il mio Jeshuu e Gesù nella scienza su Facebook – 498

pochi dei miei lettori qui avranno notato che da un po’ di tempo latitano i miei abituali post su Jeshuu – o Gesù, trascrivendo il nome come suonava in aramaico -, che ho identificato col profeta egiziano di cui parla Giuseppe Flavio, da ultimo (15 anni di ricerche sul tema!): poco male, interessavano a pochi.

in realtà sto proseguendo a tempo perso la traduzione del Commonitorium Palladii, per concludere il quadro dei rapporti tra Alessandro Magno e i bramini indiani e cogliere quanto poteva essere arrivato della cultura induista (e forse indirettamente anche buddista) a chi si era formato nell’ambiente multiculturale egiziano del I secolo, come io penso sia avvenuto a Jeshuu.

poi, considerando questo mio quindicennio di ricerche sostanzialmente finito, mi sarei dedicato soltanto ad un quadro di sintesi, a terminare la mia ricerca sulla fonte più antica del Vangelo secondo Giovanni, rimasta in sospeso a pochi passaggi dalla sua conclusione, all’esame di alcune obiezioni che mi sono giunte nel frattempo, e forse ad una analisi filologica dei Detti di Jeshuu trascritti da suo fratello gemello Giuda il Gemello, o Vangelo di Tommaso, anche allo scopo di stabilirne il rapporto con l’Annuncio del Nuovo Regno o Vangelo dei Segni di cui ho appena parlato.

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ma proprio stamattina mio figlio mi manda questo messaggio: Questo gruppo di Facebook ti leggerebbe volentieri; e infatti il gruppo si chiama Il vangelo secondo la scienza.

scienza è una parola grossa, dato che non abbiamo a disposizione esperimenti ripetibili per arrivare a qualche ipotesi da chiamare verità, ma solo ipotesi storiche e filologiche; ma qui forse si intende atteggiamento scientifico, e allora sono d’accordo.

leggo, in particolare, un contributo di Carlo Maiorana e rispondo a mio figlio:

Siamo quasi perfettamente d’accordo quasi in ogni dettaglio. Perfetto. Mandagli tu qualche link dal mio blog, se vuoi, se serve te li preparo.

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ci siamo, allora: ecco l’intervento di Maiorana (in corsivo) con i miei primi commenti punto per punto:

Gesù Cristo, per come viene raccontato nel Nuovo Testamento, è un personaggio non esistito, inventato e mitico. Ma non è stato inventato di sana pianta.

la mia convinzione è parzialmente diversa, ma non di molto: Jeshuu è esistito, era il cosiddetto Profeta egiziano (come sostiene anche la Einhorn), ma i racconti sulla sua vita sono effettivamente per larghissima parte inventati, e mitici a volte, a volte dedotti dalla vita di altri personaggi; ho parlato alla fine di una figura bricolage, di un patchwork di storia orecchiata, di leggende e di consapevoli obiezioni (menzognere) per rispondere alle critiche.

Hanno preso, per inventare la storia dei vangeli parti della vita di tre personaggi reali raccontati da Giuseppe Flavio: due rivoluzionari e uno pseudo-predicatore folle.

d’accordo!

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Uno era Giuda il Galileo, erede degli Asmonei davidici, messia politico ebreo fondatore del messianismo zelota armato, un rivoluzionario che voleva cacciare romani ed erodiani idumei e pretendere il titolo di re dei Giudei come discendente asmoneo-maccabeo-davidico. Fu l’artefice della rivolta contro il censimento romano di Quirino.

totalmente d’accordo sull’importanza fondamentale di Giuda il Galileo per la comprensione storica della figura di Jeshuu, che va collocata con precisione proprio nel contesto del movimento degli zeloti fondato da Giuda, ma non sul fatto che qualche elemento della sua biografia sarebbe entrato in quello di Jeshuu.

tra l’altro, se Jeshuu era il profeta egiziano, Giuseppe Flavio dice chiaramente che questi rappresentò una variante profetica della visione degli zeloti: meno incline all’uso della violenza e piuttosto volto all’attesa profetica di un intervento miracoloso di Dio nella storia.

sono arrivato però alla conclusione che Giuda era il padre naturale di Jeshuu, per motivi che accennerò tra poco.

