TAGAF, il nuovo Leviatano – 44

Nessuno sulla terra è pari a lui, fatto per non aver paura. Lo teme ogni essere più altero; egli è il re su tutte le bestie più superbe. Giobbe 41, 25-26

TAGAF, il nuovo Leviatano, sono Twitter, Amazon, Google, Apple e Facebook, che hanno concentrato nelle loro mani un incredibile potere politico che di fatto ha ucciso la democrazia.

il modo nel quale i social hanno creato 4 anni fa dal nulla il fenomeno Trump e lo hanno distrutto 4 anni dopo è una allucinante manifestazione di un nuovo potere assoluto, una nuova dittatura che oramai controlla capillarmente le nostre vite, dirige i nostri comportamenti, determina le nostre scelte.

i due tweet per i quali Trump è stato bannato da twitter sono questi: «I 75 milioni di grandi patrioti americani che hanno votato per me avranno una voce gigantesca in futuro. Non gli si mancherà di rispetto né saranno trattati ingiustamente in alcun modo o forma!!!». «A tutti coloro che lo hanno chiesto, non andrò all’inaugurazione il 20 gennaio».

era giusto bannare Trump durante il tentativo di colpo di stato da lui alimentato, ma chi doveva deciderlo? dei privati cittadini padroni dell’informazione?

. . .

poche aziende private, che detengono un monopolio totale, ciascuna nel proprio campo, sono diventate padrone assolute del nostro mondo, almeno quello occidentale, e concentrano nella mani di uno solo ricchezze che sono oramai superiori a quelle di interi stati.

come dice Zingales in un articolo dal titolo Il colpo di Stato silenzioso, i social oramai «rappresentano un’infrastruttura di comunicazione di base» come era il telefono; escluderne qualcuno è come impedire a un individuo «di accedere al telefono».

se sei un editore puoi decidere cosa pubblicare e cosa no, ma ne rispondi davanti alla legge; ma se sei come una compagnia telefonica e non ne rispondi, allora non puoi togliere la linea a un cittadino per le idee che professa.

. . .

ma è in atto qualcosa di più profondo, come afferma Limes, che mette l’accento sui fenomeni in corso, sempre alimentati appunto da questi social, e che sono, come dire? ma sono io a dirlo, non Limes, le truppe di un esercito di fiancheggiatori, che purtroppo è particolarmente agguerrito in quella che si spaccia come sinistra ragionevole e politically correct, sicuramente amante della scienza e detentrice del vero sapere:

«Conformismo diffuso dai media all’accademia, dalla finanza alla politica, fino agli apparati visibili o profondi. Correttezza politica intrinsecamente intollerante. Autoritaria perché poco autorevole. Tabe che rende insensibili alla realtà, deformata da pregiudizi… Salvo rovesciare ogni colpa sui “populisti”. Termine con cui le élite squalificano chi ne rifiuta le ricette».

e in queste contraddizioni insanabili s’annega il pensier mio e scopro con dolore di non avere più una patria politica, di non potermi più riconoscere in alcuno schieramento, di essere estraneo a questa guerra dei mondi, nessuno dei quali è il mio.

. . .

ma la cosa ancora più atroce è che la pandemia rende il Leviatano ancora più necessario e inevitabile: solo un controllo capillare di ogni singolo in ogni suo comportamento attraverso i nuovi strumenti digitali è in grado di toglierci ogni libertà di movimento e di relazione, cioè di proteggerci dal contagio, come oggi si configura ogni rapporto vitale con gli altri.

la vita stessa è diventata tossica e pericolosa.

l’unica alternativa è il radicale isolamento sociale, impossibile come comportamento di massa e frustrante ed autodistruttivo come comportamento individuale.

non rimane che subire questa violenza inaudita e restare parte della società o rifiutare la vita sociale stessa.

ma allora annullarsi in una solitudine disumana, in una specie di nirvana buddista, che è semplicemente la fuga dal mondo inaccettabile.

4 commenti

    • per quel che capisco della mentalità cinese in politica estera, i cinesi non hanno nessunissima voglia di comandare da noi: chi glielo fa fare?

      a loro basta che noi commerciamo con loro e gli facciamo fare dei buoni affari; tutto il resto non li riguarda.

      questo ha a che fare con due aspetti della mentalità cinese:
      1. loro sono già l’impero centro del mondo, che cosa dovrebbero volere di più?
      2. la religione buddista pone il benessere come scopo della vita e segno della benevolenza del divino, mentre la morale confuciana si fonda sull’obbedienza all’autorità; quindi i governanti devono mirare a questo e i sudditi cooperare obbedendo; le guerre esterne per il potere sono contrarie a questi valori.
      la guerra per i cinesi è moralmente lecita solo per difendersi.
      se guardi la storia cinese, vedrai che è fatta principalmente di guerre difensive; peraltro nella difesa di quello che considerano il loro impero nei suoi confini sono fermissimi.
      di qui la mina vagante di Taiwan, che è parte della Cina, mentre gli USA ora affermano di no.

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  1. secondo me stavolta hanno pestato una merda*: da adesso non possono più fare gli indiani davanti alle diffamazioni spicciole e quant’altro.

    * o forse no: sono semplicemente coscienti di essere diventati abbastanza grossi da non poter più essere sanzionati seriamente dai “custodi”.

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    • credo che il caso Trump agisca soltanto come specchietto per le allodole per far credere che stanno facendo qualcosa (qualcosa che comunque, ripeto, non spetta a loro di fare): per il resto tutto continua più o meno come prima, perché questi hanno scoperto che l’odio, il razzismo, il fascismo rendono bene e figurati se sono decisi a mollarli davvero.

      piccolo corollario: Trump da ultimo farneticava di una legge che rendesse i TAGAF responsabili di quello che pubblicano, cioè che li trasformasse in editori: l’ha pagata cara…

      d’altro lato Trump è stato anche il loro guardiano più feroce contro la strampalata (!) idea europea che questi dovessero pagare qualche tassa da noi per i guadagni che realizzano qui.

      e anche un controllo vero e capillare dei contenuti implicherebbe per loro spese supplementari e riduzione dei profitti.

      i TAGAF sono oramai il vero potere politico ed anche economico del mondo occidentale e non so se neppure una realtà come l’Unione Europea sia in grado di fargli fronte: la legislazione a riguardo languisce da tempo anche qui.

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