i vaccini m-RNA anti-Covid, ultima frontiera della civiltà occidentale? – 564

se qualcuno aveva detto, giustamente in fondo, che il Covid ci stava riportando in un clima di guerra, non aveva forse messo nel conto che la guerra ben presto, anziché contro il virus, sarebbe stata fatta ai dissenzienti e alle menti critiche: ma niente paura, è la cosa che succede normalmente in ogni guerra.

non mi sento comunista da decenni, ma, di fronte a questo clima falso di Union Sacrée, tutta la mia simpatia va ai comunisti di un secolo fa, che rimasero all’opposizione della guerra mondiale, e a papa Benedetto XV, il più odiato in Italia da cent’anni a questa parte, che la definì una inutile strage: era semplice buon senso, rivoluzionario o cattolico che fosse, e sembravano (venivano fatte passare per) provocazioni filo-tedesche.

il virus sta ridisegnando pesantemente gli equilibri mondiali: sì, potremmo dire che l’epidemia sta diventando una guerra mondiale combattuta in altra forma.

ognuno dei grandi blocchi mondiali combatte la sua guerra con una strategia tutta sua, ma poi spesso lo fanno, differenziandosi, anche i singoli paesi nel blocco più frastagliato e inconsistente, quello europeo: il mondo sarà completamente cambiato alla fine di una guerra che si prospetta lunga e non si sa quando finirà, perché non saremo noi uomini a deciderlo; e non sappiamo ancora come cambierà.

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ma questo basta oggi per dichiarare che è un nemico del popolo chi non condivide la strategia del suo blocco; dove i regimi sono intrinsecamente autoritari (che non vuol dire dittatoriali) si procede per le spicce a fare i conti col dissenso (perfino il medico eroe che giusto un anno fa ebbe il dubbio di un’epidemia di polmoniti virali finì sotto processo in Cina); da noi, che siamo tolleranti e democratici, basta la gogna pubblica e l’accusa di essere contro la scienza.

ma veramente, nel modo che ha di affrontare la pandemia, l’Occidente sta giocando il suo futuro – non so perché mi viene in mente quel libro straordinario che è Il deserto dei Tartari di Buzzati – e, a mio parere, sta perdendo la sua egemonia mondiale.

riciclo il passaggio di un mio commento sul post di ieri:

la gestione occidentale di questa pandemia è stata tutta impostata sul mantra di salvare l’economia, cioè il consumismo, cioè la causa ultima di questa forma di pandemie. i vaccini improvvisati sono l’ultima ancora di salvezza di un sistema marcio e intrinsecamente suicida.
si dovevano seguire altre strade che portavano a modelli di vita sociale diversi e meno paranoici nella corsa ai consumi.
si doveva cogliere l’occasione per rivedere a fondo valori e modi di vita.

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un editoriale di Maurizio Molinari evidenzia bene questo clima di appello alle armi, dal quale mi dissocio: rivendico il mio diritto di restare un dissidente ragionante, anche in tempi di pandemia.

scrive Molinari nel titolo: Nel vaccino biotech il riscatto dell’Occidente.

è ovviamente, al momento, una semplice speranza, ma definisce correttamente lo scenario globale: una pandemia planetaria, dove l’Occidente gioca la sua egemonia culturale, scientifica, economica, politica.

Mentre Cina e Russia hanno già annunciato da tempo i loro vaccini, l’attendibilità di questi è nettamente inferiore a quella di Pfizer e Moderna. Una sfida dove le biotecnologie risultano fondamentali – ecco, questo è appunto l’ambito della questione.
I primi vaccini autorizzati dalle autorità competenti negli Stati Uniti, in Canada, in Gran Bretagna e nell’Unione Europea – Pfizer-BioNTech e Moderna – sono stati prodotti in appena dieci mesi, con un risultato senza precedenti nella storia della medicina dovuto ad un’invenzione di biotecnologia, frutto della svolta che avvenne nel 1976 con il debutto di Genentech ed il conseguente boom di nuove modalità terapeutiche, dagli anticorpi monoclonali agli acidi nucleici come il mRNA, e si lascia alle spalle i vaccini del passato – che inoculavano dosi non nocive della malattia, o parti del patogeno che la causa, per generare anticorpi.

