un covid tutto politico – 48

ho provato a smettere di pensare al covid e ai vaccini per un paio di giorni e, complici forse le giornate che si allungano e qualche surplus di cacao amaro, ho cominciato a sentirmi molto meglio.

forse anche perché oramai sono convinto che questa sia la nuova normalità; smetto di pensare di essere un prigioniero del virus o di chissà chi e mi adeguo all’idea rassicurante che finirò i miei giorni in una condizione simile, rarefatta e silenziosa; e chi l’ha detto che debba dispiacermi?

mi sono anche scocciato di alcune polemiche da blog con qualche pasdaran vaccinista; e mi sono detto: perché sprechi fiato a rispondere? lascia che risponda il tempo…

e infatti…

per la verità mi dispiace che risponda lui, il tempo, perché è molto più sbrigativo e meno dialogante di me, e non tiene affatto conto del fatto che il vaccinismo isterico è soltanto una triste espressione della paura, e come tale andrebbe trattato: come un sintomo e non come un argomento.

comunque chi mi ha accusato a vario titolo di spargere pessimismo infondato, si accomodi…

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dicevo che ci si può fidare poco di aziende dal passato semi-banditesco che si sono lanciate sulla pandemia come lo speculatore del mercato nero durante una guerra?

e certo, venivo accusato per questo di essere portatore di uno spirito anti-scientifico, e mi si rispondeva che non importa affatto chi e come vende il vaccino, l’importante è che funzioni.

strana riedizione del detto cinese: non importa di che colore è il gatto, basta che uccida i topi.

quanto e come uccidano il virus i vari vaccini in circolazione non lo sappiamo ancora, ma in compenso anche i ciechi ora vedono bene che il chi vende che cosa? è una domanda sola.

e che dire della segretezza imposta ai contratti fra gli stati e queste aziende (che poi neppure li rispettano) e alla scoperta postuma della clausola che in caso di reazioni avverse alla somministrazione, la Pfizer non è automaticamente responsabile per richieste di risarcimenti e indennizzi? e a pagare è lo Stato italiano…

“Nei contratti stipulati dalle Regioni per i normali vaccini antinfluenzali, o per quelli presenti sul mercato da anni, clausole del genere di solito non ci sono”, mentre la legge 210 del 1992 obbliga lo Stato a indennizzare chi “subisce danni irreversibili da trasfusioni, somministrazioni di emoderivati e vaccinazioni” soltanto nel caso che la vaccinazione sia stata resa obbligatoria.

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è un’illusione pensare che pandemia, virus e vaccini siano soltanto problemi tecnici, facilmente risolvibili aderendo alla “scienza”, e non invece problemi anche politici tremendamente complicati.

questo virus è così spaventosamente politico che bisognerà pure chiedersi come mai: forse perché sta mettendo in discussione radicale i nostri modi sociali di vivere?

faccio un esempio solo, a partire dalla Germania, ora colpita pesantemente in questa seconda ondata, ma in maniera fortemente differenziata al suo interno (come l’Italia, del resto).

e quali sono le regioni più colpite? quelle del Nord-Est, anche lì! ma in una situazione apparentemente opposta alla nostra, perché si tratta della zona dell’ex Germania Orientale, la parte meno ricca del paese.

ma è anche quella dove domina l’AfD, diventata rapidamente il punto di riferimento della destra sovranista tedesca e anche di quella neo-nazista.

se si verificano le maggiori percentuali elettorali di questa destra nel territorio e i punti di più alta diffusione del virus, c’è una sovrapposizione quasi perfetta.

peccato che non abbiamo cartine simili giornaliere in Italia, ma sarebbe anche facile rendersi conto di una correlazione molto stretta fra percentuali di voti di destra e in particolare leghisti e distribuzione del virus.

non che questo sia darwiniano, ma una selezione dei meno adatti sembra disposto a farla, anche dei meno adatti politicamente, se mi si passa questa che è soltanto una battuta un po’ macabra.

ai commentatori eventuali cimentarsi a rispondere come mai.

