virologi d’assalto, l’informazione malata e i suoi complici – 198

è sempre più chiaro che non sono certo i migliori o anche soltanto quelli seri i virologi o simili che la televisione, e in particolare Fabio Fazio, propina al suo pubblico beota, se non in origine, certamente reso tale alla fine di decenni di trattamento.

abbiamo capito da un pezzo che lì passano soltanto le facce toste e quelli con la parlantina più sciolta e capace di colpire il pubblico, in particolare col dirgli quel che vuole sentirsi dire.

dovrebbe essere semplice capire che la televisione è uno strumento per vendere pubblicità, e dunque le trasmissioni, anche le migliori, servono soltanto a trattenere davanti allo schermo determinate fasce di pubblico, in attesa di propinargli la pubblicità; necessariamente dunque al pubblico si dice quel che gli piace, dato che lo scopo è che lui ascolti quel che deve comprare.

in un mondo ragionevole il pubblico sarebbe pagato per stare davanti alla televisione, che impedisce lo svolgimento di molte altre attività interessanti e dovrebbe essere riservata soltanto ad anziani invalidi; eppure il rifiuto della televisione è una scelta di nicchia ed appare sintomo di qualche segreta stranezza.

ora però cominciano a filtrare notizie sui compensi che pigliano questi figuri di medici da studio televisivo, per andare ad imbrogliare l’opinione pubblica sul virus, mentre i virologi davvero seri sono impegnati a lavorare ventre a terra e rifuggono dall’esposizione mediatica a pagamento:

la Capua, che a suo tempo riuscì anche a farsi passare come vittima dell’odio anti-scientifico, si fa dare 2.000 euro per dieci minuti di intervista:

Burioni non sappiamo, ma è molto più famoso, e inoltre ha dei giganteschi conflitti di interesse che moltiplicano i suoi guadagni in modo probabilmente esponenziale, anche attraverso aziende farmaceutiche che gli pagano consulenze favolose: Burioni infatti ha creato la Pomona ricerca Srl, che intrattiene rapporti di lavoro con grandi multinazionali di farmaci e vaccini e la sua presenza fissa su Rai 2 è di fatto una pubblicità a vantaggio dei brevetti depositati dallo stesso Burioni tramite il lavoro di Pomona.

. . .

e alla fine questa è una metafora molto evidente di un mondo mediatico capovolto che ribalta i valori, premia gli affaristi e lascia nell’ombra i ricercatori veri.

ma a questo punto la mia domanda però è un’altra: questa gente fa i suoi interessi senza pelo sullo stomaco, e passi: non sono i primi e non saranno gli ultimi; ma le persone anche intelligenti e preparate che continuano ad informarsi attraverso la tv, perché lo fanno?

perché non capiscono il ruolo della televisione?

perché, pur di sentirsi dire quello che vogliono, accettano volentieri di farsi lavare il cervello?

per pura e semplice pigrizia?

in ogni caso il fatto che loro regalino il loro tempo individuale prezioso a quell’apparato non dovrebbe essere un comportamento da valutare anche dal punto di vista etico?

indubbiamente sì: se vedono che il sistema informativo è sbagliato e tuttavia continuano ad appoggiarlo, evidentemente hanno delle responsabilità precise nella disinformazione di massa.

. . .

il discorso si fa ancora più evidente se volgiamo lo sguardo ai social media.

nessuno può ignorare oggi che Facebook è una impresa che lavora da tempo organicamente a favore della destra mondiale e del nuovo fascismo tecnocratico, naturalmente fingendo, fino a che ha potuto, di essere un contenitore neutro; eppure imperterriti continuano ad usarlo anche persone che si vantano di credere nella democrazia;.

non vorrei impressionare nessuno, ma per me non è lontano il tempo nel quale avere avuto per lungo tempo un profilo su Facebook non sarà molto diverso di quel che era, alla fine della seconda guerra mondiale, avere avuto la tessera fascista:

e il fatto che l’abbiano avuto tutti o quasi (anche io, per un certo tempo), non esimerà dalla vergogna di avere dato il proprio consenso a questo nuovo regime virtuale di massa.

