la pandemia consumista schizoide – 510

ora ci tirano fuori casa, perché siamo nel mese della tredicesima, più che del Natale, e dobbiamo consumare.

ci tirano fuori, dicendo che dobbiamo restare dentro.

ci dicono che l’epidemia è come se non ci fosse, ma che però c’è ancora.

dobbiamo lavorare online, ma consumare dal vivo.

. . .

il capolavoro della schizofrenia è il bonus governativo dall’8 dicembre del 10% per acquisti fatti rigorosamente dal vivo: più di 10 acquisti con strumenti tracciabili elettronicamente, quindi prevalentemente nei centri commerciali, vantaggiosi fino ad un massimo di 1.500 euro rimborsabili, cioè 150 euro teorici.

non bastavano i bonus monopattini, quelli per la tv, per i computer, o l’acquisto centralizzato di banchi a rotelle (in passato davano i contributi anche per l’automobile); ora tocca a noi fare la nostra parte di buoni consumatori.

poi ci toccherà quella di buoni vaccinandi a-critici sulla spaventosa mancanza di controlli e verifiche, almeno fino ad oggi – e se verranno, mi correggerò volentieri.

enrico sanna informa di una strepitosa proposta di riforma fiscale, questa volta tedesca – e la riporto giusto per smentire che io sia filo-tedesco per partito preso e pre-giudizio teutonico.

un economista della Deutsche Bank ha notato che chi lavora da casa tende a risparmiare; così ha proposto di tassarlo, almeno da un certo reddito in su.

. . .

è il consumo, non il risparmio della nostra vetusta Costituzione, il valore fondante dell’economia moderna e la base della democrazia, altro che il lavoro, e chi consuma poco è un a-sociale.

chi fa lo smart working consuma meno benzina o comunque usa meno i mezzi di trasporto, spreca meno il suo tempo per andare al lavoro, usa meno le mense o i ristorantini e i bar nei pressi del luogo di lavoro.

vero che forse consuma un po’ più di elettricità – non dobbiamo pensare che internet non abbia costi energetici -, ma metti che se la produca anche in proprio, con pannelli solari e accumulo; se poi, costretto ad andare al lavoro proprio di persona, ci va a piedi o in bicicletta, ecco che siamo ai limiti della disobbedienza civile.

schizofrenia sociale portami via.

19 commenti

  1. @ fla 2 dicembre 2020 alle 20:35
    Diciamo che hai teso parecchi tranelli a Gaber. Alla fine mi pare chiaro tu l’abbia vinto a mani basse mantenendoti su posizioni meno definite. Ottima strategia.
    Chiaramente è un’utopia. Prima o poi ogni sistema si pianta sprofondando nelle terre sabbiose della mente umana. Però se questa pandemia ci ha insegnato qualcosa è che non tutti sono meritevoli. Forse nemmeno presenti come intelligenza logica ma solo primordiale, impulsiva.
    Prima o poi finirà anche questo shopping. Incrociamo le dita.

    mi incuriosisce molto la tua lettura del mio dibattito con gaber…, anzi forse il tuo giudizio può aiutarmi a capire qualcosa di me che mi sfugge.
    tu l’hai interpretato in modo conflittuale, quasi come un confronto dialettico; per me era davvero una discussione per costruire qualcosa assieme.
    non riesco neppure a capire come potrei averlo vinto, visto che non c’era conflitto; semmai ho percepito via via un disagio di gaber nella discussione che poi l’ha indotto a lasciarla; ma non ho capito perché.
    ma siccome mi capita spesso di essere percepito come conflittuale, perfino quando proprio non intendo e perfino non mi accorgo di esserlo, se mi puoi spiegare meglio, mi fai davvero un favore.

    condivido il resto, sul serio e non solo per il pericolo di apparire conflittuale, ahaha.

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  2. “… il capolavoro della schizofrenia è il bonus governativo dall’8 dicembre del 10% per acquisti fatti rigorosamente dal vivo: più di 10 acquisti con strumenti tracciabili elettronicamente, quindi prevalentemente nei centri commerciali, vantaggiosi fino ad un massimo di 1.500 euro rimborsabili”.

    Non so niente di questa “genialata”… ma dici davvero??

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    • davvero non lo sai? sì, dall’8 dicembre, pare, ed entro il 31, se fai almeno 10 acquisti con la carta di credito o altro strumento tracciabile, ma non per acquisti online, lo stato a marzo ti versa sul conto corrente il 10% di quello che hai speso, con un limite di 15 euro per acquisto e un tetto massimo di 150 euro.
      il decreto non è ancora uscito, ma è certo e anticipato su tutta la stampa.
      genialata, vero?

