l’#Erasmus e l’Europa traditi dalla brexit – 560

è presto per esprimere un giudizio ponderato nei dettagli sull’accordo della brexit (che delude le speranze di chi l’avrebbe preferita hard, come me): quando si scrive un trattato chi dice di circa 1.000 pagine, chi di 2.000 – e sono esattamente 1.246 + 50 di allegati -, non è forse evidente che il suo scopo principale è che i cittadini non siano mai in grado di leggerlo e di giudicarlo?

ma che stra-parlo di cittadini, poi? dove sono i cittadini? la democrazia è morta da tempo, se mai è esistita, nelle lande dell’Occidente: oggi sono abitate da bande di bifolchi arricchiti, o se preferite formule più garbate, chiamatela pure società signorile di massa, come fa Ricolfi: chiusi tutti nella cerchia ristretta della propria tribù egoista virtuale (me compreso, nonostante tutto!), neppure più concepiamo qualcosa che si chiami interesse collettivo; e questo men che meno interessa a chi nelle élite è inteso solamente al cieco e nevropatico guadagno.

. . .

però non è troppo presto per accorgersi del tradimento che ha compiuto verso i propri cittadini l’Unione Europea, oramai mera associazione di trafficanti.

d’accordo, sono passati quasi cinque anni anni da quel benedetto referendum che ci ha liberato degli inglesi, popolo bottegaio, e sono come cinque generazioni; ma qualcuno riesce ancora a ricordarsi della solenne promessa europea che la libera circolazione dei cittadini sarebbe stata indissolubilmente legata a quella delle merci?

in altre parole si disse che al Regno Unito sarebbe stato consentito il libero accesso al nostro mercato solo se di questo mercato fosse stata parte essenziale anche quello di carne umana, viva naturalmente: chiamatela pure forza lavoro, come voleva Marx.

promesse da marinai, mi verrebbe da dire, se i marinai per eccellenza non fossero appunto gli inglesi.

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invece il vero sacrificio compiuto non è quello del Regno Unito che deve porre le proprie barriere doganali rispetto all’Irlanda nel relativo mare, lasciando che di fatto l’Irlanda del Nord resti a fare parte del mercato dell’Unione Europea, anche se continua formalmente a fare parte politicamente del Regno Unito: ma fino a quando?

e così abbiamo inventato un mostro storico, almeno dall’età del feudalesimo in poi: uno stato che ha delle dogane interne tra due delle sue parti: fenomenale!

oppure vogliamo dire che il Regno Unito ha perso perché il 75% del pesce della Manica per 5 anni resta a francesi rivieraschi ed altre imprese di pesca europee? e poi si vedrà…

che cosa importa ai cittadini europei di tutto questo? il vero sacrificio compiuto è quello ai danni dei lavoratori comunitari dell’Europa unita (si fa per dire), che non avranno più accesso al Regno Unito, ma potranno esserne respinti o entrarci da clandestini, se eccederanno le quote fissate.

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col che è stato raggiunto l’obiettivo principale della brexit: ridurre di fatto il rapporto con l’Europa a un libero scambio di merci, ma impedire l’idea stessa di una unità politica fondamentale visivamente rappresentata dal fatto che esistono dei cittadini europei che possono liberamente circolare all’interno dell’Unione.

la fobia per la libera circolazione delle persone, inglese e non solo (in fondo anche europea), è giunta al punto di colpire non soltanto la forza lavoro bruta (la recente legge inglese sul tema non creerà ostacoli all’ingresso della forza qualificata, di cui il Regno Unito ha bisogno), ma perfino gli studenti.

la morte dell’Erasmus in Inghilterra e con l’Inghilterra è un colpo durissimo alla libera Europa dei popoli, forse mortale.

e non parlo della incredibile miopia inglese nel rifiutare questa fonte perfino di guadagno ed indebolire il primato dell’inglese come lingua di comunicazione nel mondo, ma della incredibile miopia europea nell’accettare questa mutilazione profonda che cambia la vita futura dei propri giovani benestanti e li priva di quelle fondamentali esperienze che sono date dall’incontrare direttamente i costumi, le mentalità, le leggi di un altro paese.

