gli errori, consapevoli?, della seconda ondata – Covid via mail 10 – 504

la quantità di informazioni e riflessioni che Krammer mi sta mandando sul Covid (e non solo) è veramente notevole; gli ho promesso che avrei ripubblicato e commentato qui, perché secondo me questo nostro dialogo può avere qualche interesse anche per altri, però faccio quello che posso, finendo in arretrato.

comunque oggi recupero con questo post: una valutazione sua sugli errori di questa seconda fase di gestione della pandemia, con la quale mi trovo completamente d’accordo e voglio metterla in apertura per darle più evidenza.

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abbiamo affrontato la prima ondata Covid sulla scorta dell’esempio cinese, ma dovrei dire asiatico, dove sostanzialmente si è riusciti ad estirpare l’epidemia con un lockdown severo e a non farla tornare, tranne che per assaggi del tutto occasionali e subito stroncati; alle soglie dell’estate l’obiettivo sembrava a portata di mano anche per noi, ma è stata fatta la scelta di non sacrificare l’industria turistica e del divertimento ferragostano e da discoteca, e abbiamo perso definitivamente questa possibilità e posto le premesse di questa seconda ondata, che rischia di essere peggiore della prima.

d’altra parte l’Italia non è un’isola; anche se in modo disordinato e localistico, le strategie sono europee, e quindi, anche se raggiungessimo noi l’obiettivo dell’eliminazione radicale del virus, oramai impossibile, questa resterebbe un’illusione, per il fatto che esso circolerebbe aldilà delle Alpi o che i nostri turisti vanno a fare le vacanze altrove (cosa che per una volta si sarebbe potuto drasticamente ridimensionare) e che col resto dell’Europa siamo strettamente connessi economicamente e da ogni altro punto di vista.

quindi stiamo parlando di una strategia italiana nel quadro di una simile strategia europea ed entrambe sono nettamente cambiate in maniera omogenea negli obiettivi, dopo l’estate: d’altra parte l’emergenza economica lasciava poche altre scelte, forse.

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l’obiettivo infatti non è più quello di non avere più malati né morti, ma di averne in un numero tale che il sistema sanitario li possa gestire.

questo spiega come mai c’è un allarmismo molto minore per un numero di morti giornaliero che non è molto lontano dai picchi di marzo, ed è anzi più prolungato nel tempo, ma è meglio distribuito nel territorio e non dà luogo quasi mai ad un sovraffollamento dei presidi ospedalieri.

in buona sostanza la linea attuale è che un poco di morti non ci fanno troppo male e li possiamo gestire.

lo stesso criterio che si usa per definire rossa una zona è questo: rossa è la zona dove il numero dei ricoveri rischia di far saltare le possibilità di accoglienza delle strutture sanitarie, non altro: la zona rossa non è legata ai numeri assoluti o percentuali dei morti, ma alla capacità di gestione del sistema sanitario.

senza dirlo apertamente, siamo passati all’idea di convivere col virus, di accettare anche un numero elevato di morti giornaliero, purché compatibile localmente con i posti letto; in sostanza, non importa quante persone muoiono, l’importante è che muoiano in ospedale, con tutte le cure e che nessuno muoia a casa sua semplicemente perché non c’è più posto…

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a queste conclusioni arriva anche Krammer nella sua mail, attraverso un percorso più articolato del mio, ma che integra perfettamente queste considerazioni.

i problemi che hanno portato comunque ai 15 mila morti attuali della seconda ondata, che diventeranno 20-25 mila entro natale, sono due.

primo: un conto è tenere la media regionale degli indicatori, altro conto sarebbe farlo a livello locale. in zone come la lombardia non è fattibile “fare una media”. se fai una media e tieni i parametri di distanziamento laschi per caricare appositamente il sistema sanitario, significa inevitabilmente che dentro la regione ci saranno zone più colpite della media ed altre meno colpite. il problema è che se vai in saturazione in una zona (non troppo) piccola i danni alla fine sono comunque rilevanti, i decessi si moltiplicano quando gli ospedali di un territorio si riempiono. i posti in ospedale “non fanno media”, i trasporti dei pazienti non sono sempre possibili e in ogni caso comportano costi in termine di soldi e risorse. l'”automazione” del colore avrebbe dovuto essere provinciale e non regionale, e in alcuni territori ad alta densità di popolazione forse nemmeno la media provinciale bastava ad isolare e regolamentare gli epicentri più grossi.
se vuoi mantenere semplificata la gestione basandosi sui numeri puramente regionali, allora per forza di cose la parametrizzazione delle maglie del distanziamento è stata tenuta ad una soglia troppo prossima alla saturazione, bisognava tenere le soglie più basse. gliel’avranno detto i tecnici al governo? qualcuno l’avrà considerato, che il virus si diffonde a macchia di leopardo concentrandosi in cluster specifici, che non è diffuso omogeneamente nel territorio? se fai una media tranciante è ovvio che nelle zone di cluster la situazione si mette male, anche se la media regionale resta entro i margini di soglia.