A breve l’intera comunità avrà a disposizione due vaccini, entrambi realizzati grazie all’apporto e al sostegno economico dei vari governi – ma sorvoliamo sul fatto che i profitti resteranno comunque rigorosamente privati.

Gli acidi nucleici con DNA e mRNA possono fornire ricette alle nostre cellule per creare le sostanze di cui hanno bisogno. Ecco perché l’esperienza della lotta al Covid 19 cambierà quasi sicuramente il futuro della scienza dei vaccini.

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quel quasi non è proprio incoraggiante, ma Molinari non ha dubbi: concepisce l’emergenza attuale come una sfida, quella del vaccino, contro Cina e Russia: trasporta sul piano conflittuale della lotta per il potere quella che invece dovrebbe essere una collaborazione dell’umanità intera contro un pericolo grave.

ripete poi che l’Occidente sta vincendo grazie alle biotecnologie, che mancano a Russia e Cina.

dubito di questa affermazione, ma non ho elementi per affermare il contrario: qualche commentatore più esperto mi aiuterà certamente.

naturalmente Molinari deve fare i conti – senza però dirlo – col fatto che Russia e Cina hanno comunque prodotto, prima di noi, dei vaccini, ma con metodi tradizionali, e sorvola sul fatto che l’Occidente non ha saputo ottenere questo risultato nello stesso tempo.

però afferma che l’attendibilità di questi ultimi – i vaccini russo e cinese, a cui sta per aggiungersi un vaccino cubano – è nettamente inferiore rispetto a quella degli occidentali: sul valore di questo nettamente lascio giudicare a voi:

Sinipharm, “testato su oltre 31 mila volontari nella fase 3″, possiede “un’efficacia limitata all′86 per cento dei casi rispetto al 95 di Pfizer e Moderna e, inoltre, senza essere accompagnata dalla diffusione dei dati relativi, ad esempio sulle infezioni generate”. Allo stesso modo, lo Sputnik V russo che “non rispetta gli standard euroamericani ed è al momento diffuso soprattutto sul mercato interno”.

non voglio assumere neppure l’apparenza di chi difende vaccini che non conosce: ma una differenza di efficacia dichiarata fra l’86% e il 95% è davvero così importante?

per Molinari non ci sono dubbi: La sfida scientifica di Mosca e Pechino a Usa e Ue per il momento deve cedere il passo ai risultati del biotech; e tutto sulla base di questa differenza così poco significativa sui dati comunicati dalle aziende produttrici – che li hanno anche cambiati in itinere.

forse vinceremo la guerra che abbiamo dichiarato a Cina e Russia anche in campo vaccinale, ma se avessimo scelto l’arma e la strategia sbagliata?

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ma Molinari allarga il discorso, e mi sta bene: Le biotecnologie mancano a Cina e Russia perché si generano da una miriade di società in competizione fra loro ovvero un modello di ricerca che distingue le democrazie avanzate mentre contrasta con l’accentramento della ricerca in grandi conglomerati pubblici.

è una solenne balla, scusate il francesismo: la ricerca viene sviluppata da grandi monopoli farmaceutici, che incamerano anche piccole start-up promettenti; i primi usufruiscono di finanziamenti pubblici, ma perseguono sempre fini di profitto nel mercato.

il famoso modello occidentale è esattamente questo e a me pare che nessuna testa pensante possa sostenere che è superiore al modello di una ricerca integralmente pubblica in campo sanitario, dove la ricerca del profitto non esercita alcun ruolo di distorsione dei risultati.

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continua Molinari: E’ una gara che inizia adesso, destinata ad assumere un valore strategico di lungo termine: ma è una gara perché l’Occidente vuole impostarla in questo modo.

Possono esserci però pochi dubbi sul fatto che l’inizio della stagione del vaccino ha già un vincitore: chi ha creato, studiato, finanziato, approvato e sostenuto lo sviluppo della biotecnologie negli Usa ed in Europa.

i dubbi che circolano negli apparati di comunicazione sono effettivamente pochi, l’intero apparato mediatico squilla le sue fanfare democratiche di guerra per trascinare una popolazione a volte riottosa: in Francia pare che il 60% della popolazione rifiuta questi vaccini; in Italia non si sa davvero, e a breve inizieranno i sondaggi, appena ci saranno dei risultati minimamente divulgabili a favore delle vaccinazioni; al momento verifiche però empiriche fatte da me personalmente o da altri blogger qua e là vedono un diffuso scetticismo.

ma se guerra è, difficile vincerla con un esercito poco motivato.