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intanto mia figlia ad Abu Dhabi si è vaccinata per obbligo di legge: col Sinovac cinese, un vaccino tradizionale a virus inattivato, per fortuna, che tuttavia pure si deve fare in due tappe, e che pare dia protezione all’80%, ma anche contro le varianti.

alla prima iniezione è seguito un fortissimo malditesta; per fortuna stava in telelavoro, quindi ha semplicemente staccato ed è andata a dormire tre o quattro ore e le è passato; vedremo che cosa succederà alla seconda dose.

lì intanto comunque tutti i vaccinati che lavorano a contatto col pubblico devono continuare a fare il tampone obbligatorio ogni 15 giorni e intanto si sta discutendo un nuovo lockdown, perché a Dubai – che ha riaperto al turismo a Natale e traboccava di italiani – si è verificato UN CASO.

avete letto bene, e stanno pensando ad un lockdown di tre giorni in tutti i sette Emirati della federazione; ma loro, che sono arabi e sotto una specie di monarchia assoluta o quasi, il lockdown lo fanno PRIMA e non dopo, quando non serve a niente; e il lockdown verrà impiegato a fare i tracciamenti della possibile diffusione del virus; è in questo modo che su 10 milioni di abitanti hanno avuto ad oggi poco più di 200 morti…

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sul blog dell’amico gaberricci leggo queste parole di verità e saggezza di ammennicolidipensiero, un suo collega medico:

Non solo, con il CoV, non abbiamo imparato dagli errori, ma temo abbiamo anche disimparato quello che sapevamo. Penso al vaccino: come possiamo pensare che questo virus a RNA si comporti in maniera diversa da qualunque altro virus a RNA, ovvero che mutando continui a restare ugualmente sensibile agli anticorpi sviluppati su una logica prevalentemente monoclonale? Ancora peggio: perché vedo dei colleghi medici che si vaccinano nonostante abbiano contratto l’infezione e abbiano un titolo anticorpale rilevante? (e, cosa curiosa ma forse non del tutto illogica, sono anche quelli che sviluppano maggiori effetti collaterali in sede linfonodale?) È come se avessimo annichilito decenni di conoscenze immunologiche. Vorrei capire cosa ci sia di sbagliato nel mio pensiero, perché finora anche la letteratura sembra darmi ragione…

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intanto un altro studio rileva che il coronavirus circolava già a gennaio del 2020: è una curiosa indagine condotta su Twitter: post e segnali di preoccupazione per casi di polmonite anomala erano in aumento sul social molto prima dell’allarme ufficiale, e su Twitter già a gennaio del 2020.

potrebbe non essere strano, però, dato che della Cina si era già cominciato a parlare.

il mio primo post sul coronavirus fu del 26 gennaio dell’anno scorso:

https://corpus15.wordpress.com/2020/01/26/coronavirus-e-sars-di-laboratorio-wuhan-una-chernobyl-biologica-29/

però ci sarebbe voluto più di un mese prima che da noi si prendesse atto dell’infezione in corso.

ma è interessante l’idea che “le piattaforme come Twitter o Facebook possono aiutare a intercettare i primi segni di una nuova malattia e anche contribuire a tracciarne la diffusione”.

e soprattutto l’ipotesi successiva: “Questo potrebbe anche aprire la strada a un sistema di sorveglianza epidemiologica integrato gestito a livello globale da organizzazioni sanitarie internazionali”.

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qualcuno dubita ancora che il covid-19 sia un virus tutto politico?

26 commenti

  1. “esercizio inverso: esiste una correlazione inversa tra diffusione della pandemia e del voto verde? – in Italia rappresentato in qualche modo dai 5Stelle.
    in Italia si può stabilire una correlazione tra il voto per i 5Stelle e un certo grado di protezione dal virus?
    in linea generale parrebbe di sì: le regioni più colpite sono quelle dove i 5Stelle sono votati pochissimo!”

    In Italia non esistono regioni a 5 stelle, e le regioni con una maggior proporzione di consiglieri 5stelle sono Molise, Sicilia, Lazio e Basilicata…regioni che per motivi geografico-climatici e di sottosviluppo industriale soffrono meno l’inquinamento da polveri sottili rispetto alla pianura padana, ma non brillano certo per sensibilità ambientalista!

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    • giusta osservazione, ma la sensibilità ambientalista esplicita minore potrebbe dipendere dal fatto che ce n’è meno bisogno.

      comunque non so se la correlazione esce confermata; da noi mancano dati consultabili facilmente sul numero di positivi per abitanti e quelli che trovi sono comunque poco attendibili.

      in ogni caso, una vaga correlazione a me sembra che ci sia: chiarendo bene che stabilire una correlazione non significa affatto volere stabilire un rapporto di causa o effetto; la correlazione può anche essere collegata ad una causa seconda o più.

