seconda passeggiata da Covid (ma prima del Covid): monte Castello. – 477

escursioni da Covid ho cominciato a chiamare quelle fatte attorno a casa, senza neppure prendere la macchina – cosa possibile per chi come me ha deciso di abbandonare la città e di venire a vivere in un borghetto isolato di mezza montagna in una vallata.

si può fare conto di non essere fermati da nessun controllo, anche se si cammina tra i boschi per qualche chilometro, con la mascherina indossata, ma libera sotto il mento.

del resto le temperature eccezionali invitano a muoversi, come i colori della montagna autunnale (fino a qualche giorno fa; ora gli alberi sono quasi spogli): unico problema i cacciatori.

in regione rossa per il Covid (l’unico modo in cui la Lombardia può diventare rossa) ci sono ancora cacciatori in giro? chiederete voi.

sì, lo so che in teoria la caccia è proibita, e stanno anzi facendo petizioni per ri-aprirla, ma se voi sentite sparare e i cani uggiolare sulla montagna dietro casa, vi mettereste per monti lo stesso?

io no: lo faccio soltanto il martedì e il venerdì, quando comunque la caccia è chiusa, e questa scadenza anche i cacciatori accaniti di queste parti la rispettano.

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comunque il video che ho montato oggi, anche se è da Covid nel senso appena spiegato, è montato con materiali pre-covid, di due anni fa per l’esattezza; non ho ancora materiali sufficienti per il video che avevo promesso di fare sulle passeggiate dietro casa di quest’anno.

ma questo scarto temporale di due anni ha poi qualche importanza? se l’oggetto sul quale lo sguardo si fissa è la natura, i suoi tempi non sono i nostri: lei procede a un passo mille volte più lento del nostro e una differenza di due anni per lei è meno di quella tra ora solare e legale nella nostra vita.

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il fatto che questa passeggiata sia del 14 ottobre 2018 dovrebbe invece essere considerato un segnale ottimo: significa in poche parole che il terzultimo vetusto hard disk su cui avevo salvato il mio archivio informatico fino a quel periodo, ha deciso di rimettersi a funzionare, dopo che gli altri due si sono guastati facendomi perdere tutto il materiale successivo.

questo mi ha permesso di riprendere – a ritroso – la sistemazione dei miei ricordi.

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qui lo faccio con una passeggiata che verrà giudicata certamente poco interessante, visto che è la salita ad una modesta altura di poco superiore ai mille metri dietro casa mia: Monte Castello; e il nome accenna a qualche antico avamposto romano addirittura di cui qui si trovano alcune tracce.

comunque ve la descrivo passo passo: si comincia con una immagine del monte, visto appunto dal retro di casa mia: incredibili i colori dell’autunno, vero?

poi due- o trecento metri della stretta strada asfaltata che porta a Provaglio di Sopra e un tornante fanno arrivare all’inizio di un impervio sentiero piuttosto ripido e sconnesso, a sinistra: si sale passando a fianco di alcune fenditure nelle rocce calcaree, che danno accesso a un sistema di grotte ben poco esplorate: ne esce aria fredda anche d’estate.

ci vuole un mezzoretta di salita per arrivare al punto in cui ci si affaccia sulla valletta più nord, del paese ribattezzato nel Cinquecento Treviso Bresciano, perché il suo nome originario era troppo imbarazzante: Cazzi, cioè terreno di caccia dei castaldi longobardi; ma vai tu a spiegarlo, che la zeta è sonora, e dunque è un’altra parola, quando le frazioni sono per giunta due: Cazzi di Sopra e Cazzi di Sotto; insisto è la zeta di zuzzurellone, non confondetevi!

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comunque godetevi nel video un paio di foto dell’affaccio sul lago d’Idro, a 7 – 8 km in linea d’aria; e non sarebbe neppure del tutto impossibile arrivarci e tornarne indietro, prendendosi tutto il giorno, però.

(le immagini della escursione sociale di agosto di quest’anno a Treviso Bresciano, organizzata dal Comune, perdute, purtroppo).

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su questo lato della montagna non esiste un sentiero tracciato per arrivare alla cima del monte Castello, ma la salita non è difficile, il bosco è rado.

non rimane che arrampicarsi fra le rocce calcaree, tra qualche veduta pittoresca; sotto, visibilissimo, il borgo da cui siamo partiti e perfino casa mia (è la prima, partendo dal basso, col prato davanti; faccio conto che ci stiamo facendo la camminata in compagnia e che io vi faccio da guida).

ci si porta sul lato dello strapiombo meridionale e lo sguardo spazia sulla Valle Sabbia; la giornata era un po’ fosca, ma quando è limpido verso est si vede anche il Lago di Garda, a una ventina di km.

dalla cima, poi la discesa verso Provaglio di Sopra è facilissima, perché si trova un comodo sentiero, da poco risistemato dagli Alpini:

non resta che voltarsi indietro l’ultima volta verso quella cima così modesta, ma familiare, prima di tornare, ancora un paio di km, verso casa.

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ed ecco il video:

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