Neom, la vendetta del virus – 220

le isole di Tiran e Sanafir sono allo sbocco del golfo di Acaba nel Mar Rosso aperto e la prima dà il suo nome allo stretto che congiunge i due tratti di mare:

sono 80 e 33 km quadrati di sabbia spopolata e desertica; appartenevano all’Egitto, ma nell’aprile del 2016 il governo egiziano ha firmato un accordo sui confini marittimi con quello saudita e gliene ha trasferito la sovranità; un giudice egiziano ha provato ad opporsi e ci sono state manifestazioni di protesta, ma l’anno dopo il parlamento egiziano (il parlamento egiziano!) ha approvato, ed ora questi lembi di deserto in mezzo al mare sono sauditi a tutti gli effetti.

non so dirvi che cosa l’Egitto di Al Sisi ha avuto in cambio, e potrei perfino congratularmi per un caso raro nel quale non ci sono state assurde dispute territoriali, se non ci fossero stati dietro altri scambi che di sicuro noi non conosciamo; però posso dirvi che cosa progetta di farne l’Arabia Saudita: un delirio di grandezza chiamato Neom, assieme ad un ponte che congiungerà (forse) i due paesi.

Neom sarà (dovrebbe essere) una megalopoli estesa in superficie più di trenta volte New York: non soltanto geograficamente nel punto dell’Arabia Saudita più vicino al Mediterraneo, ma dovrebbe anche diventare una sorta di stato nello stato saudita, più aperto e tollerante verso la moderna cultura internazionale di massa, ad esempio ammettendo l’uso degli alcoolici o un abbigliamento delle donne diverso dal burka.

insomma, il modello è quello di Dubai e Abu Dhabi nei vicini Emirati Arabi Uniti e segue la stessa prospettiva strategica: prepararsi alla fine dell’estrazione degli idrocarburi (già avvenuta nell’emirato di Dubai), trasformandosi in obiettivi del turismo internazionale, in mega centri commerciali, in sedi di fantastiche imprese architettoniche ai limiti dell’impossibile, tra metrò sospesi e rifacimento delle scenografie di Metropolis, il film futuristico di un secolo fa; il tutto con acqua desalinizzata ricavata dal Mar Rosso (che ha un tasso di salinità elevato).

e occorrerà anche pensare ad una immigrazione massiccia – da tenere sotto controllo con le tecniche del riconoscimento facciale -, come appunto negli Emirati, crogiuolo mal conosciuto da noi di popoli diversi, dove solo un sesto della popolazione discende da quella originaria.

un investimento surreale, previsto per ora in 500 miliardi di dollari, e un progetto al confine col delirio (più che con l’Egitto e la Giordania), come possono nascerne soltanto nel nuovo mega-feudalesimo della post-democrazia: qui attorno ad un autocrate come il principe ereditario saudita Ben Salman, uomo al centro di un potere immenso – altrove attorno ai nuovi eroi delle Guerre Stellari del nostro tempo: i Musk, i Bill Gates, i Bezos, i Soros, oppure gli Erdogan, i Putin, e vorrei dire anche i Trump, se il presidente americano, in questo contesto, non apparisse più che altro come una ridicola macchietta.

e assieme abbastanza feroce: il principe ereditario saudita, che di fatto governa attualmente, da non esitare di fronte a nessun delitto, come ha dimostrato l’omicidio di un giornalista critico avvenuto addirittura dentro il suo consolato ad Istanbul.

. . .

per ora la prima vittima del progetto Neom si chiama Abdul Rahman Alhwaiti del villaggio Al-Khuraybah, i cui abitanti, come quelli dell’intera zona, circa 20mila, hanno ricevuto l’ordine di evacuazione; lui si è opposto, la sua casa è stata circondata da forze speciali; lui è salito sul tetto per la sua ultima trasmissione via internet di quel che gli stava capitando: Stanno venendo a prendermi, mi uccideranno e diranno che ero un terrorista – sono state le sue ultime parole, prima che nel video si sentisse il crepitio delle armi; e dieci minuti dopo, infatti, era già stato finito a colpi di fucile; le notizie diffuse dal regime dicono, come previsto, che aveva attaccato la polizia e che è stato neutralizzato; e questo serva da monito a quelli che devono ancora andarsene…

d’altra parte non occorre neppure andare troppo lontano per trovare non qualche migliaio, ma qualche milione di profughi palestinesi, che sono stati e tuttora vengono privati delle loro case e di ogni diritto per un altro sogno scellerato di grandezza, quello sionista.

