chi censura Byoblu? – 32

Byoblu è un interessante esempio di Video Blog realizzato da Claudio Messora a partire dal 2007: il mio giudizio, però, riguarda solo l’iniziativa, per il tentativo di creare una sorta di televisione alternativa, sostenuta unicamente dalle sottoscrizioni dei suoi utenti, e non i suoi specifici contenuti, che in alcuni casi trovo discutibili.

Messora, in un suo profilo fatto da lui stesso e pubblicato sul FattoQuotidiano a cui collabora, si presenta come Consulente per la comunicazione del Movimento Cinque Stelle dal 2013 ed è certamente legato alla fase più ruspante di questo movimento.

è stato ed è al centro di vicende controverse: ad esempio ha pubblicato nel marzo di quest’anno una intervista con Stefano Montanari, un nanopatologo, che sosteneva che il Covid-19 è un virus creato in laboratorio, che il numero di morti attribuito a tale patogeno è sovradimensionato, che siamo di fronte a una “epidemia inesistente” contro la quale vengono intraprese misure esagerate e dannose, che l’eventuale vaccino sarebbe solo una trovata commerciale completamente inutile.

a seguito di questo intervento l’associazione ‘Patto trasversale per la scienza’, di cui Roberto Burioni è il membro più noto, lo denunciò per ‘pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico’ (art. 656 del Codice Penale); non so poi che esito abbia avuto la vicenda.

. . .

qualcosa di simile sta avvenendo oggi, ed è lo spunto per questo mio post.

nel suo TG del 14 gennaio Byoblu ha presentato un servizio sull’articolo di Peter Doshi sul British Medical Journal, secondo cui l’efficacia del vaccino Pfizer contro il covid sarebbe solo del 19%, massimo 29% – di cui i lettori di questo blog hanno sentito già parlare, seguendo discussioni anche appassionate che ne sono nate.

https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/13/i-vaccini-a-m-rna-sono-un-fiasco-18/

https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/16/norvegia-anti-vax-doshi-e-il-vaccino-pfizer-26/

questo video, come di consueto, era pubblicato da Byoblu anche sul suo canale Youtube, ma qui è stato oscurato dalla piattaforma, che ha anche bloccato il canale per una settimana: provvedimento che potrebbe preludere alla sua chiusura.

. . .

io non sono in grado di esprimere alcun giudizio su quella trasmissione e sulle sue affermazioni, dato che non l’ho vista, e continuerò a sottolineare il confine non tanto sottile che passa tra affermare, ad esempio, in totale mancanza di prove, che il virus covid19 è stato creato artificialmente e il DUBITARE che questo possa essere successo, indicando qualche ragione del dubbio che non sia palesemente costruita sul nulla.

verifico tuttavia anche personalmente quasi ogni giorno che una massa enorme di persone, anche molto qualificate, non fa questa distinzione, e dunque ritiene una manifestazione di complottismo stupido e deplorevole anche la semplice presentazione di un dubbio.

del resto non mi meraviglia neppure troppo questa continua confusione per cui una ipotesi viene percepita come una certezza, per rifiutarla con sdegno o magari anche accettarla con entusiasmo: esprime del resto bene il bene di crescente intolleranza anti-culturale che è tipica di ogni fase storica di declino di una civiltà e dei suoi imperi.

però ripeto che non so se Byoblu aveva varcato questo confine e presentato come certezze dei dubbi, e se in questo modo aveva creato una dannosa confusione nella mente dei suoi spettatori, che si contano a centinaia di migliaia, non in qualche decina come su questo blog.

(NOTA ULTERIORE. consiglio di leggere il commento di andreac e la mia risposta qui sotto, come parte integrante del post, dopo che ho potuto visionare il video, grazie a lui).

ma se lo avesse fatto – e, a quanto mi risulta adesso, lo ha fatto in modo un po’ subdolo, cioè lanciando il sasso e nascondendosi dietro le dichiarazioni alquanto farneticanti di un giudice peruviano -, in che forma va affrontato il problema?

. . .

la nostra Costituzione democratica vieta la censura.

Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

il principio è così antico che qualcosa di simile stava perfino nello Statuto Albertino del 1848, la legge fondamentale della monarchia: Art. 28 La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi.

è vero che l’art. 656 del Codice Penale punisce con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro il reato di Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico.

insomma, il Codice Penale si preoccupa della diffusione di notizie false (non solo a stampa) solamente se possono turbare l’ordine pubblico – concetto peraltro troppo vago (ma il nostro Codice Penale nel suo impianto di base è stato scritto sotto il fascismo e mai è stato radicalmente rivisto).

vi è poi l’art. 595 del Codice Penale sulla diffamazione, che al comma 3 stabilisce che se “l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516”.

e l’art. 13 della Legge n. 47/1948 dispone che, “nel caso di diffamazione commessa col mezzo della stampa, consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni e quella della multa non inferiore a euro 250”.

. . .

su queste due disposizioni peraltro è stata proposta questione di legittimità e il 20 giugno la Corte Costituzionale ha dato un anno di tempo al parlamento per adeguare le norme all’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

per quanto la nostra Costituzione sia notoriamente la più bella del mondo, occorre ammettere che la Convenzione Europea è molto più chiara:

Art. 10 – Libertà di espressione. 1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive. 2. L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario.

nell’attesa poco fiduciosa di una revisione organica della questione ad opera del nostro parlamento, al momento occupato in ben altro, si deve osservare che comunque, anche con le discutibili leggi esistenti, la diffusione di notizie false, se si configura come un reato, ovviamente richiede un procedimento giudiziario, che può svolgersi soltanto dopo il fatto.

dunque, fino alla condanna, non può esserci sequestro o altro provvedimento lesivo del principio generale della libertà di espressione.

. . .

qualcuno potrebbe osservare però che la Costituzione si preoccupa di difendere solamente la stampa e non si occupa della circolazione delle idee attraverso internet (che non era neppure immaginabile nel momento in cui la Costituzione fu scritta).

invocare l’analogia tra la stampa e internet potrebbe servire poco, anche perché non mancano interpretazioni restrittive; e, considerando che questa parte delle nostre norme giuridiche è chiaramente invecchiata, tutta la questione andrebbe affrontata in modo radicalmente nuovo.

più fondata a me pare l’osservazione che siamo poco tutelati dalla diffusione di notizie che sono semplicemente false e creano un danno anche solo per questo, pur senza essere palesemente adatte a turbare l’ordine pubblico.

forse – mi permetto di immaginare – occorrerebbe una regolamentazione totalmente nuova che preveda una autorità pubblica di controllo, indipendente dal governo e da costituire col voto almeno dei due terzi del parlamento, che sia in grado di bloccare tempestivamente la diffusione di notizie indiscutibilmente false, con decisioni appellabili in Tribunale, attraverso specifici percorsi d’urgenza.

