purtroppo non possiamo permettercelo: la pandemia, come vedi, sta diventando un gravissimo problema di politica internazionale, non bastasse il suo lato sanitario drammatico.
              il tema di cui abbiamo discusso a lungo – chi l’avrebbe detto? – è diventato centrale, e non è detto che sia finita qui.
              dico di peggio: perfino dal punto di vista scientifico si è creata una contrapposizione che è tutta politica, tra un’America allo stesso tempo contraria alle politiche di isolamento e decisa a puntare tutto su un vaccino, da conquistare per prima, in segno di egemonia, e una Cina più favorevole alla cura col plasma.
              purtroppo per gli USA la natura per il momento sembra favorevole alla Cina – che è un modo che vorrebbe essere spiritoso di dire che la forma di cura più efficace è quella cinese.
              ma questo spiega di colpo anche certe congiure del silenzio: dopo la via della Seta, avremo anche la via del plasma?

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