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  2. L’incipit sulle aziende farmaceutiche come “speculatori da mercato nero” mi ha fatto venire in mente una cosa che dico da tempo: e cioè, che se si vuole che le persone smettano di essere antivacciniste bisognerebbe limitare i casi in cui le loro teorie complottiste sembrano quasi avere ragione. E invece…

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    • a proposito di anti-vax, credo che tu sappia già bene come la penso in generale sul complottismo balordo: sono voci assurde, ma poi non completamente, anzi pericolosamente vicine alla verità, che vengono scientificamente diffuse come parte della strategia dello sviamento. per impedire che si possa arrivare alla verità.

      per questo devono avere alcuni elementi di partenza abbastanza plausibili, ma poi deviarli nella direzione dell’assurdo. così il rifiuto del complottismo vaneggiante impedisce la scoperta dei complotti veri.

      cito sempre come esempio l’11 settembre organizzato, come oramai è chiaro, dai servizi segreti dell’Arabia Saudita per spingere gli USA alla guerra contro l’Iraq; che cosa poteva nasconderlo meglio che la teoria bislacca del minamento delle torri organizzato dalla CIA?

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  3. “ma sarebbe anche facile rendersi conto di una correlazione molto stretta fra percentuali di voti di destra e in particolare leghisti e distribuzione del virus.”

    La provincia di Bolzano è governata dalla Lega?

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    • certo, dal 2019 governano la Provincia Autonoma con la SVP.
      del resto, che cos’ altro è la Suedtirolervolkspartei (Partito popolare dei sud-tirolesi) se non una piccola Lega locale di lingua tedesca? ma – meglio – di dialetto sud-tirolese…

      e comunque gestiscono poi l’epidemia con una efficienza inimmaginabile in Italia… (giusto per essere obiettivi), anche se i risultati non si vedono poi molto, perché i comportamenti della gente sono il fattore davvero determinante.

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      • Non sapevo se SVP fosse di destra o di sinistra.
        Comunque la tua teoria non mi convince, innanzi tutto perché non è vero che le zone più colpite dal covid19 sono tutte amministrate dalla destra.
        La Liguria se la passa meno peggio di tante regioni del centro-sud, nonostante Toti, Roma Capitale e Napoli sono le province più colpite dopo Milano, nonostante non siano governate dalla destra né a livello locale né a livello regionale…e potrei andare avanti.
        Anche guardando all’estero, ad esempio in Germania, la Renania Settentrionale-Vestfalia e la Baviera sono i Lander più colpiti, l’uno governato dal centro-sinistra, l’altro dal centro-destra. Di destra populista non c’è traccia!

        E l’Austria, che pare se la sia passando leggermente meno peggio rispetto alla media europea? non mi pare che sia governata dalla sinistra!

        L’unica caratteristica che davvero accomuna tutte le zone più colpite in Europa, è la densità di popolazione unita alla vivacità economica. Per questo il sud è stato relativamente poco colpito(a parte Napoli e poche altre eccezioni locali), a prescindere dai colori dei governi regionali.

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        • la SVP in effetti non è di destra né di sinistra, è l’erede sopravvissuta localmente della DC – che del resto sopravvive nel mondo tedesco. come la casa madre (sia tedesca sia italiana) è di destra o di sinistra a seconda delle circostanze: sul piano nazionale, ad esempio, si colloca nell’area di centro-sinistra, in nome della vocazione chiaramente europeista, però sul piano locale si è alleata, a sorpresa, con la Lega; chiaramente non potrà mai allearsi con chi si richiama al fascismo.
          antropologicamente però i suoi elettori sono molto conservatori e nazionalisti (della nazione loro, ovviamente, che è il Tirol), quindi li considero di destra.

          quanto alla pandemia, la mia osservazione non può certamente diventare una teoria, non ne ha la dignità, ma neppure lontanamente la pretesa.
          quando dici L’unica caratteristica che davvero accomuna tutte le zone più colpite in Europa, è la densità di popolazione unita alla vivacità economica, io mi trovo istintivamente d’accordo, direi che in astratto è più che ragionevole; però poi l’osservazione della realtà tedesca lo smentisce: lì sono le zone più depresse economicamente le più colpite. se guardi la cartina nel post vedrai che Berlino, indubbiamente centro economico dinamico, e meno colpita delle zone circostanti, meno attive economicamente. (quello che dici sulla situazione tedesca è sbagliato, ricontrolla la cartina).

          nella diffusione di una pandemia giocano molti fattori, alcuni probabilmente non li immaginiamo neanche, e credo che pure il caso, sotto forma di variante probabilistica, abbia un ruolo importante.
          comunque ultimamente mi sono convinto che il fattore veramente decisivo sono i comportamenti sociali, e questi possono essere variamente influenzati.