il secondo errore clamoroso è nell’incapacità di applicare le norme di sicurezza dettate dai tecnici, e questo è sotto l’occhio di tutti: troppo intenti i nostri governatori a battibeccarsi tra loro. tutti i giorni persi in chiacchiere sono morti che si contano sul tabellone.
voglio dire che secondo me il metodo di fondo di contenimento dell’epidemia non è sbagliato.
il principio degli indicatori e la scienza in generale ci ha visto piuttosto bene. non avrei mai creduto che con il “poco” che è stato fatto saremmo riusciti a recuperare così velocemente da una situazione che a me in primis sembrava disperata, solo 2-3 settimane fa. certo si può di gran lunga migliorare e qualche esempio è stato scritto anche sul tuo blog.

il problema non è stata la scienza, ma tutto il resto: la causa diretta di almeno 10-12 mila morti della seconda ondata, finora. sappiamo quello che è successo. hanno reso una crisi sotto controllo un disastro sotto controllo: con un lockdown puoi bloccare i nuovi contagi, ma non puoi tornare indietro nel tempo ed azzerare quelli che nel frattempo si sono contagiati. ci sono almeno 3 settimane in media di timeshift tra il contagio e il decesso del debole che soccombe al virus. hanno chiuso le stalle quando le mucche erano uscite, quando diversi distretti sanitari in Italia sono andati in sofferenza. gli indicatori locali sarebbero dovuto scattare prima isolando le varie zone con lockdown mirati, non farlo è stato delittuoso. a parer mio gli errori più grossi li han fatto i governatori delle Regioni piuttosto che il governo nazionale, che comunque a mio avviso è stato colpevole di aver tenuto volontariamente le maglie larghe, non è stato in grado di organizzare un monitoraggio più capillare nè ad assumersi quella forza necessaria nel prendere provvedimenti nel momento in cui le Regioni facevano orecchie da mercante.

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a me non resta che aggiungere una considerazione personale finale, sulla quale non so se lui sarà d’accordo, e quindi la evidenzio a parte.

quanto può reggere nel tempo una strategia simile, che è una specie di resistenza elastica, una tattica temporeggiatrice come quella di Fabio Massimo contro Annibale?

evidentemente non all’infinito, ma la scommessa che l’Europa fa è che a momenti arrivi la cavalleria leggera dei vaccini a sgominare il nemico; altrimenti il rischio è che il fronte non regga.

per ora siamo nelle mani nelle dichiarazioni abbastanza vaghe delle aziende produttrici che, su queste basi, stanno facendo affari d’oro.

incrocio le dita: speriamo che siano onesti, che abbiano studiato bene in poche settimane tutto il complesso dei problemi connessi ad un vaccino (di solito ci vogliono anni), che gli esperti statali abbiano avuto in mano dei dati più sicuri, prima di firmare i contratti, e da ultimo anche che l’organizzazione regionale della distribuzione dei vaccini funzioni – la mezza catastrofe lombarda della distribuzione di quello anti-influenzale è di pessimo auspicio.

però non si comprende, davvero, come mai questi dati non vengano messi a disposizione dell’opinione pubblica; al momento attuale si stia chiedendo alla gente di vaccinarsi alla cieca e senza cognizione delle garanzie e dei rischi.

mi stupisco che ci siano persone, anche informate e intelligenti a cui va bene così: d’altra parte la paura fa novanta, come dicono, e chi è in preda al panico si attacca a qualunque scelta gli sembri una soluzione.

io continuo a pensare che sia meglio restare calmi e lucidi e consapevolmente critici; ringrazio Krammer e altri commentatori qui che, come lui, ci aiutano a esserlo.

17 commenti

  1. Ho il fortissimo sospetto che molti (anche intelligenti ed acculturati) dei dati non saprebbero cosa farsene. Troppi, troppo vari, troppo “crudi”. E, nei fatti, anche con quelli in mano, la decisione se vaccinarsi o meno verrà presa alla cieca, così come molte delle altre che sono state prese.

    C’è poi una cosa che non capisco: ma per te il fatto che si lavori a mantenere il sistema sanitario “sotto controllo” è, come dire, “uno scandalo”? Dal tuo tono sembrerebbe, e non capisco perché.