. . .

ma questa discussione, un po’ troppo tecnica e solo accennata qui, non mette in discussione il punto centrale: non è ammissibile in alcun modo che si crei un potere unilaterale di controllo dell’informazione da parte delle aziende di internet.

bisogna rinnovare un grido, anzi un urlo, di allarme: ancora una volta stiamo assistendo alla distruzione della democrazia dall’interno ad opera dei nuovi potentati informatici; occorre intervenire subito, prima se sia troppo tardi.

internet sta assumendo il carattere non solo di un potere politico alternativo e oramai wquasi anche statale, ma anche di una nuova pervasiva religione dell’opinione media e mediocre, di un nuovo conformismo di massa elevato a dogma indiscutibile e sottratto ad ogni controllo democratico, cioè fondato sulla divisione dei poteri.

questa religione oppressiva e conformista assume anche la forma dello scientismo dogmatico, che si affianca al complottismo superstizioso e paranoide, identico, ma opposto a lui.

. . .

cito un commentatore di queste ore qui:

Stiamo assistendo alla nascita dell’Homo Deus. La scienza ha raggiunto dei livelli che ormai non ci serve più a farci domande, far nascere dubbi, serve semplicemente come strumento per imporre la nostra volontà.

È l’estremismo scientifico, quello che chiede fiducia senza prove sulla base di successi passati. Alimentato da richieste sempre maggiori e una diffusa mancanza di responsabilità (non considerare conseguenze soltanto perché riguardano qualcun altro).

Il sapere scientifico si fonda sul dubbio, sulla sperimentazione e sull’analisi dei dati. Mentire al popolo solo perché incapace di seguire il percorso è ancora accettabile? Soltanto se hai paura delle conseguenze.

concordo con lui riguardo alla nascita di una nuova dogmatica religione che non è tanto la scienza, ma piuttosto la voglia di dominio che sta al fondo della scienza.

abbiamo sempre pensato che la scienza fosse voglia di dominio della natura, e la cosa pensavamo – stupidamente – che ci riguardasse poco; oggi è sempre più chiaro la la scienza intende imporsi invece come religione assoluta anche agli esseri umani.

è una nuova oppressione del pensiero e dei comportamenti. va combattuta come ogni altra forma di oppressione.

. . .

ma oggi siamo anche di fronte al fatto inedito che questa arroganza scientista e dogmatica si mescola al dogmatismo e può servire da base del nuovo potere autoritario dei social, cioè dei nuovi poteri trasversali ed extra-statali che stanno scardinando la nostra democrazia.

34 commenti

  1. Rispondo alla tua replica del 21 GENNAIO 2021 ALLE 6:50

    “metodo accettabile nel quadro costituzionale attuale, che vieta la censura preventiva, e cioè suggerisce l’apposizione di una sorta di bollino di qualità (negativo) alle palesi fake news”

    Secondo me è proprio questo che, anche se fosse applicata, renderebbe totalmente inefficace quella iniziativa, al pari degli avvisi salutistici sui pacchetti di sigarette che non hanno mai dissuaso nessuno dal fumare!

    Anzi, sarebbe ancora più inutile e inopportuno delle scritte sui pacchetti di sigarette, visto che un bollino di fake news apposto da un organo del governo, paradossalmente sarebbe considerato un attestato di autorevolezza da chiunque, per i motivi più disparati, disprezza il governo(non l’attuale governo, che pure ha molto meno consenso popolare di quanto ci vogliano convincere gli zerbini della carta stampata e della TV, ma qualunque governo, anche il migliore, anche il più amato, suscita sempre una buona percentuale di dissenso e disprezzo).

    La censura, laddove giustificata da un finalità nobili(come può essere il contrastare la diffusione di convinzioni dannose per la salute pubblica) deve essere il più rapida possibile, se fosse veramente preventiva(purtroppo neanche quella di Youtube è preventiva) meglio ancora. Una censura ritardata è come aspettare che la curva dei contagi salga a livelli gravi prima di istituire una zona rossa, è una disposizione inadeguata.

    “che agiscono non solo per non perdere sponsor – che anzi finora non mi pare avessero sollevato obiezioni”

    In realtà negli ultimi tempi ci sono stati molti boicottaggi pubblicitari da parte di multinazionali nei confronti dei social network, soprattutto per motivi politici(Trump è stato sospeso da FB in seguito a una campagna di boicottaggio), ma non solo, per esempio nel 2017 molte aziende hanno boicottato boicottato youtube affinché la loro pubblicità non venisse più associata a contenuti sessualmente espliciti, violenti, che incitano all’odio e alla discriminazione, o semplicemente scurrili.
    Infatti negli ultimi 3 anni youtube è diventata molto più a misura di bambino, e meno per adulti, i video che parlano di sesso(anche in maniera tutt’altro che pornografica) vengono automaticamente demonetizzati, e anche la satira per adulti viene spesso sottoposta a limitazioni.

    Molte di queste limitazioni le reputo esagerate, sarebbe anche dovere dei genitori controllare cosa vedono i propri bambini su youtube, è solo per dire che anche i boicottaggi da parte delle aziende hanno un certo peso in queste dinamiche.

