la brexit ed Hong Kong – 57

qualcuno disse che con la brexit il disegno di Johnson era quello di fare dell’Inghilterra una specie di nuova Hong Kong al contrario, una specie di terminal aperto alla Cina per la penetrazione in Europa.

ma nessuno poteva pensare che lui stesso prendesse la missione così alla lettera: Johnson, più che fare di Londra una specie di colonia cinese almeno economica, vuole proprio trasferire fisicamente Hong Kong a Londra, o almeno molti dei suoi abitanti.

leggete, se non avete già letto, e restate stupefatti come me.

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Hong Kong è stata una colonia inglese fino al 1 luglio 1997 e, al momento della consegna della città alla Cina, qualcuno pensava che la Gran Bretagna avrebbe garantito il diritto alla cittadinanza inglese, ai suoi abitanti, come ex sudditi, se avessero voluto.

invece Tony Blair, primo ministro dal maggio di quell’anno, si limitò a concedere uno speciale passaporto BN (O) che consentiva di visitare la Gran Bretagna per un massimo di sei mesi, senza potervici però stabilire o lavorare.

ora Johnson, più di vent’anni dopo, cambia completamente prospettiva, in nome di una stupefacente concezione del sovranismo, ed assicura un visto con la qualifica di LOTR – Leave Outside the Rules (lascia fuori le regole), uno status equivalente a quello di rifugiati politici – a tutti i cittadini di Hong Kong, e non soltanto agli ex-cittadini britannici.

questo consentirà loro di vivere e lavorare per cinque anni in Gran Bretagna e, al sesto anno, di richiedere e ottenere la cittadinanza britannica permanente.

dalle 17 di oggi, ora di Hong Kong (cioè dalle 11 di mattina in Inghilterra), il sito del consolato britannico ha cominciato a ricevere le domande online, per tutelare la sicurezza dei richiedenti.

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e poi? il Regno Unito di Johnson, ha appena chiuso le frontiere all’immigrazione dall’Unione Europea e chiuso l’Erasmus, ed offre le spese di viaggio ed un incentivo di 2mila sterline ai cittadini europei che ritornano in patria.

un milione e 300mila lo hanno già fatto, secondo il Financial Time.

ma Londra si prepara davvero a ricevere 5 milioni e mezzo di cinesi di Hong Kong o almeno una loro quota significativa? vuole forse sostituire gli europei con i cinesi?

non sarebbe neppure una mossa sbagliata in vista del taglio dei diritti e delle retribuzioni.

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la Cina non l’ha presa bene e ha minacciato ritorsioni, cominciando col disconoscimento della validità del passaporto BN (O).

quali saranno?

la più terribile, a mia bizzarra opinione, sarebbe di lasciare effettivamente partire tutti coloro che lo vogliono, liberandosi in un colpo solo di chi vive a disagio la nuova situazione politica della città e mettendo in ginocchio il governo inglese con i suoi elettori.

un’onda di immigrati cinesi a Londra sarebbe la migliore delle vendette.

perché la mossa di Johnson è chiaramente soltanto propagandistica, e niente gli farebbe più male che trasformare la sua propaganda in realtà.

Londra, in rosa, e sovrapposta Hong Kong, in rosso

6 commenti

  1. Se garantisci lo status di rifugiato è perché Hong Kong non è sicura. Ma se Hong Kong non è sicura la Cina non rispetta i patti. Uk può intervenire a riprendersi la colonia. Inevitabilmente verranno aggrediti. Non saranno in UE ma sono nella Nato. Metti pure che gli Americani vogliono Taiwan e la situazione è già più chiara.

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    • fantapolitica, caro Afo: te la immagini la flotta inglese nel Mar Cinese Meridionale a riprendersi Hong Kong? come una nuova guerra dell’oppio quasi due secoli dopo e con la popolazione contro, del resto, se ci fosse un attacco militare…

      poi, per fortuna la NATO è un’alleanza solamente difensiva – già, vedi la Serbia, mi dirai tu…: già quello fu un intervento illegittimo da ogni punto di vista, però.

      tu dici che Johnson lavora per predisporre qualche casus belli per l’amico americano? e per riconquistarne l’appoggio?

      no, credo che al momento sia soltanto normale guerra dei nervi.

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      • Non ha senso. Spostare Hong Kong in UK? E perché mai? Si è liberato di muratori, lavapiatti del Est o qualche studente europeo per sperare di rimpiazzarli con asiatici? Non sapevo fossero ottimi lavapiatti.
        A meno che non speri di spostare così il centro finanziario di Hong Kong nel Regno forse-Unito la mossa non ha altra spiegazione se non la ricerca del confronto.

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        • spostando qualche esule in fuga dalla Cina comunista, come sessant’anni da i cubani che scappavano dal Fidel Castro, significa cercarsi grosse rogne per il futuro, e gli esuli non si porteranno certo dietro le istituzioni finanziarie dell’isola.

          sono d’accordo con te che Johnson cerca di farsi bello davanti all’amico americano fornendo qualche pretesto propagandistico anti-cinese in più; non è neppure detto che Biden apprezzi questo tipo di smargiassate che fanno più danno che altro.

          quel che volevo sottolineare è che siamo soltanto nel campo della propaganda, ma non certo delle provocazioni militari.
          aggiungo che per statuto la NATO può intervenire soltanto nell’area Nord-Atlantica, come dice il suo nome stesso.

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          • Certo bisogna ammettere che sarebbe interessante vedere la faccia degli inglesi quando sarà pieno di concittadini di origine cinese.

            Ormai le guerre si possono benissimo combattere nel mondo virtuale. Pure le guerriglie sul modello Wall Street. Vediamo chi vincerà questa settimana.

            Johnson forse spera che aprendo in questo modo magari potrà sostituirsi a Hong Kong come base finanziaria, non proprio spostare le aziende? Tanto ormai la sede è virtuale.

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            • intanto la City di Londra ha già cominciato a perdere colpi per la brexit.
              virtuale che sia la finanza oppure no.

              ho la sensazione che il fair play tra Unione Europea e UK stia per finire; se esci, è ovvio che ti collochi tra i nemici.
              e se per giunta non hai neppure troppi alleati, perché l’unico che avevi l’hai perso (Trump), la vedo dura per gli inglesi.
              tecniche di logoramento progressivo.

              sarà anche virtuale la finanza del futuro, ma fino a che esiste ancora una finanza regolata dagli stati, ognuno può usare le armi che ha.
              d’altra parte proprio l’aspetto finanziario non è stato ancora regolato dagli accordi sulla brexit: soltanto rinviato. come a dire che il vero campo di battaglia sarà questo, visto che non c’è alcun accordo sul settore.

              poi non credo che qualche centinaio di profughi cinesi in fuga da Hong Kong possano contare molto in campo finanziario: le istituzioni finanziarie non seguono gli esuli, di solito.

              e resta da vedere se la Cina li lascerà poi scappare: credo di no…, e chi si farà scoprire a tramare una fuga rischia grosso.

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