notizie vaccinali: buone e no. lo sconcertante caso di Israele – 34

c’è una buona notizia da qualche parte, una volta tanto: dai primi controlli pare che i vaccini funzionino contro la variante inglese del Covid.

si sta ancora studiandone l’efficacia con altre varianti del virus – che improvvisamente hanno cominciato a moltiplicarsi come funghi, in apparenza, ma probabilmente dipende soltanto dal fatto che abbiamo cominciato a farci attenzione.

e su quella sud-africana crescono i dubbi, che si comporti in altro modo.

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il nipote vaccinato mi racconta di un dolore al braccio dove gli hanno inoculato il vaccino e di una giornata di dolori alle ossa, il giorno dopo, ma senza febbre; tutto in regola e come previsto.

ma ovviamente questo dice poco o niente sulle questioni sostanziali.

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passando alle notizie meno belle, la provincia di Brescia (dove vivo) torna in evidenza per la diffusione del virus: soltanto ieri 66 morti su una popolazione di un milione 200mila abitanti.

penso ancora ai 762 morti, dall’inizio dell’epidemia, su 10 milioni di abitanti in tutto, degli Emirati Arabi – dove vive ed è stata vaccinata una mia figlia -, e ai 6 decessi di ieri lì.

o ai 274 morti in tutto dello Sri Lanka dall’inizio dell’epidemia su 22 milioni di abitanti e al numero di decessi di ieri: 1 – sì, avete letto bene: uno (forse facevo bene 10 mesi fa a restare lì, anziché fare il diavolo a quattro con l’Ambasciata perché mi trovasse un posto sull’ultimo aereo per Mosca). e lì si preoccupano per questi numeri e adottano restrizioni molto forti, di cui non si lamenta nessuno, anche perché comunque la situazione non è rosea: il numero dei positivi ha cominciato a crescere, e infatti hanno riaperto da poco al turismo.

ma mi capita anche di leggere che è uscito uno studio che dice che Brescia è prima in Europa per morti da smog e seconda è Bergamo per il tasso di mortalità da polveri sottili, il particolato fine, le PM2.5; Vicenza al quarto posto e Saronno all’ottavo.

questi sono i dati pre-covid, naturalmente, e lo studio dice che, applicando le linee guida Oms sulla riduzione delle polveri sottili, a Brescia potrebbero essere evitati 232 morti l’anno e a Bergamo 137; ma notoriamente i limiti non vengono rispettati.

ora non è che io voglia impancarmi a esperto, rimango un comune cittadino, solo curioso e polemico, ma il fatto che Bergamo e Brescia siano state le province più colpite d’Italia anche dal Covid ha qualche rapporto con questi dati, a parte la fiera di san Faustino e la partita dell’Atalanta in piena pandemia?

con tutte le prudenze del caso, a me profano sembra evidente che polmoni, già stressati prima, probabilmente sono attaccabili più facilmente anche da un virus, che forse – ho detto forse – potrebbe anche appoggiarsi alle polveri, no?

in ogni caso, se qualcuno pensasse anche a combattere le polveri sottili OLTRE CHE al vaccino, e non si spacciasse l’idea che l’unica vera soluzione alla pandemia è il vaccino – e non anche il risanamento dell’ambiente – non sarebbe meglio comunque?

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ancora una notizia, che è più che altro una connessione che faccio io fra due notizie diverse:

quanti hanno capito che la riduzione della fornitura dei vaccini Pfizer all’Europa dipende dal colossale piano vaccinale di Biden negli USA?

il nuovo presidente vuole vaccinare 100 milioni di americani in 100 giorni; mi pare ovvio che i vaccini americani vadano in America first, ora che c’è un presidente che non lo proclama più apertamente, ma è più sostanzioso nel farlo.

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l’ultima notizia viene da Israele e mi mette a dura prova.

come è noto a chiunque si preoccupa di capire e di informarsi, l’attuale vaccinazione di massa contro il Covid con i primi due vaccini disponibili è sostanzialmente la fase 4 della loro sperimentazione, che durerà fino al 2023.

si è deciso di farla, data l’emergenza, e non dico che ci si debba opporre all’idea, nonostante le perplessità, ma basta saperlo e che chi si vaccina lo sappia.

sempre che gli interessi di saperlo; se preferisce un atteggiamento di fede e non essere disturbato nelle proprie speranze e paure, basta che si chiuda occhi ed orecchie, prego: chi vuole disturbare la pace dei giusti?