. . .

anche qui ho una domanda semplice semplice: ma ci vuol tanto a passare a twitter, almeno in queste ore?

o meglio ancora: perché non scegliere Signal, l’applicazione di messaggistica che, a differenza di whatspp, garantisce l’inaccessibilità di quello che scambiamo con i nostri interlocutori?

insomma, vorrei dire: l’informazione siamo noi.

perfino quando ci limitiamo a subirla, in realtà la stiamo scegliendo, e se vogliamo una informazione responsabile, ne siamo noi i primi responsabili.

11 Comments

  1. Twitter non è molto meglio, temo…

    Ad ogni modo: quel genere di virologi viene invitato da Fazio perché al pubblico di Fazio piace sentirsi parte di una ristretta elite di saggi che guarda con disprezzo al popolino ignorante che non sa tacere di fronte al professorone.

    Ma non è questo il dramma. Il dramma è che questa gente crede di essere di sinistra.

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    1. indubbiamente hai ragione su twitter: sono tornato, dopo qualche anno, sul mio profilo lì, che ho lasciato aperto, a differenza che quello su Facebook, e per prima cosa mi è venuta incontro la pubblicità.

      io non credo neppure che quella èlite di aristocratici in pectore creda di essere di sinistra: crede di essere razionale, scientifica e informata; non lo è, ma non è niente di strano se non accetta di sentirselo dire.

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  2. Io la TV la guardo senza sentirmi troppo in colpa. Ci sono tanti di quei canali che si trovano tramissioni su tutti gli argomenti. Alla fine comunque vedo quasi sempre gli stessi, perché mi piacciono o mi divertono di più. Ci sono anche pochi ma buoni programmi di approfondimento o inchiesta, spesso a orari impossibili ma ora con RaiPlay si possono recuperare. I TG li vedo, criticamente o almeno spero; sto parlando comunque della Rai perché Mediaset non la guardo più dal 1994, tranne qualche film quando mi costringono. Per FB all’inizio ero abbastanza entusiasta, poi adesso ci vado di rado. Considero che è vero che può essere (lo è) usato per manipolare, però è anche uno strumento per mantenersi in contatto, mia madre per esempio segue i nipoti sparsi per l’Italia. Comunque per informarsi da soli ci vuole parecchio tempo, e non tutti lo hanno, e anche sapere dove cercare, non tutti sanno il tedesco… 🙂 il problema della TV e dei social è che come viene usato male potrebbe anche essere usato bene, dipende da chi e come ci mette contenuti…

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    1. non condivido per niente la tua conclusione: la TV e i social come Facebook non possono essere usati bene; sarebbe come dire che anche la bomba atomica può essere usata bene.

      forse il mio giudizio non vale per social impostati diversamente da Facebook, ma mi riservo di verificare, senza escluderlo per principio.
      poi è ovvio che hanno una qualche utilità: anche io uso whatsapp, filiazione sempre di Facebook, anche se mi rendo conto degli effetti negativi sul mio pensiero di questo uso e cerco di limitarlo al massimo.
      ma soprattutto mi guardo attorno per cercare alternative, dato che non mi va proprio di essere schedato in ogni mio respiro.

      ma ognuno la pensi come vuole, naturalmente. 🙂
      un affettuoso saluto: mancano le tue cronache…

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      1. Capisco quello che vuoi dire, naturalmente, e lo scetticismo; io confido che FB prima o poi sparisca, ma verrà sostituito da qualcos’altro ancora più invasivo, probabilmente…
        le cronachette un po’ mancano anche a me, ma mi sento molto meno “obbligato”, così… ma visto che la fase tre non è che sia ‘sto granché, finora, qualcosa mi dovrò appuntare per ricordarmelo un domani…
        ritorno indietro, al problema delle alternative: anche in politica in fondo è così…

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        1. in effetti Facebook è in via di sostituzione col suo grado deteriore, whatsapp.

          inventati qualche cosa e riprendi le cronachette: hai un dono raro di saper mescolare il quotidiano con la riflessione di sistema, facendo scorrere tutto che è una meraviglia; e poi se mancano anche a te, non fartele mancare… 😉

