Maradona, Machiavelli, Benedetto Croce: cattiverie – 502

mi manca il blogger che scriveva Cattiverie; ma forse a Maradona non ne avrebbe dedicate; ci provo io.

. . .

evasore fiscale per 39 milioni di euro, mica noccioline, riconosciuti nel 2013, dopo i pignoramenti di Equitalia.

genitore che ha rifiutato per anni di riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio nel 1986: lo aveva definito un errore che devo risarcire con del denaro – infatti lo ha riconosciuto soltanto nel 2017 dopo querela e cause, e non voleva pagargli gli alimenti neppure dopo di questo; quando si è rassegnato, gli ha mandato una miseria, rispetto alle sue possibilità.

sono più noti i suoi problemi col doping e con la cocaina, che hanno posto fine ai suoi successi di calciatore e ne hanno determinato malattie premature e morte; disintossicato dalla coca, era diventato un alcoolista.

un portiere disse in un’intervista televisiva, all’inizio della carriera di Diego, che vedeva il pericolo che invecchiando diventasse un ciccione; Maradona rispose che l’avrebbe punito facendogli 4 goal nella partita, ed effettivamente glieli fece; ma l’altro aveva ragione e aveva visto lontano: l’aumento del peso divenne un problema enorme; Sorrentino nel film Youth – La giovinezza ha dedicato qualche scena indimenticabile al Maradona obeso ed elefantiaco (per interposto attore, naturalmente).

Maradona ha reagito e Sorrentino si è vendicato con un altro film, tutto dedicato a lui: E’ stata la mano di Dio; e ci sono state beghe legali anche per questo: Maradona lo ha denunciato, facendosi passare per l’occasione come un marchio autorizzato usato impropriamente; aveva fatto in precedenza causa anche a Dolce e Gabbana.

eppure nel primo film Sorrentino lo aveva rappresentato perfino meglio di come si era ridotto in realtà, con due operazioni di resezione gastrica, per porre termine all’aumento di peso.

ma il cibo era diventato una compulsione incontrollabile, come era stata in precedenza quella del sesso e altre della sua vita sregolata.

e i rapporti evidenti e quasi esibiti con la malavita organizzata?

. . .

insomma, un grande calciatore, fino a che è riuscito a restare sui campi di calcio, ma un uomo discutibile.

gli perdoniamo tutto perché era di sinistra in qualche modo?

ma no, non per questo; lo adoriamo, perché è il più grande calciatore di sempre, dicono, e perché nei suoi tiri al pallone ha dimostrato un’arte invincibile di fregare l’avversario, cosa che è poi l’essenza di questo sport.

cittadinanza onoraria a Napoli e prossima dedica dello stadio: del resto non era diventato quasi l’uomo simbolo della nuova Italia nata dall’omicidio di Moro col concorso della CIA? (ma avevo scritto sintomo, e forse non avevo sbagliato)

. . .

ma non vorrei che questo post venisse capito male: tutto questo è giusto, se il calcio è un’arte, e solo dei moralisti ottusi o degli immoralisti altrettanto possono confondere il giudizio sul calciatore artista col giudizio sull’uomo.

chi esalta Maradona per la sua vita sregolata e chi lo condanna per questo…; fanno lo stesso errore.

non abbiamo nessun diritto di giudicare le vite altrui (o forse soltanto quel poco che serve per giustificare a noi stessi come abbiamo deciso di vivere noi): l’unica cosa che si lascia giudicare è l’arte.

Machiavelli non ha separato la politica dalla morale?

e Benedetto Croce non ha santificato questo principio quattro secoli dopo nel suo sistema filosofico?

ha spiegato bene all’Italia bacchettona e a quella moralista che il bello non ha niente a che fare col giusto; l’arte è indipendente dalla morale, così come la politica (secondo lui) alla fine va considerata soltanto come l’ottica del successo.

. . .

quindi, viva Maradona, artista del pallone, che ha fatto sognare il popolo con l’arte che il popolo capisce di più.

quanto a noi, che non siamo popolo, ma non lo disprezziamo, ci basta saperlo, contro ogni moralismo del passato e del futuro.

