nespole – 529

i tempi e l’età lo dicono: goditi il momento.

sia esso soltanto il sole, dopo i giorni bagnati,

e le nuvole finalmente sotto i piedi.

siano soltanto le nespole nel prato,

umide e luccicanti in attesa.

nascosta, l’ultima si confonde

col colore fradicio delle foglie morte.

.

ma chi stava nel pronto soccorso intanto,

tra i rantoli degli ammalati,

l’angoscia del veder morire

e messaggini stupidi sull’iphone?

6 commenti

  1. Mauro bentrovato Internet è qui!!! 😂 Guasto di zona piuttosto esteso, Wind e non solo. Io con il mini router ho aspettato più di altri che avevano modem e telefonia fissa. Scelta in economia valutata senza profonda conoscenza o tirchieria?!
    “Mannaggia a stì marchigiani antighi” Ciao ✌️

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    • oh meno male, niente di peggio…
      guasti alla linea sono purtroppo abbastanza frequenti anche qui, e non sempre vengono risolti così in fretta: fatto grave particolarmente oggi che diversa gente lavora a distanza…
      eppure io ho la linea fissa: non che la usi praticamente mai, ma serve alle signorine che mi chiamano dalla Romania o da chissà dove per farmi offerte telefoniche quasi ogni giorno…
      però la tengo per prudenza, vivendo da solo e in una zona relativamente isolata, per eventuali situazioni di emergenza.

      forse tu non hai di questi problemi, e allora perché arricchire chi ricco è già? parlo delle compagnie telefoniche, naturalmente… 🙂

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  2. Vivere bene dovrebbe significare anche morire bene. E, fidati di me, in quei pronto soccorso (che è anche quello in cui io lavoro) le persone non stanno morendo bene. È una delle cose che mi ha fatto più male, dovermi rassegnare all’idea che i miei pazienti che non possono farcela (perché capita, e devo accettarlo) debbano morire soli, in preda alla fame d’aria, circondati da persone di cui non riescono neppure a vedere il viso. Se c’è qualcosa che meglio di questo rappresenta l’inferno, davvero non so cos’è.

    (Scusa se alla fine parlo sempre di me).

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    • non stai affatto parlando di te; stai parlando ANCHE di te. ma ciascuno di noi è anche gli altri in mezzo ai quali vive. e tu stai parlando anche di loro, anzi forse soprattutto.

      immagino appunto quanto sia tremenda la situazione, che è loro, ma è anche tua, perché tu sei un medico che la sente come propria.

      sono molto turbato dalla tua testimonianza; è dolorosa e fa male, ma è di questo dolore che abbiamo bisogno; dobbiamo sentirlo, per essere coscienti e uomini fino in fondo.

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  3. Caro Mauro stasera ho internet non so quanto durerà …
    Il tuo post mi ha naturalmente toccato nel profondo. Siamo parte di tutto e possiamo comprendere. L’età chi siamo e cosa sentiamo.
    Non ci sono luci in casa mia! Non ci riesco, è un non senso per me. Accetto tutte le differenze nel rispetto per favore ripeto. Amico mio ti abbraccio

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