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L’altro fu il falso profeta egiziano che negli anni Cinquanta del I secolo provò con migliaia di zeloti armati ad assaltare Gerusalemme dal monte degli Ulivi, ma venne sconfitto dal procuratore romano Felice.

di nuovo siamo sostanzialmente d’accordo, solo con una piccola precisazione da parte mia: se leggiamo bene Giuseppe Flavio, cogliamo che il profeta egiziano (Jeshuu, appunto) non aveva preparato un attacco alla città, ma aveva raccolto suoi seguaci in attesa del miracolo del crollo delle sue mura: sceneggiatura difficile da immaginare per noi, ma non per gli ebrei del tempo, evidentemente.

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Il terzo fu Gesù, figlio di Anano, del quale parla Giuseppe Flavio, che era un predicatore folle che inveiva contro i sacerdoti del tempio, inviandogli maledizioni e venne ucciso a colpi di pietra.

in verità morto per un colpo occasionale scagliato da una balestra romana all’inizio dell’assedio di Gerusalemme; ma a parte la piccola precisazione, concordo: ho analizzato anche io il rapporto tra la figura di questo Gesù e lo Jeshuu profeta egiziano in questo post della serie con cui sono arrivato alla loro identificazione: https://corpus15.wordpress.com/2018/01/11/laltro-jeshu-di-giuseppe-flavio-il-profeta-egiziano-23-16/.

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conclusione di Maiorana: Tre personaggi fusi in uno.

e anche qui mi trovo completamente d’accordo, e la cosa è veramente notevole.

ma se Giuda il Galileo non era il primo di questi tre personaggi, chi era allora il terzo, secondo me?

ne parla sempre Giuseppe Flavio: Menahem, che viene incoronato re degli Ebrei durante la rivolta contro i romani del 66.73 d.C., prima di essere ucciso dai rivoltosi stessi per i suoi eccessi.

diversi sono invece i particolari della biografia di Menahem che possono essere entrati nella biografia di Jeshuu, a cominciare dall’ingresso glorioso in Gerusalemme, che invece Jeshuu l’egiziano non aveva mai compiuto. https://corpus15.wordpress.com/2019/12/08/nona-testimonianza-oppure-seconda-parte-dellottava-jeshu-non-entra-in-gerusalemme-lannuncio-del-nuovo-regno-20-547/ .

Giuseppe Flavio dice che Menahem era figlio, yòs in greco antico, di Giuda il Galileo, ma la cosa sembra difficile cronologicamente, visto che Giuda era stato ucciso nel 6 d.C., cioè oltre sessant’anni prima e Menahem viene rappresentato con le caratteristiche psicologiche del giovane.

è stata fatta dunque l’ipotesi che yòs sia un errore di trascrizione per yiòs, la parola che indica nipote: tenendo conto che la i greca non si pronunciava in casi come questi, l’errore alla dettatura o nella ricopiatura era facilissimo.

in ogni caso Menahem rivendicava il regno come Giuda il Galileo e per gli stessi motivi, come discendente di Davide: se costui non ne era il figlio, ma il nipote, allora bisogna trovare una figura intermedia che avesse rivendicato il regno per gli stessi motivi, sostanzialmente secondo una linea di successione dinastica.

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la ricerca non è difficile: è certamente Jeshuu, di cui anche i vangeli più tardi segnalano la discendenza davidica per linea primogenita e dunque il diritto al trono.

quindi Jeshuu, il profeta egiziano, nato nel 6 a.C., coinvolto dal padre a predicare nel tempio a 12 anni, al tempo della rivolta contro il censimento di Quirino, e poi vissuto per anni in Egitto, aveva generato Menahem, che aveva preso il suo posto nel rivendicare il trono e finalmente ottenerlo, anche se per pochi mesi soltanto.

quindi nella formazione della leggenda di Gesù, centralità di Giuda il Galileo, come padre di Jeshuu, a sua volta padre di Menahem, e mescolanza dei tratti originali suoi, come profeta egiziano, con quelli del Gesù figlio di Anania, il predicatore pazzo, e quelli di Menahem, figlio di Jeshuu l’egiziano.

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prego allora mio figlio di mandarvi il link a questo mio post; sono uscito da Facebook per motivi di principio qualche anno fa e non vorrei ritornarvi dentro; mi farebbe piacere ricevere una risposta o attraverso lui o direttamente sul mio blog, grazie.

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