Caravaggio non è stato forse un assassino? Leonardo vivisezionava i prigionieri; D’Annunzio è stato un maestro della finzione e dei debiti, ma allora anche Mussolini un artista del colpo di stato.

e vi pare che possiamo prendercela con Maradona, il maestro delle finte sul campo di calcio?

per fortuna non siamo un paese di moralisti.

e, per disgrazia, non siamo neppure un paese morale.

9 commenti

  1. Giudicare no, in fondo a modo suo forse era felice. Ma da qui a passarlo come esempio alle generazioni future ce ne passa. Non aveva l’insieme di valori necessari compatibili con la permanenza della vita sulla Terra. Aspettiamo di scoprire ovviamente quante donazioni anonime abbia fatto per i poveri o per l’ambiente. Dichiararsi di sinistra e sostenere qualche autocrate non dimostra un supporto per il bene comune.

    Era solo un gladiatore moderno. Sei stato tu a chiamare così i calciatori 🙂

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    • stavo per dire alla prima lettura parziale che trovo geniale la definizione dei calciatori come gladiatori dell’era moderna, poi tu mi dici che è mia; ma non ritratto :-), dato che non mi ricordo assolutamente di averla inventata io, e neppure di averla usata; non escludo di averla riecheggiata da qualcun altro, se è vero che l’hai letta da me…
      geniale, perché capace di mettere l’entusiasmo per lui e altri campioni del calcio nella giusta luce, illuminando il suo spessore storico di 2mila anni; come la corrida, anche il tifo dello stadio risale alla barbarie dell’antica Roma.

      appunto, si giudica quando proprio non si può farne a meno: se qualcuno me lo propone come modello di vita, io reagisco in qualche modo; se gli si dedica uno stadio di calcio, vorrei che fosse chiaro che lo si fa soltanto perché giocava bene, e mi sta bene; anche Caravaggio ha, giustamente, i suoi musei. ma non vorrei che si facesse confusione e si pensasse che gli si fa lo stadio perché giocava bene grazie alla droga: tra l’altro non è vero, la droga lo ha proprio distrutto, invece. uno squinternato e un uomo di mille eccessi, anche avido e attaccabrighe, che giocava bene col pallone: vorrei che fosse chiaro questo.

      se era felice oppure no, in fondo poteva saperlo soltanto lui, pare comunque che non lo fosse proprio negli ultimi tempi. e la parola è ambigua. felice come, felice quanto, felice quando?
      ma è poi davvero importante, per gli altri? la sua vita era sua e ne ha fatto l’uso che più gli piaceva; è comunque finita.
      il suo esempio, invece è nostro, se di questo si tratta, ed abbiamo il diritto e forse anche il dovere di rifiutarlo.

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      • Sei stato tu al 100% ad associare i calciatori ai gladiatori. Non mi ricordo il contesto però.

        Con gli altri del passato che pure avevano un lato oscura si è riusciti a pulire la loro immagine nascondendo le tendenze poco lodevoli. Ce la si farà anche con Maradona? Nel mondo moderno ci sono troppe telecamere, troppe foto. Sarà più difficile.

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        • non solo è più difficile, ma non ce n’è neppure bisogno.
          oggi la morale stessa è diventata terribilmente ipocrita: si applica alle parole, non ai comportamenti, e riguarda campi molto ristretti.
          magari scopriranno che era maschilista, chissà…

          (grazie per la citazione, comunque: mi fido della tua memoria ben più che della mia…)

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          • confermo, avevi posto l’analogia degli stadi di calcio con i vecchi anfiteatri dove combattevano i gladiatori. l’analogia era riferita al pubblico spettatore più che agli attori in campo, ma 1+1=2 🙂

            ps: maradona giocava bene a calcio quanto michelangelo se la cavava col pennello

            pps: francamente era da qualche anno che mi domandavo come facesse ad essere ancora vivo, visto come stava preso. era diventato l’immagine stessa del disfacimento psicofisico e della morte, tipo michael jackson una dozzina d’anni fa, una trasfigurazione mostruosa. il mondo è pieno di persone che muoiono di eccessi, ma riuscire a diventare l’immagine stessa dell’eccesso, alla dorian gray dopo che il quadro viene squartato, è raro!