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  3. È ufficiale la storia del bonus con pagamento tracciabile? Dicevano infatti che avrebbe dovuto entrare in vigore in dicembre, devo informarmi, se non ricordo male bisognava registrarsi con una app… io lo farò, tanto già adesso il 90% dei pagamenti li faccio con carta, almeno recupero qualcosa. Restano fuori gli acquisti on-line, benissimo, sono d’accordo.
    Sulla proposta tedesca è la solita storia, invece di andare a prendere i soldi a chi veramente ce li ha ci si inventano le str.. più assurde. Bè, del resto aumentare le accise sulla benzina adesso non renderebbe molto.
    Io sono a favore di un contributo di solidarietà da tutti quelli che hanno mantenuto il reddito; impopolare, non si farà, eppure sarebbe stato un gesto straordinario di unione nazionale…

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    • no, non è ancora ufficiale, ma dovrebbe esserlo da un bel po’, visto che il tutto dovrebbe cominciare il 9 dicembre! immagino che ci saranno casini plurimi. sì, occorre un’APP, con registrazione, a quanto vedo non semplicissima (almeno per me, che devo considerarmi oramai un vecchietto dal cervello semi-atrofizzato, evidentemente).
      sinceramente penso che lascerò perdere: non ho voglia di moltiplicare i rischi di infezione con 10 pagamenti diversi, quando ho previsto in tutto 2 o 3 uscite al supermercato entro fine dicembre.

      quanto alla Germania, devo tornare filo-tedesco: il governo ha appena deciso per chi fa smart-working da casa un contributo di 5 euro al giorno, in considerazione del disagio supplementare.

      no, non sono d’accordo con un contributo di solidarietà da tutti quelli che hanno mantenuto il reddito: una variante dell’orto alla patria? capisco che ti sei espresso in fretta, ma non vedo perché chi percepisce una pensione al minimo, per esempio, debba essere anche tassato, magari per solidarietà col proprietario della boutique che ha visto calare i suoi redditi.
      la via maestra resta quella della patrimoniale sui redditi più alti: come si vedeva l’altro giorno, tassando con percentuali del 2-3% meno di 3mila iper-ricchi si raccoglierebbero 10 miliardi. in secondo luogo vanno ripristinate tassazioni adeguate su successioni e donazioni che Berlusconi ha scandalosamente polverizzato qualche anno fa.
      ma oramai in Italia sono tutti berlusconiani di fatto. non me la piglio neppure più: sto alla finestra a guardare sogghignando; abbiamo una destra splendida che urla contro le tasse e una sinistra che non fa battaglia, anche perché è d’accordo di non pagarne. aspettiamo il patatrac, che è dietro l’angolo, e non è ancora arrivato soltanto perché adesso il problema è diventato universale, anche se quasi da nessuna parte nelle dimensioni nostre.

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  4. Non vorrai mica lasciare senza lavoro i personal shopper preferendo quelli virtuali automatici? Anzi quello è il mestiere del futuro. Pensa se metà della popolazione consigliasse all’altra cosa comprare e poi il giorno dopo la stessa cosa a ruoli invertiti. Boom economico.
    A parte gli scherzi, salveranno l’industria del Natale come hanno salvato quella del turismo in estate.

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    • oh mamma mia, e che cosa sono i personal shopper? come sono arretrato: sono dovuto andare ad informarmi su wikipedia… – pensavo che fossero delle specie di sacchetti per la spesa, ihih…

      ma davvero esiste un lavoro simile? non ci posso credere, povero me: Un personal shopper, è un consulente per gli acquisti, cioè una persona che dietro pagamento aiuta altre persone a scegliere e a comprare oggetti di vario tipo: abbigliamento, oggetti di arredamento, regali per le ricorrenze, etc.

      insomma, una specie di pedagogo privato che accompagna le signore perché non sbaglino negli acquisti?

      ma, scusa, chi lo paga? chi vende o chi compera? perché se lo pagasse chi compera saremmo davvero al delirio del consumismo al cubo: devo pagarmi qualcuno che mi aiuta a spendere, perché io da solo non ce la faccio… – neppure a Dubai ne ho visti, in quegli enormi centri commerciali, i più grandi del mondo, come città dentro la città, con fermate dedicate del metrò, ma forse non ho saputo riconoscerli…

      salveremo tutte le industrie, ok, e quando avremo finito di salvare loro, non ci saranno più uomini da salvare?

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      • Questi vengono pagati da chi acquista. Quelli che vengono pagati dal venditore credo siano promoter. Sinceramente nemmeno io li ho mai visti, ma pare esistano a giudicare da internet. Alla fine sono degli amici a pagamento, quindi non è così strano che sfuggano ad una prima osservazione. Sta di fatto che stiamo arrivando all’esasperazione economica.

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          • Avrei detto avvocati, ma credo che il concetto non cambi rispetto a quello espresso da te haha

            Disperazione economica solo perché c’è grande sbilanciamento a favore di chi ha di più. In casi eccezionali sarebbero questi chiamati a contribuire maggiormente, ma dal governo dicono no patrimoniale. E infatti i conti italiani si sono gonfiati pare (non i miei) di 20 o 30% di risparmio in più. Mentre altri muoiono di fame.

