considerazioni improprie sul processo a Salvini – 389

1. in Italia vige la divisione dei poteri, fortunatamente, e siamo ancora un paese abbastanza democratico su questo piano, che poi è quello che conta davvero: chi scende in piazza a contestare il processo a Salvini è stupido e pericoloso, perché protesta contro una divisione tra potere politico e potere giudiziario che è l’essenza della democrazia e dunque va a vantaggio dell’opposizione; pensate quanto staremmo peggio tutti se il governo potesse dare ordini alla magistratura, magari anche in nome del popolo: sarebbe la dittatura perfetta.

2. la felice divisione dei poteri passa perfino all’interno della magistratura: nel processo di Catania a Salvini il Pubblico Ministero ha chiesto il non luogo a procedere; invece il Giudice per le Indagini Preliminari il rinvio a giudizio; nella anomalia di un processo, dove accusa e difese chiedono la stessa cosa, cioè di non farlo, il Giudice procede per conto suo con le indagini, e lo fa a tutto campo, convocando a testimoniare il governo: non è un esempio meraviglioso di democrazia?

3. il nostro Parlamento a suo tempo, in un caso analogo precedente, ha votato che il Governo nel suo insieme ha il diritto, se necessario, di violare la legge e i diritti dei singoli: il potere prevale sull’individuo, ha detto il parlamento dei nominati, e per come è formato e votato, direi che non fa una grinza. ma io la trovo una decisione gravissima, capace da sola di riportarci a un regime autoritario. non mi è chiaro se il Tribunale di Catania la condividerà. intanto registro con soddisfazione che ha convocato capo del governo e ministri per chiarire la situazione.

4. nel caso precedente il Parlamento ha negato l’autorizzazione a procedere contro Salvini, perché agiva a nome del governo e il governo può violare la legge, come appena detto; se ci si muove nei limiti di questa decisione, allora si tratta di soltanto di valutare se, in questo caso, Salvini ha agito di testa propria e senza accordo col governo e, se è così, se poi ha anche violato la legge, agendo come privato cittadino che occupava un ministero, per vantaggi propri, e abusando della sua posizione.

5. questa disputa non mi entusiasma: come cittadino sarei più interessato a sentirmi dire da qualche Tribunale che in nessun caso il Governo può violare la legge a mio danno; ma forse la mia è una posizione utopistica, visto che il governo usa anche i servizi segreti, e questi sono autorizzati a violare alcune leggi per obiettivi più alti, ma sempre nell’ambito di un’altra legge però.

. . .

non mi aspetto affatto che questa mia posizione sia condivisa, anzi, per dirla tutta, non mi aspetto neppure che venga capita.

insomma, provo a dirlo più chiaro, se ci riesco: mi interessa poco il processo a Salvini come persona, lo considero un normale caso di cronaca nera.

mi piacerebbe di più un processo al governo come istituzione, se fa le stesse cose che Salvini fa, una volta abusando del suo ruolo di capo della polizia, e quindi processato – e una volta no, in accordo col resto del Consiglio dei Ministri, e dunque improcessabile, secondo il Parlamento.

il Tribunale di Catania porterà sul banco degli imputati, a fianco di Salvini, anche Lamorgese, Conte e quant’altri per la loro politica migratoria?

non che me lo aspetti, ma metti il caso che mi tocchi vedere perfino questo…, ne sarei felice.

4 commenti

  1. A me questo processo non convince, sono convinto che Salvini (come a suo tempo Berlusconi) si batte politicamente e non per via giudiziaria.
    Tra l’altro mi pare che gli si dia modo di fare il martire, un bel regalo gratuito…
    Nel merito penso che se era ministro in un governo, e tutti sapevano quello che faceva, e il governo nel suo insieme non ha preso provvedimenti contrari, è il governo nella sua interezza che dovrebbe rispondere.
    Ma avrebbero dovuto fare cadere il governo per buttar giù Salvini, e chi se la sentiva?
    Tra l’altro si dimostra ancora di più la stupidità dell’essere uscito da un governo dove spadroneggiava, convinto di andare a raccogliere i dividendi alle urne.
    Povero illuso, adesso deve guardarsi dalla Meloni…

    "Mi piace"

    • sono sostanzialmente d’accordo con quello che dici in tutto il commento, salvo il mio feroce disaccordo sul primo punto, dove ripeti un mantra insensato che abbiamo sentito troppo a lungo in questi anni a proposito delle azioni della magistratura.

      scusa se sono diretto ed esplicito, ma sai che da me non puoi aspettarti altro, e rispondi pure alla stessa maniera.

      prova a riflettere: che cosa vuol dire “Salvini si batte politicamente e non per via giudiziaria”?
      che cosa c’entra la magistratura con la politica?
      chi ha inventato questo mantra, dunque, usa la magistratura politicamente?
      a giudicare dal caso Palamara, pare di sì: orrore; allora siamo al regime e poi stupiscono se la gente si ribella.
      e allora la cosiddetta politica dovrebbe dire alla magistratura di fermarsi, altrimenti Salvini fa la vittima e ne guadagna politicamente?
      oppure si ripete il mantra per dire che insomma i politici non vanno mai processati, altrimenti, in Italia, gli fai un favore?

      siamo in democrazia, in divisione dei poteri: qualche magistrato ravvisa un’ipotesi di reato nel comportamento di Salvini (ma io direi del governo, in accordo con te), la magistratura procede, ci sono tre gradi di giudizio, e Berlusconi ha inventato anche il quarto alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (anche se non gli è servito a molto, perché anche loro hanno messo il procedimento in letargo).
      stiamo a guardare: al massimo diciamo la nostra opinione, ma tanto è la magistratura che decide.

