lettera aperta sui lockdown a chi non la leggerà – 79

non ne puoi più? non ne possiamo più? stai sbarellando e c’è perfino il rischio che ammazzi qualcuno in preda a raptus… oppure, più semplice, ti sbronzi e vai in giro a far cagnara senza mascherina.

è molto strano e non è per niente strano, ma tu non sai la storia: ti hanno convinto, senza far fatica, che l’eterno presente in cui vivi è esistito da sempre e dunque ti appare insopportabile quel che l’epidemia sta facendo succedere attorno a te, e ti viene così bene dare la colpa dell’inevitabile a qualcuno: il governo, gli scienziati pazzi, gli amanti del lockdown.

il passato insegna, invece, a chi vuole imparare: questa non è la prima epidemia nella storia dell’uomo e neppure affatto la peggiore, anzi per ora è una delle più blande che si siano mai viste.

così blanda, per ora, che tu ci ridi su e fai di tutto per farla continuare in modo che diventi cattiva.

. . .

ma che te lo dico a fare, hai le orecchie chiuse, non sai neppure come si fa a difendersi, straparli a vanvera, tanto troverai sempre qualcuno che ti darà ragione per sfruttare la tua voglia di non accettare l’evidenza.

in una cosa soltanto questa epidemia è la prima nella storia: mai si era cercato di combatterne una con i vaccini.

ti sembrerà strano, tu che ti sei consegnato ad occhi chiusi a chi si definisce uno scienziato, ma non abbiamo nessun precedente di questo genere, e quindi non sappiamo come potrà andare davvero.

è tutto molto incerto e sicuramente non ti piace sentirtelo dire, è molto più bello sperare ciecamente:

non sappiamo se il vaccino ti impedisce soltanto di morire se ti ammali, e non è detto che lo faccia proprio sempre,

ma non sappiamo neppure se ti impedisce di infettarti e soprattutto di ammalarti di nuovo;

non sappiamo se intanto il virus non si trasforma e dunque il vaccino che hai fatto non serve a niente.

non sappiamo se certi tipi di vaccini non possano dare dei brutti effetti tra diverso tempo: sì, se siamo onesti, dobbiamo dire che non sappiamo neppure questo.

siamo nel regno del probabile, del possibile, dell’apparente.

l’unica cosa certa è che industrie di affaristi che hanno forse all’interno anche ricercatori in buona fede e perfino altruisti, si sono buttati sulle tue paure e sui bisogni dei politici di non vedere inceppata la macchina che fa girare il mondo; e vendono delle fialette, poco più che elisir di lunga vita, al momento, ma di sicuro effettivamente efficaci, solo non sappiamo bene per che cosa.

. . .

la storia e perfino altre esperienze vicine a noi dimostrano che l’unico modo sicuro di contrastare una epidemia è di ridurre i contatti sociali e forse cancellarli a tempo del tutto: non ce ne sono altri.

devi smettere di viaggiare, di andare a sciare, di passare i weekend nei centri commerciali, devi sospendere la movida e lo struscio del sabato.

è così terribile? sembra di sì: ecco i destabilizzati mentali, se gli mancano i riti sociali, se devono stare nel proprio comune, se non possono consumare il divertimento di massa.

è un plebiscito corale a favore della società di massa, il grido di dolore dei dissestati psichici, l’urlo d’amore per l’universo consueto del consumismo incontrollato.

sì, lo so: non potete resistere senza la vostra droga, siete in crisi di astinenza.

ma chissà se può venirvi in mente: questa vita ritirata, modesta, limitata all’essenziale, è quella che fanno miliardi di uomini: i contadini indiani, messi oggi alla fame dal governo hinduista che si sono eletti e in sciopero per la sopravvivenza a centinaia di milioni, i contadini cinesi delle campagne operose e ordinate, gli africani ancora immersi nella vita tribale; è la vita fatta, con serena accettazione della noia, sempre meglio della sofferenza, per centinaia di migliaia di anni dai nostri antenati delle savane e delle capanne.

nessuno impazzisce adesso né impazziva allora, o lanciava grida universali di auto-commiserazione, se la vita passava tra i sessanta membri della tribù senza conoscere, del grande mondo al di fuori, altro che il cielo stellato o le acque di qualche fiume proveniente da chissà dove.

siete voi, gli urbanizzati, gli addomesticati a questo nuovo stile di vita, gli inquieti a comando del weekend lontano da casa, che non vi sapete adattare a quello che è sempre stato il mondo normale.

siete artificiali, come la realtà dentro cui vivete, e rischiate di sparire.

