Renzi, il rottamatore auto-rottamato – 20

finalmente Renzi ha vinto: la rottamazione è finita.

Renzi l’incosciente ha rottamato se stesso.

. . .

per capire chi è Renzi bastava guardare qualche minuto della sua cosiddetta e insopportabile conferenza stampa, una delle peggiori recite a soggetto della storia della commedia dell’arte.

che maschera indossava Renzi? quella di Brighella, l’attaccabrighe senza arte né parte.

ma qualcuno ha mai visto al mondo un leader politico che costringe i giornalisti a fare domande in successione, come se fossero degli scolaretti, senza rispondere direttamente a nessuna?

poi parla di diritti e democrazia: ma il primo è la trasparenza e la responsabilità: cose che gli mancano alla radice, perfino nel modo di porsi davanti alla stampa.

le risposte sono sostituite da un comizio senza senso; poi, quando prova a fare finta di rispondere, si è già dimenticato le domande e deve chiedere di rifargliele: un insulto ai giornalisti e agli spettatori.

ma ha avuto il suo palcoscenico, si vede che gli piacciono i fischi; al fondo un desiderio inespresso di auto-distruzione.

. . .

un caso patologico, che cos’altro aggiungere?

capisco che lavorava per conto di altri, ma c’è modo e modo di farlo.

si volta pagina e, comunque vadano le cose (ma andranno presumibilmente bene), ci siamo liberati anche del secondo Matteo: ma che palle, però.

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ma il vero problema, comunque non è Renzi: è l’intero ceto politico ignorante e incompetente.

abbiamo una mina vagante sulla testa, e si chiama recovery plan: qui si nasconde la prossima tragedia – lo dico a futura memoria.

il teatrino di questi giorni è servito a nascondere la paurosa realtà: nessuno dei nostri politici è capace di farne uno.

sono stati settimane a litigare su come distribuirsi i soldi, ma non hanno capito che i soldi arrivano dall’Unione soltanto se ci sono dei PROGETTI, precisi, documentati, con obiettivi e momenti di verifica; e i progetti MANCANO.

hanno soltanto approvato una lista della spesa, a forza di litigi inenarrabili: il loro è un progetto, ma soltanto di spartizione mafiosa.

una sola frase, emblematica, dalla nuova redazione approvata dal Consiglio dei Ministri: “Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa: e credete che questo basti?

non sono stati capaci di dire davvero per fare che cosa e, quando Conte ha almeno proposto di affidare i progetti a qualcuno che ne capisca, sono insorti per la paura che gli togliessero il bottino dalle mani.

ma quale bottino? occorre dirlo adesso: è molto molto dubbio che l’Europa possa finanziare dei progetti che non esistono e allora fra qualche mese scoppierà la solita lagna populista contro l’Europa cattiva.

l’Europa si salvi dall’Italia, non ci dia niente, per favore.

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questo non riguarda Renzi o Zingaretti o i 5Stelle o perfino Salvini e la Meloni, ma TUTTI: siamo un paese in preda all’ignoranza e alla incapacità, e non c’è rimedio.

l’unico vago progetto che sanno e hanno provato a mettere su carta è quello di continuare la distribuzione delle mance a debito: un ceto di parassiti che ha creato un popolo di parassiti a sua immagine e somiglianza, che vegeta nella presunzione insana di diritti individuali illimitati e a forza di mance: perfino gli sconti del 10% al supermercato pagati dallo stato!

Renzi è stato uno dei portabandiera principali di questo andazzo: ha sostituito Monti e Letta otto anni fa, proprio nel nome di queste distribuzioni a pioggia: sussidi ai consumatori per finanziare il mercato e continuare ad alimentare i privilegi di una deterocrazia ingorda.

(detero-crazia: potere ai peggiori, mica vorrete parlare di aristo-crazia, governo dei migliori, né tantomeno di demo-crazia, potere del popolo, vero?)

l’ultima battaglia di Renzi (ottimo titolo per un film commedia all’italiana) è stata una di pupi sul teatrino della politica, un’arma fastidiosa e tragicomica di distrazione di massa, in nome dello spendere a vanvera ancora di più.

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adesso la sua recita si è chiusa nel peggiore dei modi, ma gli italiani non hanno ancora capito che è proprio la ricreazione che è finita.

o meglio: cominciano a sospettarlo, ma il ceto politico fa tutto quadrato con le sue risse incoscienti da cortile, per dirgli che non è vero.

non conoscono verità e non possono dirla.

11 commenti

  1. Condivido tutta la tua analisi.
    Renzi stupido incosciente frutto di una politica ignorante e violenta, che opprime i più sfortunati,
    ma anche e soprattutto il futuro dei giovani, delle donne, e di tutti.
    Conte ha una salute di ferro, spero tanto che ce la faccia!

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  2. Il mio mestiere era di capo progetto, se Conte mi convoca vado! 🙂 Però con me il Ponte sullo Stretto si fa, poche palle! Tra l’altro lo chiamerei Ponte Conte, dovrebbe essere lusingato.

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