inizia la Germanexit? la prima vittima politica del coronavirus sarà l’Unione Europea? – 170

la sentenza dei giorni scorsi della Corte Costituzionale tedesca, a quattro anni dal ricorso, sul programma di acquisto di titoli di stato dei paesi membri da parte della Banca Centrale Europea svolto da Draghi era stato accolto in un primo momento dalla nostra stampa con uno spropositato respiro di sollievo e come se fosse stato un via libera, dato che non consisteva in una esplicita bocciatura e perché non si estendeva – si diceva – al nuovo programma Lagarde, come risposta alla pandemia del nuovo coronavirus.

interpretazione sbagliata completamente; con questa sentenza invece la Corte Costituzionale tedesca ha finito col dare voce al disagio che cresce da tempo in Germania verso l’appartenenza all’Unione Europea (il ricorso era stato proposto dalla Alternative fuer Deutschland, il partito sovranista tedesco, e da un esponente della CSU, l’Unione Cristiano Sociale bavarese, che pure è al governo), e ha posto le premesse di una possibile prossima uscita della Germania dai programmi di sostegno europeo alle monete degli stati membri, cioè in ultima analisi ad una crisi definitiva dell’Unione Europea come è stata concepita sinora.

infatti, se entro tre mesi non ci sarà una risposta ai rilievi che con questa sentenza sono stati mossi all’azione della Banca Centrale Europea, la Germania dovrà liberarsi dei titoli di stato stranieri sinora acquistati in base al programma Draghi definito quantitative easing.

. . .

la Corte Costituzionale tedesca, infatti, ha mutato radicalmente il proprio atteggiamento rispetto a due precedenti sentenze sullo stesso tema, nelle quali si era limitata a rinviare la questione alla Corte di Giustizia europea; questa volta, di fronte all’ultima sentenza di questa Corte, favorevole alle decisioni della Banca Centrale Europea, la Corte tedesca ha rifiutato di accoglierla, osservando che il governo e il parlamento tedesco non hanno esaminato ed approvato le decisioni della Banca Centra Europea.

l’esame è stato condotto peraltro dalla Corte tedesca tedesca e ha portato all’accusa alla Banca, allora diretta da Draghi, di essersi fondata su errori gravissimi e manifesti, in particolare nel valutare la proporzionalità degli acquisti rispetto agli obiettivi dichiarati, e quindi di avere violato il mandato assegnatole dall’art. 19.2 del Trattato dell’Unione Europea, che è quello di assicurare il rispetto del diritto nella interpretazione e applicazione dei trattati.

si tratta di una accusa gravissima: secondo questa sentenza, la Corte di Giustizia europea ha agito ultra vires, cioè fuori dall’ambito dei suoi poteri, con un vero e proprio abuso di potere, e dunque la sua decisione può essere disconosciuta.

affermazione sostanzialmente eversiva, dato che mette in discussione un principio cardine dell’Unione Europea, cioè la competenza esclusiva della Corte Europea nell’interpretazione e nei giudizi di validità delle norme europee e la obbligatorietà delle sue sentenze per tutti i paesi membri; ma in sostanza questa sentenza afferma che il diritto nazionale tedesco prevale, in determinati casi, su quello comunitario.

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la sentenza della Corte Costituzionale tedesca ha assegnato alla Banca Centrale Europea tre mesi di tempo per rispondere ai suoi rilievi.

ovviamente la Banca Centrale Europea ha già fatto sapere che non intende minimamente rispondere a tale richiesta, che mette in discussione la sua autonomia decisionale (giusta o sbagliata che sia, questa è ancorata ai trattati europei).

fuori da ogni precedente è che la Corte di Giustizia Europea sia addirittura intervenuta con un proprio comunicato molto duro contro la Corte Costituzionale tedesca:

