le mafie e la coca come partiti politici – 548

prendo questa notizia non da una testata rivoluzionaria (ma quale, poi?), ma dal Giornale di Brescia, il più quieto dei quotidiani italiani, credo: così quieto da riuscire a dare la notizia come fosse ordinaria amministrazione.

Soldi alla Lega dai manager della sanità pubblica.

In quella che Matteo Salvini definisce «la caccia al tesoro della Lega» spuntano documenti sulla gestione degli incarichi pubblici in quota Carroccio. Soprattutto nella Sanità. Elenchi di persone che per anni, e ogni anno, hanno finanziato il partito di via Bellerio. Nel rispetto di una delibera, resa nota dal Fatto Quotidiano, firmata il 21 ottobre 2001 da Gianfranco Salmoraghi, in qualità di componente della segreteria organizzativa Federale. «L’onorevole Giorgetti ricorda che è dovere morale di quanti saranno nominati, di contribuire economicamente alle attività del Movimento con importi che equivalgono, mediamente, al 15% di quanto introitato». Al «dovere morale» in salsa leghista hanno risposto in tanti dei dirigenti pubblici nominati su indicazione della Lega.

Nulla di illegale, nulla di penalmente rilevante perché si tratta infatti di donazioni alla luce del sole. La questione che emerge è però legata all’opportunità che un dipendente pubblico finanzi il partito che lo ha sostenuto per occupare quel posto.

Del resto una quota simile fu quella che il Pd volle dai suoi manager iscritti e nominati a Trento qualche anno fa.

è evidente che se uno o più partiti pretendono delle tangenti da coloro che nominano in posti di enorme rilievo pubblico, ad esempio come dirigenti del sistema sanitario,

1. risulta ozioso chiedersi perché in Italia la mortalità per Covid è tra le più alte del mondo;

2. un simile sistema non può che essere definito mafioso.

. . .

la legislazione anti-mafia va applicata ai partiti – mi scappa di aggiungere politici, ma la parola è fuori posto.

che siano di destra o di sinistra, questi partiti vanno sciolti, e chiunque vi abbia avuto incarichi va escluso con appositi DASPO a vita da ogni incarico pubblico futuro.

avrei potuto intitolare questo post: i partiti politici come mafie. ma non sarebbe stata la stessa cosa.

il principio di uguaglianza vale in matematica e per gli ingegneri: per loro dire a=b e b=a è la stessa cosa.

ma non vale in linguistica: dire le mafie sono partiti politici o i partiti politici sono mafie non è la stessa cosa, e io dico la seconda.

perché è ora che i pubblici ministeri si sveglino e comincino ad applicare la legislazione anti-mafia ai partiti politici.

. . .

solo con mosse radicali ed estreme si può sperare di raddrizzare il paese la cui classe dirigente – e non solo – è in ampia parte dedita alla cocaina, come risulta quasi quotidianamente dalle cronache che parlano chiaro e che nessuno vuol vedere, perché allora diventa inutile anche parlarne.

probabilmente è anche troppo tardi per potere sperare che tutto questo possa avvenire democraticamente.

tangenti e classe dirigente cocainomane almeno in parte sono probabilmente i due lati della stessa medaglia: l’Italia non è diversa da una qualunque Colombia e il narcotraffico si è fatto classe dirigente del paese.

. . .

lo so da me che predico al vento, chi mi ascolta?

lo so da me che sembro un po’ troppo su di giro per effetto del lockdown prolungato.

ma se avessi ragione?

?

10 commenti

  1. “è evidente che se uno o più partiti pretendono delle tangenti da coloro che nominano in posti di enorme rilievo pubblico, ad esempio come dirigenti del sistema sanitario,

    1. risulta ozioso chiedersi perché in Italia la mortalità per Covid è tra le più altre del mondo;”

    Meno male che l’hai detto tu…

    Piace a 1 persona

  2. È da molto che anch’io penso che i partiti siano il male d’Italia, sono agenzie dei poteri economici e non fautori della volontà degli elettori.

    Concordo pienamente sul fatto che, in questo sistema, chi accetta il potere è disposto a gestire anche le morti, sia che faccia, sia che non faccia.

    Una considerazione relativa alla istituzione partito e più in generale alle istituzioni politiche, economiche, religiose e non solo:
    Diventano organismi socialmente viventi, autonomi rispetto alle finalità per cui sono state costituite, assumono come tali l’istinto all’autoconservazione, indipendentemente dalle persone fisiche che le gestiscono e che cambiano nel tempo.
    Assumono dunque volontà non più funzionale agli interessi reali delle persone fisiche.

    Sarebbe cosa sana che al momento della loro creazione fosse fissata una data congrua ed obbligatoria di scadenza in modo da poterle cancellare o modificare per renderle adatte a nuove condizioni.

    Certo che i partiti italiani sono specialisti nell’autoconservarsi cambiando soltanto il nome…

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    • concordo su tutto naturalmente, salvo che su un punto; gli elettori non sono migliori dei partiti politici che votano. ti citerò il mio bramino Dandamis che scrive dal suo eremitaggio indiano: colpevole come chi inganna è chi si lascia ingannare, dice più o meno.

      pensare che il popolo fosse migliore dei politici è stato un tipico errore sessantottino; poi, quando ci presentammo alle elezioni col Manifesto nel 1972, prendemmo lo 0,7% dei voti (e poi oggi giù tutti a fare l’elogio funebre ipocrita di Rossanda e Menapace, rari esempi di coerenza: messe sugli altari della memoria adesso che hanno tolto il disturbo…).

      ti faccio solo un esempio, e chiudo: quanti continuano a farsi intortare, come si dice in bresciano, dalla televisione? eppure lo sanno benissimo, se vogliono, che la televisione e i media avvelenano la mente; sono droghe, come dicevamo nel Sessantotto; ma con vari pretesti di uso intelligente non se ne staccano: quindi vuol dire che gli va bene farsi manipolare.

      forse la fame vera risveglierà la gente da suo torpore? credo di sì, ma non la renderà migliore, anzi ancora più cattiva.

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      • Ancora una volta qui esce il problema della comunicazione sociale, dei media asserviti…

        BRAVA GENTE

        C’è anche tanta brava gente nel gregge.
        Non ha strumenti.
        Cieca, crede
        Che il lupo sia pecora altra.

        Perché così è stato tramandato
        Detto, insegnato,
        Consigliato, comandato,
        Imposto, divulgato, inculcato,
        Intimato, prescritto, declinato,
        Ingiunto, sentenziato, sostenuto,
        Sussurrato, cantato, urlato.

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      • ahaha, allora mi hai battuto sul tempo col pensiero, ma io ti ho battuto sul tempo col commento… 😉

        però, ammetti che ne valeva la pena, visto che la mia risposta è stata alquanto originale, ahhah

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