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veramente la ricetta per gestire lo scetticismo delle truppe esiste già, da un secolo a questa parte: allora erano le fucilazioni per sorteggio, uno ogni dieci; oggi siamo meno cruenti e ci basta la gogna mediatica: il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma dichiara pubblicamente che Dire di no al vaccino sperimentale è, purtroppo, un diritto costituzionale, e non verrà sanzionato per questa sua contrapposizione ai valori della Costituzione e ai diritti umani più elementari; anzi si prepara lui a sanzionare medici che hanno espresso opinioni non conformi.

ho conosciuto questo tipo di medici (per fortuna non sono tutti così): sono loro che diffondono ogni giorno la sfiducia nella scienza, perché ne sfigurano il nome.

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ma la guerra a favore o contro il modello di vita occidentale dentro le nostre società è appena cominciata; io sto con la minoranza, molto sparuta al momento, che cerca una via d’uscita alternativa e forme di contrasto all’epidemia che non si concentrino esclusivamente sui vaccini.

17 commenti

  1. Scusa, ma quale sarebbe in concreto la “via d’uscita alternativa e forme di contrasto all’epidemia che non si concentrino esclusivamente sui vaccini”? lockdown parziale/totale perenne (con disastro economico e una media di 240 morti al giorno a partire dal primo lockdown di marzo)?

    Io ho qualche timore sugli effetti collaterali a lungo termine del vaccino (che comunque sono poco probabili), e qualche dubbio sull’efficacia nel creare immunità di gregge (sono le stesse case farmaceutiche ad ammettere che non sanno se il vaccino possa prevenire la trasmissibilità del virus, o si limita a proteggere individualmente dalla malattia. Che comunque è una gran cosa, vorrebbe dire che una volta vaccinata gran parte della popolazione la mortalità crollerebbe!), ma riconosco che non ci sono alternative.

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    • d’accordo sulle considerazioni della seconda parte del commento.

      ma per il resto mi pare che tu dimentichi che all’inizio dell’estate ce l’avevamo quasi fatta: eravamo arrivati a 5 morti al giorno, nonostante la battaglia sciagurata della destra che ci ritroviamo, contro le restrizioni liberticide, per un virus che è una semplice influenza, e via dicendo… sarebbe bastato continuare fino a luglio, anche soltanto con restrizioni allentate appena un poco.
      invece si è ceduto agli albergatori e al ferragosto e abbiamo ricominciato da capo.
      (aggiungici come concausa di infezione il referendum costituzionale, di cui è vietato parlare, ma che resta sulla coscienza – sporca e insensibile – di chi l’ha promosso).
      metti nel conto anche la suprema idiozia di Immuni, un tracciamento che non ha convolto i medici e le strutture sanitarie con l’OBBLIGO di segnalare gli infetti, ma è rimasto affidato al buoncuore di chi voleva auto-denunciarsi.
      ho segnalato in un altro post che col lockdown e senza vaccini la piccola Nuova Zelanda, che non ha alle spalle nessuna Unione Europea e non è certo una dittatura, ha sradicato il vaccino due volte.
      tralascio gli altri esempi politicamente rifiutati tra i paesi asiatici…

      non voglio maramaldeggiare: forse in estate sono apparse varianti più infettive e non riconosciute? può essere.
      forse nessuna strategia funziona se c’è la libera circolazione in Europa e occorre un’unica strategia europea?
      certo, noi non siamo un’isola.
      però paghiamo errori devastanti di un governo di destra che ha ceduto ripetutamente alle esigenze dell’economia, facendo vari errori gravi e perdipiù apparendo vagamente di sinistra solo perché non è fatto di fascisti nostalgici come il resto della destra italiana, mah!