          1) l’addensamento della popolazione favorisce certamente l’epidemia perché moltiplica i contatti
          2) per lo stesso motivo la agevola anche una intensa attività economica, e in particolare se si svolge prevalentemente in luoghi chiusi
          3) l’attività economica peggiora ulteriormente le condizioni generali se si associa ad una mentalità che antepone il guadagno alla difesa della salute, e questo mi pare un tratto tipico dell’uomo di destra
          4) l’inquinamento collegato, e in particolare quello delle polveri sottili, aggrava certamente la diffusione, non solo perché probabilmente il virus si fa trasportare dalle medesime, ma per le generali condizioni precarie dei polmoni nella popolazione, che meno sono in grado di difendersi dalla malattia
          5) l’individualismo, l’egoismo e la scarsa coesione sociale favoriscono certamente il virus, perché inducono a comportamenti poco rispettosi degli altri.
          questi comportamenti sono più diffusi fra i tipi umani che politicamente si riconoscono nel sovranismo: questo infatti, nonostante ogni apparenza, non esprime un autentico senso di appartenenza alla comunità, ma usa la rivendicazione localistica come puro schermo per un sostanziale egoismo a-sociale e per uno spirito di chiusura agli altri.
          6) lo spirito di disciplina e il rispetto delle norme diminuiscono certamente le possibilità di diffusione del virus.
          i fattori 5) e 6) sono in qualche misura antagonisti fra loro.
          7) l’insularità o comunque una capacità di chiusura del paese ai rapporti con l’esterno è un fattore importante di contrasto.
          8) un governo di destra sovranista agevola chiaramente la diffusione del virus: Trump, Bolsonaro, il primo Johnson e la Svezia (a paragone del resto della Scandinavia) non lasciano dubbi a riguardo: in questi casi al predominio delle caratteristiche antropologiche viste ai punti precedenti si aggiungono i comportamenti della parte gregaria della popolazione che si fida comunque del governo, dato che è il governo, e che non assume comportamenti adatti alla prevenzione perché il governo minimizza il virus.

          ho aggiunto queste altre osservazioni, ma lungi da me, ripeto, l’idea di costruire una vera e propria teoria epidemiologica; mi mancherebbe soltanto anche questa pretesa!

          ciao, e scusa la prolissità.

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          • “quello che dici sulla situazione tedesca è sbagliato, ricontrolla la cartina”

            Hai ragione, io mi riferivo ai numeri assoluti. Ovviamente come numero totale di contagiati e decessi, Baviera e NRW stanno in testa, semplicemente perché sono i Laender più popolosi.
            Se guardiamo ai numeri relativi, cioè al rapporto tra casi-decessi/popolazione, la situazione più grave si registra senza dubbio in Sassonia (anche la confinante Repubblica Ceca è stata colpita duramente dalla seconda ondata), ma ci sono anche altre spiegazioni oltre al fattore “destra populista”.

            Comunque potrebbe anche essere vera un’associazione statistica tra Paesi di destra sovranista, e gravità dell’incidenza di covid, ma questo non basterebbe certo a dimostrare un rapporto di causa-effetto. Per esempio la popolarità della destra sovranista in certe zone potrebbe anche essere un sintomo di altri problemi sociali, che a loro volta sono causa di vulnerabilità nei confronti del covid (ad esempio povertà ed esclusione sociale di ampie fasce della popolazione, e dunque tanti anziani poveri ammassati in case di riposo pubbliche, ecc…)

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            • intanto fammi sottolineare una cosa che mi pare importante sulla qualità dell’informazione: come avrai visto, ogni giorno tutti i quotidiani tedeschi online pubblicano la cartina con i valori misurati IN PERCENTUALE sulla diffusione del virus distretto per distretto, con una accuratezza di percezione del problema che a noi sembrerebbe marziana, se non fosse tedesca. noi invece abbiamo bisogno dei Servizi Segreti (!!!) per sapere che i nostri dati sono sottostimati del 50%, e allora te la raccomando la nostra posizione di leader mondiale della pandemia dove finisce.