. . .

svegliatevi.

ma che ve lo dico a fare? se non siete capaci di adattarvi alla normalità, se non siete capaci di tutelarvi da un virus che ve la ricorda, se siete disposti a correre il rischio di infettarvi tanto la farete franca e moriranno solo i più deboli (che non siete certo voi), la storia dice anche che non c’è niente di strano in voi, tranne questo artificialismo che vi ha reso dipendenti da sé.

è sempre stato così: in ogni grande epidemia c’era chi si ribellava, chi sfidava la morte per la paura che ne aveva, chi cercava perfino di infettare gli altri davvero, per una cinica forma di ribellione.

erano i più fragili e morivano per primi.

buona sgargiante morte a voi, disadattati.

27 commenti

  1. Ciao Mauro, rispondo anche al tuo articolo “Lettera aperta su i lockdown …”
    Io esco poco, per le cose necessarie o vado nei punti verdi, o nei parchi vicini, e poi vivo da sola.
    La casa è impegnativa e c’è sempre tanto da fare e poi mi piace anche stare in casa, mi creo sempre tanti interessi, il resto in questo periodo, è anche sul web.
    Oggi però sono andata a campo de fiori per G. Bruno. Nessuna folla. Poca gente, un gruppetto, tutti in piedi e distanziati, anche in giro si incontrano poche persone…
    Alle 20.00 già coprifuoco e città semideserta … Di altre vie centrali non so che dire, non ci vado da parecchio, anche se in tv ho visto scene vergognose di calca ….
    Non sono una fanatica del w.e anche se mi piace viaggiare ma per ora non ci penso nemmeno lontanamente e questo non mi crea nessuna crisi.
    Hanno riaperto i musei e mi piacerebbe andare a visitarne qualcuno con calma, ma tutto con molta prudenza e se mi va, o se c’è il sole perché alleggerisce un po’ l’ansia che io sento comunque, come penso tutti in questo periodo.
    Ora ci sono anche le varianti … Che dire?
    Sicuramente io sono più fortunata rispetto ad altre persone che sono molto più esposte di me per tanti motivi e veramente mi si stringe il cuore a pensarci, visto anche i tanti menefreghisti che vanno in giro. Ho anche sorelle e nipoti che vanno al lavoro, in vari luoghi d’Italia. Io?…speriamo che me la cavo… come disse un collega 🙂 e spero cmq nel vaccino, e nelle sue ‘varianti’ positive, visto che è l’unica speranza che abbiamo, come racconti tu sempre in modo approfondito … Un grande saluto a te e a tutti, ciao!

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    • ciao, Rosalba – e spero di non fare gaffe… (anche tu hai il tuo problema irrisolto con wordpress, sorrido: se cerco di arrivare al sito dal quale mi commenti per verificare nel tuo nome nel profilo, mi dice che il sito non esiste, come già sappiamo).

      quindi anche tu vivi sola, il che rende l’isolamento sociale non so se più leggero o più pesante perché anche convivere forzatamente senza stacchi dev’essere un bel dramma.

      però stai relativamente isolata a Roma; la mia scelta del borghettino isolato rende la voglia di viaggiare e muoversi ovviamente più forte; vita culturale a zero, ovviamente; l’unico cinema di valle, che faceva una programmazione davvero di qualità, ha chiuso sotto i colpi dell’epidemia. hanno appena riaperto anche qui il museo della Val Sabbia, davvero notevole, ma è a mezzora di macchina. ho ricominciato da due giorni a muovermi in solitudine per camminate tra i monti scoprendo o riscoprendo paesaggi davvero notevoli; la casa non posso dire che mi impegni troppo, a parte il taglio della legna, dato che da maschio single la trascuro decisamente, ahaha: pulizia ridotta al minimo indispensabile e del resto non ricevo nessuno.

      il blog stava diventando una dipendenza e cerco di ridurne l’impegno, anche se resta notevole e va a scapito di altri impegni in parte presi (sto scrivendo un libro sulla storia del comune), in parte da prendere (i miei studi sul cristianesimo, abbandonati).

      però il corpo reclama il movimento e sento di doverlo accontentare. sai come soddisfo il mio sogno di rimettermi in viaggio? in auto, per recarmi nei punti delle diverse escursioni, metto su qualche CD di musiche locali procuratimi nei miei viaggi: ieri ho viaggiato nella musica del Laos, e cos’ cerco di confondermi…

      scusa la chiacchierata e… viva Giordano Bruno! ora capisco meglio perché hai pubblicato la recensione del vecchio bellissimo figlio di Montaldo…

      un abbraccio virtuale!