. . .

perché scrivo questo post? non per far sapere che nell’Europa civile c’è un piccolo movimento di solidarietà con gli abitanti di questa regione dell’Arabia, vero?

ma non credo che in Italia potrà mai avere degli adepti, visto che chi esprime solidarietà ai palestinesi, già solo per questo è tacciato di pericolo estremista; del resto da noi passano per difensori dei diritti umani i radicali filo-sionisti.

lo scrivo forse per una cinica riflessione sul fatto che ai manipolatori della nostra informazione torna comodo parlare di regimi violatori di diritti umani in ben altri casi, ma si guardano bene dal farlo col paese che ha organizzato con i suoi servizi segreti l’attentato alle Torri Gemelle vent’anni fa, per spingere gli USA alla guerra contro Saddam, da cui si sentivano minacciati – e peraltro, ci sono anche riusciti, facendola anche franca nell’opinione pubblica comune.

non sentirete parlare di diritti umani violati, a proposito di questo governo che uccide impunemente all’estero i propri avversari politici, esattamente come l’alleato egiziano fa perfino con un nostro cittadino, Regeni.

ma anche queste prese di posizioni mi pare che lascino oramai il tempo che trovano e si espongono al rischio di risultare manipolate da questo o quell’altro interesse geopolitico rivale.

no, lo propongo come spunto di triste riflessione sulla decadenza evidente della cosiddetta democrazia capitalista, ora che si sta trasformando in democratura iper-capitalista, e come malinconica osservazione sull’Europa, ultimo baluardo di valori civili sulla via del tramonto.

. . .

ma lo propongo soprattutto perché penso che questa pandemia sia il campanello d’allarme che segna il tramonto del nostro futuro umano come lo abbiamo finora immaginato.

questi 500 miliardi di debito, che l’Arabia Saudita dovrebbe contrarre (con chi?) per realizzare Neom, fanno il paio con i 750 che l’Unione Europea dovrà affrettarsi a sborsare per evitare il collasso produttivo e civile del proprio tessuto economico e con i 22mila miliardi già solo oggi del debito pubblico americano.

non occorre essere delle aquile per capire che questo incredibile castello di carte del debito pubblico mondiale è destinato a crollare, e oltretutto i debiti statali sono poi alla fine una quantità minore rispetto al parallelo debito accumulato dalle imprese, dai privati, dagli speculatori finanziari, pari a circa sette volte e mezzo il valore commerciale del pianeta, se fosse tutto messo in vendita – dicono, ma non so neppure che è in grado di calcolarlo, ormai.

questo debito mondiale mostruoso è la cocaina economica che spinge a lavorare e a produrre oltre i limiti di ogni resistenza normale allo stress, nel presupposto che la moneta che si riceve in cambio continui a consentire di acquistare il necessario e anche il superfluo.

che l’indebitamento sia diventato per i post-moderni imperi attuali l’unico modo di sopravvivere ricorda del resto la fine nella storia di altri imperi, che peraltro avevano dimensioni soltanto locali, mentre questi abbracciano tutto il pianeta come un tutto unico, nelle loro sfaccettature discordi.

. . .

ma il virus è la vendetta di quel povero contadino massacrato: Neom non nascerà mai, la grande crisi è cominciata.

non credete a chi dice che tutto tornerà facilmente sotto controllo, che basterà un vaccino per farci riprendere questo percorso folle.

e l’epidemia non cancellerà neppure le democrature e gli autocrati, tutt’altro, darà loro ancora più forza, come vediamo, dato che nell’emergenza le regole della divisione dei poteri diventano ridicole:

ma saranno regimi autoritari che dovranno battersi per assicurarci la sopravvivenza e non la prosecuzione dell’insensato attacco ai limiti della natura.

. . .

I filosofi sinora hanno soltanto interpretato il mondo; si tratta invece di trasformarlo, scrisse il giovane Marx nel 1844: malvagio profeta inconsapevole del mondo attuale e della lotta che l’uomo ha intrapreso contro la natura, mortale (per lui).

non sembra che avesse previsto però la vendetta della natura.

3 commenti

  1. In questo post ci sono troppe cose e troppo grandi per abbracciarle con un commento.
    Neom è una pazzia concepita da pazzi. Usi spesso giustamente la parola “delirio” perchè la nostra lingua non ne ha altre di categoria superiore per descrivere il parossismo della follia. Hitler e Kim il Sung erano dilettanti in confronto a questi qua.
    I 500 ML li pagheremo noi comprando petrolio, senza debito. Senza petrolio la loro megalomania arriverebbe solo al lusso personale, ferrari e rubinetti d’oro.

    Ti chiedi perchè continuare a scrivere un blog. Io ti rispondo che queste cose le leggo solo qui, purtroppo. La stampa italiana, per le notizie dal mondo, è completamente alla deriva.

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    • vero, il post è sovraccarico: parte da un punto molto particolare e si allarga via via alle prospettive mondiali, forse con uno slancio eccessivo.

      vedo bene anche io che la stampa italiana non ha interesse per questi argomenti; qui lo spunto mi è stato fornito da un articolo dello Spiegel, che ho poi integrato con varie altre notizie e informazioni.

      prendo però anche atto di avere pochissimi lettori, tali da far sembrare un lusso anche i 25 che Manzoni dichiarava di avere duecento anni fa per i suoi Promessi Sposi; questo mi dà precisa la percezione del fallimento della mia azione via blog: non sono soltanto i nostri media che rincretiniscono il pubblico, il fatto è che manca proprio un pubblico in Italia per queste riflessioni – oppure sono io che non so farle in forma adeguata.

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