escursioni da Covid: Campione del Garda. 2 – 404

il corso, a cui partecipavo, per animatori di gruppi di cammino per mantenersi in buona salute, organizzato dall’Azienda Territoriale Sanitaria di Brescia, è stato sospeso, dopo il primo incontro, in cui peraltro si era parlato di covid per il più tempo.

meglio: avevo comunque deciso per conto mio di non andare ai prossimi appuntamenti, per non mettermi inutilmente a rischio.

al momento, quindi, continuo a camminare da solo e, quando piove, faccio, o meglio rifaccio, escursioni puramente virtuali.

e mi ostino a pubblicare le tracce di queste escursioni, come se questo potesse essere di aiuto a chi si sente rinchiuso, a chi soffre per il pericolo e il rallentamento dei rapporti sociali, a chi ha bisogno di luce, di sole, d’amore, anche solo dell’amore che ci regala la natura quando ci mostra il suo aspetto generoso.

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rieccomi sulle tracce della gita del 6 ottobre, nella mia estemporanea uscita a Campione del Garda, ed ora di fronte alla seconda decisione estemporanea: sono arrivato in fondo al paesino, sul suo lato nord, dove cominciano le rocce verticali, e quasi senza parere ci si trova sul percorso abbandonato della vecchia spettacolare Gardesana che le traforava con le gallerie, restando tuttavia a filo del lago.

volendo, si può arrivare fino a Limone a piedi, una decina di km più a nord, e collegarsi alla nuova ciclabile; ma questa l’ho già percorsa e filmata, due anni fa, e non ero da solo quella volta e la giornata era più grigia, anche se era d’agosto (ma i link a questi video li metto in fondo per non divagare o dilagare troppo; oltretutto mi commuove adesso pensare che quella sarebbe stata la nostra ultima uscita assieme e non lo sapevamo).

non farò tanto percorso, doveva essere programmata una cosa simile, ma un pezzetto me lo voglio fare.

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la giornata è talmente luminosa, al momento, che si direbbe che io non voglia perdermi neanche dieci minuti in auto, non sia che dovesse rannuvolare, intanto.

era veramente romantica la strada Gardesana fortemente voluta da D’Annunzio, dal suo vicino Vittoriale, costruita dal fascismo ed inaugurata nell’ottobre 1931; lui la battezzò il meandro.

decisione quanto mai politica: la strada era una sfida impossibile, come dimostra la sua storia complessiva, fatta di cadute sassi, di vere e proprie frane, di chiusure e riaperture, di continui rappezzi; un grossissimo sasso sfiorò una volta la macchina su cui viaggiavo con la mia famiglia e ci mancò di mezzo metro.

poco rimane di quel poetico percorso, oggi sostituito quasi ovunque da nuove lunghe gallerie, più in profondità, che fanno attraversare la montagna a cielo chiuso: le vecchie gallerie, invece, erano spesso traforate da squarci sull’azzurro del lago.

e chissà quando era stata la mitica gita di mia madre con suo fratello Gigetto, in Balilla, scesi da Mezzocorona, sopra Trento, qualche tempo dopo la straordinaria apertura; ne parlava come della meraviglia che era, questo connubio di tecnologia – ancora discreta rispetto all’arroganza di oggi – e di natura, sia pure violentata.

e del tutto cambiata era la struttura stessa dei luoghi, dove diventavano improvvisamente facilmente accessibili paesi raggiungibili fino ad allora soltanto per barca o attraverso lunghissime mulattiere sui monti; e diventava una piccola area di parcheggio per auto il Pra’ de la Fam, fortunoso approdo – se la cosa riusciva – dei pescatori colti dalla tempesta sul lago, che dovevano restarvi accampati, a patire la fame, fino a che tornava la bonaccia e il lago diventava percorribile di nuovo.

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se vi sembra che divaghi ancora, adesso non è vero, perché questi sono i pensieri che mi attraversano la mente, mentre cammino tra queste gallerie, sul fondo una volta stradale, ma ora tornato sassoso, affacciandomi ora a guardare all’indietro il borgo di Campione, che sembra sfuggito ad un libro di fiabe, abbarbicato sotto le rocce verticali, ora la prospettiva davanti verso il Trentino, e l’altro lato del lago.

le gallerie sono a volte cementate e lisce, a volte ancora di roccia viva; una cascatella spezza il silenzio, più dei radi escurionisti che, a differenza di me, stanno facendo il percorso intero fino a Limone, e sono rapidi saluti, quasi timorosi di turbare la bellezza sovrumana dei luoghi.

. . .

ecco il video che sintetizza l’oretta di cammino, fra andata e ritorno.

o meglio, avrei voluto mostrarvelo con un bellissimo commento musicale, molto moderno e attuale, ma è stato bloccato a livello mondiale, per violazione del copyright; e devo ripiegare su questa seconda versione, con una base musicale dalla quale mi dissocio.

e poi i video di due anni fa sul percorso ulteriore che attende chi volesse arrivare fino a Limone.