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Israele è lo stato più avanzato al mondo nelle vaccinazioni per abitante (seguono gli Emirati Arabi); peccato soltanto che non si preoccupa di vaccinare i palestinesi occupati, tanto li ha rinchiusi aldilà di un muro: scelta non solo disumana, ma anche stupida, dato che comunque i contatti tra le due comunità contigue non possono essere del tutto impediti.

ma comunque è il primo nel quale si può provare a fare delle prime osservazioni sui loro effetti – ma sulla linea di pensiero di Doshi, che giustamente afferma che, alla fine, per valutare l’efficacia dei vaccini, occorrerà andare a vedere i numeri degli infetti, degli ammalati e dei morti.

oltre 2 milioni e 700mila le dosi somministrate in Israele, il 26% della popolazione ha ricevuto almeno una dose e di queste 422 mila persone hanno già ricevuto anche la seconda dose.

come sta andando?

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nel corso di un’audizione al ministero della sanità il coordinatore della lotta al Covid ha dichiarato che l’efficacia della prima dose del vaccino Pfizer è risultata inferiore alle aspettative; si tratta di un eufemismo, come vediamo subito.

in un campione di 189mila persone 12.427 sono state contagiate dal Covid dopo aver ricevuto la prima dose, cioè – ritengo – sono risultate positive al virus.

Nei primi sette giorni i contagi sono stati 5.348, fra l’ottavo ed il quattordicesimo giorni 5.585 e poi 1.410 fra il quindicesimo e il ventunesimo giorno. Altri 84 sono stati contagiati quando erano trascorse tre settimane dalla prima vaccinazione.

si tratta di una percentuale notevole: il 6,6% in totale.

e questa percentuale va messa a confronto con la percentuale di coloro che si sono o NON si sono infettati col virus senza avere ricevuto il vaccino: provo ad arrivarci.

diciamo pure che si tratta di infezioni spalmate su un mese, ma rimane il fatto sconcertante che in un solo mese il 6,6% dei vaccinati con la prima dose si siano infettati.

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adesso cerco dei dati per capire meglio per conto mio: nell’ultimo mese in Israele i casi medi giornalieri di infezione sono saliti da 2.500 la prima settimana a 8mila in questa ultima, e negli ultimi giorni si assestano attorno ai 10mila, senza nessuna visibile conseguenza ancora del vaccino, pure distribuito già ad un quarto della popolazione.

è vero che è stato ampiamente chiarito che l’efficacia si realizza soltanto a partire dalla seconda dose, tuttavia, se guardiamo al numero complessivo degli infettati nell’ultimo mese, assumendo una media di 4mila nuovi infettati al giorno, arriviamo a circa 120mila nuovi infetti in un mese, cioè all’1,2% della popolazione globale; ma perfino se raddoppiamo questo numero, arriviamo soltanto al 2,4%, una percentuale molto inferiore a quella del 6,6% che si sono infettati dopo avere fatto la prima dose.

io spero di avere sbagliato i miei calcoli e chiedo aiuto ai miei commentatori a scoprire dove sta l’errore, perché voglio assolutamente credere di avere sbagliato qualcosa.

ma se questo ragionamento è giusto, significa che la prima dose del vaccino Pfizer AUMENTA di 5 o 6 volte il rischio di beccarsi il virus – o almeno in Israele.

la percentuale di chi non si è infettato senza vaccinarsi è al massimo del 98%; la percentuale di chi non si è infettato dopo avere fatto la prima dose del vaccino è poco sopra al 93%.

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non è possibile!!! forse bisogna inserire un ulteriore elemento di valutazione: che è stata vaccinata per prima la parte della popolazione più vulnerabile dal contagio.

però bisogna anche dire che nel numero globale dei contagi rientrano anche i contagi dei vaccinati, che risultano più alti, e dunque il valore medio del contagio fra i non vaccinati si abbassa leggermente ancora un po’.

i dati restano terribilmente sconcertanti, anche soltanto per la mancanza al momento di visibili effetti sull’andamento globale dell’infezione.

ma aspettiamo di capire meglio e di vedere gli effetti della seconda dose.

purtroppo mancano verifiche al momento su i circa 200mila che hanno già fatto anche la seconda dose.