ma questa forse è stata giudicata cosa sacrificabile, perché pericolosa per i detentori dei poteri: preferiscono avere dei sudditi provincialotti, convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili a forza di albertoangela vari: e del resto ad ogni pollo il suo nido è bello.

così d’ora in poi l’Erasmus per imparare l’inglese lo faremo a Malta; oppure sceglieremo la terza lingua nel mondo che è lo spagnolo: tutto pur di non doverci ridurre a fare del complicato e contorto tedesco la lingua per eccellenza dell’Unione futura.

. . .

chiudo ringraziando chi ha sopportato lo sfogo ben poco natalizio fino ad adesso: con questo trattato l’ottusa Europa, che dovrebbe diventare germanofona e burocentrica, ha firmato la propria condanna a morte, ma la Merkel non ha sufficiente fantasia per capirlo.

se ad ogni stato europeo nel futuro sarà possibile ripetere l’esperienza inglese, che cosa impedirà a chiunque altro di fare altrettanto?

non parlo dell’Italia, che è legata all’Unione Europea dal doppio cappio del debito e dell’euro che soli ci tengono a galla, evitandoci la fine dell’Argentina, ma perché mai altri paesi più solidi dovrebbero continuare a sobbarcarsi la fatica di definire vaghe ed esasperanti leggi comuni, quando è possibile ai pescecani finanziari che li comandano continuare ad usufruire di un libero mercato europeo, in futuro senza legge alcuna, e frantumare ogni potere politico su scala vagamente continentale, per poter trattare con singoli stati indeboliti fino al punto da poter essere comperati o ricattati senza difficoltà alcuna?

se si poteva pensare che la brexit avrebbe fornito l’occasione per spingere l’Unione Europea a diventare una Unione politica vera, il modo in cui è stato fatto questo accordo sulla brexit smentisce queste prospettive.

verrebbe voglia di dire: e adesso diamo noi l’exit a Polonia e Ungheria fascistoidi, almeno, e andiamo avanti verso un’Europa politica e democratica con gli altri.

ma l’Italia non è forse, di fatto, un paese sovranista e fascistoide come quegli altri due? e la Germania non sta per diventarlo, accantonata la Merkel?

con chi la facciamo questa Europa democratica? con la destra tedesca, che la pensa come Orbàn e aspetta soltanto i pochi mesi che ci separano dal ritiro della Merkel per portare l’Europa sulle sue posizioni?

il 2021, allora, sarà l’anno in cui l’America si libera di Trump, ma l’Europa diventa di Orbàn? temo di sì.

. . .

in ogni caso, qui lo certifico: da questo 24 dicembre 2020 io dichiaro nemico di questa Unione Europea mercenaria e traditrice dei suoi cittadini, e ritengo che prima verrà sciolta, meglio sarà per tutti.

ma di nuovo stra-parlo: nessun bisogno di scioglierla, basta continuare così.

basta lasciare che l’Europa diventi una semplice zona di libero scambio, torni ad essere quel Mercato Comune Europeo da cui è nata e da cui non si è mai sostanzialmente differenziata.

e politicamente resti una colonia, per ora americana, in futuro forse anche cinese, economicamente almeno, perché non credo che mai la Cina avrà voglia di occuparsi di noi anche politicamente: non appartiene al suo modo di pensare.

16 commenti

    • ma la lingua ufficiale è il gaelico irlandese. che poi la lingua effettivamente parlata dalla maggior parte della popolazione sia l’inglese può essere. ma tu andresti in Suedtirol a imparare il tedesco? eppure lì la situazione è perfino migliore dal punto di vista linguistico.

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      • Beh, io in Irlanda ad imparare l’inglese ci sono andato e ti assicuro che è la lingua ufficiale. Il gaelico veniva insegnato a scuola come seconda lingua ma mi è parso di capire con ben poco successo. Ho provato anche a sfruttare l’alto adige per il tedesco ma li mi sono scontrato con la mia ignoranza prima che con la variante dialettale locale. L’ho orecchiata e ho intuito che stava al tedesco come il napoletano all’italiano.