«Per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione, solo la Corte di giustizia, istituita a tal fine dagli Stati membri, è competente a constatare che un atto di un’istituzione dell’Unione è contrario al diritto dell’Unione. In linea generale si ricorda che, in base a una giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, una sentenza pronunciata in via pregiudiziale da questa Corte vincola il giudice nazionale per la soluzione della controversia dinanzi ad esso pendente. Eventuali  – ma in questo caso reali – divergenze tra i giudici degli Stati membri in merito alla validità di atti del genere potrebbero compromettere l’unità dell’ordinamento giuridico dell’Unione e pregiudicare la certezza del diritto. Al pari di altre autorità degli Stati membri, i giudici nazionali sono obbligati a garantire la piena efficacia del diritto dell’Unione. Solo in questo modo può essere garantita l’uguaglianza degli Stati membri nell’Unione da essi creata».

con questa ultima osservazione la Corte europea muove a quella tedesca l’accusa velenosa – e da condividere – di volersi porre al di sopra del comune diritto comunitario; poi conclude che d’ora in poi «si asterrà da qualsiasi altra comunicazione a questo proposito».

. . .

dall’altra parte, quello della Banca Centrale Europea, la sua presidente Lagarde ha semplicemente dichiarato che la sentenza non la riguarda e che la Banca proseguirà col suo programma di acquisti indisturbata:

“Siamo un’istituzione europea responsabile di fronte al Parlamento europeo e guidata dal proprio mandato, la stabilità dei prezzi, e sottoposta alla giurisdizione della Corte di giustizia europea”.

la Banca Centrale Europea non potrebbe certo rispondere direttamente al tribunale tedesco, dato che una tale mossa pregiudicherebbe l’indipendenza della banca centrale e la esporrebbe alle pressioni di altri tribunali nazionali, oltre che riconoscere una sorta di preminenza tedesca nell’Unione.

tuttavia si può ben dubitare della effettiva volontà della Lagarde di continuare al programma di acquisti alla luce dell’emergenza coronavirus, considerando che lei stessa ha fatto dichiarazioni contrarie, salvo rimangiarsele subito dopo.

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si è creato infine il paradosso apparente che la Presidente della Commissione europea, la tedesca van der Layen, ex-ministro della Difesa del governo Merkel, ha ipotizzato che la Germania possa essere sottoposta ad una procedura di infrazione dei trattati, proprio perché la Corte Costituzionale tedesca ha messo in discussione una sentenza della Corte di Giustizia europea, che è l’unica fonte della giustizia europea, in base ai trattati. le sue dichiarazioni sono a loro volta senza precedenti:

“Stiamo analizzando nel dettaglio la sentenza della Corte tedesca e valuteremo i prossimi passi da compiere, inclusa l’opzione dell’avvio di una procedura d’infrazione. Abbiamo preso atto della dichiarazione giunta l’8 maggio scorso dalla Corte di giustizia Ue. Allo stesso modo la Commissione europea conferma ora tre principi chiave: la politica monetaria e’ una questione di competenza esclusiva, il primato delle norme Ue sul diritto nazionale e l’obbligo, per i giudici nazionali, di rispettare le sentenze della Corte Ue. L’ultima parola sulle norme Ue viene sempre detta in Lussemburgo e da nessun’altra parte. Il compito della Commissione è quello di salvaguardare il corretto funzionamento del sistema dell’euro e di quello giuridico-legale. L’Unione è una comunità di valori e di norme che deve essere salvaguardata e difesa tutte le volte che ce ne sia bisogno: questo e’ quello che ci tiene uniti ed quello per cui ci batteremo”.

ma se la comunità di valori rappresentata dall’Unione Europea deve essere difesa contro la Corte Costituzionale tedesca…

. . .

si profila dunque uno scontro durissimo capace di scardinare la stessa Unione Europea nel suo precario equilibrio attuale.

infatti la sentenza tedesca non è l’estemporanea levata di scudi di un gruppo di giuristi incalliti, ma la voce di una Germania profonda che vive da tempo con disagio la propria appartenenza all’Unione Europea e sogna un ritorno al marco.

in termini geo-politici questo significa anche la rinuncia all’ambizione di una Europa terzo polo fra USA e Cina, la disgregazione del progetto Europa ridimensionato a Mercato Comune e la scelta di un vassallaggio rispetto all’America.

e in effetti, guardando realisticamente alla storia su tempi lunghi, l’Europa ha davvero dimostrato sinora la sua fragilità complessiva come progetto.

