che Fico essere gay – 374

a un gagliardo giovanottone di quarant’anni di Palermo la madre ha finalmente detto che è ora che si arrangi e che lasci casa sua; così lui si è trasferito in un centro di accoglienza nel quartiere di Ballarò, dove peraltro doveva essere almeno da 15-20 anni, poi ha scritto a Repubblica che la madre lo caccia di casa perché è gay (non perché ha 40 anni), come se vivere a casa di sua madre a quell’età fosse un diritto che gli è stato tolto; e già che c’era, ha mandato una letterina anche al presidente della Camera, Fico.

nessuno ha provato a sentire l’opinione della madre nella ridicola stampa del politically correct, perché oramai ci sono questioni così cruciali che esigono che si condanni qualcuno ancor prima di averlo ascoltato e lo si metta alla gogna senza indugio.

basterebbe del resto il comportamento del figlio in questa occasione, per dare ragione alla madre: solo, doveva liberarsene prima.

. . .

però divertente è come il presidente della Camera, Fico, 5Stelle, abbia risposto subito all’appello: su Facebook, naturalmente:
“Bisogna approvare al più presto una legge contro l’omofobia. E’ uno strumento normativo di cui abbiamo bisogno. Nessuno più deve avere vergogna di essere se stesso”.

a me pare che il 40enne non si vergogni affatto: ha messo la sua foto in giro per la rete; ma, con questo, invece, è sua madre che è pubblicamente svergognata dalla terza carica dello Stato: magari era semplicemente stufa di lavargli le camicie, adesso eccola additata in tutta Italia come omofoba; e poi lei, questo diritto di essere se stessa non ce l’ha?

Fico continua: La storia di Manuel ci ricorda che ci sono ancora dei passi da fare per una società che rispetti il modo in cui ciascuna persona si identifica, che non prescriva ruoli e non giudichi scelte”.

allora, tanto per cominciare, non giudichiamo le scelte di quella mamma: sono fatti suoi, avrà i suoi motivi e forse saranno anche gravi: cuore di mamma, sa lei.

e poi, se anche fosse omofoba? nel senso che le desse fastidio vivere con un figlio omosessuale, non sono sempre fatti suoi, anzi di loro due?

c’è bisogno di una legge che la obblighi a tenerselo in casa oppure a non dirgli che è una persona che non le piace?

. . .

santo cielo, una legge contro l’omofobia violenta è più che necessaria in questo paese retrivo in certe sacche sociali, ma qualcuno vuol farci credere invece che dalla legge contro l’omofobia potrebbe nascere un nuovo integralismo filo-gay.

pensavo che questo fosse uno stupido argomento della propaganda reazionaria ed ottusa; non immaginavo mai che sarebbe accorso Fìco a dare prova che è un rischio che corriamo.

ma dai Fico troppo zelanti qualcuno ci scampi e liberi.

16 commenti

  1. Buongiorno Mauro come darti torto.
    Non è certo grave la storia in sé, affatto, ma l’uso che se ne fa pee ammaestrare il gregge.
    E il gregge bela! Grave danno fa chi scrive a vanvera e ancor più grave l’eco della folla vagante nella follia.
    Potrei fare, per così dire, la stessa fine. E non direi mai mea culpa.
    Ci sono figli davvero 40enni e 50enni, consentimi il termine scomodi. perché fuori di testa. Intolleranti e inevitabilmente ammaestrati.
    In quanto ai fichi, plurale di fico, dovrebbero cadere a terra, la stagione è finita.
    Mi scuso se sono piuttosto acerba, ma la pazienza non è, né può essere infinita.
    Possiamo scrivere il nostro pensiero critico. Lontano dall’omofobia, che non ci appartiene.
    Grazie Mauro, se ne hai lo spunto, ci scrivi un altro post utile a sorridere fino in fondo?!
    Sono in fase calante ma viste le vicissitudini e la stagione è naturalmente normale. Non sono sola, viviamo sulla tutti sulla Terra e sotto lo stesso cielo. E siamo nati nella parte più leggera. La conoscenza penso che sia cosa buona e giusta, ma induce a pensieri dolenti.
    Io non penso che mal comune sia mezzo gaudio.
    Buona continuazione, grazie 😘

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    • grazie Francesca! tu dici di essere acerba, ma i Fichi lo sono invece al tuo posto, visto che non sono ancora caduti a terra. che cosa aspettano a diventare maturi?
      il tuo invito a scrivere post sorridenti è di sicuro da accogliere (ne ho invece appena scritto un altro, pesantissimo); tempo fa lo facevo molto più spesso, avevo perfino un blog dedicato ai sarcasmi e alle battute, ridical. https://corpus0blog.wordpress.com/?s=ridical
      non dico che fossero tutte riuscite e che facessero sempre ridere, e perlopiù il riso era amaro; ma poi ho smesso, vedo dieci anni fa.
      forse mi era diminuita la voglia, forse allora ero anonimo nel blog e dunque più libero…
      però ci proverò, promesso, per quel poco che mi scappa da ridere ancora.
      del resto l’hai detto anche tu, con una frase degna di essere scolpita: La conoscenza penso che sia cosa buona e giusta, ma induce a pensieri dolenti.