    "Mi piace"

    • l’Europa è vissuta per secoli con sistemi durissimi di censura preventiva; non solo i libri dovevano essere sottoposti all’autorizzazione preventiva o imprimatur dei censori ecclesiastici, prima di essere pubblicati, ma ricordiamo bene la fine che rischiava di fare un autore troppo disapprovato: bruciato vivo in piazza per il bene della sua anima!

      anche senza questi eccessi (tali considerati alla luce della mentalità odierna) la censura continuò a prosperare sotto le monarchie assolute restaurate dal Congresso di Vienna dopo l’ondata rivoluzionaria e fu ripristinata da fascismo e comunismo staliniano.

      al di fuori di questi scenari, il rifiuto della censura veniva praticato negli stati più moderni e repubblicani nato da diverse situazioni rivoluzionarie (l’Olanda nel Seicento, ad esempio o la Francia della rivoluzione) ed è un aspetto ineliminabile della tradizione democratica occidentale: troviamo la censura in stati autoritari anche moderni, ma lontani dalla nostra storia politica e culturale.

      l’idea che la stampa sia un quarto potere indipendente dagli altri e garante della libertà di informazione e di critica è stata a lungo un punto essenziale della concezione dello stato democratico.

      a me non sembra il caso di adeguarsi al modello della censura preventiva, che ha rivelato di essere fonte di abusi e conferisce a chi la esercita un insopportabile potere di controllo sulla circolazione del pensiero.

      però è indubbio che viviamo in un periodo di anarchia informativa estremamente stressante e perfino pericoloso.

      come se ne esce? secondo me, le comunicazioni che violano leggi precise – istigazione all’odio, alla violenza, diffamazioni, organizzazione di azioni eversive – vanno immediatamente bloccate con interventi legali DELLO STATO (e non di aziende private, a cui questa possibilità va invece NEGATA) e ne devono seguire sanzioni adeguate, come multe pesanti, divieto di pubblicazioni ulteriori, e anche arresto e carcere nei casi più gravi; ma per poterlo fare occorre modificare la legislazione.

      per altri tipi di comunicazioni socialmente dannose, come le fake news, questo tipo di intervento è sproporzionato e la legge deve prevedere interventi di tipo diverso, ad esempio pesanti sanzioni economiche e sospensione a termine o divieto assoluto del diritto di pubblicare; in alcuni casi può essere ordinata anche la rimozione dei contenuti dannosi. di nuovo deve essere una autorità statale a prendere queste iniziative, che sono qualcosa di diverso dalla censura preventiva sottoposta ad un divieto costituzionale da mantenere. ma la tempestività di azione deve essere garantita, salvo il diritto di essere riammessi alla pubblicazione a seguito di ricorso vinto.

      il bollino che indica le informazioni sospette (che oggi viene applicato dai social network) va di nuovo ricondotto ad una autorità pubblica che ne risponde politicamente; non è risolutivo, ma integrativo delle altre sanzioni.

      in sostanza non siamo lontani dalle iniziative prese da ultimo dai social network per varie pressioni, dopo essere rimasti inattivi per più di un decennio di fronte a ripetute segnalazioni ed avere esercitato la censura piuttosto verso espressioni di pensiero democratico che neonazista. ma non toccano a loro decisioni di questa portata.

      a meno che non si trasformino in vere e proprie testate giornalistiche, ma allora devono assumersi fino in fondo la responsabilità di quello che viene pubblicato sulle loro pagine virtuali.

      Piace a 1 persona

  2. Byoblu è nella Black List di Bufale tanto al chilo tra i siti di pseudo giornalismo/politico:

    “In questa black list figurano siti che usano il linguaggio giornalistico per scrivere articoli spesso basati sul nulla che portino acqua al loro mulino, qualunque esso sia. Può trattarsi di politica, religione, ideali. Sono siti che fanno male, perché molti di quelli che li leggono sono li in quanto affini come idee, e non riescono a distinguere tra notizie reali e notizie alimentate solo dal tifo per questa o l’altra fazione, oppure copiano notizie da fonti non affidabili senza fare nessuna verifica.”
    https://www.butac.it/the-black-list/

    a proposito, non è “censura” ma Debunking: la pratica di mettere in dubbio o smentire, basandosi su metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate, antiscientifiche; vedi anche attività di debunker
    Etimologia: ← voce ingl.; deriv. di to debunk ‘smontare’.

    quindi, prima di diffondere notizie false o imprecise, meglio controllare prima i siti di debunking (Bufale un Tanto al Chilo, Bufale.net, NextQuotidiano, gli articoli su OPEN firmati da Puente e Pili, Snopes

    "Mi piace"

    • osservazioni giuste, anche se il debunking non basta, visto che raggiunge a sua volta soltanto chi è già convinto; aggiungerò che ho seguito qualche tempo fa uno di questi siti, proprio quello che citi, verificando che usava lo stesso atteggiamento dogmatico e diffondeva a sua volta – qualche volta – pure notizie false o imprecise, dandole per indiscutibili.

      in sostanza il debunking rischia di diventare soltanto una delle manifestazione della tribalizzazione delle opinioni creata da internet, dove ciascuna tribù ideologica si crea il proprio universo informativo unilaterale, rigidamente suddiviso tra buoni e cattivi dell’informazione: col che siamo al punto di prima, visto che l’informazione critica sopravvive solo nella zona intermedia tra una certezza infondata e l’altra.

      se riesci a vedere l’ultimo commento di andrea c., qui da qualche parte, mi pare che abbia portato qualche ipotesi diversa, di forme di intervento istituzionale e trasversale, che sono nate in ambito ufficiale, ma di cui si sa ancora poco.
      certo, mi pare un problema molto grave e abbiamo bisogno di molta riflessione collettiva per capire meglio come affrontarlo.

      "Mi piace"

  3. Il caso “Doshi” è stato trattato anche su Bufale tanto al chilo, che cita anche Bucci per la disamina della questione.
    Oltre a ribadire le osservazioni di Bucci, aggiunge un particolare che forse era sfuggito ai giornalisti italiani: che “l’articolo di Doshi pubblicato su BMJ non è uno studio, ma l’opinione – per quanto autorevole – di un accademico – per quanto rispettato. eccetera.