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    • sul primo punto hai ragione: del resto oramai conosciamo abbastanza bene il funzionamento della decisione nel cervello umano per sapere che del resto è sempre così: le decisioni vengono prese di norma in modo irrazionale e perfino inconsapevole; la mente cosciente, quando funziona, ha soltanto la possibilità di fermarle, a volte e se vuole, e spesso questa stessa possibilità è soltanto teorica.

      sul secondo punto, invece, direi istintivamente di non essere stato capito e direi consapevolmente di essermi forse spiegato male (ma dove?): è molto positivo in sé mantenere il sistema sanitario sotto controllo; quello che non giudico positivo è cercare di farlo mantenendo nei reparti il numero massimo di pazienti che ci possono stare, anziché cercando di svuotarli.

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  2. Concordo che si è scelto di convivere col virus in attesa del vaccino miracoloso, se qualcuno muore pazienza, basta che gli ospedali non collassino.
    In realtà gli ospedali hanno diminuito l’assistenza su tutto il resto, i medici di base si sono disintegrati alla faccia dell’assistenza domiciliare, e probabilmente per un po’ cammineremo sulle macerie.
    Sento adesso che si parla di salvare la stagione sciistica. Prima abbiamo salvato le discoteche (che nemmeno pagano le tasse come s’è visto).l impestando migliaia di persone, continuiamo così.
    Io dico che la gente si può ammazzare come vuole, però non mi pare vitale andare in vacanza a Porto Cervo o a sciare a Bormio di questi tempi, forse sarò moralista, come mi pare si sia acceso un mini-dibattito …
    Alla fine non avevano ragione Johnson, Trump e Bolsonaro? Erano un po’ meno ipocriti, alla fine.

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    • la Merkel sta cercando di imporre il divieto dello sci in tutta l’Unione Europea e forse ci riuscirà; purtroppo la Svizzera non fa parte dell’Unione e ha già spalancato le porte; non chiede neppure un attestato di negatività al virus; eppure sono messi malissimo anche loro.
      purtroppo tra meno di un anno la Merkel si farà da parte e probabilmente avremo ben di peggio alla guida della Germania e dell’Europa.

      ma è l’intera cultura e civiltà europea che si sta votando ad un suicidio programmato; non possiamo farci niente: storicamente l’Asia è una civiltà superiore e riprenderà il suo posto egemone e non militarista nel mondo; l’Europa tornerà ad essere quella appendice semi-barbara che è sempre stata, fino a quando non scoprì la polvere da sparo, duemila anni dopo la Cina, e decise di usarla per sottomettere il mondo e non per gioiosi spettacoli pirotecnici, come avevano fatto i cinesi.
      credo che sia meglio così: che l’Europa tramonti con le sue mitologie di libertà affaristica e di imperialismo aggressivo. condito dalla convinzione di essere una civiltà superiore.

      è abbastanza evidente che l’unica strada per provare a cavarsela in questa situazione è il vivere per conto proprio, il difendersi con un lockdown auto-gestito – e radicale, caro il mio giò – fino a che almeno non ci si immunizza, preferibilmente naturalmente – beato te!

      da tempo la cosiddetta sinistra occidentale si distingue per fare meno bene le stesso lavoro sporco della destra; con questo non dico che si debba scegliere la destra, ma astenersi dalla scelta forse sì, salvo proprio casi estremi (Trump, Melon/Salvini).

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      • Temo anch’io che sentiremo la mancanza della Merkel… l’anno prossimo con i pacchi di miliardoni (se arriveranno) ne vedremo delle belle, sarebbe un’occasione storica per ridisegnare il paese ma i protagonisti sono troppo mediocri, spenderanno a casaccio e rimarrà solo ulteriore debito. L’importante comunque è poter sciare!

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        • al momento però i miliardoni del Recovery Found sono bloccati dallo scontro tra Ungheria e Polonia e Parlamento Europeo, che vuole collegarli al rispetto dello stato di diritto; quindi gli amici europei di Salvini hanno posto il veto.
          si sta provando perfino a convincerli ad uscire dall’Unione Europea, per sbloccare il tutto, o insomma si usa questa proposta per fargli pressione; purtroppo i trattati non prevedono la possibilità di espellere nessuno.
          ma anche questo in Italia sembra che interessi poco a nostri media e non credo che in generale la gente lo sappia neppure.
          potrebbe perfino non essere negativo, visto che al momento non abbiamo neppure definito nessun piano per spenderli.
          siamo tutti occupati a litigare sui colori delle zone: mah!