              del resto se la correlazione quasi scherzosa tra pensiero di destra e diffusione della pandemia funziona, questo conferma che l’Italia è in questo momento il paese più fascistoide del mondo, no? 😦

              semi-battute a parte, le tue considerazioni sono giuste, ed è abbastanza evidente che non può esserci una correlazione DIRETTA tra opinioni politiche e diffusione del virus, se non vogliamo finire nella fantascienza di serie B (tra parentesi anche la Repubblica Ceca, vicina alle zone della Germania più colpite dalla pandemia, è governata dalla destra…!).; ci sono certamente fattori intermedi più convincenti.

              uno che non ho considerato nel commento precedente potrebbe essere anche l’età media della popolazione, se ammettiamo che vi possa essere una correlazione diretta fra conservatorismo politico ed età elevata; ma non ne sono troppo convinto.

              tu dici: la popolarità della destra sovranista in certe zone potrebbe anche essere un sintomo di altri problemi sociali, che a loro volta sono causa di vulnerabilità nei confronti del covid; rimango poco persuaso proprio perché i due casi tedesco e italiano sono opposti.

              metto in rilievo piuttosto un fattore già accennato, ma che va probabilmente sottolineato, e potrebbe essere l’inquinamento, che accomuna Val Padana ed ex-Germania Orientale, dato il criminale disinteresse per il problema della DDR, e le conseguenze non credo siano ancora finite…

              poi l’inquinamento rimanda di nuovo ad una scarsa sensibilità ecologica della popolazione locale.

              esercizio inverso: esiste una correlazione inversa tra diffusione della pandemia e del voto verde? – in Italia rappresentato in qualche modo dai 5Stelle.
              in Italia si può stabilire una correlazione tra il voto per i 5Stelle e un certo grado di protezione dal virus?
              in linea generale parrebbe di sì: le regioni più colpite sono quelle dove i 5Stelle sono votati pochissimo!

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            • hai chiamato in soccorso Il Giornale, ehhe – scusa la battuta affettuosa…

              l’articolo mi ha comunque colpito perché non sapevo che Meissen fosse una città particolarmente colpita e ce l’ho nel cuore da trent’anni, quando la visitai più o meno nei mesi della caduta del muro, e l’amai molto.

              se tu avessi voglia di vedere com’era allora, ti metto il link a 5 brevi video miei del 1990: https://www.youtube.com/user/bortocal/search?query=Meissen

              ti consiglio soprattutto questo, e in particolare la sua conclusione:

              uno degli argomenti portato nell’articolo per smentire la correlazione tra orientamento politico di destra e diffusione del virus è inconsistente: “Non ci sono prove sufficienti per affermare una cosa del genere, visto che le restrizioni in vigore in Sassonia sono comparabili a quelle degli altri Land”.
              è un modo di ragionare tedesco, ma da italiano dico che non conta se le restrizioni sono uguali, conta quanto sono rispettate.

              più valide altre considerazioni, come la vicinanza alla Repubblica Ceca (pure orientata a destra, come detto sopra); ma anche la Baviera confina, ed è colpita meno.

              un abbassamento della soglia di attenzione per via di una prima ondata che qui ha colpito in modo lieve, è considerazione pure giusta, ma riguarda l’intera Germania e non spiega le differenze interne.

              del tutto inconsistente anche l’argomento del minore numero di vaccinazioni, dato che la loro incidenza sul contagio è al momento praticamente nulla ovunque, e occorrerà attendere per vederne i risultati.

              insomma l’articolo è scritto bene, ma quasi inconsistente dal punto di vista argomentativo, a mio parere.

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  4. Più o meno va così, per chi è molto maturo.
    Dare spazio a tanti dati comunque considerabili ma contrari al training in voga, dà fastidio.
    Il bello di essere grandi sta proprio nell’andare avanti onestamente parlando di realtà diversificate e soluzioni auspicabili, almeno credibili.
    Non serve alcun accanimento, nuoce a se stessi.
    Informarsi e riferire resta atto di rispetto io la chiamo generosità visto che qualche calcio arriva.
    Commette fallo chi lo compie. Non è semplice non rispondere ma, talvolta è necessario. Mi è capitato un malinteso con te. Avevo frainteso ma il tuo dire: -Scelgo di astenermi dal commentare – mi ha fatto accendere la lampadina. Ho riletto il tuo post. Non avevo compreso. Le motivazioni personali non giustificano l’incapacità di leggere e interpretare correttamente.