      io dico che il reato c’è stato, che non puoi impedire a degli esseri umani di essere accolti da un naufragio,come impone la legge internazionale, tenendoli bloccati per usarli come massa di manovra politica nell’Unione Europea.
      sono anche convinto che alla fine questo, nei fatti, è un reato abbastanza bagatellare, considerando che non ha avuto gravi conseguenze, e potrebbe bastare una condanna quasi simbolica, ma giusto per segnare un precedente e impedire eventuali recidive.
      sono anche convinto come te che il reato sia stato dell’intero governo e non di Salvini in particolare, perché un governo contrario aveva dei bei mezzi a disposizione per opporsi e non lo ha fatto, ma il governo si era fatto assolvere dal parlamento nel precedente caso, più grave.

      posso concordare con la frase che ho criticato soltanto se è un modo un poco maldestro di dire: lasciamo che la magistratura faccia quel che crede e quel che deve, e non mettiamoci a tirarla per la giacca invocando noi una condanna.
      ma con questo spero che non siano vietati giudizi misurati, come spero sia stato il mio – salvo forse che nei tuoi riguardi.

      Piace a 1 persona

      • Ma la magistratura (i magistrati) è davvero neutra? O si fa si tirare per la giacca a seconda di chi comanda o della propria convinzione ideologica (le correnti esistono…).
        Posso sembrare berlusconiano in questo, ma abbiamo troppo esempi in questo paese del contrario.
        Prendiamo quello che hanno fatto a Lucano, il sindaco di Riace: non c’entrava niente il compiacere il potente di turno (che in quel caso era Salvini)?
        Se poi condanneranno Salvini (non credo) non piangerò, ma per me è un boomerang.
        Per carità, l’indipendenza della magistratura è un fondamento delle democrazie, e infatti tutti la vogliono mettere sotto controllo: per poi usarla contro gli avversari politici (vedi Brasile, vedi Venezuela…) o contro gli oppositori. In Italia di magistratura ne abbiamo avuto di ogni tipo, eroica o meschina, quindi non sono dalla parte dell’intoccabilita’, si deve avere il diritto e il dovere di criticare anche loro.
        Fui contro il referendum radicale, mi sembrava intimidatorio e punitivo, ma riconosco che ci sono stati casi gravi di colpa con dolo… il caso Tortora ha fatto scuola.
        Ma da dove eravamo partiti? Ah, ah, mi sono perso!

        "Mi piace"

        • no, non ti sei perso affatto, anzi!

          non vorrei avere dato l’impressione di considerare la giustizia politicamente neutra: tutt’altro, anche la giustizia è profondamente politica, almeno nel senso nobile del termine. (del resto, perché Trump si è beccato il covid pur di nominare la sua giudice della Corte Suprema?).
          e anche la nostra Costituzione dice qualcosa di profondissimo in pochissime parole, come sa fare fino a che non la sconciano. art. 101: La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

          ecco, il modo di fare politica della giustizia sta tutto (o dovrebbe stare) in queste due frasi: la giustizia fa politica in un modo diverso dai politici. i politici la fanno per cercare il consenso e farsi ri-eleggere; i giudizi la fanno attraverso la coerenza del rispetto di un sistema formale di leggi e DEVONO essere estranei al problema del consenso. e questa è la base stessa della separazione dei poteri.
          voglio dire che, se un giudice dovesse decidere di non giudicare Salvini perché, se no, gli porta consenso, oppure il contrario, questo vorrebbe dire che quella giustizia è marcia, perché è diventata politica pura.
          la divisione dei poteri passa dal rispetto della magistratura (che non significa mancanza di critica): questo in Italia è particolarmente evidente.

          ma poi la Costituzione dice anche che questa applicazione della legge non deve essere rigida, meccanica ed auto-fondata; senza alterare le norme, dove è possibile interpretarle, queste vanno applicate tenendo conto della sensibilità popolare; e a me pare che sia molto trascurato da noi questo principio fondamentale che viene posto a fondamento dell’amministrazione della giustizia.
          questo non significa neppure però che la magistratura possa alterare la legge oppure ammettere violazioni ai diritti umani fondamentali in nome della volontà vessatoria della maggioranza: si deve cercare un equilibrio e i diritti costituzionali dell’individuo vengono prima dell’amministrazione della giustizia, che deve ispirarsi sempre a loro, anche quando tiene conto delle sensibilità popolari.

          altro discorso sono poi le degenerazioni gravissime del nostro sistema, che purtroppo vedono protagonista principale il Partito Democratico, ma tutt’altro che esclusivo, e dalla parte della magistratura una commistione a volte disgustosa col potere politico: solo in Italia abbiamo magistrati che sono diventati sindaci (di Napoli) o presidenti di regione (Puglia).
          dovrebbe essere sancito un divieto assoluto – facciamo ancora il gioco dei legislatori? -: un cittadino che entra in magistratura dovrebbe perdere per ciò stesso il diritto di essere eletto a qualunque carica e anche per almeno 5 anni dopo che ne esce.

          quindi gli esempi del contrario, purtroppo, da noi non mancano, ma servono sanzioni esemplari, che mancano sempre nel paese cattolicamente perdonista che siamo: Palamara verrà espulso dalla magistratura? scommetto che verrà trasferito, punto e basta. ma felice di essere smentito, eh, se proprio dovesse succedere.

          Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...