    E conclude: C’è un motivo se queste tematiche vengono trattate su riviste specialistiche: per trattarle e comprenderle servono competenze specialistiche.

    https://www.butac.it/doshi-vaccini-covid/

    "Mi piace"

    • l’articolo di butac che mi citi è molto interessante e lo condivido completamente per la prima parte, anche perché conduce una analisi dell’articolo di Doshi che coincide largamente con quella che ho fatto io, criticando la superficiale demolizione che ne ha tentato Bucci, in toni rozzi e sbagliati, a mio parere, in un post mio che peraltro conosci benissimo: https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/16/norvegia-anti-vax-doshi-e-il-vaccino-pfizer-26/

      ma nella seconda parte butac entra in contraddizione con se stesso nella prima parte, proprio perché appoggia l’articolo di Bucci, che dice cose ben diverse. infatti il post di butac si conclude, per la parte riferita a Doshi, dando sostanzialmente ragione al suo intervento: Purtroppo, dato il carattere di urgenza, gli end point dello studio non permettono di capire chiaramente se il vaccino riduca effettivamente la manifestazione di sindromi con sintomi simili a COVID, e dovremmo rivalutare l’efficacia del vaccino calcolandola su una eventuale riduzione dei ricoveri ospedalieri, dei ricoveri in terapia intensiva e delle morti collegate. Direi che per fortuna, ancora una volta, la scienza dimostra che non è un dogma, e che i dati vanno sempre interpretati da scienziati con background differenti e indipendenti tra loro, come sta succedendo in questo caso, per andare a evidenziare eventuali criticità e capire come migliorare.

      dopo avere dato così un colpo al cerchio, butac poi si contraddice platealmente – ed ecco un altro esempio delle contraddizioni di questo sito, che ho abbandonato da tempo nella lettura proprio per questo: Detto questo […] il vaccino è ancora l’unica arma su cui possiamo confidare per uscire da questa pandemia, sperando che non si riveli un’arma spuntata. affermazione auto-contraddittoria in modo persino umoristico, ma che serve per dare il colpo alla botte e tirare in ballo positivamente Bucci – che ha detto il contrario su Doshi dandogli, in pratica, del ciarlatano!

      sono poi totalmente in disaccordo sulla sua e anche tua conclusione che quindi di queste questioni devono occuparsi soltanto i competenti.
      ma figuriamoci! tocca ai competenti farsi capire dal popolo non competente, che comunque resta sovrano, almeno fino a che siamo in democrazia.
      e se i competenti o auto-dichiaratisi tali non sono in grado di comunicare in maniera efficace, per spocchia presuntuosa oppure perché in realtà le loro idee sono confuse e mascherano la loro debolezza dietro un linguaggio oscuro, non devono poi meravigliarsi se il popolo ascolta altri, purtroppo, quando propongono idee chiare e facilmente comprensibili, ma totalmente sbagliate.

      "Mi piace"

      • La preoccupazione che condividono sia Butac che Bucci e molti altri, non è interno alle discussioni che possono avvenire fra gli agenti del campo scientifico, ma riguarda l’esternalità, ovvero coloro che sono estranei al campo di riferimento e che possono, e difatti lo hanno fatto, utilizzare le notizie in modo tendenzioso e strumentale, per far notizia, e ottenere visibilità per scopi che nulla hanno a che fare con il corretto metodo scientifico.
        Gli scienziati la definiscono questa cosa “avvelenamento del pozzo”.
        Umberto Eco diceva a tal proposito, che un tempo, al bar, quando qualcuno diceva una caxxata, lo zittivano e finiva lì. Oggi invece qualsiasi cretino può parlare dall’alto della sua ignoranza, e non solo, perché altri cretini lo seguono e portano in giro le stesse stronzate – detto terra terra i ciarlatani sono quelli che fanno questa cosa qui.
        Dopodiché le opinioni personali, quello che “io” o “tu” credi, sono perlopiù se non del tutto ininfluenti.
        Nell’era della post-verità sta imperversando un grosso equivoco su questo aspetto fondamentale della vita civile.

        "Mi piace"

        • be’, allora è proprio scorretto polemizzare con chi dice delle cose giuste perché dei cretini possono strumentalizzarle… – e perdipiù senza distinguere fra lui e i cretini….
          (non so perché ma mi sembra che mi fischino le orecchie…)

          quanto alla saggia osservazione di Umberto Eco, oggi esiste la rete che amplifica la voce dei cretini da bar facendogli sentire di essere la stragrande maggioranza del genere umano.
          ma la colpa è dei cretini o della rete, che lo fa per guadagnarci soldi?

          "Mi piace"

  4. Qui puoi vedere il video censurato https://www.davvero.tv/tgbyoblu24/videos/tg-byoblu24-14-gennaio-2021-edizione-19-00

    E’ molto diverso dal tuo post in cui sollevi dei dubbi, nel TG di Byoblu la notizia della pubblicazione di Doshi viene presentata in maniera tendenziosa, e condita dalle cazzate anti-vax di Montanari, accostata alla propaganda dell’iniziativa “IO APRO”, con tanto di puttanate sul virus creato dal nuovo ordine mondiale.

    "Mi piace"

    • ti ringrazio molto del link, che mi permette di farmi un’opinione personale che cercherò di esprimere in modo ben distinto da un lato per la valutazione dei contenuti e dall’altro per una riflessione sulla censurabilità di quello che viene detto.
      è evidente il carattere globale sottilmente mistificatorio del modo nel quale sono date le notizie, ma questo rientra indubbiamente nella sfera della libertà di opinione e di stampa.

      vediamo invece distintamente le notizie:
      1. vi è una presentazione generale delle idee di Doshi, direi tutto sommato corretta
      2. vi è una illustrazione di Montanari che direi caratterizzata soprattutto da uno scarso aggiornamento sul concetto di vaccino (quello che usa lui è ottocentesco) e da una affermazione falsa scientificamente, e cioè che l’m-RNA, per svolgere la sua funzione, entrerebbe nel DNA, mentre si limita invece a inter-agire con esso (questo è un errore che, da profano, facevo all’inizio anche io…).
      3. vi è una informazione che fa capire che il problema della magistratura non l’abbiamo solo in Italia: un giudice peruviano che giustifica in una sentenza il ritardo con cui la emette accusandone il Covid, che sarebbe stato costruito in laboratorio da Gates e Soros: solenne cazzata, che dovrebbe indurre le autorità superiori a sottoporlo a visita psichiatrica.

      ma è giustificata una censura per queste affermazioni? (anche a prescindere dal fatto che viviamo in uno stato la cui Costituzione la vieta).
      no sul punto 1, evidentemente.
      neppure sul punto 2; ci sarebbe al massimo da chiedere una rettifica, ma chi potrebbe farlo? quello che si può è diffondere la contro-informazione che Montanari ha detto una stupidaggine.
      sul punto 3 una censura, purtroppo, è discutibile; da un lato non è immediatamente giustificata, dato che è pur sempre una notizia che un giudice peruviano sia sbroccato a quel modo. il sito non dice direttamente che il virus è costruito da Soros e Gates, ma lo fa dire ad un altro. è un giochetto subdolo e siamo nel campo evidente della manipolazione del consenso attraverso un’azione di diffamazione. qui chi trasmette la notizia avrebbe il dovere di dissociarsene chiaramente ed esplicitamente.

      in ogni caso la censura di queste idee non mi pare la strategia giusta per contrastarle; tuttavia posso capire che la piattaforma di YouTube non voglia essere coinvolta in un’azione possibile di diffamazione.
      quindi il rifiuto di far circolare il video, se è collegata a questo specifico punto, non è criticabile, e potrebbe configurarsi come una forma di autodifesa giuridica.

      ma secondo me la questione principale rimane quella se la regolazione della comunicazione online possa restare in capo ad aziende private, considerando la centralità che ha assunto nel mondo di oggi.