    Resistiamo, è un virus anche politico. Ma parlare di politica in Italia per me è un po’come parlare degli Ufo. Ecco perché ne parlo poco. A ciò aggiungo che preferisco leggere chi vede più chiaro in mezzo ad una nebbia così fitta da poterla tagliare con un coltello.

    Peccato che un altro grande non c’è più, si chiamava Sabin.
    Ciao

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    • hai ragione di definire UFO la politica italiana; in Italia domina sui media una brutta imitazione della politica che dilaga ovunque; difficile capirci, in effetti.

      condivido il giudizio di Sabin: uomini d”altri tempi. di cui era più facile fidarsi, se ti proponevano di vaccinarti…

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  5. Che Pfizer avesse chiesto che sia lo stato a prendersi la responsabilità per gli effetti collaterali era già stato reso pubblico all’inizio. Infatti fu una delle mie prime critiche che avevo fatto qua sul tuo blog. Le altre aziende hanno chiesto poi la stessa copertura.

    Il perché gli ex positivi corrano a vaccinarsi è un’altra cosa che non ho mai capito. In teoria l’infezione ti dovrebbe dare un’immunità migliore rispetto al vaccino, invece pubblicamente viene detto il contrario su quale base non si è capito.

    Meglio non parlarne più, a meno di sviluppi importanti.

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    • certo, hai ragione: NOI di quella clausola sapevamo già (grazie a te) e l’abbiamo anche detto invano, qui; la scoperta postuma è quella dei media di massa.

      la vaccinazione senza verifica se uno ha già gli anticorpi è una delle ABERRAZIONI di questo sistema vaccinatorio messo in piedi senza capo né coda… qualcuno si è posto il problema delle possibili interferenze in un organismo degli anticorpi prodotti naturalmente e dei nuovi indotti artificialmente con tecniche di manipolazione dell’RNA? no.
      però è evidente che verificare che una parte della popolazione non ha bisogno del vaccino diminuisce i clienti! e dunque i profitti.

      la tentazione di tacere è forte anche in me, ma non le darò seguito.

      mi pare che sia sempre più chiara – almeno a me stesso – la natura speculativa e semi-criminosa dell’operato di queste aziende che di fatto hanno posto gli stati al servizio di una immane speculazione.

      scrivere non modifica questo stato di cose; il gregge che segue belante ed accecato dalla paura non si farà certo distogliere dal panico per le prediche di qualche vecchio lunatico; però questo – che sono poi io – è contento almeno del processo di illuminazione che avviene nella sua coscienza e che esige, per maturare, di percorrere tutte le tappe pazienti di una ostinata ricerca e polemica.

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      • In verità sui media c’era già la notizia. Poi è scomparsa, magari l’entusiasmo era tanto per l’arrivo del vaccino.
        Ora che hanno ridotto le dosi promesse risalta fuori e il tempismo è parecchio dubbioso.
        Di sicuro questa pandemia ci ha fatto capire che non abbiamo più organi di informazione liberi. E non serve nemmeno eliminare il blogger ficcanaso, basta solo limitarlo sui motori di ricerca.

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        • esatto, la notizia c’era, ma senza alcun rilievo, altrimenti come si sarebbe potuto scoprirla; e adesso riappare perché i fessi che hanno dato credito ai criminali che speculano sulle paure della gente adesso si sono accorti di essersi fatti fregare.

          l’informazione E’ il potere e pensare che possa essere libera è come credere che possa esistere la democrazia.

          il sistema oramai si è bene organizzato contro il rischio di una informazione trasversale, che è come dire di un potere parallelo; hai descritto bene come.
          questo non impedirebbe la costruzione di reti alternative, ma siamo troppo dispersi e troppo eterogenei nelle idee anche solo per provarci soltanto.

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          • Ricordo che 15 anni fa si stava ancora discuttendo di costruire una rete internet decentralizzata. Proprio fisicamente, dove i computer erano connessi tra loro e non con punti di distribuzione centralizzati. Immagino che il software si sia plasmato negli stessi modi con pochi punti di raccolta, i social, i motori di ricerca, le chat. Semplicemente il secondo modo è più efficiente. Il primo sarebbe stato incontrollabile ed ha i suoi rischi, anche solo guardando alla rete Tor. Stiamo rimbalzando tra due estremi sbagliati e non riusciamo a trovare una via di mezzo. Troppa libertà o troppo controllo?