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        • se ci sei stato, ne sai più tu di me, di sicuro. ho controllato in wikipedia e mi dice che, secondo l’articolo 8 della costituzione della Repubblica d’Irlanda, il gaelico irlandese è, in quanto lingua nazionale, la “principale lingua ufficiale” dell’isola. poi sarà ufficiale anche l’inglese, sembra di capire.
          da bambino facevo la raccolta dei francobolli, e a quanto ricordo le scritte erano in irlandese.

          quanto al Suedtirol, dove sono cresciuto io, direi che ci hai azzeccato in pieno: forse dovevi dire il trapanese, piuttosto che il napoletano… 🙂

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  1. Sinceramente dell’Erasmus penso si possa fare tranquillamente a meno. Io mi sarei tenuto anche prosecco e parmigiano reggiano ma pare una grande vittoria poterli ancora vendere in GB senza dazi. L’Europa non mantiene le promesse? Ma le premesse erano Maastricht, le promesse vengono di conseguenza…

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    • la logica vorrebbe, visto che ha fatto appena approvare ai Comuni una legge con cui smentiva l’accordo sull’Irlanda del Nord, preso un anno prima con l’Unione Europea. ma la logica non appartiene alla politica, soprattutto a quella inglese, ultimamente.

      vedremo gli sviluppi, comunque…

      (a te gli auguri di natale non li faccio, perché so di dovere aspettare qualche giorno…).

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      • No no… il mio Natale è adesso. Non tutti gli ortodossi sono uguali. Alcuni sono più uguali degli altri ahah. In ogni caso anche gli altri paesi nell’UE dovrebbero votare. Il problema dei migranti nell’UK dovrebbe riguardare soprattutto il mio di paese… che però so già che non avrà il corraggio di buttare gli inglesi fuori a calci nel sedere The Hard Way.

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        • con questo mi confondi totalmente le idee, flavius. forse ricorderai che a Stuttgart abitavo davanti a una chiesa ortodossa russa, e mi era facile essere informato sulle date delle feste religiose, che però credevo valessero per tutti gli ortodossi…allora, buon natale.

          non credo proprio che in Europa ci sarà qualche cavallo pazzo che farà saltare tutto, anche perché il Parlamento voterà addirittura ad accordo entrato in vigore senza ratifica. certo, occorre l’unanimità degli stati.

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          • Solo per fare un dispetto agli invasori russi… da noi gli ortodossi lo festeggiano il 25 dicembre 😀 . Secondo me c’è qualche insofferenza tra i patriarchi, una gara tra galli nel pollaio.

            Ne basta uno, oltre agli inglesi che potrebbero farsi lo sgambetto da soli. Non perdiamo la speranza. Per com’è adesso l’Irlanda del Nord diventerà una cosa strana dal punto di vista finanziario. Avrà due monete?

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            • no, due monete no; del resto nell’Unione Europea ci sono diversi paesi che hanno conservato moneta propria.

              io credo che ci sarà una rapida approvazione formale, da entrambe le parti, anche se con qualche maldipancia, che verrà certamente fatto registrare. in Inghilterra, del resto, l’opposizione laburista voterà a favore, salvando comunque il governo e la brexit.

              occorrerà vedere che cosa succederà sulla media distanza: molte questioni in realtà sono state soltanto rinviate a trattative future.

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              • Quelli che l’hanno conservata però ce l’hanno legata all’Euro. Nel senso che devono rispettare certi parametri di inflazione. Gli inglesi vogliono il contrario, sovrani stampatori della propria moneta nelle quantità desiderate.

                Insomma, lasciando tante questioni aperte questa diventerà una Brexit Eterna, una specie di eterna contrattazione. Più o meno il loro ruolo nell’Unione dal principio, solo che adesso è tutto ufficializzato. Sono ufficialmente il cliente con la puzza sotto il naso a cui non va mai bene nulla.

