cronaca breve della morte del Nonno – 501

eccomi a metà strada verso casa mia dagli uffici del Comune, con biblioteca, posta, ambulatorio medico e scuola elementare e c’è perfino un monumento ai caduti con l’aquila: questo sarebbe il centro del paese, anche se case intorno ce n’è ben poche; tra un centinaio di metri c’è anche il bar, che fa da Tabacchi ed edicola, in più, e perfino la farmacia + bed and breakfast, di Venera, chiusa però da più di un anno, da quando se ne è andata, la farmacista che serviva i clienti in pigiama, e bisognava suonare il campanello per farla scendere…

sono andato in posta a pagare la tassa dei rifiuti, chiacchierando a lungo con una mia amica al cellulare; anche il postino podista ha voglia di fare due chiacchiere – lo so che dovrei dirlo jogger, ma preferisco l’italiano.

qui, al ritorno, staccandosi dalla strada più larga che unisce la Pieve al Municipio, comincia via del Castello, del tutto campestre dopo tre case e una villa di lusso, di quelle con le colonnine bianche, e c’è uno slargo, per lo scuolabus e i cassonetti dello sporco; una fontanina a parete e lì dietro lo spazio per gli annunci mortuari, che non ho guardato all’andata, anche perché mi restavano alle spalle.

eccone uno nuovo, oggi: chi è?

. . .

quasi non lo riconosco col cappello da alpino, né l’avevo mai sentito chiamare col nome di battesimo, era soltanto il Nonno; ma il cognome è il suo; la faccia, a guardarla bene, anche; e soprattutto l’età: 96 anni; non che sia rara da queste parti, ma la combinazione fa arrendere all’evidenza; e anche i ringraziamenti al medico curante, il mio.

ma come? la figlia mi aveva detto che era stato poco bene qualche giorno fa, ma che poi si era ripreso.

ma abitano a 50 metri, vado a fare le condoglianze almeno, visto che mi sono perso il funerale, che è stato ieri.

dal cancello vedo una figura che dietro la finestra mi fa segno, No No, poi si schiude la porta ed eccola, la figlia: mi conferma che devo stare lontano.

è successo tre giorni fa: il Nonno – suo padre – ha fatto la vaccinazione contro l’influenza la mattina, poi gli è venuta un po’ di febbre, ha cominciato a stare male nella notte e la mattina dopo è morto: ha ceduto il cuore.

. . .

il Nonno era un vecchio lucidissimo e gagliardo che ho visto andare in bicicletta sui saliscendi duri attorno a casa sua fino alla primavera scorsa; non si perdeva mai un telegiornale ed era sempre aggiornato su tutto; se mi fermavo a cena, faceva i suoi commenti sull’attualità, magari biascicando un poco, ma tenendo testa a tutti.

mi mancherà, dico alla figlia, e non è una frase di circostanza.

non è da tutti attraversare quasi un secolo da Mussolini a Salvini, farsi la seconda guerra mondiale e poi tornare in questa valle e mantenere per decenni il sogghigno sulle labbra e avere le giuste parole impietose anche sul presente.

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ma intanto, aggiunge la figlia, anche suo marito è chiuso in casa con la febbre: ha fatto il tampone Covid ed è positivo, il resto della famiglia no, ma in quarantena lo stesso in attesa di quello negativo: di qui il divieto di entrare in casa e il suo fermarmi sul cancello.

ma questo come è stato? una piccola imprudenza, la visita a qualcuno; non voglio sapere né mi viene detto giustamente di più.

non sembra che il Nonno abbia potuto prendersi il Covid in contemporanea al marito, lui non è andato certo in visita da nessuno…

è così che rientro a casa, sentendo per la prima volta, comunque, che l’epidemia è arrivata anche qui, vicino a casa mia, e che a 96 anni di un vaccino contro l’influenza si può anche morire.

(tra me e me penso che si sta annunciando entusiasti che il vaccino contro il Covid si darà per primi agli ultra-ottantenni, e tremo).

. . .

la giornata è sempre limpida in maniera irreale, le mucche di Mattia sono in trasferta nei campi della famiglia del Nonno; stasera andrò a comperarmi il loro latte che nasce da questi prati.

la vita non è cambiata o forse sì: c’è un Nonno in meno a tavola da ieri in poi; però lui ha fatto in tempo a vedere la prima bisnipote, penso, ed è bello così.

8 commenti

  1. Mah triste cronaca di questo anno terribile. Non so Mauro perché questo signore abbia fatto il vaccino antinfluenzale a 96… Né so perché sia morto.
    Ipotizzo che lo faceva da anni senza subire reazioni, proprio come pensi tu
    Una morte non pre-annunciata. Non voglio aggiungere altro. Credo di comprendere la tua reazione e le tue impressioni. Trovo stupendo riuscire a vivere come il Nonno fino a 96❤️
    Un lutto per te, un Vicino speciale, gradevole, vivace e accogliente e la Storia di cui era testimone, personale, sociale e civile.

    Oggi a Jesi è morto un giovane di 35 anni per coronavirus.
    Il covid non conosce frontiere, ricordalo sempre.
    Ti abbraccio😘🐞

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  2. Bel racconto di una storia triste con il confortante messaggio che la vita, nonostante tutto, va avanti.
    E’ morta di covid l’anziana madre dei miei amici. Domani ci sarà il funerale e loro, i figli, non potranno andarci perchè quarantenati. Ci andrò io con le dovute precauzioni.
    Eppure quello che stiamo vivendo è uno zuccherino in confronto alle guerre del nostro passato e del presente altrui. Ma è dura.

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    • grazie del giudizio, che coglie bene quello che a me sembra il senso del raccontino.

      ho la sensazione che questa seconda ondata sia peggio della prima, ma facciamo finta che non lo sia, proprio perché questa guerra è dura.
      molto opportuno anche il tuo richiamo finale ad un senso della realtà che avevamo perso e che molti, temo, non hanno recuperato neppure in parte.

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  3. 96 anni è una bella età, vissuta bene da quanto racconti; probabilmente al cimitero ci sarà dovuto andare da solo, se la figlia è in isolamento, e questa è una tristezza.
    Per il resto sembra una delle cronache dal paese di don Camillo, anche se quello è nella bassa…
    Le mucche in trasferta saranno contente, almeno loro.
    Mi chiedo se l’uomo avesse davvero bisogno della vaccinazione, o se gliela imponevano in qualche modo… Se ci arriverò, a quell’età, ci penserò se vale la pena…

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