Graal – 375

oramai è diventata una consuetudine: il lunedì gaberricci scrive un post (e se non lo fa, io mi preoccupo) e parte un mio commento, che alimenta una discussione di qualche paio di battute, a volte con lui, a volte anche con qualche suo amico di blog; per me sono discussioni interessanti, e quindi finiscono anche qui, più che altro per promemoria mio e comodità di rilettura; poi se qualcun altro se le vuole leggere, vada piuttosto sul suo blog, dove potrà trovare anche altri interventi, altrettanto interessanti.

questa settimana lui ha scritto un post sul significato della ricerca, a partire dal Santo Graal, e il suo discorso si chiude così:

https://suprasaturalanx.wordpress.com/2020/09/28/e-la-x-non-segna-mai-il-punto-dove-scavare/

 Lo scopo che il Graal si prefigge chiedendo agli uomini di mettersi alla sua ricerca, infatti, non è forse quello di trovarlo, ma quello di guardare ad ogni cosa con uno sguardo nuovo, lo sguardo di chi crede di aver trovato il Graal, o almeno di chi si è divertito a cercarlo. O almeno, questo è lo scopo di questo articolo. Che potrebbe esso stesso essere il Graal.

corpus2020 September 28, 2020 at 8:56 am

commento totalmente off topic, nonostante l’apparenza, ma soltanto all’inizio.
The Holy Blood and The Holy Graal è il libro del 1982 di Baigent, Leigh e Lincoln che ha avanzato una interpretazione assai originale del Santo Graal (probabilmente la conosci già) e in qualche modo, se la pigliamo per buona, la ricerca del Santo Graal è stata conclusa e il Graal stesso finalmente scoperto. in francese Saint Graal e Sang Real hanno una pronuncia molto simile; fondandosi su questa assonanza loro sostengono che la ricerca del santo Graal era in realtà la ricerca della linea dinastica nata da Gesù, che era pretendente del regno di Israele, in quanto discendente di Davide per linea primogenita.
effettivamente, Jeshuu, il personaggio storico che ha dato origine al mito di Gesù, aveva quasi sicuramente un figlio da Maria Maddalena, ed era il Mehahim che infatti fu posto sul trono di Gerusalemme dagli insorti contro i romani nel 68 d.C., ma finì ammazzato quasi subito per i contrasti interni tra i rivoluzionari. non risulta in realtà che Jeshuu abbia avuto altri discendenti, perché quando Traiano fece fare una ricerca in merito all’inizio del II secolo, trovò soltanto dei poveri contadini discendenti del fratello gemello Giuda, detto Toma, cioè gemello in ebraico, e decise di lasciarli stare.
ciononostante nel Medioevo, dove non studiavano bene le origini cristiane, ahha, decisero che i re Merovingi erano i discendenti legittimi di Gesù, tenendo per buona la leggenda della fuga in Provenza delle tre Marie, e una era la Maddalena, con relativi figli di Gesù, naturalmente.
la tesi fu ripresa nel 1996 con vari arricchimenti da Laurence Gardner, La linea di sangue del Santo Graal (La storia segreta dei discendenti del Graal), con buona pace di Umberto Eco che arrivò a dirne tutto il male possibile, definendolo “il modello di fantastoria più sfacciato”, e che “la loro malafede è così evidente che il lettore vaccinato può divertirsi come se facesse un gioco di ruolo”.
ma non mi risulta che Eco avesse fatto degli studi specifici sulle origini del cristianesimo e dunque non era in grado di rendersi conto che in queste costruzioni vi è una inestricabile mescolanza di ipotesi da prendere in considerazione e di fantasticherie farlocche, al di fuori di un quadro storico ragionevole.
tutto per arrivare davvero al tema da te proposto e suggerire, in tutta mancanza di modestia, che se lo scopo della ricerca è la ricerca, tanto vale fare la ricerca su qualcos’altro di effettivamente più misterioso e fantastico del Santo Graal o Sangue Reale: ad esempio, la storia vera. 🙂

gaberricci September 28, 2020 at 11:53 am
Posso dire che ho scritto questo articolo anche sospettando una simile risposta da parte tua? 🙂

corpus2020 September 28, 2020 at 12:18 pm
no che non lo puoi dire! e io che pensavo che potesse essere una cosa originale… ;-(((

ammennicolidipensiero September 28, 2020 at 9:21 am
poi è arrivato dan brown e nessuno ha più capito nulla 😀 😀 😀

corpus2020 September 28, 2020 at 12:18 pm
ma Dan Brown ci ha solo messo addosso un giallo, abbastanza banale, tanto è vero che il Gardner, mi pare, gli ha fatto anche causa per plagio, ma l’ha persa…
sembra che il giudice abbia sentenziato, più o meno, che sulle bufale non c’è diritto d’autore… 🙂 libera bufala in libera rete…

ammennicolidipensiero September 28, 2020 at 4:52 pm
ah! questa chicca me l’ero persa!
ti dirò: lui ci avrà anche appiccicato solo un giallo, ma non hai idea di quante persone ho incontrato che non hanno saputo distinguere dove finisse la realtà e iniziasse la finzione (e posso aggiungere, siccome per curiosità l’ho poi anche letto, credo sia stato davvero un grandissimo paraculo brown, in questo, perché confondere era esattamente quello che voleva fare – e che, grazie a un ottimo editor, gli ha consentito di vendere milioni di copie di un prodotto complessivamente mediocre)

corpus2020 September 28, 2020 at 5:56 pm
che Dan Brown sia un autore mediocre lo hanno confermato i suoi brutti libri successivi, ma è un confezionatore di suspence passabile.
in un modo pop, quindi profetico, col Codice da Vinci ha centrato un tema che incuriosiva molto, almeno un decennio fa, e ha contribuito a scardinare una visione leggendaria delle origini cristiane, fatta passare per storica.
il successo di un libro e la sua importanza storica nascono da questo: non sempre occorre scrivere un bel libro per rispondere alle attese del momento.
oggi l’interesse per il tema è tramontato, non ho capito se perché qualcosa è stato acquisito definitivamente oppure per una ripresa di pensiero superstizioso ed acritico, che del resto sembra dilagare da ogni parte.

gaberricci September 28, 2020 at 7:21 pm
Tra l’altro si sono dati la zappa sui piedi da soli: se quella che avevano fatto era ricerca, e quella è “verità storica”, non si può parlare di plagio…

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