. . .

la risposta decisiva e il tentativo di disinnescare questo scontro, entro settembre, passa comunque al parlamento tedesco, l’unico che potrà davvero sbrogliare questa intricata matassa, rispondendo direttamente ai rilievi della Corte Costituzionale.

ma soprattutto lì si dovrà decidere definitivamente il destino della Germania e, indirettamente, dell’Europa stessa:

l’Unione Europea, come definita finora, non può proseguire; non rimane che la scelta fra dissolverla come fumosa istituzione politica e risolverla in un mero mercato al servizio della globalizzazione finanziaria, oppure rafforzarla facendole assumere un ruolo politico ed economico più forte ed unitario.

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è una scelta decisiva, ma, con una Germania divisa ed incerta, la bilancia propende per la prima ipotesi, secondo me.

del resto da tempo su questo blog insulso e inascoltato ho provato a mettere in guardia dalle continue provocazioni anti-tedesche dei nostri politici variamente populisti e totalmente ignoranti della situazione tedesca reale, che in questi anni hanno continuamente lavorato a favore della ben consistente destra sovranista tedesca, ed ora che questa rischia una vittoria storica e definitiva, potranno soltanto piangere sul latte stupidamente versato.

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sì, ma che cosa c’entra il corona virus? dirà l’improbabile lettore arrivato sino a qui (sono pronto a scommettere che non ce ne sarà uno solo, perché un blog non è uno strumento adatto per questo tipo di analisi…).

c’entra, eccome: noi italiani ci scanniamo da un paio di mesi nella ridicola sceneggiata attorno al MES – su cui non dirò altro perché si tratta appunto dei lamenti delle prefiche attorno al cadavere del debito pubblico italiano, e non vale certo la pena di sprecarci intelligenza alcuna -, ma forse dalla Germania potrebbe arrivare la parola fine sull’oggetto stesso del contendere, perché se il parlamento tedesco non trova o non vuole trovare una soluzione a questo contrasto dirompente, te la saluto la mano europea a sostenere il debito pubblico italiano, continuamente cresciuto in questi ultimi anni, su richiesta concorde di destra e sinistra, di Renzi, 5Stelle e Salvini, di Berlusconi e Tremonti e via dicendo, soltanto con una parzialissima resistenza di Prodi e Letta:

a forza di sparare a palle incatenate contro l’Unione Europea, dando per scontato che fosse indistruttibile, l’Italia potrebbe amaramente risvegliarsi scoprendo di averla finalmente contribuito a distruggerla.

9 commenti

  1. Bè, lo scenario è un po’ diverso dall’Italia che esce dall’Euro. Non è l’Italia che esce e gli si somministra la cura greca… sarebbe la Germania che affossa l’Euro, fine, kaputt. Non succederà perché l’euro gli è convenuto troppo, ma se dovesse succedere le volkswagen gliele pagheremo in lire… sui pregiudizi ne abbiamo già parlato, tanti tedeschi verso gli italiani ne hanno di altrettanti e di peggiori, ognuno si tenga i suoi. Interessante comunque sarà seguire le mosse della Van Der Leyden…

