Draghi, il covid, i vaccini: mio elogio funebre della critica non dogmatica – 63

di fronte a un fatto nuovo non sopporto chi si precipita a cercare di dimostrare di averlo già capito.

si tratta di virus? e loro sanno già che è nato dal pipistrello che morso il pangolino che è stato venduto al mercato e che mia madre comprò – e se vi sembra l’eco della famosa filastrocca, non è casuale, sono beffardo.

in realtà può essere, ma è presto per dirlo: proprio ieri dalla commissione internazionale di indagine dell’Organizzazione Mondiale della Sanità han fatto sapere che stanno esaminando anche l’ipotesi che sia sfuggito dal laboratorio (ma quando scrivevo un anno fa che era un’ipotesi aperta, alzi la mano tra i miei lettori se c’è qualcuno che non mi ha dato torto o, peggio, non ha insinuato che ero filo-trumpiano).

si tratta di vaccino anti-covid? e loro sanno già che funzionerà perfettamente e ci farà uscire dalla pandemia in qualche settimana: senza danno alcuno, naturalmente, perché la scienza è potente… – e se vi sembra di sentire una rima baciata, non è casuale, sono beffardo.

poi passano neppure troppe settimane e i dubbi e le critiche dilagano anche sui media di regime: come la mettiamo, cari lettori?

si tratta di governo di Draghi? e loro sanno già che sarà una schifezza.

probabile, molto probabile.

ma c’è proprio bisogno di mostrare subito a tutti che sei il più bravo in quel bar virtuale che è il blog? un po’ più affollato in tempo di pandemia, solo perché i bar veri sono chiusi.

. . .

Draghi è venduto, non ci piove, è un banchiere! dici – ma lo sai, almeno, che cosa vuol dire banchiere?

quindi è uno schiavo del sistema o della propaganda chi dice: voglio provare il cammello prima di decidere di non comperarlo?

su Draghi raccontate pure quello che è vero, cioè quanto è organico quest’uomo al mondo che ha governato il mondo sinora e che lo governa ancora; però la vita non è un orologio, ha i suoi scarti e le sue sorprese, non ci fa il piacere di fare tictac come un meccanismo prevedibile.

ecco, cari lettori che mi state disapprovando in coro soltanto perché ho dichiarato una vaga disponibilità a considerare con attenzione quello che farà Draghi – e non quello che ha fatto – prima di esprimere un giudizio.

con questo non nego l’utilità di denunciare tutte le sue malefatte del passato, vere e/o presunte, perché alcune nascono soltanto dal fatto che molti di voi negano il principio di realtà – e non è bello, può essere un segno di immaturità psicologica il non sapersi adattare alle cose quando ci fanno male: posso chiamarlo un bias volitivo? ahah.

io vi ringrazio se usate i commenti per elencarle, potrei mettermi a farlo anche io, ma evidentemente sono un bastian contrario ad ogni forma di conformismo, e qui ce ne sono due: quello di chi lo esalta in maniera acritica, ma anche quello di chi lo critica in maniera non dirò acritica, ma meccanica.

. . .

la vita, anche quella politica, è una miniera inesauribile di sorprese.

ve ne racconto una, del secolo scorso, avvenuta in Francia nel 1958; avevo dieci anni, ma ero un bambino curioso, già appassionato di politica, e quindi me la ricordo.

la Francia aveva concluso con una disfatta nel 1954 la guerra d’Indocina contro la sua indipendenza, persa dopo otto anni, ed era nel pieno della guerra d’Algeria, per impedire l’indipendenza anche di quel paese, che era complicata dal fatto che vi vivevano per giunta un milione di coloni francesi; e con i massacri dei civili e le torture dei combattenti patrioti algerini stava ponendo le premesse – senza saperlo – dell’odio inestinguibile che avrebbe avvelenato le banlieu della sua futura immigrazione islamica; nel 1956 aveva occupato, assieme all’Inghilterra e ad Israele, il canale di Suez in Egitto, che era stato fino ad allora proprietà di una società privata con larga prevalenza di capitale anglo-francese, ma, dopo una facile vittoria militare con l’occupazione perfino di Alessandria, gli occupanti furono costretti a ritirarsi, assieme agli inglesi, dopo l’esuberante minaccia del primo ministro russo di allora, Kruscev, che avrebbe lanciato le atomiche su Londra e Parigi, se non lo avessero fatto subito, e anche gli Stati Uniti, udite udite, intimarono a Francia e Inghilterra di ritirarsi!

insomma, il sistema politico francese era completamente disfatto, le forze politiche non riuscivano ad esprimere governi stabili e a questo punto l’esercito fece un colpo di stato.

un colpo di stato in Europa? si usavano allora, e non solo in Francia e non fu neppure l’ultimo nell’Europa di quegli anni: sette anni dopo ci sarebbe stato quello dei colonnelli in Grecia.

