la settima testimonianza, le stratificazioni, nell’Annuncio del Nuovo Regno, dal Vangelo secondo Giovanni – 37 = 16-17 bis – 233

continuo con le ultime annotazioni sulle integrazioni contenute nel Vangelo secondo Giovanni, quasi come nota ai post già scritti.

nella settima testimonianza sono indicate qui sotto le parti aggiunte, individuate come ho cercato di spiegare nei due post a lei dedicati: https://corpus15.wordpress.com/2019/11/18/il-cieco-guarito-di-sabato-ottava-testimonianza-lannuncio-del-nuovo-regno-16-513/ e https://corpus15.wordpress.com/2019/10/12/lannuncio-del-nuovo-regno-13-i-figli-di-abramo-terza-parte-della-sesta-testimonianza-453/ (i titoli che risultano dai link sono quelli delle prime stesure di questi post e testimoniano bene le incertezze e le varie difficoltà di interpretazione iniziale mia in questa parte molto complessa, ma cliccando viene oggi evidenziato il loro titolo aggiornato).

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un primo livello di integrazione è rappresentato da queste:

9, 4 Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. 5 Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo.

10, 17 Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio.

rimango in dubbio se queste integrazioni siano successive alla prima stesura dell’Annuncio del Nuovo Regno o siano parte di questa:

a favore della seconda ipotesi sta il fatto che entrambe sono la diretta premessa dell’azione miracolosa che segue subito dopo: Jeshuu afferma di essere la luce del mondo e in effetti ridà la vista al cieco; afferma di potere dare la vita, e in effetti subito dopo la ridà a Lazzaro; in senso contrario gioca una certa dissonanza di toni.

10, 17-18 appartengono allora forse alla fase intermedia che porta alla rielaborazione dell’Annuncio del nuovo Regno, dato che rappresentano la premessa necessaria al racconto successivo nell’ottava testimonianza della restituzione di Eleazar/Lazzaro?

è però anche vero che entrambi sembrano ampliamenti di spunti più brevi che immediatamente precedono:

9, 3 perché si manifestino in lui le opere di Dio;

10,10: Io sono venuto perché abbiano la vita […]

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altre integrazioni appartengono, a mio parere, ad una fase successiva:

10, 14 Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15 così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16 E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.

10, 26 Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. 27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. 28 Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. 30 Io e il Padre siamo una cosa sola.

10, 32 Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?».
33 Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
34 Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi? 35 Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, 36 a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: «Tu bestemmi», perché ho detto: «Sono Figlio di Dio»? 37 Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; 38 ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre».

in queste altre integrazioni la coerenza della visione è molto evidente, al punto di trasformarsi quasi in coerenza narrativa, come se si trattasse di una autonoma sequenza spezzettata ed introdotta a forza nell’episodio.

quanto ai contenuti concettuali ritroviamo alcuni dei soliti: l’affermazione che Gesù è la luce del mondo; Dio è il Padre di Gesù e lo ha mandato nel mondo; Dio gli ha fornito poteri sovrannaturali come quelli di dare e togliere la vita; Dio e Gesù sono una cosa sola.

qui siamo nella fase finale della rielaborazione che ha portato al Vangelo secondo Giovanni, come del resto dimostra bene il riferimento in 10, 34 alla legge ebraica come oramai estranea alla predicazione di Jeshuu (nella vostra Legge).

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aggiungo soltanto che con la settima testimonianza si conclude il cosiddetto Vangelo dei Segni, cioè lo strato più antico che sta alla base del Vangelo secondo Giovanni, quella che ho supposto che fosse una raccolta di sette segni che Jeshuu era effettivamente il messia e che circolava, probabilmente in forma ancora orale, ma piuttosto stabile comunque, ancora prima della fase finale della sua azione, conclusasi con la disfatta del monte degli Ulivi.

non a caso l’ottava testimonianza, cioè quella che inaugura la seconda fase di ampliamento del testo, è dedicata a Eleazar, cioè a Lazzaro, che è il promotore principale di questa integrazione fatta in vista della rivolta contro i romani, e si apre con l’attestazione che è lui, Lazzaro, il seguace che Jeshuu amava e che ha addirittura liberato dalla morte.

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