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                • be’, la sterlina non era comunque legata all’euro, mi pare; sinceramente non so neppure bene se le altre monete di paesi dell’Unione lo siano.
                  certo, gli inglesi sono liberi di svalutare la sterlina come vogliono, per farci meglio la concorrenza, ma non lo erano anche prima? la sterlina non ha continuato ad oscillare e a perdere valore in questi anni? a mia memoria un paio di decenni fa valeva molto di più rispetto all’euro, ma potrei sbagliare.

                  ma poi svalutare ha anche i suoi lati negativi, e soprattutto se devi restituire prestiti in dollari o in euro.

                  comunque da fuori gli inglesi potranno rompere le palle molto meno che da dentro, e questo è indubbiamente positivo: sono il cliente che deciso di lasciare sdegnato il negozio (bella la tua definizione!), ma ha lasciato ancora dei conti in sospeso.
                  nessuno lo rivuole dentro il negozio, basta che finisca di pagare quel che deve.

                  se poi il Regno Unito diventa una specie di Svizzera, che male ci potrà mai fare? solo perché è dieci volte più grosso?

                  intanto stiamo a vedere: il Regno Unito si propone come lo stato che inizia a disgregare l’Unione Europea, ma intanto ha quasi perso il primo pezzo, l’Irlanda del Nord, e altri potrebbero seguire, vedi la favola dei pifferi di montagna…

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                  • Le monete erano legate non nel senso che avrebbero avuto un cambio fisso. Però non potevi da un giorno all’altro raddoppiare la tua moneta. Si stava entro certi limiti e con l’approvazione dell’altro. Io mi ricordo la Romania che in passato in 5 anni avevi 100 poi 1000 e poi 10000 con stesso valore effettivo. C’erano gli scambiatori di moneta in nero dietro ogni angolo. Ora da 10 anni il cambio è oscillato si e no 20%. Un po’ con la sterlina.

                    Il problema ora è. Loro stampano moneta, che è il punto principale dei sovranisti, ma siamo sicuri che si svaluti o in qualche modo riusciranno a convincere i mercati che sono ancorati all’Euro? In Irlanda del Nord si crea la situazione che entrambe le monete sono libere di entrare. Che succede? C’è la competizione? Se la sterlina dovesse crollare, l’Euro si rafforza o crollano insieme?

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  2. Breve riflessione:
    hanno impostato dal principio l’Europa sul mercato ( leggi profitto di pochi) e non sui diritti dei lavoratori e sull’eguaglianza alienandosi dunque i voti dei tanti che hanno finito per contrapposizione per scegliere masochisticamente le destre. Aldilà di quel che ne pensi la Grecia ne è stata l’esempio lampante: l’economia e finanza prima e la popolazione nemmeno presa in considerazione ( ora capita di sentire i coccodrilli piangere).
    Peraltro era inevitabile visto che chi detiene il potere decisivo è sempre il capitale ( in parte astratta istituzione economica ed in parte incarnato nei capitalisti e nei loro vassalli). L’Europa dei popoli è stata una speranza post bellica ma pian piano riassorbita.
    Probabilmente, data l’inerzia sociale e la mancanza di vere rotture, inevitabile.

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    • nell’estremismo di cui mi accusano i benpensanti, io sono disponibile ad accettare tutti i compromessi possibili e non mi faccio illusioni su quello che è in sostanza l’Unione Europea – anche perché non abbiamo a disposizione niente altro per i nostri poveri ammuffiti valori.
      ma quello che non posso assolutamente accettare sono i politici che mentono agli elettori; e non è moralismo, ma verifica della incapacità politica: perché, se tu fai una promessa che poi non puoi mantenere, dai la prova provata o che la promessa non l’hai voluta mantenere, oppure che non potevi; e in questo caso dimostri di non avere la minima capacità politica di previsione: sei un capo di esercito che non conosce la strategia…
      che cosa pensare poi di un capo che tradisce i suoi, invece…

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