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            • mi sono perso il filo della storia a proposito della rete internet decentralizzata: ma non era stata effettivamente impostata, almeno? e che fine ha fatto? e perché non era efficiente?

              troppa libertà? ma la libertà vera non è lo scatenamento degli istinti, è la possibilità di gestirli secondo parametri propri.
              allora forse scopriremo che quella che la rete offre non è affatto libertà, è mancanza di controllo.
              e non è vero che di controllo ce n’è troppo: il controllo manca ancora del tutto, solo si piglia qualche capro espiatorio a caso, ogni tanto, per far credere che ci sia e soprattutto che ce ne sia troppo…

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              • Il tuo computer ora si collega a dei server centrali per andare su internet. L’idea dell’internet decentralizzato era che per andare su un certo sito dovevi passare attraverso una catena di PC. Un po’ come fa Tor, con la differenza che era strutturalmente una catena di PC. Penso non sia mai decollata come idea anche se ricordo che qualcuno ci provava. Il problema è che una rete così è molto lenta e incompatibile con la possibilità di trasmettere in diretta HD le cazzate che uno fa. Per fortuna sono poi nati i colossi economicamente in grado di permettersi mega computer-server seppelliti da qualche parte nelle montagne, nell’artico o sotto qualche oceano.

                Il problema è che una rete senza controllo degenera rapidamente, mentre una dove c’è troppo controllo risulta limitante. Ci vorrebbe un informatico… non è il mio campo. Sta di fatto che il punto dove siamo oggi è il risultato dell’efficienza.

                Sempre parlando di efficienza, sto ancora aspettando di vedere come va in Israele. Mi aspettavo già qualche segno ma forse sono solo impaziente. In ogni caso ho letto che Sanofi produrrà il vaccino della convorenza. Chissà se è la BioNTech da sola ad averlo deciso senza Pfizer…

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                • grazie per le spiegazioni sul primo punto. chiaro, adesso.

                  su Israele le ultime notizie che avevo trovato le ho messe qui, come sai già: https://corpus2020.wordpress.com/2021/01/21/notizie-vaccinali-buone-e-no-lo-sconcertante-caso-di-israele-34/

                  anche gli Emirati Arabi Uniti potrebbero essere interessanti, visto che sono il secondo paese del modo per vaccinati – e però stanno discutendo di un lockdown di tre giorni: qui potrò avere notizie di prima mano presto.

                  tra parentesi noto che sono diffusi dati assolutamente contradittorii: da noi si dice che la prima dose garantirebbe la produzione di anticorpi nel 99% dei casi (probabilmente tacendo che non sono comunque in numero tale da impedire l’eventuale contagio); in Israele risulta il contrario.

                  difficile davvero capire… – io mi accontento di dare voce a qualche infornazione contraria a quelle obbligatoriamente ottimiste diffuse da noi.

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                  • Visto, anche commentato. In realtà ultimamente dedico meno tempo all’argomento, devo dribblere i colleghi potenziali clienti del virus. Anche se qualche volta trovo il tempo per leggere quello che scrivi ed anche rompere le scatole come al solito.

                    Per gli anticorpi come facciamo a contraddirli? Può anche essere un ottimo modo per falsare i sierologici. Da quando poi ho scoperto che non è che portano la spike vera e propria ma porzioni o imitazioni ho qualche sospetto in più, per cui voglio vedere la dimostrazione. Quella del 95% è una bufala, saranno sul 50-70% che è l’equivalente dell’influenzale. Solo molto più difficili da somministrare.

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  6. Mauro credo che la cioccolata nera il semi nirvana buddhista e il buon senso, insieme alla conoscenza siamo un ottimo miscuglio!
    Riguardo ai confronti non sempre distesi mi permetto di ripetere che è giusto e saggio non seguire mai l’onda del personale. Esse non possono fare parte, né fanno parte di ben più importanti situazioni complesse mondiali.
    La storia è annosa. Non mi piace. Mano a mano si comprende di più.
    Per me non si è fatto giorno!

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    • ma come va con i terremoti dalle tue parti?

      è proprio vero che si comprende di più a mano a mano che la vita passa; e poi, quando abbiamo capito ben bene, la vita ci mette alla porta con un calcio, perché la comprensione è dannosa all’esistenza.

      fa parte del processo della comprensione, probabilmente, che le polemiche mi tocchino sempre di meno.

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