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    • i popoli che si lasciano governare dalle loro scelte dai pregiudizi si condannano da soli a fare delle cazzate.
      con tutto il rispetto e l’amicizia (ma ce lo siamo già detto…) questo tuo commento ne è una piccola ma intensa micro-rassegna.
      mi perdonerai volentieri immagino, se non proseguo punto per punto: sono stufo di ripetermi.
      il fatto è che l’Italia ha tratto vantaggi per centinaia di miliardi negli anni dell’euro, con la caduta dei tassi di interesse sui prestiti che prima doveva stipulare in lire, ma si è affidata ad una cricca dirigente che ha dissipato questi vantaggi rifiutando qualunque forma – anche moderata e prodiana o montiana – di austerità (parola d’ordine profetica di Berlinguer), che ridimensionasse il debito riducendo i lussi dei privilegiati, fino a che lo si poteva fare con costi sociali relativamente contenuti.
      credo che la pacchia, in un modo o nell’altro stia per finire, sia perché i tedeschi si siano stufati di continuare a garantire il nostro debito, cioè in sostanza la nostra mafia dell’evasione fiscale di massa, ma anche se così non fosse, perché non potranno continuare a farlo, visto che oramai hanno i loro problemi anche loro.
      a noi non resterà che piangere sul latte versato, ma dubito che chi gestisce la nostra informazione e le opinioni comuni in Italia abbia la minima convenienza a lasciar circolare un’analisi obiettiva dell’accaduto.

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      • Io sono il primo a dire che l’Italia prima di chiedere i soldi in prestito dovrebbe tirarli fuori a chi ce li ha e a chi evade, figurarsi. Però mi pare evidente che se l’Europa dovesse dividersi per la decisione della Germania, in questo momento di crisi non solo italiana, la colpa sarà della Germania che non è stata capace di assumere le responsabilità storiche che le competono. Tra l’altro noi con l’Euro ci avremo forse guadagnato, come dici (io ho dei dubbi) ma la Germania molto di più, basta vedere il surplus di esportazioni, quindi l’atteggiamento di chiusura mi sembra oltre che miope economicamente (a chi vendono la loro merce se gli altri non hanno soldi?) anche politicamente (a meno che non vogliano far andare al governo i nazisti in gran parte d’Europa…). Spero usino saggezza e lungimiranza…

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        • condivido il giudizio sul rischio che la Germania non sappia far fronte alle responsabilità storiche del momento e l’auspicio finale.

          quanto al fatto che l’economia tedesca abbia funzionato bene in questi anni, nessun dubbio; la spiegazione dei moderni monetaristi è però ridicola: secondo loro l’industria tedesca ha successo per via dell’euro; ma per favore! nel mondo non comperano le auto tedesche perché c’è l’euro, ma perché funzionano bene.
          l’euro ha aiutato l’economia tedesca? indubbiamente, così come ha aiutato l’economia italiana, altrettanto indubbiamente. ma la Germania ha saputo approfittarne meglio… è evidente. ma forse dipende da alcune riforme che ha fatto? dopo l’unificazione la Germania ha attraversato una crisi pesantissima e ne è uscita.
          dare la colpa all’euro del successo tedesco è un modo per nascondere le responsabilità della nostra destra e delle nostre cricche politiche nella crisi italiana attuale.
          forse dovremmo fare meno razzismo anti-tedesco e più analisi dei risultati di certe scelte.
          questo non toglie che anche la Germania stia andando in crisi, sotto l’attacco trumpiano, e che il futuro si è fatto incerto per tutti.

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  2. Cher Mauro, je comprends mieux, mais pas complètement.
    Chi ha agito e perché, l’ho capito ma non è sufficiente per realizzare, il presunto
    reato.
    Credo si debba rispondere a questa accusa .È un momento delicatissimo. Qui mi fermo.
    Non sono riuscita a completare l’iscrizione mi rimandano puntualmente alla scelta tra le offerte. Da un minimo ad un massimo.
    Sparisce l’opzione studenti “gratuit”
    Ho ritentato invano, mi chiedono di scegliere la tariffa in base alle mie esigenze.
    Credo di essere abbastanza “addomentata”, non ferrata, un peau en colère.
    Direi Mais we, je suis une con😆
    Ti sei offerto di darmi una mano. Non so come potrai. Ça va bien, tôt ou tard
    Ho un’altra possibilità, chiederlo ad una vicina che l’ha fatto .
    Merci, Bonne nuit a toi 🙅