      e adesso tu mi puoi dire (ne dubito, però): ok, ammettiamo, ma cosa fatta capo ha e questa è soltanto una analisi retrospettiva degli errori, ma adesso la frittata è fatta e comunque che cosa si fa?
      ne ho parlato alcune volte qua e là: lockdown duro, ma selettivo, per fasce orarie alternate: modello della città tedesca di Tuebingen: gli anziani, per esempio, escono di casa in due fasce orarie in cui è interdetta l’uscita agli altri e viceversa, ad esempio; gli studenti sui trasporti quando non ci sono operai e impiegati, ecc.; poi tracciamento obbligatorio degli infetti, ma fatto sul serio; poi braccialetto elettronico per chi è in quarantena (modello Abu Dhabi) e multe stratosferiche e non simboliche per chi viola le regole; lì se sei in quarantena ed esci sul poggiolo di casa tua, becchi 12.000 euro di multa; esercito e polizia armata nelle strade a far rispettare il coprifuoco totale, come in Sri Lanka (visto con i miei occhi); obbligo di lavoro a distanza ovunque si può; riapertura delle scuole, visto che – da inchiesta tedesca – proteggono, piuttosto, dalla diffusione dell’epidemia.

      ci sono decine di paesi; DECINE, dove il covid non sta facendo danni e non ci sono vaccinazioni neppure in vista: possibile che non abbiamo niente da imparare?
      certo, occorreva un discorso serio, come successe nella crisi petrolifera del 1973: siamo in emergenza, occorre tirare la cinghia per alcuni mesi.
      aggiungo: i ricchi veramente ricchi paghino un contributo fiscale straordinario (ma forse anche ordinario, visto che gli si stanno tagliando le tasse da decenni e i maiali continuano a lamentarsi, anche); per il resto lo stato sociale assicuri la sussistenza di tutti.
      quanto all’economia, può funzionare anche se un supermanager non guadagna come migliaia di operai e qualche nuovo tecno-feudatario non ha redditi superiori a quelli di uno stato.
      ottima occasione per tagliargli le ali e fissare una forbice massima dei redditi da lavoro di 1:20, per esempio.

      non sto divagando: oltretutto sono cose che dovremmo fare comunque, per salvarci dalla crisi climatica, che è ben peggiore di quella del coronavirus, anche se gli effetti non si vedono bene ancora, ma arriveranno presto e il covid stesso è indirettamente uno di questi.

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      • Ma se ci fossero alternative concrete e sostenibili al vaccino (o ad eventuali future cure mediche in grado di abbattere la mortalità), come si spiega che anche la Cina ha sviluppato il suo vaccino in fretta e furia, nonostante ufficialmente non registri più morti per covid da aprile scorso? O i dati sui morti sono falsi, oppure il costo economico e sociale delle limitazioni necessarie a contenere la mortalità è enorme, e dunque il vaccino è ugualmente indispensabile. Se non a salvare direttamente vite, comunque a restituire qualità della vita a un miliardo e mezzo di cinesi, e ad evitare che molti finiscano in miseria.
        Idem per la Nuova Zelanda, che sta preparando anch’essa (come tutto il resto del mondo) il proprio piano vaccinale.
        https://www.health.govt.nz/our-work/diseases-and-conditions/covid-19-novel-coronavirus/covid-19-response-planning/covid-19-vaccine-planning

        Insomma, esistono strategie di contenimento del danno (che in Italia, come in altri Paesi europei, sono state applicate in maniera pessima), ma non c’è niente di davvero alternativo al vaccino. Lockdown, contact tracing, vaccino, eventuali cure future, sono complementari tra loro. E il vaccino, tra le varie “armi” contro il covid, è l’unica che potrebbe risolvere il problema alla radice.

        Se anche i Paesi “virtuosi” fanno la corsa al vaccino, è ancor più comprensibile che in Italia, dove non si riesce nemmeno a contenere l’epidemia nelle RSA, il vaccino sia visto come una manna dal cielo.
        Piuttosto c’è da chiedersi, riusciranno governo e regioni a procedere speditamente con la campagna vaccinale? o saremo gli ultimi anche da questo punto di vista?

        Quanto al far pagare più tasse ai ricchi(quelli davvero ricchi, e non solo a quelli che possiedono poco più della media), sarebbe più che giusto, ma non è un’alternativa al vaccino.