      "Mi piace"

      • Semplicemente youtube ha deciso per regolamento interno di censurare qualunque informazione sulla prevenzione, cura, diagnosi, trasmissione e vaccinazione del Covid19 che entri in contrasto con le linee guida e le evidenze scientifiche validate dalle autorità sanitarie( WHO, FDA, EMA, ISS ecc..).
        Se io uso youtube per veicolare “affermazioni secondo le quali un vaccino anti COVID-19 approvato alteri il patrimonio genetico delle persone”, sono passibile di censura!

        https://support.google.com/youtube/answer/9891785?hl=it&hl=it&ref_topic=9282436

        Giusto? sbagliato? come principio generale il potere di selezionare l’informazione da parte dei social media, secondo criteri non sempre trasparenti(ma in questo caso la norma mi sembra cristallina, è scritto nero su bianco, trovo disonesto il vittimismo di Messora. è come chi ha la faccia tosta di contestare una multa dopo esser passato col rosso!), può essere discutibile.
        Ma censurare quelle fake news potenzialmente pericolose, che se diffuse sfruttando i meccanismi virali dei social network potrebbero creare danni incalcolabili sul piano della salute pubblica(e non solo), mi sembra sacrosanto.

        Avrebbero dovuto farlo anche prima della pandemia, anche contro chi diffonde false informazioni sulla cura dei tumori e di altre malattie, però meglio tardi che mai, ben venga che i social più influenti si siano autoregolamentati in tal senso(loro malgrado, per anni hanno non si sono fatti scrupoli a monetizzare i peggio ciarlatani virali). Probabilmente l’hanno fatto più per evitare un intervento diretto dei legislatori, che per scrupolo etico, ma lo trovo ugualmente giusto. E a leggerle sembrano norme più che ragionevoli, che non impediscono minimamente l’espressione di una critica intellettualmente onesta e ragionata, ma semplicemente tarpano le ali ai diffusori di bufale.

        Infatti Povia, che discute i dubbi sollevati da Doshi in maniera intelligente, stando ben attento a riportare la questione in maniera precisa e puntuale, e senza veicolare informazioni false, pur esprimendo un’opinione decisamente diffidente verso il vaccino, non è stato censurato. Un conto sono le opinioni, un conto le falsità!

        "Mi piace"

        • il video di Povia mi sembra effettivamente pregevole.

          ci sono commenti che mi fanno sentire complessivamente inadeguato e presuntuoso a tenere un blog, e questo è uno. poi mi consolo pensando che un blog è fatto più dai commenti che dai post, e il blogger ha solo la funzione di stimolarli.

          è evidente che, se le piattaforme sono private, hanno tutto il diritto legale di comportarsi con i loro utenti alle condizioni che gli utenti hanno sottoscritto quando sono entrati nella piattaforma.
          ma è accettabile questo stato di cose?
          faccio l’esempio opposto: immaginiamo che una piattaforma censuri i video come questo di Povia ed approvi invece quelli di Byoblu perché ha scritto qualcosa che le consente di farlo nel contratto: andrebbe bene?

          del resto ricordo che è quello che diversi social facevano impunemente fino a pochissimo tempo fa, perché gli conveniva economicamente. non dimentichiamo che sono stati loro a inventare Trump. poi sono stati messi alle strette politicamente e si sono allineate ai governi un po’ di più. anzi, in questo momento svolgono quelle funzioni di censura che i governi non possono svolgere. va sempre bene?

          e quando si allineano a governi autoritari, va bene lo stesso? e se anche i nostri governi lo diventassero e i social si trasformassero nel loro braccio comunicativo armato, andrebbe bene?

          e bada bene che ho sempre criticato i social perché davano la voce alla feccia; ma si vede proprio che sono incontentabile, ma io penso che debba essere una legge a regolare questi problemi e non le convenienze dei proprietari.

          Piace a 1 persona

          • Sostanzialmente sono d’accordo che questa censura della disinformazione sul Covid19, auto-amministrata dai social network stessi, lascia irrisolti molti altri problemi connaturati nei meccanismi stessi dei Big Tech come li conosciamo oggi.
            Però non vedo alternative disponibili, fin quando i Paesi europei non decidono di intervenire nella situazione, e creare le premesse alla nascita di social network alternativi all’oligopolio americano, regolati in maniera differente, non si può fare granché.

            L’alternativa sarebbe lasciare assoluta libertà di diffondere informazioni false e tendenziose sulla pandemia in corso, e aspettare che siano i tribunali a intervenire, con tempi del tutto inadeguati alla viralità del web(le fake news possono metterci poche ore a far danni).
            Se fosse il governo italiano a gestire questo controllo dell’informazione social sul Covid, magari tramite apposito comitato creato ad hoc, non credo che ci sarebbero meno controversie e polemiche. Poi se non ricordo male l’anno scorso, il governo aveva istituito una Task Force anti-fake news, ma non mi pare che abbia combinato granché…
            https://www.wired.it/attualita/media/2020/06/09/coronavirus-task-force-fake-news-rapporto/?refresh_ce=

            Mi tocca riconoscere che i social network sono stati molto più veloci ed efficaci dei governi nel creare regolamenti per combattere la cosiddetta “infodemia”. Ovviamente l’hanno fatto per sopravvivenza, per non perdere gli sponsor (nessuna grande azienda vorrebbe veder associato il proprio brand a un video negazionista del Covid), e per evitare di dover subire regole e restrizioni decise dai governi.