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    • quindi il tuo blog non è partito, ecco perché non riesco a trovarlo.
      di recente ho aperto questo blog, scegliendo il piano gratuito, che non era riservato a studenti: questa opzione non viene più offerta? ho cercato di guardare, ma per saperlo dovrei proprio aprire un altro blog, inventandomi una nuova mail: abbastanza complicato.
      se hai un’amica che l’ha fatto di recente, lei potrà aiutarti dal vivo più facilmente di me a distanza: direi che è la scelta migliore.

      quanto al resto, non ci sono reati, di sicuro: la Corte Costituzionale tedesca ha semplicemente giudicato che la Germania non può farsi determinare nelle sue scelte dalla Banca Centrale europea, perché sarebbe contrario alla loro Costituzione; la cosa grave e arbitraria è che, nel dire questo, hanno violato i trattati europei e hanno messo la Germania prima dell’Europa.
      ma niente di più.

      buona serata a te.

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  3. Ciao Mauro premesso che ho letto il tuo post velocemente, mi viene da risponderti che la decisione della Germania non credo che nasca da un anno e mezzo di governo di stolti ignoranti. É un chiaro pretesto, l’ignorante Matteo Salvini è noto per le sue uscite fuori luogo verso gran parte del monido. La sua politica ha cavalcato solo un’onda la rabbia e l’odio contro i più disgraziati. Di Maio bambino impreparato messo lì da Grillo coperto da chi preferiva denaro.
    Mi viene da dire che la radice vera riguardo all’atteggiamento della Germania nasce da movimenti interni che guardo con un pò di scetticismo e un pò di inquietudine.
    Ne prendo atto ma la realtà è che la Merkel, meno potente ,deve barcamenarsi in alta marea e per farlo deve curare i fatti di casa sua.
    L’ultima azione di accusa grave contro Draghi mi puzza comunque di merda tossica a prescindere.
    Non sono in grado di valutare la questione nel dettaglio ma disapprovo completamente la modalità e ne prendo le distanze.
    Una piccola nota la mia primogenita lavorò un anno in Germania. In un hotel, parte di una catena di lusso nota. Lei ha sempre ripetuto che tutto funzionava con la massima puntualità e precisione. Frequentava una scuola di tedesco di livello medio alto. Non pagava era il premio offerto dalla scuola dopo la sua maturità per essersi distinta in generale, in particolare nelle lingue. Visitai la Baviera, girai per Monaco e la trovai bella, ordinata, funzionale, ricca di verde.
    Ridendo la storia politico economica nostrana con molta tristezza.
    Che i nostri governi siano di pessimo livello da 40 anni è fuori dubbio, anti crescita per l’Italia, molti se ne sono serviti solo per fare i propri interessi ma è altrettanto vero che Prodi, prese una decisione avventata senza fare alcun conto per casa sua. O sognava o era in fase idealistico- maniacale e ha continuato su quella linea.
    La mia riflessione è ripartita dal tempo in cui si era convinti che sarebbe stato un passo in avanti
    IL sogno dell’Europa Unita, l’Italia si è trovata immediatamente in una svalutazione importante.
    Non ho bisogno di leggere i pensieri degli economisti . Ero l’economa di casa e via inizio ai debiti.
    Anziché mandare avanti l’Italia , e incentivare il lavoro, prendersi cura della Scuola della Sanita , senza investire sul futuro delle imprese anche medie, abbiamo fatto accordi con chi aveva deciso la sua moneta forte.
    Ricordo il mio scetticismo di allora e quanto mi costava insegnare valori di poco conto come valori comunque buoni.
    Altroché che buoni !
    Paura dei soldi che non arriveranno ?
    Si certo ma nei momenti più brutti scatta spesso reazione naturale
    “Il bisogno guzza l’ingegno “.
    Tu molto più preparato di me, non è un complimento, ma una constazione consolidata nel tempo. L’ impegno di una vita la tua in tal senso e palparole.
    Oggi sole un pò fresco ma va benissimo così.
    Faccio terapia riabilitativa in acqua, unica possibile senza danni.
    Sono contenta di avere preso la decisione.
    Tutto avviene seguendo il protocollo. Igiene più che buona. In acqua tiepida sono sola. L’acqua per me è benedetta .
    Tornerò al blog quando posso. Il mio non so mandarlo avanti. Credo di non metterci la pazienza necessaria. Tu sei tra i monti, trovo una mano qua.Spero ma sì.
    Grazie, sereno mercoledì . 😙🐞🍭