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  2. Totalmente d’accordo, sottoscrivo ogni parola. A 40 anni, ma anche molto prima, gay o non gay qualsiasi genitore ha diritto di buttare fuori di casa i figli e non devono giustificarsi affatto. A quarant’anni, ma dico, siamo impazziti? Mi vengono i brividi. Cos’è, adesso per farsi i cacchio propri basta mettersi a strillare all’omofobia? Siamo a posto!

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    • ma secondo te, come si spiega che i giornali politically correct si spingano a queste evidenti idiozie? stanno conducendo un esperimento scientifico per vedere quanto a fondo è manipolabile la massa dei poco dotati criticamente? oppure sono normali e casuali manifestazioni di stupidità di qualche giornalista?

      mi scuso se sono spietato: ma i social e i media stanno dimostrando non solo quanto è naturalmente diffusa la stupidità e la manipolabilità delle masse, ma anche quanto può essere sviluppata grazie a loro.
      ha un senso la democrazia in questo contesto? possiamo continuare a far decidere il nostro destino da masse cerebralmente informi e trasportabili ovunque si vuole da chi ha il controllo dell’informazione?

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      • Secondo me più prosaicamente seguono le mode perché fa audience, clic e soldi. C’è stato il caso del fratello che ha ucciso la sorella perché compagna o fidanzata di una trans, siccome la maggior parte dei lettori scorre solo i titoli una bella “omofobia” anche se farlocca ci sta bene. Poi Fico, poverino, al mio paese si sarebbe definito “uno che non sa ne parlare ne star zitto”… Che i media facciano in gran parte schifo ce lo siamo già detto tante volte, tra l’altro la concentrazione non ha certo giovato, come tutte le concentrazioni peraltro. Non era meglio quando c’erano i vecchi giornali di partito? (Anche i vecchi partiti, per me). Almeno una stessa notizia veniva discussa da visuali diverse. Ora è melassa o urlo, che palle. L’ho già detto ma tra i giornali di oggi si salvano solo Il Manifesto e Avvenire, facendo la tara a entrambi: per il resto è carta sprecata e alberi tagliati inutilmente…

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        • però le mode le creano loro e allora perché creano queste mode?
          la stampa straniera non è così dominata dalla cronaca nera; eppure, per esempio, nonostante i miti, in Germania c’è più violenza diffusa che in Italia, eppure raramente la stampa o i media parlano di episodi di cronaca.
          a me poi pare auto-lesionistico: se uno vuole la cronaca nera, guarda la tv no? a me parrebbe che il lettore su un quotidiano cerchi l’approfondimento, sia pure leggero e non saggistico.
          ma da chi pensano di farsi comperare e leggere?
          vero che poi dovrei guardare all’insuccesso di blog come il mio, che cercano anche di fare informazione critica e corretta…, e ricavarne che in Italia manca il pubblico dei lettori; del resto basta girare in metrò per vedere la differenza rispetto ad altri paesi; i telefonini poi hanno affossato il tutto.

          fammi legiferare anche qui, ahha.
          l’informazione dovrebbe essere considerata un bene pubblico, come l’istruzione o la sanità.
          lo stato dovrebbe smettere di finanziare i quotidiani di proprietà privata, come sta facendo adesso, e finanziare soltanto libere cooperative di giornalisti o altri strumenti di informazione diffusa, sulla base del numero verificato dei lettori.
          così anche il finanziamento della politica dovrebbe andare non ai partiti ma ai circoli e alle associazioni di base…

          certo, se non facciamo in fretta a riformare a fondo il funzionamento della politica democratica, facciamo prima ad abolire questa parodia della democrazia.

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          • Sarà solo che siamo peggiorati globalmente? Leggevo oggi pomeriggio un’intervista a Rossana Rossanda di qualche tempo fa, dove diceva più o meno che non pensava di trovare un paese così incattivito, tutti contro tutti, e dove il politico più di spicco era Salvini… siamo messi maluccio. Guarda, io sono stato contrario anche all’eliminazione del contributo pubblico ai partiti, certo non potevo immaginare che i partiti sparissero. Adesso sono rimasti comitati elettorali o peggio d’affari, si salvano veramente in pochi. La prima repubblica era un consesso di Nobel a fronte di questi scalzacani…

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            • il processo sembra mondiale e coincide con l’avanzata della destra, ma faccio fatica – sinceramente – a coglierne tutti gli aspetti: a me pare in qualche modo collegato alla diffusione dei social media; dal loro punto di vista la stupidità del pubblico è una risorsa, naturalmente, e dunque la alimentano anche. ma non credo che basti.