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          • Sicuramente Ungheria e Polonia tireranno la corda il più possibile per avere il maggior tornaconto; non avrebbero dovuto entrare e bisognerebbe buttarli fuori, ma solo la Merkel avrebbe le p..le per farlo, non certo le altre mezzecalzette.
            Sì, hai ragione, qui pare che li abbiano già dati per scontati, e non sappiamo nemmeno cosa farci… finirà che li sprecheremo, come tanti di quelli che la cattiva Europa ci ha già dato nel tempo…

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            • tu lo sai, vero, che la maggior parte dei fondi europei che ci vengono assegnati per la realizzazione di specifici progetti, li rimandiamo indietro inutilizzati (miliardi di fondi ogni anno), perché non siamo capaci di fare i progetti?

              è proprio un limite strutturale e culturale nostro, e ti faccio una confessione dolorosa: in Germania presentai una volta, sollecitato, un progetto che sarebbe stato finanziato da una specie di associazione benefica di industriali locale (Baden-Wuerttemberg); ci misi tutta la mia creatività e fantasia, ma mi venne rifiutato a priori dicendo, con un pochino di irritazione, che non era scritto bene: non dal punto di vista linguistico, ovviamente, perché lo avevo fatto revisionare dall’interprete del Consolato, ma proprio della struttura progettuale, che resta per noi un oggetto misterioso; fu una dura lezione di vita.
              ti racconto questo per dire che rischiano di fare la stessa fine i nostri “progetti” per il Recovery Found: purtroppo noi italiani concepiamo un progetto come un elenco di buone intenzioni, quando poi effettivamente ne presentiamo uno.

              – ah un’aggiunta sulla Merkel: purtroppo devo deluderti, questa volta lei era per una linea pragmatica e non voleva che si tirasse troppo la corda.
              in realtà i più rigidi difensori dello stato di diritto nell’Unione Europea sono gli avversari non tanto nascosti del Recovery Found, a cominciare proprio dall’ala destra del suo partito, quella che potrebbe a breve sostituirla con un suo uomo.
              si serviranno dell’opposizione populista per bloccare l’aumento del debito europeo; poi dello stato di diritto non si sentirà più parlare.
              la Merkel in questi 16 anni ha fatto un miracolo come quello di Moro con la DC, ed è anche riuscita a salvare la testa…, però adesso probabilmente sente che la pressione della destra è troppo forte e se ne va prima diessere sconfitta.
              d’altra parte quella che aveva individuato come sua successora ha già mollato tutto e si è ritirata.

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              • Si purtroppo si, non siamo ancora riusciti pare a creare una struttura unica, anche qui le regioni ci mettono lo zampino. Partecipare a bandi europei non è facile, ma tanti ce la fanno… certo se uno vuole i soldi senza avere idee, pensando che funziona come qua che basta avere un cuggino o l’amico dell’amico…
                Peccato che non ti abbiano accettato il progetto, però, non saranno stati un po’ prevenuti con gli italiani?
                La Merkel ha avuto una lunghissima carriera, a mio avviso con tante sue rigidità (di Schauble) ha contribuito alla crescita dei sovranismi; ha approfittato dell’Euro ma avrebbe dovuto essere più “generosa”. La destra è in crescita anche in Germania, la globalizzazione senz’altro, ma se alla fine di questo periodo non ha trovato un sostituto e al governo ci andrà la destra, qualcosa vuol dire che lo ha sbagliato…

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                • non è sempre un errore personale di qualcuno se la destra avanza; la Merkel è stata l’argine contro le destre in Europa, pur essendo di destra!!! una destra che qui sarebbe alla sinistra del PD, ma che cosa vuoi farci?

                  io non sono molto sicuro che una politica di indebitamento progressivo sia positiva e di sinistra (anzi sono quasi sicuro del contrario); a volte mi pare che lo pensi anche tu.
                  non è mai chiaro chi e come potrà restituire tutti questi debiti, però è chiaro chi e come ci sta pagando gli interessi ogni anno. e la politica economica degli stati è soffocata da questo peso oramai intollerabile, anche se la crisi li ha pesantemente diminuiti per il presente e peggio ancora per il futuro.

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                  • Io non ho ancora capito come si ripagheranno tutti questi soldi: ne abbiamo già parlato, o li stanno stampando (e a me andrebbe bene, un piccolo aumento dell’inflazione non sarebbe una disgrazia, anzi) oppure bisognerà ripagarli. I tassi sono molto bassi (quando non addirittura negativi) perciò il peso ulteriore per ora è relativo… A meno che non si arrivi a un “chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato”, ma non mi pare probabile.