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    • grazie di considerarmi più preparato di te; quel tanto di informazione e di riflessione frutto di studi non garantisce che si possano prendere cantonate.

      prima di tutto, auguri per la tua riabilitazione che ti terrà lontana dal mio blog,m che è anche un po’ tuo, e dal tuo, che però ancora mi sfugge, visto che non me ne hai dato il link.

      ed ecco le osservazioni che mi suscita il tuo commento

      1 – la decisione della Corte Costituzionale tedesca non è una decisione “della Germania” nel suo complesso,ma solo di un suo organo molto importante; come dicevo nel post, tocca ora al Parlamento trovare la risposta ai problemi sollevati, che non sono affatto da poco, visto che, in mancanza di altre novità, la Germania dovrà ritirarsi dal programma della Banca Centrale Europea che garantisce anche il debito italiano, ma dovrà anche subire pesanti ripercussioni in merito alla sua permanenza nell’Unione Europea.

      2 – non penso affatto che quella decisione della Corte tedesca dipenda dalla polvere sollevata dagli interventi della nostra cricca politica, non a caso capeggiata da un comico che ha fondato il partito più rappresentato in parlamento; ci mancherebbe: osservo soltanto che decenni di spirito anti-tedesco e di propaganda anti-teutonica in Italia non ci hanno certo conciliato simpatie nell’opinione pubblica tedesca, e sono un problema in più.

      3- il giudizio di tua figlia sulla sua vita in Germania coincide col mio, che ci sono vissuto sette anni; purtroppo esprimere questi giudizi in Italia significa farsi gabellare subito per filo-tedeschi; gli italiani in genere non conoscono la Germania moderna, multiculturale, vivono di pregiudizi e non vogliono essere disturbati nella loro ignoranza.

      4 – i tuoi giudizi sul processo di formazione dell’Unione Europea mi sembrano gravemente sbagliati e mi fanno capire da soli quanto profondamente è penetrata in questi anni la propaganda fascista anche in menti che si considerano democratiche.
      chissà qual’è la decisione avventata che prese Prodi, “senza fare alcun conto per casa sua” – dici tu: come se l’Italia non sia stata uno dei sei stati fondatori, fin dal 1954 del Mercato Comune Europea, e come se restare fuori dall’euro non sarebbe stata una vera e propria catastrofe economica, considerando già come eravamo messi dal punto di vista del debito pubblico.
      la cosa più stupefacente, secondo me, è come Berlusconi, che si trovò a gestire dal governo dal 2001 al 2005 il passaggio concreto all’euro e che lo gestì malissimo, sia riuscito a buttare le responsabilità dei suoi errori voluti – per favorire i commercianti e gli industriali – addosso a Prodi, che era stato espulso dal governo nel 1998, nella propaganda politica diventata senso comune, anche tuo.
      che cosa c’entra Prodi, che non governava da quattro anni, con l’inflazione nel passaggio all’euro del 2002 che fu tutta gestita e voluta da Berlusconi, che stava governando allora?
      capirai che pongo queste domande polemiche con un profondo senso di depressione, a considerare quanto profonda sia la disinformazione e l’incapacità di capire cose anche molto semplici, che c’è in giro.

      qui mi fermo: aspetto di riuscire a dare un’occhiata al tuo blog se mi mandi il link.

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