capisco che siamo in tempo di smemoranda della storia, ma fino ameno di quarant’anni fa l’Europa non era poi tanto politically correct, e c’erano diverse dittature, sapete? e in Italia stessa i tentativi di colpi di stato abortiti non mancarono certo fra 1964 e 1975; non si capisce come si riuscisse a parlare di lotta tra libertà e comunismo, quando dalla parte della libertà c’era la garrota di Franco contro gli oppositori politici: a me pare che la perdita di memoria storica impedisca di capire il presente.

nel 1958 i militari portarono al potere un generale, De Gaulle, che era stato peraltro il capo della resistenza anti-nazista.

bene: scenario classico, no? direte voi: che cos’altro avrebbe fatto un generale messo al potere dai militari se non instaurare una feroce dittatura come quella di Franco nella vicina Spagna o di Salazar nel Portogallo?

invece De Gaulle, ennesimo colpo di stato in una storia francese che ne è piuttosto ricca tra il primo e il terzo Napoleone, sorprese tutti, perché fece in fretta una nuova costituzione presidenzialista, quella che guida la Francia tuttora, e la sottopose ad un libero referendum popolare, che la approvò, e in tempi ragionevolmente brevi pose fine alla guerra d’Algeria, concedendole l’indipendenza.

quindi deluse talmente coloro che lo avevano portato al potere che, dopo la pace d’Algeria del 1962, vi fu un nuovo tentativo di colpo di stato nel 1963 da parte dell’estrema destra, ma contro di lui!

. . .

ecco, io penso che la crisi politica italiana non sia oggi molto diversa da quella della fine della Francia colonialista tra il 1954 e il 1958; ma certamente in Italia non abbiamo nessun De Gaulle in vista, e non sarà Draghi a creare una nuova repubblica, anche se secondo me ce ne sarebbe urgentissimo bisogno.

e adesso dite pure, per semplificare la vita a voi e a me stesso, che avete scoperto che bortocal è un gollista, accomodatevi pure.

potrebbero fare la parte di De Gaulle in Italia, lui e Mattarella assieme, ma non hanno il fisico adatto; e, se è vero che Draghi pensa ad un governo misto fra tecnici e politici e questa non è soltanto una invenzione della stampa dei poteri forti per spingere a farlo, si mette da solo in bocca al lupo, che se lo mangia…

però stiamo a vedere, dico io: critici sempre, ma non apodittici; sospettosi, ma anche dei propri sospetti.

in ogni caso, appoggiare Draghi è un modo per condizionare le sue scelte, no? questo lo capisce anche un bambino, ma non ceti bambinoni a 5Stelle.

se lasci appoggiare Draghi da Renzi (che se ne appropria a vanvera, dopo avere giocato un’altra partita) e da Salvini, lo spingi a destra nelle cose che farà, no?

semplice, troppo semplice, troppo vero per essere vero.

. . .

però con questo post, cari lettori, penso di salutarvi almeno per un po’.

mi piacerebbe dirvi, dopo avervelo esposto, che il mio metodo di affrontare i problemi è perfetto, che io ci credo pienamente e che sono disposto a battermi contro tutte le critiche per portarlo avanti, anche se non mi capite.

e invece l’esperienza mi convince che questo metodo, astrattamente giusto, è concretamente sbagliato, perché non è gestibile, e io per primo ne sono la prova.

l’essere umano non sopravvive ai dubbi, ma ha un bisogno vitale di certezze; non puoi passare la vita o anche soltanto il blog a scavare la terra sotto i piedi alla gente che ci cammina sopra.

il dubbio globale non regge, psicologicamente è troppo pesante e ti costringe a battagliare contro tutti.

forse allora aveva ragione l’ateo Croce? quando machiavellicamente scrisse un saggio per dire Perché non possiamo non dirci cristiani.

era il nuovo Guicciardini della maledetta storia d’Italia, un nuovo maestro di doppiezze, lui che era stato antifascista e filofascista assieme, e che divenne anche – vedi sorpresa! – il punto di riferimento ideale perfino del marxismo italiano degli anni Cinquanta.

ma aveva ragione solo nella piccolissima parte nella quale non aveva il torto globale dell’opportunismo, che adesso gli faceva recitare la parte del laico filo-cattolico nella nuova Italia democristiana.

. . .

in ogni caso, non voglio fare la stessa sua fine né rischiare di finire classificato come un filo-draghiano per opportunismo.

e siccome l’anti-opportunismo che ho praticato per una vita quasi interamente trascorsa è così pesante, io credo di avere già dato, senza troppo costrutto e solo conquistando la pace della coscienza.

quindi tiro i remi del blog in barca, non so se per un po’ o per sempre, a questo risponderà il futuro assieme alla biologia.

avevo intitolato questo post lodi della critica non dogmatica, ma il titolo è sbagliato: questo è un elogio funebre, piuttosto.