            "Mi piace"

            • come spesso ci succede, la discussione fa emergere una convergenza di fondo su alcune valutazioni; ed è utilissimo anche il link che hai inserito in questo tuo commento.
              non ricordavo più questa iniziativa governativa, peraltro apparentemente spentasi nel nulla; e tuttavia traccia le linee di un possibile intervento che trova una soluzione di metodo accettabile nel quadro costituzionale attuale, che vieta la censura preventiva, e cioè suggerisce l’apposizione di una sorta di bollino di qualità (negativo) alle palesi fake news.

              rimane però aperto il problema della possibilità di rimuovere immediatamente istigazioni all’odio, alla violenza o addirittura forme di appello e di organizzazione di azioni politiche eversive.
              in quest’ultimo caso a me pare che i governi abbiano delegato ai social stessi la possibilità di intervento, dato che il politically correct non consente loro di farlo direttamente, e qui c’è un punto di debolezza evidente o di contraddizione delle costituzioni democratiche, a mio parere.

              sono soltanto più negativo di te (molto, probabilmente) sulle linee d’azione seguite dai social network, che agiscono non solo per non perdere sponsor – che anzi finora non mi pare avessero sollevato obiezioni -, ma proprio per mettersi al servizio dei governi, anche autoritari (vedi il caso cinese), agendo come loro braccio operativo.
              dicendolo con una metafora, nel mondo della comunicazione online, i governi preferiscono servirsi di una specie di polizia privata virtuale che possa agire anche fuori dalla Costituzione, piuttosto che cambiare le Costituzioni e agire direttamente.
              è una situazione pericolosa, che indebolisce il ruolo dello stato e cancella ogni possibilità di controllo democratico dell’operato dei social network.

              è vero, come dici, che un diretto intervento statale provocherebbe molte polemiche; ma anche il diretto ed esclusivo intervento dei social network ne provoca, anzi dovrebbe provocarne molte di più.
              nel mio minimo, sto provando a contribuirci anche io… 😉

              "Mi piace"

  5. La verità è che esistono due religioni: quella scientista e quella antiscientifica, e di quest’ultima Byoblu (credo si scriva con la y) è autorevole rappresentante; nessuna delle due tutela il dubbio, ma solo il proprio diritto ad autorappresentarsi come “quelli che hanno capito tutto”. Penso sia ingiusto attribuire la colpa di questa spocchia alla scienza di per se: semmai, all’uso che se ne fa (spesso sbagliato, non lo nego).

    Riguardo la censura di Messora… faccio sommessamente notare che non è affatto una censura, visto che YouTube ha il diritto di ospitare chi le pare (e fino ad ora ha ospitato, promosso e foraggiato gente che faceva ben di peggio, rispetto a Messora che pure non è certamente un innocuo diffusore di video del Pulcino Pio). Il problema, semmai, come implicitamente fai notare anche tu, è che oggi come oggi chi non soddisfa i capricci di chi possiede questi enormi mezzi di diffusione, semplicemente, sparisce.

    Piace a 1 persona

    • D’accordo su Messora, che sono anni (dai tempi del terremoto de L’Aquila, quando rese famoso quel ciarlatano che diceva di prevedere i terremoti, senza averne mai azzeccata una neanche per sbaglio!) che campa (come purtroppo tanti altri “colleghi”, anche della carta stampata) di disinformazione e bufale di tutti i tipi.

      Meno d’accordo sui “capricci” dei social network, in questo caso si tratta di un regolamento (https://support.google.com/youtube/answer/9891785?hl=en&hl=en&ref_topic=9282436), che vieta di diffondere contenuti che contraddicano le informazioni diffuse dalle autorità sanitarie, per quanto riguardano trattamento, prevenzione, diagnosi e trasmissione del COVID19.

      Mi sembra un regolamento dopotutto piuttosto sensato, vista l’estrema facilità con cui si possono diffondere le fake news tramite youtube e altri social…
      Finché si tratta di scie chimiche, 5G, e nuovo ordine mondiale, poco danno, ma quando c’è di mezzo la salute pubblica non si può tollerare chi sfrutta le paure e le debolezze cognitive della massa per fare soldi (o per altri scopi politici), a danno di tutti.

      "Mi piace"

      • Sì, ma il dottor Doshi non è un ciarlatano, si occupa appunto di studi clinici e sa quello che dice (anche se secondo me proprio perché è un epidemiologo dovrebbe evitare di fare affermazioni come se avesse la verità scolpita nella pietra. Ancora di più, sul Covid, un argomento su cui dovremmo onestamente ammettere di non sapere nulla).

        "Mi piace"

        • sembra che la prima risposta non sia partita…, ripeto.

          anche secondo me Doshi non è un ciarlatano, ma qui da noi c’è qualcuno che sta cercando di farlo passare per tale.
          non so se hai potuto seguire l’acceso dibattito in corso qui, sul blog; e le mie riflessioni sulle critiche che Bucci ha mosso a Doshi (sono nel secondo post):
          https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/13/i-vaccini-a-m-rna-sono-un-fiasco-18/
          https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/16/norvegia-anti-vax-doshi-e-il-vaccino-pfizer-26/

          ne discuto parecchio anche con una figlia che fa la ricercatrice e che mi critica molto in questo momento…

          io non direi che sul covid non sappiamo proprio nulla; guardando le cose da un punto di vista storico (come mi viene congeniale), ne sappiamo immensamente di più di ogni altra grande pandemia precedente; metti anche soltanto la spagnola di un secolo fa. però è evidente che ne sappiamo ancora pochissimo e che ci vorranno anni di ricerche, come è naturale, per capirne qualcosa.
          ecco, chi afferma che sappiamo già tutto quello che ci serve del covid-19, questo è certamente un ciarlatano, a mio modesto parere.

          "Mi piace"

          • Io come sai sono “in mezzo al guado”: ma sembra che sia impossibile riconoscere questo dubbio. Non esiste il “siamo cauti”, c’è solo “è buono” o “è merda”. Mi irrita assai.

            "Mi piace"

            • ho corretto ma sembra, al posto di mi sembra, pensando che fosse un lapsus di battitura.

              chi ha scelto di stare a metà del guado, come te e come me, adesso deve lottare per non farsi travolgere dalle opposte correnti…

              sembra di stare in guerra, maledizione: ma una guerra fra gli uomini, non contro il virus!

