l’ascensore per il Castello di Brescia: un’idea demenziale. – 495

può essere anche vero che il progetto allo studio per costruire un ascensore, anzi un elevatore di cristallo su doppio binario, per raggiungere il Castello di Brescia da Fossa Bagni, a nord ovest del colle su cui la fortezza sorge, sia l’ipotesi di minor impatto paesaggistico e monumentale, come dice il sindaco Del Bono.

foto Bresciaoggi

io non non ne sono sicuro, ma non dubito che lui cercherà la forma migliore per realizzarlo – ma è proprio l’idea di base che è sbagliata.

a che cosa serve? a risparmiare qualche centinaio di metri a piedi, due o tre, di modesta salita, per arrivarci?

per far entrare nel Castello e nel suo parco interno meraviglioso direttamente dal cosiddetto piazzale della locomotiva, anziché dall’ingresso principale, risparmiando un altro centinaio di metri di cammino, a chi ci andrà le sere d’estate per il cinema all’aperto del futuro, Covid permettendo?

naturalmente la sua costruzione devasterà completamente il parco sulle pendici occidentali dove dovrebbe essere costruita quest’opera del futuro…

. . .

ci dicono in ogni modo possibile che il principale problema sanitario oggi è rappresentato dal fatto che la gente si muove poco, non cammina, non fa esercizio fisico,

si fondano ovunque gruppi di cammino, 10 mila passi almeno una volta la settimana, come abitudine da assumere per combattere diabete e malattie cardiache;

a me il mio compianto diabetologo li aveva prescritti – sì, come una medicina – tutti i giorni, ma adesso col Covid in zona rossa dovrei farmeli su e giù attorno a casa, come un orso in gabbia.

e vogliamo favorire la pigrizia e la sedentarietà anziché combatterla?

non bastano le mamme che portano i bambini a scuola in macchina per risparmiargli qualche centinaio di metri di passeggiata salutare?

a chi serve, a che cosa serve un ascensore per fare una cinquantina di metri di dislivello ed evitare una camminata salutare nel verde?

una grossa spesa non tanto inutile, quanto dannosa, non è affatto una buona idea, perché questo è un danno per la cittadinanza.

. . .

ma perfino se si volesse farlo a tutti i costi, questo ascensore, ci sarebbero dei modi migliori per realizzarlo, ad esempio con uno scavo diretto verticale dalla galleria che passa sotto il colle (geologia permettendo…): una struttura totalmente invisibile, che non distrugge un parco per essere costruita, e magari cogliendo l’occasione per chiudere la galleria al traffico privato e trasformarla in un parcheggio così com’è.

ma anche senza ascensore, perché non fare questa scelta del parcheggio in galleria, al posto del traffico? e il Sindaco potrebbe vietare il parcheggio attorno al Castello piuttosto….

. . .

certo sarebbe meno popolare – forse.

ma è sana una democrazia che fa delle scelte sbagliate per tutti soltanto perché pensa che piacciano alla maggioranza dei suoi elettori?

ma io non sono neppure affatto convinto che la maggioranza dei cittadini bresciani apprezzino il progetto allo studio: spreco di soldi e attentato al monumento simbolo di Brescia stessa.

. . .

senza troppa fiducia, oso però sperare che la Sovrintendenza dica di no ad un simile sfregio alla nostra storia.

per fortuna sento anche che qualcuno sta pensando a un referendum cittadino.

l’idea non mi entusiasma del tutto, dato che il rispetto dei monumenti e del paesaggio non può essere messo ai voti, secondo me; però venga almeno questo, se è quello che serve per dire un NO forte e chiaro.

11 commenti

  1. Certo che tu sei strano. Il Tav ti andava bene ma un ascensorino che porta al Castello no. Not in my backyard?
    E’ una provocazione, naturalmente, ma opere del genere ne sono state fatte parecchie, qualcuna assolutamente inutile te lo concedo ma altre invece molto utili e apprezzate, a Gubbio, Siena, L’Aquila (anche se adesso purtroppo non funzionante…).
    Certo tutto in ottica di turismo per rendere la vita il più possibile facile e veloce a chi magari ha poco tempo per scorrazzare in città.
    Ma anche per favorire obiettivamente chi fa fatica a camminare… insomma, io ne farei a meno, ma è davvero uno scandalo?
    Ho appena visto il tuo post sul Millenium Bridge, a London, anche lì qualcuno non era contento, all’epoca… 🙂

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    • ahah, se anche tu ti sei accorto che sono un po’ strano, con chi riuscirò a farla franca? c’è stato un momento nel quale ho perfino dubitato di essere un Asperger, ma mi sono tolto il dubbio: loro non guardano nessuno negli occhi, e sono inquietanti in questo; io ho il difetto opposto: guardo troppo direttamente in faccia le persone.

      smettendo di scherzare, le due questioni sono completamente diverse: nel caso della TAV si tratta di un’opera strategica e giudicata fondamentale per l’avvenire economico non solo nostro, ma dell’Europa, visto che la finanzia principalmente l’Unione Europea; mi potrai dire che, con l’aria che tira, quando sarà finita parlare di futuro economico sarà grottesco, ma questo è – anzi sarà – senno di poi, e mettiamo nel conto gli infiniti ritardi provocati da una opposizione assurda e anche violenta ad una decisione democratica presa a stragrande maggioranza; sarei favorevole a finirla lì anche se fossi contrario all’idea.