              avendo fatto politica da giovane nel Manifesto, credo di avere avuto il privilegio di stare a contatto con alcune delle menti migliori della prima repubblica prima del suo declino (e non dimentico che ci battemmo per la liberazione di Moro anche a prezzo di una trattativa con le Brigate Rosse, e Moro fu il migliore politico della prima repubblica).
              però una scoperta recentissima mi ha veramente meravigliato, per non dire sconvolto: sai chi furono gli autori della riforma elettorale del 1993 da cui sono partite le famose liste bloccate che da allora hanno avvelenato il parlamento? da Mattarella e da Lucio Magri, uno dei leader del manifesto, che era rientrato nel PDS. questa non me la sarei mai aspettata davvero…
              per dire che anche le menti migljori da un certo peirodo in poi cominciarono ad annebbiarsi evidentemente, con poche eccezioni, come appunto la Rossanda, lucida fino a 96 anni.

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              • Le liste bloccate se non ricordo male erano state fatte con le migliori intenzioni, ovvero quello di eliminare il clientelismo, cioè la compravendita di voti che avveniva nel proporzionale a liste libere. I partiti avevano una grande opportunità, quella di fare pulizia al loro interno; ma i partiti non ne avevano più la forza e la voglia, con qualche eccezione (non ho tempo però mi piacerebbe andare a vedere chi fu candidato alle prime elezioni con il Mattarellum, magari la situazione migliorò come si aspettavano) e dopo di loro arrivarono gli avventurieri… se sbaglio fu, secondo me aveva una ragione; poi la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, come si sa…

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                • sì, hai ragione, fu proprio così: un disastro enorme nato dal tentativo di rimediare ad uno molto grande, e il nostro è il senno del poi.
                  però da uno dei cervelli più acuti della sinistra mi sarei aspettato una capacità di previsione maggiore; vero anche che Magri non era certo un costituzionalista. ma allora perché fecero gestire l’argomento proprio a lui?

                  la soluzione vera secondo me sono non di nuovo le preferenze, ma le primarie di partito o di lista obbligatorie e in Costituzione, nel quadro di una legge elettorale costituzionalizzata, che preveda anche il diritto di revoca del parlamentare che tradisce il mandato degli elettori (almeno come spauracchio). però non sono un costituzionalista e certamente meno acuto di Magri.
                  il clientelismo si sposterebbe sulle primarie, nessun dubbio.
                  il vero problema è che la legge sancisce il costume e se un popolo ama il clientelismo non c’è legge o Costituzione che tenga.
                  in Lombardia Formigoni, Maroni e Fontana sono stati eletti con leggi perfettamente regolari e democratiche.

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      • Ah, scusa, rispondo alla domanda: no, non ha più senso. La democrazia così è un simulacro, e non da oggi. Forse è per questo che si sta superando dappertutto, continuando a chiamarla con lo stesso nome. Io sono per un patentino elettorale, un esame, una rappresentanza selezionata, stabilire gli ottimati, i rappresentanti del popolo, chiamiamoli come vogliamo. I cardinali, il sistema cinese… stamattina mi sento molto liberal! 😂

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        • lo sai che sono d’accordo: posso arrivare anche alla mediazione che il voto si toglie, per sempre o per durate delimitate, solo ai condannati e agli evasori fiscali, e poi si lascia a cani e porci, ma col patentino elettorale. voglio il diritto elettorale a punti, come la patente! 1 vale 1? mai scemenza peggiore: diamo un voto a tutti, ma poi chi piglia il patentino acquista punti.
          sono stufo di far decidere sul MES chi non sa neppure che cos’è e vota Salvini per come citofona.
          se vuoi pesare di più fai un esamino e fino alla prossima legislatura il tuo voto vale 2, 3, 4, 10; da legislatore in pectore terrei questo come limite massimo, ma già che ci sono e non mi costa niente delirare di prima mattina, terrei questo rapporto anche come limite massimo fra redditi minimo e massimi. se il reddito minimo che lo stato deve garantire a tutti è di 700 euro pro capite (nei nuclei familiari), allora il reddito individuale massimo deve essere di 7.000 euro; chi guadagna di più col lavoro o altro, deve essere penalizzato con una tassazione del 90%.

          una volta pensavo di rapportare il voto al QI, ma siccome la scala del QI è logaritmica, si arriverebbe facilmente all’eccesso di voti di qualcuno pari a decine o centinaia di miglia di volte quelli di qualcun altro.
          questa proposta mi pare più equa, ahah.

          mi si dirà che il patentino facilita i benestanti; ma se le due cose venissero fatte assieme, si toglierebbe il rischio del conflitto di interessi… 🙂 🙂 🙂

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