              "Mi piace"

      • direi che mi trovo d’accordo con te, pur vedendo la questione pratica nello specifico in modo un poco diverso: Montanari ha detto una palese stupidaggine sui vaccini a m-RNA.
        ma chi decide che è tale e che va rettificata?
        io non ho visto nel filmato nessuna forma di contrasto alle indicazioni delle autorità sanitarie che riguardano trattamento, prevenzione, diagnosi e trasmissione del COVID19.
        e mi avrebbe fatto anche piacere trovarle…, per giustificare l’intervento.

        "Mi piace"

    • accidenti al liceo classico! neanche riesco a immaginare che si possa scrivere Byo con la ipsilon! bìa, con lo iota, è la vita, in greco antico! grazie della segnalazione dell’errore.

      vorrei anche chiarire – ma spero di non essere stato ambiguo nel post – che ritengo anche io che vera la scienza di per se stessa non si rappresenta affatto come la congrega di quelli che hanno capito tutto (e neppure con la spocchia di quelli che sanno molto di più dei comuni mortali, anche se ovviamente spesso è vero).
      ritengo che questi atteggiamenti siano la negazione della scienza: lo scientismo è una religione, come dici giustamente.

      dopo avere visto il video, ritengo che nella sua ultima parte vi fossero gli estremi di una diffamazione di Soros e Bill Gates, e che quindi la piattaforma avesse il diritto di escludere il video.
      tuttavia il problema aperto è se la libertà di informazione possa essere affidata a Google o Youtube, oppure se questi siano tenuti a rispettare le leggi degli stati dove operano.
      in particolare la Costituzione italiana che vieta ogni forma di censura preventiva, al momento.

      "Mi piace"

      • Essere bannati da youtube è molto facile. E’ sufficiente che chiunque segnali un video dicendo che c’è una violazione qualsiasi e la piattaforma ti butta fuori in via preventiva. Poi sta a te dimostrare che non hai violato alcuna norma.
        Messora puo’ sempre trasferirsi su un’altra piattaforma.

        "Mi piace"

        • dato il rilievo che hanno assunto i social nella vita sociale, è accettabile questo?

          di Messora non mi interessa molto; mi è arrivata la segnalazione e l’ho usata più che altro come spunto per porre il problema della libertà di espressione al tempo di internet…

          "Mi piace"

          • Ti rigiro la domanda: è accettabile che i social abbiano assunto tanto rilievo nella vita sociale? Secondo me si a meno che non si rimpianga il periodo in cui la verità era certificata dal fatto che “l’hanno detto in televisione”, televisione con 2 canali Rai!. Però come nel caso dell’editoria è importante avere una puralità di editori (quindi di social) e non una sola casa editrice.
            Messora non è un Regeni censurato a morte da un regime. E’ un signore che vive e probabilmente si arricchisce di controinformazione e che ha un sito ed una TELEVISIONE piu la presenza su tutte le piattaforme social. Se una piattaforma lo ha buttato fuori non puo gridare alla censura (cosa che gli darebbe sommo piacere immagino) ma farsi qualche domandina sul perchè.
            Byoblu non lo seguo da anni. Dal canto mio l’ho gia buttato fuori.

            "Mi piace"

            • Ma infatti non è censura ma deplatforming perché censura è un termine che descrive altre cose, come la negazione della libertà di espressione.
              In sintesi: per anni i social hanno promosso il contenuto complottista e falso perché creava dipendenza e un volume di traffico drogato in modo artificiale, fino a quando non si sono resi conto di quello che avevano fatto e hanno adottato dei correttivi prima timidi e poi più incisivi. (Questo vale per le piattaforme che in qualche modo hanno deciso di moderare il contenuto, perché ci sono altre piattaforme che trasmettono contenuti dello Stato islamico e di Q’Anon).
              Ovviamente, in attesa che le istituzioni si decidano ad approvare progetti di legge che mi pare siano in corso di sviluppo o approvazione, ad esempio in EU. Avevo letto qualcosa, ora non trovo il link.

              "Mi piace"

              • censura, cara rozmilla, è quando si cancella qualcosa di scritto o di fissato in un video, oppure si ha il potere preventivo di impedire di comunicarlo.

                censura erano le peciottate nere su alcune righe delle lettere di mio padre a mia madre dall’Africa Orientale durante la guerra.

                censura è la pagina bianca immortale di Heine che si apre con “i censori tedeschi” e alla fine del foglio bianco si chiude con “idioti”.

                "Mi piace"

              • grazie di questi due link molto utili.

                mi pare che le linee di azione sulle quali si sta muovendo l’Europa siano ampiamente condivisibili (fino a che si resta dentro l’attuale quadro di gestione privata dell’informazione pubblica, che considero non ottimale, per usare un eufemismo, oppure bacato alla radice per dire schiettamente quello che penso).
                in particolare mi pare corretta l’impostazione generale: lottare contro la disinformazione e le interferenze, garantendo allo stesso tempo la piena tutela della libertà di parola.
                difficile da realizzare, ma conferma la situazione critica che stiamo vivendo sul piano della libertà di informazione, di pensiero e di parola.

                in particolare trovo azzeccata l’idea di prevedere sanzioni economiche, che ritengo debbano essere particolarmente dissuasive, nei riguardi di chi pubblica informazioni palesemente false e/o diffamanti: e intendo sia chi le scrive sia chi le ospita. credo che questo sarebbe lo strumento più efficace, capace da solo di indurre a comportamenti più prudenti.

                poi certamente ci sta anche la rimozione dei contenuti illegali; ma deve essere disposta da un’autorità pubblica e non può essere lasciata all’arbitrio privato.

                insomma, il controllo dell’informazione deve avvenire ad opera di organi democratici e deve poter essere valutato politicamente.

                "Mi piace"

            • rispondo, in ordine:

              1. i social sono una innovazione straordinaria, e hanno conseguenze di rilievo nella vita sociale e nella circolazione delle informazioni e della cultura. non tutto è positivo nelle conseguenze, ma stiamo imparando a capirlo e forse anche a gestirlo. nessun rimpianto per il passato; e poi neppure io, che ci sono nato e che cerco di porre dei limiti alla presenza dei social nella mia vita, sarei più capace di riadattarmi; figuriamoci le nuove generazioni che ci sono nate dentro.