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        • chiariamo un punto preliminare: io non sto dicendo affatto che non si debba fare ricerca sul vaccino! sto dicendo che è una mistificazione far credere che la lotta contro l’epidemia si risolverà tutta e soltanto col vaccino; sto dicendo anzi che questa convinzione, diffusa ad arte, in questo momento pesante per tutti, potrebbe portare ad una maggiore diffusione del virus stesso, paradossalmente, e quindi è molto pericolosa.

          e a maggior ragione per questi vaccini sperimentali: sono questi che sto criticando in particolare, perché non mi pare il caso di cominciare a usarli proprio in una situazione così critica, quando non li si conosce ancora bene, e preferisco vaccini tradizionali prodotti con metodologie consolidate.

          provando a ragionarci su:
          1) non sappiamo questi vaccini in particolare se riusciranno davvero a produrre l’immunità di gregge, perché non sappiamo ancora se impediscono soltanto alla malattia di svilupparsi oppure al virus di installarsi nell’organismo: anzi, l’ipotesi più probabile è questa, e dunque siamo punto e a capo, perché chi si vaccina potrebbe restare infettivo per chi non si vaccina, ma per la sicurezza di non potersi comunque ammalare certamente non rispetterà le precauzioni necessarie ad evitare di infettare gli altri o le rispetterà molto meno, anche soltanto per un impulso naturale inconsapevole.
          2) e con tutti i tipi di vaccini dovremo comunque continuare a rispettare le misure sociali per molto tempo, prima di raggiungere l’immunità di gregge, se non per sempre, nel caso non possiamo raggiungerla con i vaccini di nuova impostazione.

          in buona sostanza, questi ultimi vaccini paiono pensati più per ridurre la mortalità che per ridurre i contagi; ed è per questo che vengono distribuiti per primi agli anziani – scelta che altrimenti non avrebbe senso, visto che i diffusori maggiori sono i giovani.

          insomma, siamo di fronte palesemente ad un bias del desiderio, più che cognitivo: abbiamo un bisogno spasmodico di pensare che il vaccino sia la soluzione rapida del problema dell’epidemia e vogliamo pensare che sia così; ma non è razionale pensarlo.

          ti faccio un’ultima osservazione: hai qualche altro esempio nella storia di un’epidemia acuta affrontata (e addirittura stroncata) con un vaccino? no, è la prima volta.

          finora solo il vaiolo è stato eliminato dalle malattie attive con una campagna vaccinale durata PER DECENNI; e, nonostante le vaccinazioni durino dagli anni Sessanta, la poliomielite non è stata ancora sradicata del tutto dal pianeta; e in entrambi i casi non si era di fronte ad una pandemia virulenta, ma ad una lenta progressione della malattia.
          in nessun altro caso ai vaccini si è neppure arrivati, anche con ric3rche che durano da decenni: vedi i 40 milioni di morti fatti dall’AIDS, che continua ad imperversare; vedi la malaria che attualmente è stata ridotta a 400mila morti l’anno o la tubercolosi.
          e, vedi miracolo: in sette mesi abbiamo il vaccino che sradicherà il covid; se fosse vero, bisognerebbe proprio pensare che l’ha fatto uscire da qualche laboratorio chi aveva il vaccino già pronto, per specularci su. no: non quello che lo sradicherà, se no i profitti dove finiscono? quello che lo terrà in caldo, ma in misura socialmente accettabile.

          ma purtroppo non possiamo permetterci il lusso di pensare che il Covid diventi una malattia endemica dello stesso tipo di quelle citate, viste le modalità di diffusione, o come l’influenza, visti gli effetti; eppure ci viene detto apertamente che dobbiamo prepararci a convivere col virus.
          a me pare ovvio che la strategia vincente sia invece quella di chi lo ha eliminato e lo tiene sotto ferreo controllo.

          tu pensi davvero che una convivenza col virus e con i vaccini per contenerlo (e non per eliminarlo, almeno in tempi ragionevoli) sia la strada giusta? anche con vaccini di cui non conosciamo le conseguenze a medio e lungo termine e potrebbero indurre fra qualche anno malattie autoimmuni in chi se li è fatti?