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            • ahhah, dunque si profila per me un bisogno di badante non solo nella vita reale, ma anche blogghistica: povero me! insisto a non ricordare, ma per fortuna tu e fla avete memoria migliore della mia, che oramai mi perdo nel diluvio dello scritto da me…

              nel film di Sorrentino che ho citato, effettivamente il Maradona reinventato dal regista diventava il simbolo stesso del disfacimento che tutti ci attende (per restare in tema…): del resto, chi decide di vivere più in fretta e intensamente, decide anche di disfarsi più in fretta, è ovvio.

              anzi, semmai il fatto che Maradona sia arrivato fino a 60 anni, in fondo dimostra che, come trasgressivo, era un personaggio piuttosto minore e le sue trasgressioni erano dozzinali (anche per questo hanno avuto così successo mediaticamente parlando): Jim Morrison, Bob Marley, Freddie Mercury, ma anche Dino Campana oppure Rimbaud, per passare ad altri campi, hanno dato tutti esempi di trasgressioni ben più radicali, in modi diversissimi, e dunque anche di morti più precoci.
              la butto lì come provocazione: possiamo stabilire una legge semi-scientifica di correlazione tra precocità della morte e radicalità della trasgressione?

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  2. Maradona è stato un grande artista del pallone, come artista va giudicato su questo: il resto sono miserie umane che ha pagato per di più con la propria pelle.
    C’è una pubblicità di questi giorni che sento in radio, della mostra di Caravaggio al Mart, promossa da Sgarbi: inizia proprio con “Caravaggio è stato un assassino”, per finire con la grandezza delle sue opere (e specialmente quella esposta a Rovereto, naturalmente, che arriva da Siracusa).
    Mi chiedo: dopo Maradona, ci saranno altri Maradona o l’appiattimento del business vincerà sulla follia? Maradona oggi, a trenta-quarant’anni di distanza, sarebbe ancora possibile? Credo di no, e questo mi rende un po’ triste.

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    • capisco che questa assonanza con Sgarbi dovrebbe preoccuparmi, ma la colpa è tutta del Caravaggio, naturalmente, artista maledetto.

      non posso rispondere alla domanda finale, dato che sono totalmente estraneo e indifferente al mondo del calcio; ma immagino che il nostro Balotelli bresciano non sia neppure da accostare al grande Diego.

      se posso, alla fine del tuo bellissimo post su Maradona di oggi, mi pare che alla fine, però, in qualche modo tu lo apprezzi anche come tipo umano; io no, per quel tanto che posso; ma ovviamente ciascuno di noi è fatto di luci e di ombre, e io ho visto le ombre piuttosto che le luci, che ci sono pure…

      chissà, mi è capitato di pensare che difficilmente si diventa grandi artisti senza essere un po’ stronzi (e qui non sto più parlando di lui, sia chiaro): insomma, i geni dell’arte, ce li godiamo ciascuno nella sua arte, ma non vorremmo averli come amici e forse neppure come vicini di casa..

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      • La vita di Maradona è abbastanza romanzesca, con questa famiglia bulimica, questo clan, che gli ha succhiato pure l’anima ed a cui ha dato tutto; l’amicizia con Fidel, leggendaria pure quella, ricordo anche un’intervista che gli fece Gianni Mina’, manco fosse il Che… è morto e risorto diverse volte, come un’araba fenice, è stato anche CT della sua nazionale; tornò a giocare dopo una lunga squalifica e lo fecero fuori proprio al mondiale del ’94, dopo una partita vinta, trovandolo ancora positivo al doping… per quanto la cocaina possa aiutare a giocare al calcio, cosa che non credo… In un certo senso si, ammiro il suo personaggio, grande e tragico, un Falstaff moderno…

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