la strage di Bologna, quarant’anni dopo – 266

Anghessa Bologna

La strage di Bologna, almeno in parte, oggetto di una indagine, caparbia: ad alcune verità si è pervenuti.

In vicende cosi complesse (e con protagonisti tra i peggiori criminali), con motivazioni e interessi almeno intrecciati, ad ogni risposta si perviene – ancor oggi – a molte ulteriori domande.

La presenza nefanda di accoliti della P2, malgrado una “debolezza” utile (per l’inchiesta), è stata usata e abusata per confondere.

Ma cosa possiamo attenderci da vicende, in cui addirittura un Presidente della Repubblica (Cossiga) è stato un falso testimone? depistatore confesso! (Ustica). NOTA MIA la strage di Ustica fu di poche settimane prima: 27 giugno Ustica, 2 agosto Bologna.

Gelli mi chiamò in tribunale, assieme a Brenneke (Cia) per le valigie di soldi, che gli provenivano da Washington (chiese anche alla Rai una provvisionale di 50 miliardi).

La pista della destra terrorista mi sembra ben documentata, con sentenze passate in giudicato, ma c’erano anche altri “brutti“ personaggi, Thomas Kram ad esempio, segnalato e controllato a Como il giorno prima dell’attentato (ma non pedinato!!!), fermatosi a Piacenza per alcune ore (con gente – come lui – del gruppo di Chacal!) e presente a Bologna.

Non era infrequente che ”opposti” collaboravano tra di loro, con pupari nell’ombra, efficaci, efficienti e purtroppo ben rifocillati.

. . .

corpus2020

collaborazione tra terroristi di estrema destra e di estrema sinistra, manovrati dalla CIA e dalla sua propaggine esecutiva in Italia, cioè Gladio e la P2 di Gelli?

che cosa ci sarebbe di strano?

l’omicidio di Moro, di due anni prima, non ci offre lo stesso scenario?

e Cossiga, meritatamente premiato con una presidenza della repubblica decisa plebiscitariamente, per ricompensarlo del suo apporto decisivo alla liquidazione di Moro, non fu il principale punto di riferimento politico di questi gruppi?

. . .

chiunque si lamenta della destra di oggi, non ricorda (memoria storica!) che cosa fosse la destra di cinquanta, quaranta, trentacinque, venti anni fa: Piazza Fontana, Bologna, Capaci, Genova.

dopotutto il berlusconismo è salito al potere mentre la mafia ammazzava i giudici e la sua vittoria politica ha plasmato l’Italia degli ultimi 25 anni: vittoria sua, cioè di Berlusconi, ma anche della mafiosità come modello di vita.

e la destra di oggi è parolaia e gradassa, ma sostanzialmente inoffensiva, almeno in termini di stragi: questo dipende soltanto dal fatto che ha vinto.

spiace forse dirlo, ma per chi ha vissuto abbastanza per ricordarsi il prima, questa destra è migliore di quella del passato, perché non ammazza più, almeno per ora.

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