      qui siamo di fronte ad un intervento sul principale monumento bresciano, il simbolo stesso della città, per una utilità che non si capisce bene di chi sia: non mi pare che il Comune abbia mai pensato di istituire un servizio di trasporto pubblico dedicato a chi ha problemi deambulatori; quindi lasciamo stare per favore questo argomento ipocrita.
      questa fortezza su un modestissimo rilievo mi pare 70 metri più alto del centro storico, è facilmente raggiungibile in non più di 10 minuti a piedi da diversi punti della città e attraverso percorsi uno più suggestivo dell’altro, per non parlare della antica Pusterla, attualmente chiusa, una via di accesso semi-segreta, una volta, dal lato nord, e fu da qui che entrarono i francesi nel 1512, conquistando la città e abbandonandosi ad un massacro che vide ammazzare un quarto degli abitanti.
      non siamo a Bergamo, dove c’era bisogno di unire città alta e città bassa, né a Perugia, dove tutta la città è costruita in forte salita. dal Castello di Brescia non si va da nessun’altra parte, è una meta fine a se stessa, e se a qualcuno pesa fare quei dieci minuti di salita, si faccia un servizio pubblico di trasporto.
      aggiungo che l’ascensore in cristallo mi pare strano che sia sotterraneo, e che se anche lo fosse, si dovrà distruggere un pezzo di parco alle pendici del Castello per costruire questa cosa.

      ti dirò che in passato ero meno sensibile, ero favorevole anche io ad una idea del genere, parlandone in astratto e non di questa localizzazione assurda; oggi ho rivisto le mie posizioni; però se davvero si ritiene di fare questo ascensore, anche io dico che sarebbe una spesa inutile, ma non uno scandalo, e allora lo si faccia, ad esempio, a partire dalla galleria sotto il colle, che esiste già, senza devastare né ambiente né monumento.

      purtroppo ho l’abitudine di posizioni sfaccettate, che cerco di commisurare alle situazioni concrete; non faccio parte di quelli che dicono no oppure sì per principio in ogni situazione vagamente simile.

      il mio post mi ha procurato anche il dissenso di mio figlio, che dice che nulla è deciso, che il consenso della Sovrintendenza non è scontato, che il referendum, già cavalcato dai Verdi, è una fesseria (ma questo un pochino l’avevo detto anche io); i consensi non sono neppure mancati, in numero maggiore; il post circola abbastanza, rispetto ai miei parametri, e gli ho fatto anche pubblicità con whatsapp; 84 clic. preferirei qualche commento in più, anche critico, ma non mi lamento.

      a chi dice che è presto per lanciare l’allarme, io dico che è meglio criticare prima che dopo; se l’allarme sarà sventato, meglio.
      che ne dici?

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      • Sicuramente meglio prima che dopo.
        Ma sai che sono venuto a Brescia e nemmeno mi sono accorto che c’era un Castello? Ho visitato lo splendido museo, le rovine romane che non mi aspettavo (ignoranza mia), non con l’attenzione che avrei dovuto perché era ferragosto… ma il Castello non lo ricordo, pazzesco!

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        • davvero! sei Stato a Santa Giulia e non ti sei accorto che dietro c’è una collina? penso di sì. hai visto il tempio romano e dietro che cosa c’era? il colle del Castello (su cui era sorta Brescia celtica e su cui c’era un altro tempio, nell’epoca romana); avrai visto anche il teatro romano col colle del Castello sempre alle spalle.
          certo, da lì sotto il castello non si vede, forse si intravvede appena la torre Mirabella.
          allora ti sei perso un secondo importante motivo per venire a Brescia e l’occasione di un giro di almeno mezza giornata.
          però la prossima volta che vieni, dimmelo: ti farei volentieri da guida su tutte le ulteriori meraviglie bresciane alle pendici del colle del Castello. 🙂

          Piace a 1 persona

          • Può anche darsi che all’epoca l’ho notato e mi sia dimenticato… come dicevo era ferragosto (roba da matti) il Complesso di Santa Giulia era miracolosamente aperto (e fresco) e ci ha attirato come una sirena. Museo bellissimo, lo ripeto, ci aveva colpito davvero tanto. Di sicuro se tornerò non sarà a ferragosto! 😁

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    • 🙂 🙂 🙂
      neppure questo: si possono portare i menomati direttamente dentro il Castello con apposti veicoli: c’è una strada diretta e asfaltata (ops, temo che menomati sia una parola politically non correct, cioè troppo sincera).

      a marzo sono stato sul picco di Adamo in Sri Lanka, o meglio Sri Pada, sacro piede, come lo chiamano lì: 1.500 metri di dislivello e quattro ore di salita, tutto sommato comoda o quasi: a quando un ascensore anche lì?

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      • Ricordo l’ascesa a Ceylon.
        Stai sollevando un questione non indifferente. Fino a che punto bisogna garantire l’accesso di certi luoghi a tutti? Ho sentito persone lamentarsi che non c’è un servizio che porti chiunque fino al rifugio margherita sul monte bianco…

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        • mi sembra doveroso garantire anche a chi ha problemi fisici l’accesso a luoghi dove arrivano le persone normali: ma alle stesse condizioni di sacrificio e difficoltà.
          poi non siamo tutti super-eroi o Messner e io non pretendo che nessuno mi porti sull’Everest perché non ci arriverei da solo, anche senza essere menomato.

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