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            • appunto: prostituti dello shopping questi, della legge gli avvocati, dell’informazione i giornalisti; varianti locali. e a proposito degli ultimi: trasmettitori di veline, no?

              sul resto concordiamo: con le tue idee sulla patrimoniale sei un incredibile retrò del secolo scorso, caro Fla: come mai? 🙂

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              • Non proprio, mi manca la barba dei vecchi social-comunisti. Sai, le mode tornano ciclicamente ma ogni volta con piccole differenze. Quindi non sono uno dello scorso secolo ma del prossimo.
                La differenza? Sono social-meritocratico. No… non c’è ancora il manifesto.

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                • risposta eccellente, peccato che non posso farla mia, per motivi anagrafici.

                  però dovrai vedertela con gaberricci, un tuo coetaneo che ha qualche problema col principio del merito… 🙂 🙂 🙂

                  sai che cosa mi è capitato di pensare, proprio oggi? che il principio del merito è stato la base della società cinese tradizionale confuciana; e Mao ci ha aggiunto un po’ di Marx.

                  la social-meritocrazia – eccellente definizione! – si direbbe che sia la Cina e che forse lo sia sempre stata.
                  approfondire…

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                  • Cosa ci sarà mai di male nel principio di meritocrazia?

                    La Cina è una forma rudimentale di quello che intendevo io. Non applicabile all’Occidente che già nella gestione della pandemia si è visto come avesse una mentalità diversa.
                    Si parte dallo Stato che deve premiare i progressi degli studenti senza farli competere tra loro per fondi limitati e facendoli partecipare ad attività sociali e di gestione del territorio dove vivono, insegnando il principio di responsabilità.
                    Si passa poi a una gradualità nel potere decisionale basata sul peso dei contributi dati alla società nel tempo. Fino ad arrivare all’inversione dell’attività democratica, dove letterati, scienziati, medici, artisti, ingegneri occupano i posti di controllo nella società e il popolo ha la possibilità non di dare il potere bensì di toglierlo.

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                    • l’ultima discussione con gaber su questo argomento, se hai voglia di guardarla, la trovi nella prima metà dei commenti di questo post: https://corpus2020.wordpress.com/2020/11/25/8300/

                      il sistema che hai descritto assomiglia da vicino al sistema confuciano degli esami imperiali (科舉T, 科举S, kējǔP) con cui venivano selezionati i funzionari dell’apparato burocratico statale nell’impero cinese. cito da wikipedia: gli esami scritti erano tenuti dal Ministero del Personale per l’attribuzione del titolo di xiuzai (ingegno fiorente), poi di mingjing (esperto nei classici) e di jinshi (studioso introdotto). L’esame più importante era quello per il titolo di xiucai, che richiedeva conoscenza più ampie e più generali; la padronanza di determinate opere classiche e l’abilità nella composizione letteraria erano rispettivamente i requisiti necessari per potere conseguire i titoli di mingjing e di jinshi.
                      figurati se non sono favorevole, visto che divenni preside con una versione aggiornata di esami di stato che cercavano di selezionare i presidi come uomini di cultura, clientelismo a parte.
                      il sistema funziona solo con un alto spirito etico degli esaminatori, che in Italia manca.

                      anche l’impegno degli studenti in attività sociali ci riporta alla Cina e alla rivoluzione culturale di Mao, anche se oggi è stato totalmente abbandonato.

                      potremmo dire però che qualche elemento di questo tipo di organizzazione politica sopravvive in modo sotterraneo, considerando che il potere reale dei funzionari statali di alto livello è molto maggiore di quello che sembra.
                      ma nel concreto anche questo sistema ha i suoi vistosi limiti, come si è visto anche nella storia cinese, dove ha dato luogo al mandarinato e ad una burocrazia tradizionalistica e formalistica che ha distrutto la società cinese.

                      forse non esistono ricette valide per sempre: certo il potere ai competenti dovrebbe essere un principio indiscutibile, ma quando il popolo preferisce dei demagoghi che danno ragione ai suoi capricci, la società crolla INEVITABILMENTE: non c’è ricetta che tenga.

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                    • Diciamo che hai teso parecchi tranelli a Gaber. Alla fine mi pare chiaro tu l’abbia vinto a mani basse mantenendoti su posizioni meno definite. Ottima strategia.

                      Chiaramento è un’utopia. Prima o poi ogni sistema si pianta sprofondando nelle terre sabbiose della mente umana. Però se questa pandemia ci ha insegnato qualcosa è che non tutti sono meritevoli. Forse nemmeno presenti come intelligenza logica ma solo primordiale, impulsiva.

                      Prima o poi finirà anche questo Shopping. Incrociamo le dita.

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