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  3. Mauro non vedo la TV confermo però che qualche film e documentari tra natura animali e modi di vivere diversamente mi piacciono.
    Il resto l’ho lasciato verso la fine degli anni 90 o poco dopo. Mi pare abbia combaciato con l’avvento delle reti private.
    Non so risponderti sui perché molti la guardino in modo esaustivo.
    Principalmente per comodità, per avere un pò di informazione generica sommaria, un pò per divertirsi con qualche serie un poco sciocca, purché distragga dai pensieri quotidiani.
    Soprattutto chi lavora e torna stanco o stanca tra bambini e adolescenti che danno da fare si munisce di due o tre tv, così ognuno per fascia di età si mette buono.
    Approfondire richiede tempo fatica e forse altro smarrimento.
    Questa è l’impressione forte che traggo da famiglie e da persone più datate.
    Gli anziani intenso nel suo accesso più severo si accontentano di poco e non vogliono pensieri, il limite impone la scelta.
    Solo una parte quella che per predisposizione per desiderio e per scelta vuole andare a scoprire di più gli aspetti nascosti o taciuti è una minoranza.
    I giovani e non giovani intendo tra i 30 e 70 anni circa con alle spalle una buona formazione scelgono solo alcuni programmi e approfondiscono diversamente.
    È una minoranza tutti gli altri hanno pochi strumenti, tempo e curiosità.
    Parlano di tutto lo stesso ma con una visione limitata.
    Non sono un’antropologa la mia analisi è elementare, ripeto che l’ignoranza esiste, Nei ultimi 35/40 anni piano, piano, c’è stata una regrespione. La qualità scolastica mi pare che è andata scemando… Fatte salve alcune università e scuole d’eccellenza, o comunque di buon livello.
    La parte dei social in genere sono come dici tu, ma nel mazzo c’è sempre chi va contro corrente. Frequento poco , ho pochi amici piuttosto selezionati o persone con cui avevo legame scolastico, o parentale non stretto .
    È servito e serve per salutar si di tanto in tanto.
    Fb è semplice per tutti.Anche per persone anziane una zia che vive lontano e altrimenti non avrei più sentito come amiche di scuola . O vicini di casa dell’infanzia e dell’adolescenza.
    Ho provato a cancellarmi senza riuscirci questo potrebbe rientrare nel mio mancata abilità. Se invece fosse davvero difficile mi darebbe molto fastidio, non vergogna però.
    Le persone con autonomia di pensiero, non fasciste nè nostagiche tali restano Fb o non Fb. Io ricordo che i comunisti in Italia avevano un bollino rosso ed erano registrati con divieto di molti accessi. Ero tendenzialmente socialista, presto sono passata ai verdi sempre in perdita poi sono passata ad andare a votare con la trascrizione regstrata- Non scelgo nessun rappresentante perché nessuno mi rappresenta-
    Credo che l’idea di twitter sia buona, signal non lo conosco.
    È tempo di tentare. Ho iniziato a vedere telegram ma ne so poco.
    Buona notte

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    1. vedo che abbiamo cominciato ad abbandonare la TV pressapoco nello stesso periodo e nella stessa maniera; anche io sono passato per una fase di uso selettivo, poi però ho abbandonato anche questo, dato che quello che la televisione mi passava (con la pubblicità) la potevo ritrovare anche con altri strumenti, come Youtube, fino a che non è stato invaso dalla pubblicità anche lui.

      oggi l’ho abbandonata per sempre, non pago neppure il canone, perché la chiave di volta è pur sempre la pubblicità, dalla quale non ti puoi liberare qualunque cosa tu scelga di guardare.

      insomma, oggi sono convinto che ci sia un dovere morale di rifiutare la pubblicità, cioè l’invito a spendere e consumare, e quindi anche di rifiutare la televisione.

      non mi sono allontanato dalla tv per questo, ma semplicemente per fastidio, ma oggi ci ho costruito su la mia filosofia di vita: non può dirsi anti-consumista chi guarda la televisione; non può dirsi democratico chi usa Facebook e finanzia un fascista come Zuckerberg.

      posizione estreme, spero non estremistiche, da dire col sorriso sulle labbra, senza volere convincere né tantomeno colpevolizzare nessuno, ma da dire, credo.

      tanto più che, se non le dico io, non le sento da nessun’altra parte, anche se so bene che sono condivise da più persone di quante si potrebbe pensare.:-)

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