15 commenti

  1. Buon sabato Mauro.
    Grazie di averlo ripubblicato. Che belle foto
    Immagino di esserci …Di camminare …
    La bellezza naturale e non mi dona attimi di appagamento.
    Sviluppo endorfine e alzo il mio fondo schiena.
    Ti elenco i piccoli borghi semiabbandonati che ben conosco.
    PieroSara, sopra Genga con la gola di Frasassi le grotte e le terme. Il torrente …con le cascatelle emana un odore fastidioso .
    Precicchie piccolissimo borgo un gioiello di fronte San Giovanni , frazione senza nulla di speciale,prima di giungere a Poggio S. Romualdo. Scendendo all’interno dei colli tra continui tornanti attraversi frazioni .
    La Castelletta borgo semiabbandonati merita una visita.
    Luoghi da esplorare percorrendo sentieri.tra i boschi.
    Piticchio di Arcevia il piccolo borgo antico …Arcevia forse la conosci.
    Non ti nomino i paesi credo che li conosci.
    Cerco una via di fuga ….La Campania è semi chiusa .
    Comprendo l’esasperazione quando si parla di veri problemi che nonostante la buona volontà non si risolvono.
    Siamo soli di fronte a certi problemi …
    Per questo cerco la bellezza . Io non sono fonte di bellezza tanto meno sorgente.
    La Bellezza non salverà il mondo ma resterà e ne custodirã la memoria.
    E per chi come me se ne nutre è dono per camminare seppure non bene e con tanto sforzo .
    Evviva la vita sempre e comunque . Eppoi giunga la sera la più dolce e lunga .
    Ciao a tutti i tuoi lettori.
    Il mio abbraccio è pieno

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    • cara Francesca, eccomi a risponderti vero la fine di un sabato molto pieno di vita familiare e sociale, con l’arrivo di figlio e nipoti e in attesa di una domenica ancora più piena; ho finito la vendemmia del pergolato di mezza casa; domani penseranno mio figlio e i suoi amici a completare la seconda metà dell’opera.

      mi hai incuriosito moto con le tue sintetiche descrizioni dei dintorni di casa tua, immagino, nelle Marche meravigliose. chissà se verrà mai la possibilità di visitare quei posti in sicurezza.

      cerchiamo la bellezza che è il senso della vita, per non perdere la vita che è il senso della bellezza.
      col coraggio che traspare anche dalle tue parole.

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  2. Continua a farci dono delle tue passeggiate. Arricchito dalle tue conoscenze il racconto aiuta e stimola al viaggio.
    Grazie Mauro di D’Annunzio ho apprezzato da adulta solo una poesia . Credo che puoi indovinare.
    A 13 anni ero da mia zia a Desenzano . Allora tutto era novità avventura soddisfatta in piccola parte. La curiosità era forte come il desiderio di uscire con mia cugina giunta insieme a me per passare le vacanze là. I ricordi delle località più famose sono molto belli. Niente folla tutto ancora molto ben custodito ed armonico. Era meraviglioso recarsi al lago. Niente balere. Non potevamo uscire . La speranza di scappare via alla chetichella già solleticava la mente e i sensi.
    Ho visto ciò che oggi definisco cartolina del passato che non puoi tornare più.
    Qui nei pressi di Loreto,e fresco piove e il mare lo guardo solamente..
    Volevo raggiungere un’amica a Sorrento
    Non è possibile. Buona serata 😘

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    • non indovino la poesia specifica, ma tutta la raccolta di Alcyone è tra le poche cose indiscutibilmente belle (per il mio gusto) che D’Annunzio abbia scritto; non c’è sincerità piena neppure qui, ma la bellezza fa perdonare anche l’insincerità.

      tutt’altro mondo il basso lago di Desenzano da quello aspro e roccioso della sua parte settentrionale: la sponda bresciana in particolare è come levigata verticalmente dall’immenso ghiacciaio spesso due km che scomparve velocemente solo 12mila anni fa.
      ma i ricordi dell’adolescenza sono sempre i più belli.

      se vai a Sorrento, nonostante tutto, salutamela in modo speciale per un motivo che so solo io e che è comunque legato anche a questo post, grazie.

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  3. Sono particolarmente legata a Campione del Garda, per ragioni “storiche” che hanno a che fare con la mia famiglia materna e la storia del passato. Mi sa che ci torno, prima o poi.
    Belle foto, grazie.

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  4. Peccato, come animatore di gruppi di cammino saresti perfetto, spero che finito il delirio tu possa riprendere.
    Intanto i posti sono affascinanti e vorrei ringraziare il vate D’Annunzio per la Gardesana, oltre che per le altre imprese che ha fatto in vita sua.

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    • be’, per le altre imprese dannunziane direi proprio di no.
      sinceramente il personaggio non mi è mai piaciuto e anche in tutto quello che ha scritto salvo poco, anche se quel poco, sublime.
      lo stesso dicasi per quel che ha fatto sul Garda: l’obbrobrio del Vittoriale e la folle meraviglia della Gardesana.
      contraddizioni: ognuno di noi è un cumulo di contraddizioni. le cose belle di D’Annunzio sono ben equilibrate da altre nefandezze, e in fondo il suo unico autentico erede non è Sgarbi, che lo imita invano, frustrato, ma il conterraneo Rocco Siffredi.
      e per oggi, come animatore di gruppi di cammino, direi che ne ho sparate abbastanza, ahaha.

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        • in effetti il mio ex-alunno diabetologo, quello purtroppo venuto a mancare in agosto, mi faceva fare delle presentazioni dei luoghi che andavamo a visitare in gruppo di diabetici, per fare movimento salutare, e io spesso le ho trasferite anche qui, come post.

          piacevano, lo ammetto. 😉

          ma ora l’idea di accalcarsi in un pullman rimane esclusa…

          quanto a D’Annunzio, che personaggiaccio!!!

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