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luci, poche, e nessuna luce ancora da fine del tunnel; ombre tante, il tunnel resta illuminato soltanto dall’ostinata speranza.

non smettere di sperare, ma la speranza migliore è quella che non si nasconde le ombre della realtà.

8 commenti

  1. Se questo post lo legge Messora ti assume. O ti cita come fonte autorevole e vedrai che non solo dirà che il vaccino aumenta le probabilità di contarre il virus, come da analisi dei dati, ma insinuerà, senza dirlo, che il vaccino trasmette il virus e che era tutto pianificato.

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    • e allora dovevo fare a meno di scriverlo?

      digli che ci provi ed esigo una smentita in forza di legge – ma per fortuna non corro alcun rischio, sono letto ben poco; e del resto ho riportato notizie che hanno come fonte l’Huffington Post, figurati, che è decisamente filo-vaccini, ma quasi sempre in maniera sensata.

      certo, trovo strano che in questa situazione disperata, invece di preoccuparci di capire che cosa sta succedendo, siamo molto più preoccupati che qualche dato possa portare acqua al mulino di questo o di quello…

      insomma, ognuno di noi sa già quale è la verità e, se arrivano dei dati che potrebbero creare qualche dubbio, peggio per i dati: si nascondano subito! 🙂 🙂 🙂

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      • Sarai letto poco ma almeno hai lettori di peso, non parlo di me ovviamente, ma di tutta l’allegra combriccola che ti supporta con commenti e fornitura di dati qualificati che non ho mai visto in altri gruppi in rete da quando esiste internet.

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        • addirittura? 🙂 grazie, a nome dei miei commentatori, tra i quali stai a pieno diritto anche tu.
          mi fa molto piacere sentirtelo dire; credo che ci siano diversi altri siti più qualificati per numero dei commenti anche di qualità; però certamente è una caratteristica di questo blog che qui se ne trovino quasi esclusivamente di questo tipo e livello, è vero: onore e merito ai miei commentatori! 🙂

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  2. Stai confrontando un campione con il totale. Non è detto che entrambe le situazioni abbiano le stesse condizioni di base. Tipo il campione potrebbe riguardare persone maggiormente esposte, portate anche a vaccinarsi per quello. Il virus non è distribuito i maniera omogenea.

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  3. Supponiamo per un attimo che Pfizer, i vituperati media e la fondazione Veronesi abbiano ragione, in particolare quando spiegano che il vaccino è davvero efficace dopo 15 giorni, quando gli anticorpi hanno avuto tempo di formarsi.
    In questo caso i contagi sono stati 1494 su 189.000 pari allo 0,7%. Direi che ci sta con una efficacia del 95%.
    E senza invocare ancora la seconda dose.
    Ora se qualcosa è dato come efficace dopo 15 giorni, perchè includi dati irrilevanti di contagi avvenuti nei primi 15 giorni?

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    • ottima risposta, ingegnere… :-). è quello che cerco: buone obiezioni.

      per la verità io non considererei questi dati per ora per misurare l’efficacia del vaccino, dato che, come chiarito anche nel post, questa andrà misurata dopo la seconda dose, e – come giustamente aggiungi tu – almeno 15 giorni dopo la conclusione della vaccinazione, e questi dati ancora non ci sono.

      ma allora perché il responsabile israeliano del monitoraggio dichiara che i dati sono inferiori alle attese? di che attese parla? è nella notizia che riferisce le sue parole che si parla di efficacia; io ritengo che sia presto per farlo: ho non a caso citato Doshi.

      quello che invece mi pare rimanga aperto come problema, anche dopo le tue precisazioni sull’efficacia, è come mai tra i vaccinati nel loro insieme la percentuale dei contagi sia significativamente più alta che nella popolazione comune.
      ma non perché questo misuri la sua efficacia… ma, come dire?, sembra tuttora indicare una sua dannosità potenziale, e non ci credo e non ci voglio credere.
      ci sto ancora rimuginando su. evidentemente ci sono correlazioni che ancora ci sfuggono.

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    • Solo se tutti gli 189 000 siano stati esposti al virus. Altrimenti è l’efficacia combinata di vaccini + altre misure. Per esempio sono ancora in lockdown fino alla fine del mese.

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