          aggiungo un’osservazione già fatta da qualche aspetto del settore e veramente drammatica: abbiamo tenuto conto del fatto che vaccini fatti male possono rafforzare il virus stimolandone l’evoluzione verso forme più pericolose?

          ma vengo alla tua domanda, dopo questa premessa necessaria.

          trovo ovvio e naturale che comunque si predispongano dei piani vaccinali in vista di possibili recrudescenze della malattia e per evitare i costi sociali di eventuali futuri lockdown.
          io però non li farei con questi vaccini a m-RNA. ho già scritto altrove: datemi dei vaccini che seguano metodologie consolidate e mi vaccinerò. ma anche qui la strategia cinese mi pare migliore.

          quanto alla mancanza di una diffusione del virus in questo momento in Cina, non bastassero le foto della vita di Wuhan (ne ho pubblicate anche io), ti dirò che ho un contatto saltuario, ma diretto a Pechino via internet con un cinese traduttore in italiano, che aiuto a volte nelle sue traduzioni. certo, anche lui potrebbe essere ingannato dalla propagande governativa, ma se ci fosse virus a Beijing entro qualche tempo verrebbe a saperlo e in seguito anche io, o almeno lo immagino.

          alla tua ultima osservazione rispondo che certamente la tassazione dei super-ricchi non è alternativa alla lotta al covid, ma è complementare.
          la tassazione dei super-ricchi serve a trovare le risorse per le misure sociali indispensabili per reggere i lockdown, in alternativa al disperato indebitamento nel futuro, ma senza futuro.
          anzi, siccome i principali creditori sono loro, occorre pensare ad una drastica ri-negoziazione del debito pubblico, per non morire di debiti come sta succedendo ora.
          la strategia vaccinale è inventata dai super-ricchi alla Bill Gates – spacciandosi per filantropi – proprio per conservare il loro spropositato potere.

          ma il vero nodo della questione è che, per combattere il covid (ma più ancora il riscaldamento globale), in Occidente dobbiamo cambiare nettamente il nostro tenore di vita.
          diciamo, per essere chiari e dare un’idea, che dobbiamo gestire forse un dimezzamento dei nostri redditi e dei nostri consumi, sostenendo nello stesso tempo le fasce della povertà assoluta.
          questo, per inciso, potrebbe rendere anche molto meno appetibili i nostri approdi.
          questo, per inciso, potrebbe rendere anche molto migliore la nostra vita dal punto di vista psicologico, esclusi gli intossicati dal consumismo (che però non sono un problema da poco…)

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          • Ad ogni risposta apri tante di quelle questioni parallele, che è quasi impossibile rispondere a tutto, e non ne sarei neanche all’altezza!
            Provo a rispondere in breve solo agli argomenti principali sul vaccino.

            Sul primo punto hai ragione, non sappiamo se crea con certezza “immunità di gregge”, ma non abbiamo neanche elementi a sfavore di questa possibilità. Semplicemente non si sa, ma credo che si capirà in tempi abbastanza brevi.

            Sul secondo punto invece non sono d’accordo, anche se il vaccino non dovesse impedire in maniera perfetta al virus di replicarsi, ma fosse sufficiente a prevenire le forme sintomatiche più gravi, sarebbe comunque un parziale successo. Una volta che la maggior parte delle persone fossero vaccinate, il virus non intaserebbe più ospedali e terapie intensive, e non causerebbe più morti, e dunque si potrebbero allentare molte restrizioni. Certo, per arrivare a questo risultato bisognerebbe vaccinare almeno l’80% della popolazione. Difficile a farsi, sia a livello organizzativo(aspetto in cui il nostro paese è carente), sia per una questione di diffidenza e scetticismo della popolazione(anche da questo punto di vista la Cina potrebbero superare l’Occidente alla grande, i cinesi pare che abbiano molta più fiducia nel loro vaccino di quanta ne abbiamo noi)

            Per concludere, ok il vaccino non è una bacchetta magica, non possiamo pensare di tornare alla normalità in breve tempo, i nostri politici dovrebbero piantarla di fare promesse impossibili…però evitiamo anche l’eccesso di scetticismo e pessimismo infondato, dei vaccini funzionanti sarebbero uno strumento cruciale, auguriamoci che quelli che hanno trovato mantengano le promesse!