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      • Scusa ma ero convinta che il blog si aprisse, perché vedo che ci sono tante entrate! (ovviamente non so I nomi delle persone)me lo ha detto anche Francesca in un commento e mi dispiace. La mia amica che lavora su queste piattaforme ha impegni di lavoro fino alla prossima settimana e quindi devo aspettare. Ma spero di risolvere presto, ciao!!

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        • ciao, il tuo blog non si apre cliccando qui sopra sul nome del blog in testa al commento, per il resto si riesce a consultarlo.

          io intanto ho trovato il modo per rivolgermi all’assistenza e ho mandato il mio quesito; forse può interessare anche te come si fa ad arrivare all’assistenza.

          si deve andare su “Il mio profilo”; in fondo alla pagina a destra c’è un punto di domanda; cliccandoci sopra ti si apre una finestrella “per maggiore assistenza” e c’è anche la voce “contattaci”.

          dicono che di solito rispondono entro 48 ore, ma che in questo periodo potrebbe volerci di più: comunque vediamo che succede.

          ciao.

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  2. Walter Carrettoni ha inserito un commento:

    Condivido quasi completamente. Non trovo nulla di negativo nel voler conoscere, viaggiare, godere del mondo. Senza però frenesia e consumismo sfrenato.
    Tra l’altro, un rapporto della AIFA segnala 14.000 casi avversi solo in Italia alle vaccinazioni covid. 30.000 in tutta Europa. Sentito parlare ai telegiornali?

    purtroppo, siccome commenta per la prima volta, è stato bloccato da wordpress in attesa del mio via libera. ma siccome da ieri non riesco più ad accedere ai miei blog come proprietario, non posso sbloccarlo (né fare altre cose essenziali per la gestione del blog).
    ricopio quindi qui il suo commento dalla notifica via mail, per potergli rispondere.

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    • Gio ,hai scritto giustamente a Mauro.
      Ha fatto piacere a me, figurati a lui anche se non è tipo che fa la ruota.
      Per Carnevale,definirei il tuo finale da Maestro , con un vero colpo di scena !
      Una lettera tanto aperta, quanto intelligente .
      Sinceramente Mauro stamattina come ho scritto ero fuori dai gangheri . E pensavo perché deve scrivere ? Tanto chi non ha orecchi ,nė occhi ,né cervello né cuore non ascolta nulla.
      Ma qui non si scrive per committenti.
      Tu per me sei un ottimo amico, e il mio Prof preferito, grazie
      Buon Carnevale a voi🥳🥳

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  3. Cuccubambu ti risponde
    Non sono urbanizzata vivo da asociale perché voglio e posso. Perbacco Giove.
    Devo fare una dieta per ostepenia accentuata sulla parte che mi regge.
    Sono incavolata perché il latte e latticini mi fanno male. Unico formaggio buono senza reazioni è il parmigiano. Se mi rompo sull’unico pezzo buono ritorno dove’ero. Lasciamo perdere i dolori. Bestia che roba è gli altri acciacchi perché sono troppo grande .
    Chi vuole andare ai centri commerciali ,chi vuole frequentare luoghi di facile contagio perché non può vivere senza,non mi fa pena se si ammale. Però mi fa uscire dai gangheri perché contagia altri. Piccoli Grandi e Anziani,
    Chi senza colpa paga conseguenze, talvolta gravi o peggio.
    Stesso discorso vale per i giovani che fanno aggregazione senza rispettare niente !
    Poi esistono i terrorizzati che proibiscono pure ai Figli e ai Nipotini di fare loro visita come a fratelli o a sorelle .
    Il paradosso.
    Parlo di chi evita di essere contagiato.
    Porca della miseria …è tutto fiato sprecato . È quasi ora di pranzo. Gelata notturna poi sole ☀️ Ciao 🐞

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  4. Condivido quasi completamente. Non trovo nulla di negativo nel voler conoscere, viaggiare, godere del mondo. Senza però frenesia e consumismo sfrenato.
    Tra l’altro, un rapporto della AIFA segnala 14000 casi avversi solo in Italia alle vaccinazioni covid. 30000 in tutta Europa. Sentito parlare ai telegiornali?

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    • ho dovuto farmi aiutare da google e sono arrivato a Brancaleone; da qui in poi devo cavarmela da solo e procedere con le mie gambe, ma non riesco a cogliere il nesso. invidio i commentatori che hanno messo il like al tuo commento e che sono più perspicaci di me.

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