6 commenti

    • no, parlavo sul serio. ma siccome non so se reggerei, ho maturato un compromesso che spero di riuscire a gestire: tempo dedicato al blog: fino alle otto di mattina, e dalle otto si sera in poi. precedenza ai commenti, che sono in assoluto la cosa più importante, poi alle rubriche fisse e meno impegnate (foto e filmati) e poi si vede se resta tempo per altro. ma dalle otto alle otto, come si diceva anni fa alla TV delle ragazze, lo sportello stavolta è chiuso!

      grazie del sostegno; ma con te i dissensi sono poi piuttosto limitati…

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  1. Ah, ah, voglio proprio vedere quanto resisterai!
    Il fatto è che tu dici di non coltivare il dubbio ma mostri di non averne, forse c’è un difetto di comunicazione.
    Ovviamente questo dipende anche dalla preparazione degli interlocutori e dalla predisposizione allo scambio-scontro di opinioni. Io ad esempio al secondo passaggio mi rompo e taglio, l’approfondimento è faticoso e comunque approfondire adesso è molto difficile.
    Prendiamo i vaccini, nemmeno gli scienziati hanno le idee chiare, figuriamoci chi frequenta un blog.
    Alla fine invece che confronti su fatti sembrano confronti su opinioni, e a quel punto una vale l’altra.
    Sulla politica poi peggio che andar di notte, una cosa che ho imparato in questi anni è che non c’è modo migliore per litigare che parlare di politica con chi non la pensa assolutamente allo stesso modo. Però c’è chi nella lotta si esalta (nel senso che dà il meglio di sé), e chi invece dice ma chi me lo fa fare? Ti servono lottatori…
    Comunque ti aspettiamo come controllore di Draghi, almeno quanto lo sei stato di Conte.

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    • sul primo punto, per non fare brutta figura come altre volta, mi sono imposto un timing, che credo riuscirò a rispettare; copio e incollo dalla risposta a gaber: tempo dedicato al blog: fino alle otto di mattina, e dalle otto si sera in poi. precedenza ai commenti, che sono in assoluto la cosa più importante, poi alle rubriche fisse e meno impegnate (foto e filmati) e poi si vede se resta tempo per altro. ma dalle otto alle otto, come si diceva anni fa alla TV delle ragazze, lo sportello stavolta è chiuso!
      sì, dovrei farcela.

      sul secondo punto, metti il dito su una piaga vera; però credo che ci siano fatti, dei quali non si discute – la Terra non è piatta! il governo Monti ha fatto l’unica legge contro la corruzione da anni, la Severino – e il bello è che l’ha fatta approvare da Berlusconi, che poi ne è rimasto vittima! -; lo spread quando si è formato il governo Monti stava facendo saltare il bilancio dello Stato; 2 + 2 non fa 5 -; e opinioni opinabili: il governo Monti era di destra (opinione opinabile che condivido anche io, fra l’altro), Conte è un democristiano rinato, ecc. ecc.
      probabilmente i limiti dell’insieme che contiene i fatti non è lo stesso per te e per me.

      poi, quasi sullo stesso piano dei fatti, ci sono dei valori assoluti, umani, indiscutibili: nel senso che non discuto con chi non li condivide. se uno è un razzista, per fare un esempio ce non ti riguarda, certamente non ho nulla da discutere con lui sui valori; alcuni di questi valori non li metto in discussione.
      su questo, però, a quanto ho capito, non abbiamo divergenze sostanziali.

      sul terzo punto, confrontarsi su opinioni non sarebbe male, ma se si parte dal presupposto assurdo che una opinione vale l’altra, allora non si può dire che c’è un confronto di opinioni; c’è soltanto un modo di perdere il tempo e non mi interessa.
      lo scambio di opinioni lo trovo utilissimo e mi ha fatto cambiare opinione abbastanza spesso, ma per raggiungere questo risultato deve essere impegnato, altrimenti è cicaleccio, e non ho tempo.

      quarto punto: su Conte mi sono sentito straordinariamente indulgente, a volte forse anche un po’ troppo.
      il giudizio finale è che è un democristiano e non è più tempo di democristiani, nel bene e nel male: ha fatto molto di bene, ci ha liberato di Salvini – più Renzi che lui, in realtà. in questa crisi ha fatto un errore sostanziale, che nasce proprio dalla sua natura democristiana: persona per bene, ma alla fine inadatto.

      su Draghi: sta iniziando con un errore, almeno in apparenza – mi pare: un governo politico anche solo per metà? follia. si tira dentro i renziani di nuovo? madonna bona…
      credo che gliel’ha abbia chiesto Mattarella: un altro democristiano, molto per bene, senza ironia.
      ma avremmo bisogno di strateghi con un disegno politico preciso, non di mediatori fino alla consunzione.
      comunque vedremo: ho sempre detto che capisco molto poco di politica e ci credo davvero. forse quella di Draghi è una tattica sopraffina; aspetto senza certezze ancora.
      poi lo so bene anche io che Draghi è stato la speranza neppure troppo segreta di tutti i nostri padroni dell’informazione; però lui non mi pare un Renzi pistola che si possa comandare a bacchetta pagandogli le conferenze…

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