              2. è importante avere una pluralità di social…- non so se il problema principale sia questo. a me pare piuttosto il fatto che i social sono delle aziende private che svolgono una funzione pubblica di fatto insostituibile. se siamo contro la privatizzazione dell’acqua, perché consideriamo naturale quella dei social?

              3. il problema non è Messora, ripeto che nelle mie intenzioni era soltanto un pretesto. oggi Twitter ha bloccato la pagina dell’Ambasciata cinese: dove stiamo andando a finire? come non vedere che si sta creando un mostruoso centro di potere che marcia spedito verso la dittatura del politically correct?

              ora io sto venendo a trovarmi nella posizione attribuita a Voltaire (credo falsamente): non mi piacciono le idee di qualcuno, ma non accetto che gli si impedisca di dirle.
              se poi ci sono falsità evidenti, calunnie e altri comportamenti illegali, si puniscano in forme legali adeguate: ma a farlo deve essere lo Stato, non un privato che domani potrebbe vietare comportamenti leciti.

              4. sono in disaccordo con te su un punto: visto il rilievo che hanno assunto i social, cancellare per decisione autonoma un contenuto non giudicato dannoso ed illegale dalla magistratura è sicuramente censura, perdipiù esercitata da un privato, ed è anti-costituzionale, per come è la nostra Costituzione adesso.

              questo, indipendentemente dal fatto che Byoblu sia una pessima contro-televisione, peggiore quasi di quella comune, e che alcune delle cose che scrive possano essere oscurate ragionevolmente, in sé.

              ho letto poco fa di un interessante intervento di Zingales che dice esattamente queste cose; ne parlerò prossimamente.

              "Mi piace"

              • Punto 4. Se tu fossi il direttore di un giornale non ti sentiresti in diritto di non pubblicare lettere giudicate inappropriate anche se legali espressioni del giudizio altrui?
                Ha ragione rozmilla quando dice che questa cosa delle fake news è un po scoppiata in mano ai gestori dei social che volevano solo fare soldi e si sono ritrovati questa grattacapo. Se la UE li costringerà a responsabilizzarli sul contenuto degli utenti finirà che i social si butteranno in politica direttamente. Come berlusconi costretto dal parlamento a fare i tg mentre lui voleva solo fare soldi con i quiz e telefilm, e visto che ormai lo sforzo di impegnarsi nell’informazione lo aveva fatto tanto valeva candidarsi.

                "Mi piace"

                • certamente, carissimo: dal punto di vista legale il direttore di un giornale ha pienamente diritto di pubblicare o non pubblicare quello che vuole: lavora per conto del proprietario e il proprietario è un privato. Mattia Feltri dell’Huffington Post non ha forse censurato un intervento della Boldrini perché si era permessa di criticare suo padre? palese caso di conflitto di interessi applicato al giornale…

                  diverso è il giudizio editoriale sulle scelte che si fanno: quella scelta di Feltri la trovo squalificante sul piano professionale e lesiva dei diritti dei suoi lettori.
                  io come mi regolo nel mio blog? censuro senza pietà solamente insulti, diffamazioni e appelli all’odio. non sono più molti, dopo un po’ gli hater capiscono e girano al largo: non devono neppure essere tantissimi, ma sempre gli stessi che girano di qua e di là cercando ascolto.
                  ti faccio un esempio solo. aspetta un attimo.
                  Hanno trovato delle persone veramente oneste!!!! Fosse successo a me che queste bastarde avessero accusato ma sai i calci nel culo a queste bocchinare che gho saputo che sono delle gran puttane e mjettono le corna ai marito anche col avvocato e benzinaio del paese. – risposta ad un altro commento…, giusto perché tu ti renda conto che non sono proprio tutti rose e fiori i commenti…

                  in tutti gli altri casi il direttore di un giornale o di qualunque altra pubblicazione, secondo me ha il dovere di pubblicare comunque, considerando che ha perdipiù il diritto di replicare o chiosare quello che commenta.

                  però il cuore del problema è che i social hanno sempre sostenuto di non essere editori, ma semplici fornitori di un servizio: come le compagnie telefoniche, che non sono responsabili delle telefonate che intercorrono sulla loro rete.
                  era una posizione fallace, usata a fini di comodo.
                  e adesso scoprono di colpo di essere invece degli editori e pretendono di sottoporre – loro! – a controllo quello che si pubblica sui LORO social? a me può anche stare bene, se lo fanno nel preciso quadro delle libertà costituzionali e delle leggi vigenti, ma allora comincino anche a pagare pegno e danni a chi li subisce per la loro mancanza di controllo…

                  "Mi piace"

          • rispondo al commento che inizia con “censura, cara rozmilla – eccetera”

            oggi però abbiamo il problema opposto: sono i nazi-fascismi, i complottisti, i negazionisti e i terroristi che hanno e stanno rimontando attraverso i media – tutti i media e tutto il web, non solo e i social. Forse dovremmo rispolverare la domanda: è giusto essere tolleranti verso gli intolleranti? Qualche dubbio ce lo dovremmo porre.

            O forse crediamo che la difesa della libertà e della democrazia non comporti anche delle limitazioni?
            Sicuramente non possiamo lasciare la gestione della faccenda nelle mani delle Staks della Silicon Valley; è un bel problema, oltre che un problema “sensibile”; mi auguro che se ne occupino presto, e condivido ciò che ha scritto Andrea c.

            Oggi ad esempio Twitter ha bloccato l’account dell’ambasciata cinese negli Usa, ma non so come giudicare la cosa: non ho sufficienti conoscenze né dei fatti né del contesto, quindi mi limito a prenderne atto. Vedremo.

            "Mi piace"

            • ecco: forse ci siamo. il problema c’è; io sono un rigorista e non un lassista e penso proprio che le manifestazioni d’odio e simili vadano sanzionate e bloccate.
              ma dallo stato, con una legislazione adeguata (quella attuale è superata, credo anche nei principi costituzionali, che vanno attualizzati per salvare l’ispirazione di fondo) e non da privati, a seconda delle loro convenienze del momento.

              penso anche io come te che soltanto l’Europa è in grado di farlo; dalla politica italiana non mi aspetto niente e neppure dagli elettori, francamente.

              che twitter abbia bloccato la comunicazione cinese negli USA è gravissimo; a quanto ho capito neppure su temi delicati.
              stiamo andando verso forme di regime che fanno capo direttamente a 4 o 5 signori dei social: ma ci rendiamo conto?

              "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...