se una ricerca di laboratorio…: vita futura col covid – 8

… indica per ora che chi si ammala di covid con una forma del virus può riammalarsi con un virus modificato per le naturali trasformazioni a cui sono sottoposti nella loro riproduzione, allora conviene cominciare a farsi nella mente questa IPOTESI:

che non ci libereremo mai più da questo virus mostruoso – sia nato in qualche laboratorio da qualche incontrollata ricerca e sfuggito per errore oppure inventato da Gaia, il pianeta che vive, per liberarsi di noi o almeno ridimensionarci in modo sostanziale, per provare a salvare la vita sulla Terra dalla catastrofe ambientale che stiamo generando.

qualche punto della Terra, forse, riuscirà a restarne indenne, o ad esserne colpito in modo meno significativo (Cina, Nuova Zelanda, Sri Lanka – 194 morti e ha riaperto ieri -, Vietnam), per comportamenti virtuosi, spontanei o no, e perché l’insularità aiuta a proteggersi, ma il virus continuerà a circolare nel resto del mondo e si riaffaccerà varie volte e in varie forme, anche se si spera che possa continuare a venire rintuzzato.

che cosa abbiamo da perdere se cominciamo a vivere come se questa ipotesi fosse vera?

ben poco. se fosse sbagliata perderemo le nostre cattive abitudini, se è vera, questo ci aiuterà a salvarci la pelle.

. . .

ma provo a tracciare le linee portanti della nostra vita futura col covid sempre alle costole, almeno come me la immagino io:

1. la mascherina diventerà un elemento abituale del nostro abbigliamento; forse se ne inventeranno di nuovi tipi, oppure verrà sostituita da qualche nuovo strumento di protezione, ma dovremo abituarci a girare con protezioni sul viso in via permanente;

2. vaccinazioni regolari costelleranno a scadenze fisse la nostra esistenza, procurandoci a volte qualche fastidio fisico di solito minore, ma senza poterci garantire in alcun modo la completa sicurezza dall’infezione;

3. la vita sociale subirà delle limitazioni sia nel numero sia nella qualità dei contatti, con una restrizione della cerchia dei rapporti diretti entro l’ambito prevalentemente familiare o comunque circoscritto, mentre gli altri rapporti più ampi avverranno prevalentemente in via telematica;

4. questo comporterà la drastica diminuzione, se non la sparizione addirittura, di attività pubbliche come esecuzioni musicali, spettacoli teatrali, cinema, cerimonie religiose in presenza, discoteche e simili; e la scuola? incerto è il suo futuro, diviso fra didattica a distanza e in presenza.

5. la stessa vita politica ne sarà drasticamente cambiata, data la difficoltà crescente di svolgere riunioni politiche, comizi, elezioni in presenza; e anche una vita politica per via telematica e a distanza è qualcosa di radicalmente nuovo ed anche difficilmente sopportabile;

6. la facoltà di viaggiare e di conoscere nuovi ambienti e culture sarà drasticamente ridimensionata e sottoposta a restrizioni pesanti, come l’obbligo di certificare la propria immunità almeno momentanea, ma sarà esposta a rischi di interruzione improvvisa e di difficoltà di rientro che la renderanno sempre più difficile;

7. è probabile che, in conseguenza di tutte queste difficoltà, le attività economiche appena elencate ai punti precedenti subiscano delle pesanti restrizioni, con fallimenti a catena di agenzie turistiche, alberghi e simili, imprese di trasporto aereo, tranne che per il trasferimento di merci;

8. ma anche le esportazioni verranno via via limitate col pretesto o la motivazione reale di ridurre i rischi di contagio via imballaggi. in queste condizioni riusciranno a sopravvivere meglio le grandi entità politiche che potranno contare sulle risorse interne, come la Cina o, su scala minore, gli USA; le altre aree, come quella dell’Unione Europea, riusciranno a gestire le enormi difficoltà economiche solo con una forte accelerazione verso un’unità politica reale, ma se le relative popolazioni non saranno in grado di accettarla, sono destinate alla disgregazione anche sociale ed economia.

9. ma l’elemento veramente determinante in questa nuova condizione esistenziale sarà la capacità psicologica di adattarvisi: è prevedibile un forte aumento di tutte le manifestazioni di disagio psichico, in particolare nelle culture più legate al feticcio della libertà individuale, e dunque bisogna mettere nel conto un aumento della violenza, della voglia di trasgressione, dei suicidi e di qualunque altra forma delirante di pensiero.