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                    • sì, ne abbiamo già parlato: tu ed io ci poniamo il problema, ma la maggior parte?

                      la teoria economica dice che, se in momenti di crisi tagli la spesa pubblica, fai danno, perché si produce meno e dunque lo stato riscuote meno tasse e il debito pubblico aumenta lo stesso. ok, ma quando il debito raggiunge una dimensione che rende assolutamente impossibile restituirlo, che si fa? qualcuno propone di congelarlo: in poche parole: scordati che te lo restituisco, e stai contento che da ora in poi ti pago solo gli interessi. funziona benissimo, soprattutto se gli interessi sono negativi, ahah: ma occhio: sono negativi quelli che le banche pagano ai depositanti, non quelli che riscuotono dallo stato.
                      in realtà se guardiamo agli interessi pagati, il debito è in generale già stato ampiamente pagato. dagli anni Ottanta l’Italia ha pagato in valori monetari reali due volte e mezzo in interessi il debito che aveva contratto; per cui la cancellazione del debito non sarebbe neppure ingiusta, almeno per alcuni, ma rimane irrealistica.
                      ci sono però condizioni nelle quali oggettivamente il debito non si può più riscuotere e si cancella: paesi poveri.
                      forse stanno aspettando che anche noi ci riduciamo a quei livelli e poi verrà cancellato anche per noi…

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  3. Dovresti essere festeggiare. Piemonte e Lombardia sono arancioni. Che in realtà significa gialli perché siccome nessuno controlla si sta sempre un livello più larghi. Pronto per la terza ondata? Tra Natale e Capodanno?

    I vaccini se anche arrivassero saranno ampiamente insufficienti ad inizio 2021 a giudicare dalle capacità produttive. Quindi la scommessa europea è mal fondata. Certo, potranno fare la differenza dal prossimo autunno.

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    • se riescono a convincerci che 800 morti al giorno non sono alla fine un grande pericolo, potrebbe anche non esserci una terza ondata.
      800 morti al giorno, sono poi 25mila morti al mese, cioè 300mila morti in un anno…
      ma basta anche che i morti non scendano nei prossimi giorni sotto i 500: sarebbero sempre 15mila morti al mese. la prima ondata ha fatto 35mila morti, la seconda finora 15mila; se continua un altro mese con la prima o la seconda ipotesi, saremmo tra i 60mila e i 70mila morti nel 2020. e tra i 30mila e i 40mila anche in due mesi di seconda ondata.

      empiricamente vedo una maggiore diffusione della malattia, qui in zona; non so altrove. per me non cambia niente; del resto l’altro giorno sono andato in ferramenta nel paese vicino, per un acquisto urgente: come zoina rossa non dovevano essere chiusi?

      mi pare che una terza ondata non serva proprio: al momento siamo nel pieno della seconda, anche se i media stavolta fanno di tutto per sminuire, visto che le scelte del governo sono diventate diverse ed un lockdown duro non è più possibile.

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      • Ho una teoria non verificata su come Piemonte e Lombardia sembra abbiano una percentuale di positivi giornaliera via via più bassa. Mi chiedo se per caso nei tamponi non vengano conteggiati anche quelli di controllo, e mi chiedo se prima o poi non c’era da aspettarsi che come il numero dei morti anche quello dei guariti cominciasse a salire. Quindi sui miei tamponi c’è una probabilità via via maggiore di trovare negativi.
        Non voglio sminuire i risultati di questo lockdown soft, ma guardando altrove questa seconda ondata non calerà come la prima, piuttosto andrà a livellarsi su un livello per l’Italia di 20/30 mila nuovi positivi e 500/600 morti per molti mesi… feste natalizie permettendo.

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        • come sai, giudico ben poco attendibili globalmente le cifre che girano in Italia su questa epidemia; a marzo su scala locale erano tutte clamorosamente false. oggi non so più come vadano davvero le cose qui, perché il quotidiano locale online non se ne occupa più. tendo a guardare il numero dei morti, col rischio che sia comunque sottovalutato (meglio guardare il numero globale che quello dichiarato per Covid), e sapendo bene che questo mi parla dell’andamento della epidemia due – tre settimane fa: vedremo dopo la prima settimana di dicembre come stanno andando davvero le cose adesso; le altre cifre sono vaghe tendenze manipolabili a vari livelli.

          condivido la tua ipotesi pessimistica finale; dico solo che ad un certo momento il numero dei morti calerà per forza, qualunque sia la strategia o la non-strategia per ridurlo.
          almeno questa piccola fiducia residuale non togliamocela: resta solo incerto il quando…

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