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            • 1. come è possibile, caro Andrea, che non si sappia ancora, a sei mesi o più dalle prime sperimentazioni, se il vaccino procura l’immunità, non dico di gregge, ma semplicemente individuale (visto che l’immunità di gregge dipende da questa, è una semplice somma di immunità individuali che si potenziano reciprocamente fra loro)? suvvia, basta fare qualche tampone ai vaccinati dopo che sono entrati nel periodo di efficacia del vaccino: hanno o non hanno ancora il virus addosso? se non ce l’hanno proprio più, è molto difficile che possano trasmetterlo, no? ma, se ce l’hanno, questo virus, tanto ci vuole a verificare se è ancora attivo oppure no?
              è possibile che io non capisca qualcosa di fondamentale, ma, posta così, la faccenda non è credibile, e io mi sto convincendo che continuano a dire che non lo sanno, semplicemente, per non dire che sanno già che non funziona per l’immunità.

              2. l’idea centrale del mio secondo punto era che “dovremo comunque continuare a rispettare le misure sociali per molto tempo, prima di raggiungere l’immunità di gregge”: tu dici che, una volta che la mortalità fosse diminuita, queste misure non saranno più così strettamente necessarie, anche se il virus continuasse a circolare, perché la gente non intaserebbe gli ospedali. anzi, andrei anche oltre: gli ospedali dovrebbero essere vuoti o quasi di pazienti Covid, dato che la malattia sarà riservata ai pochi che non si vaccinano. però sei d’accordo con me che ci vorrà molto tempo e sarà difficile raggiungere l’immunità di gregge (sempre che il vaccino sia in grado di procurarla: vedi punto 1): quindi direi che siamo d’accordo, anche se tu dici di no.
              in sostanza, andremmo verso uno scenario in cui tu dici: poco importa se il virus continua a circolare, tanto non fa danno: lo abbiamo ridotto a un virus inoffensivo.
              però questo scenario è pericolosissimo in realtà: perché, continuando a circolare, il virus continuerà ad evolvere e potrebbe assumere forme veramente pericolose; cito di nuovo l’affermazione autorevole che un vaccino fatto male potenzia il virus.
              questo virus, nonostante tutto, è relativamente poco pericoloso, rispetto al suo fratello Covid- 1 che aveva una mortalità altissima.
              vogliamo rischiare di creare un Covid-3 capace di sterminarci dalla faccia della terra?

              3. condivido l’augurio tuo, certamente; ma non ritengo giusto affidare le valutazioni e le previsioni agli auguri.
              la mente critica deve essere pessimista, altrimenti non funziona più criticamente…

              – sull’eccesso di argomentazioni che introduco nelle risposte, hai ragione e me ne scuso; qui ho provato a limitare questo difetto. spero di esserci riuscito.

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              • “io mi sto convincendo che continuano a dire che non lo sanno, semplicemente, per non dire che sanno già che non funziona per l’immunità.”

                Io credo che invece non lo sappiano davvero, perché non è così semplice, non basterebbe fare test periodici a tutti i vaccinati, in quanto un test positivo non equivale necessariamente a contagiosità.
                Tampone positivo vuol dire che il corpo sta espellendo ancora RNA virale, ma si è visto che in molti casi si continua ad espellere RNA virale anche dopo un mese dalla scomparsa dei sintomi, nonostante non si sia più contagiosi.
                Non a caso oggi l’obbligo di isolamento decade dopo 10 giorni dal test positivo per gli asintomatici, e dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi per coloro che non si negativizzano entro 10 giorni. Oltre questi termini il tampone può essere positivo, ma la contagiosità è praticamente nulla!

                Inoltre l’effetto del vaccino sulla contagiosità non è bianco o nero, non è tutto o nulla, ma è una questione probabilistica, con un’ampia gamma di possibilità. Come ha detto anche Ilaria Capua, è inverosimile che un vaccino costituisca uno schermo totale contro un virus, anche le vaccinazioni più efficaci del passato (che si fanno tuttora, e danno immunità di gregge) non impediscono totalmente l’ingresso e la replicazione dei virus nell’organismo. Semplicemente migliorano la risposta del sistema immunitario al virus, e dunque limitano i danni del virus e/o la carica virale espulsa all’esterno.