10. nel conto bisogna mettere infine anche una diminuzione della durata della vita media, un aumento del numero dei morti, ed anche un calo delle nascite, per il declino economico complessivo e per i rischi incerti del futuro; dunque una inversione dalla crescita demografica al calo; ma questo metterà in crisi definitivamente la visione capitalistica dell’economia.

. . .

insomma, lo scenario che abbiamo davanti è quello di un nuovo medioevo strisciante, ma con la variante della sopravvivenza di internet, come nuovo cemento delle relazioni culturali più avanzate.

ma qui si aprono due domande enormi:

1. quale sarà nel prossimo futuro il ruolo delle potenze di internet nei nuovi equilibri di potere mondiali, visto che esse si troveranno ad assumere i ruoli che tradizionalmente sono fino ad oggi degli stati, ed è dubbio che vogliano continuare a sottoporsi al loro potere e controllo.

ma l’ascesa dei grandi centri di potere di internet a sostituiti degli stati non potrà avvenire senza la sostituzione delle loro forme di potere assolutistico totale alle declinanti forme della democrazia, sia pure rappresentativa, che verrà progressivamente abbandonata a favore di forme di decisione politica autocratica.

2. ma la seconda domanda è ancora più inquietante: quanto riuscirà a sopravvivere internet stessa in una lunga prospettiva per i grandi costi gestionali ed energetici richiesti da un suo ulteriore sviluppo?

. . .

ma il mio intento non è quello di guardare nella sfera di cristallo del futuro, peraltro difficilmente decifrabile, ma soltanto di provare a delineare alcuni cambiamenti dei nostri modi di vita ai quali occorre cominciare a predisporsi, probabilmente.

sopravviverà meglio chi sarà capace di adattarvisi; per il resto la legge di Darwin sarà drastica e chi vorrà continuare a restare legato ai vecchi stili di vita, o non sarà capace di cambiarli, scomparirà per primo.

cominciamo comunque a pensare e a vivere in questo nuovo modo, almeno chi se la sente: perché per questa scelta potremo rovesciare l’argomento paradossale con cui Pascal invitava a credere in Dio: che a farlo non ci perde niente (oppure in realtà molto poco), anche se l’ipotesi non fosse vera.

cominciamo a vivere nel nuovo mondo dei consumi declinanti e ridotti e con la prospettiva di una socialità diretta limitata:

se è vera l’ipotesi del futuro che ci attende, saremo più pronti; se non è vera, che cosa avremo perso di sostanziale?

magari avremo invece ritrovato noi stessi.

3 commenti

  1. Mah, e chi lo sa come andrà a finire? Solo, mi vengono in mente un paio di cose o poco più di quelle, che ormai mi faccio fatica da solo. Posto che le sante inquisizioni non mi sono mai piaciute, che il tintinnare di manette m’aggrada poco, a quei fenomeni che quest’estate pontificavano da scranni di altezze vertiginose che ormai era tutto finito, almeno la sabbia nelle mutande no?. Poi m’andrebbe d’argomentare ancora, ma lo farei su ciò che non capisco. Quindi poi mi scappa di parlare poco urbano. Però come si fa a ritenere libertà l’attesa spasmodica d’un pacco comprato on line o mettersi a litigare su FB? Ma come si fa pure a concepire l’idea che non me ne posso andare in solitaria, pure mascherato, sulla riva del fiume ad un paio di chilometri da casa mia, che avrei da finire una lunga, complessa ed articolata discussione con un paio di sassi ed i cinghiali al pascolo, perché così metto a rischio la salute pubblica, ed invece posso ammassarmi al supermercato, dopo aver fatto coda ad un compro oro a strozzo? Ai posteri, eventualmente sopravvissuti, l’ardua sentenza. Per quanto riguarda il caro vecchio Blaise, ti rispondo così:

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    • mi ero segnato, a futura memoria, che una deputata scozzese nel Regno Unito è stata arrestata in questi giorni perché a settembre si era recata in Parlamento in treno, pur con i sintomi del virus, e nel frattempo è stata anche espulsa dal suo gruppo parlamentare (Partito Nazionale Scozzese).
      troppo per farci un post, come avrei voluto, ma torna buono per un commento almeno.
      ti immagini qualcosa del genere da noi? altro che immunità parlamentare! e Sgarbi che a forze di condanne finirebbe praticamente all’ergastolo?

      in compenso appunto si rischia per una passeggiata solitaria su monti deserti…, giusto per restare a casa mia…

      grazie del video, non conoscevo…

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