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                • condivido tutti questi tuoi approfondimenti sul punto 1 del mio commento: puntualizzano meglio il discorso; e quindi non mi paiono in contrasto con quello che dicevo.
                  a me pare comunque incredibile che non siano stati fatti studi sulla positività dei vaccinati dopo il vaccino; se fosse vero, risulta confermato che ci troviamo davanti a bande di improvvisatori.
                  per non pensare questo, preferisco dubitare che ne siano stati fatti, ma che i risultati non siano stati divulgati intenzionalmente.

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              • Continuando il commento precedente, potrebbe essere che il vaccino abbassi la contagiosità del 50%, o del 30%, o del 70%… o nello scenario peggiore non la riduca affatto, perché magari il sistema immunitario “allenato” dal vaccino riesce a impedire al virus di far danno nelle vie aeree inferiori, ma non gli impedisce di replicarsi allegramente a livello delle mucose nasali. Finché non si fanno studi mirati, non si può sapere con certezza!

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                  • Possibile, suppongo che per fare studi che possano dimostrare e misurare l’effetto sulla contagiosità serva più tempo, molto più tempo, e vista l’emergenza sanitaria globale penso che si sia deciso che intanto fosse sufficiente testare la capacità di prevenire la sintomatologia più grave.

                    Sempre in tema, link interessante: https://sputnikvaccine.com/faq/

                    Will the vaccine be available in other countries?
                    Over 30 countries had expressed interest in obtaining the Sputnik V, including UAE, Saudi Arabia, Indonesia, Philippines, Brazil, Mexico, and India.

                    Per quel giornalista convinto che i vaccini ad mRNA sarebbero la vittoria definitiva dell’occidente, e tutti gli altri vaccini prodotti da Cina e Russia non li vuole nessuno. Magari il vaccino ad RNA si rivelerà davvero migliore di quelli prodotti con altre tecniche, ma di sicuro per gran parte della popolazione mondiale è troppo costoso e complicato per la distribuzione.

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                    • condivido completamente le considerazioni sia tecniche sia geopolitiche.

                      è evidente che sui vaccini si conducono campagne che hanno poco a che fare con la scienza pura (ammesso poi che questa esista).

                      grazie per le importanti integrazioni informative.

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              • “in sostanza, andremmo verso uno scenario in cui tu dici: poco importa se il virus continua a circolare, tanto non fa danno: lo abbiamo ridotto a un virus inoffensivo.
                però questo scenario è pericolosissimo in realtà: perché, continuando a circolare, il virus continuerà ad evolvere e potrebbe assumere forme veramente pericolose;”

                Ma il virus sta circolando anche ora, nonostante tutti lockdown, semafori, scuole chiuse, ecc…
                Partendo dal presupposto di non abbandonare precauzioni personali e restrizioni agli spostamenti, e ipotizzando che un vaccino (non necessariamente quello della Pfizer o di Moderna, anche uno di quelli NON mRna) riduca la contagiosità anche solo del 20%, il virus circolerebbe meno rispetto alla situazione attuale.
                Quindi anche nel peggiore degli scenari, avremmo pari circolazione di virus (rispetto a una situazione senza vaccini), con meno malati negli ospedali e meno morti.

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                • ovviamente sono d’accordo; e infatti io non sto affatto negando l’utilità di una vaccinazione, dato che non sono un anti-vaccinista.
                  sto sollevando dubbi specifici:
                  1) sui virus a m-RNA per i rischi di malattie auto-immuni a medio-lungo termine;
                  2) sulla presentazione mediatica, che presenta il vaccino come di per se stesso risolutivo della pandemia.
                  ma credo anche che su questo siamo in realtà d’accordo.

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              • “la mente critica deve essere pessimista, altrimenti non funziona più criticamente…”

                D’accordo, bisogna prendere in considerazione anche le ipotesi peggiori…ma senza abbandonarsi al catastrofismo!

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                • non mi considero un catastrofista.
                  non credo possa essere considerato un catastrofista chi prende semplicemente atto degli aspetti pericolosi di una determinata situazione e ha il coraggio di dirli.

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