la pandemia, male minore – 94

non mi piace la parte del menagramo, una volta si diceva Cassandra, per nobilitare, ma oggi temo che nessuno sappia più chi è; però qualcosa di poco gradevole devo dirlo lo stesso.

naturalmente siamo tutti sotto tensione per la la pandemia; interessasse a qualcuno, potrei anche scrivere che per la prima volta comincio a sentire possibile ammalarmi – finora mi aveva sempre protetto da questa sgradevole sensazione la vita appartata, ma oggi sto sentendo il peso del calcolo delle probabilità, che si fa sempre più stringente quanto più tempo passa.

però se dicessi che questa paura è ancora quella tipica di chi evita con qualche paura piccola di affrontare la paura molto peggiore di una disgrazia assolutamente inevitabile?

. . .

parliamo di pandemia e di probabilità di ammalarsi; ma non parliamo di riscaldamento globale e della CERTEZZA di non potere scampare – a parte i mezzi vecchietti come me, che si risparmieranno FORSE le scene peggiori.

siamo a fine febbraio: oggi dei muratori lavoravano nella scuola del paese, a 700 metri di altezza, a torace nudo; giro in auto con i finestrini aperti: fa caldo! e meno di dieci giorni fa c’erano le stalattiti di ghiaccio nei pressi del lago d’Idro.

sto scaricando delle vecchie riprese fatte nell’inverno 1990-91, a Brescia, cioè in pianura, e confronto la neve di trent’anni fa con la situazione odierna; impressionante l’impressione di avere cambiato continente.

la crisi climatica procede come da scenari previsti: sta accelerando progressivamente; ma noi applichiamo il concetto di progressione geometrica e di crescita esponenziale ai contagi, ma non all’aumento delle temperature.

. . .

ma queste potrebbero essere grida d’allarme senza particolare significato, semplici testimonianze di casi o di fisime personali.

ma che dire allora di questa ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nature Climate Change su quello che sta succedendo alle foreste del pianeta Terra?

le foreste tra il 2001 e il 2019 hanno assorbito 16 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, cioè il 30% del totale delle emissioni prodotte dalle attività umane, ma nello stesso periodo hanno emesso una media di 8 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno.

come avviene questo rilascio? l’anidride carbonica immagazzinata dalle piante viene reimmessa nell’atmosfera quando gli alberi muoiono, vengono abbattuti o tagliati per produrre legname o peggio ancora bruciati: l’abbattimento di una foresta rilascia nell’atmosfera carbonio accumulato in secoli di esistenza.

paradossalmente, le foreste rischiano di trasformarsi molto presto da purificatori planetari dell’atmosfera in emettitori netti di carbonio, con effetti catastrofici sul riscaldamento globale.

questo è già avvenuto per le foreste del Sud Est asiatico: negli ultimi 20 anni il taglio degli alberi per far posto alle piantagioni (come caucciù e palma da olio) e gli incendi incontrollati le hanno trasformate in emettitori netti di anidride carbonica: ogni anno rilasciano, mediamente, quasi 500 milioni di tonnellate di CO2.

allo stesso destino è avviata l’Amazzonia: il suo bilancio in CO2 attualmente è quasi neutrale: riesce ad assorbire soltanto 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno: qui, anche grazie a Bolsonaro e ai brasiliani che lo hanno votato, la deforestazione ha subìto un pericoloso incremento negli ultimi quattro anni.

solo l’area africana conserva una quantità sufficiente di foreste permanenti sufficiente a mantenere la funzione di serbatoio di carbonio in grado di sequestrare, al netto delle emissioni, 600 milioni di tonnellate di CO2 all’anno; una quantità, per intenderci, comparabile ad un terzo delle emissioni annuali del settore trasporti negli Stati Uniti.

ma il bilancio complessivo di queste tre grandi aree forestali è già oggi pericolosamente vicino alla parità: le foreste della Terra hanno quasi perso del tutto la loro funzione di polmoni del pianeta.

in Europa e un po’ meno nel resto del mondo stiamo concentrando gli sforzi nella diminuzione delle emissioni; ma potrebbero essere sforzi vani se non fermiamo la distruzione delle foreste e non avviamo delle precise strategie di riforestazione ovunque possibile.

. . .

e quanti sono consapevoli della prossima ma grave crisi idrica che inevitabilmente ci colpirà per l’aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni?

una parte dei fondi europei di risposta alla crisi economica provocata dalla pandemia va destinata a miglioramenti delle infrastrutture: bene, ma abbiamo davvero pensato che abbiamo bisogno di migliorare l’efficienza degli acquedotti? oggi disperdono il 30% dell’acqua che trasportano.

o dobbiamo progettare, oggi e non domani, addirittura a impianti di desalinizzazione dell’acqua marina per certe zone che vanno incontro ad una desertificazione rapida.

sentiremo ancora parlare del ponte di Messina o di altre TAV, quando rischiamo pesanti riduzioni della disponibilità d’acqua di qui a pochi anni?

ma sono perfettamente consapevole che queste idee verranno considerate semplicemente strampalate.

ricordate, l’anno più caldo della storia da quando misuriamo le temperature del pianeta è stato il 2020; il secondo anno più caldo il 2019; il 2018 è stato il quarto anno più caldo; il decennio 2011-2020 è stato il più caldo in assoluto, e i sei anni più caldi sono quelli a partire dal 2015, secondo l’Organizzazione mondiale della meteorologia (World Meteorological Organization-Wmo).

non solo non ci sarà nessun vaccino a salvarci, ma neppure nessuna speranza di vaccino.

Variazione delle temperature medie annuali in Europa rispetto alla media 1910-2000

5 commenti

  1. La questione climatica non è un problema ma il problema, o meglio, il sintomo piu evidente del nostro rapporto problematico con l’ambiente.
    Un buon passo in avanti sarebbe includere le foreste nelle infrastrutture mondiali e finanziarle come si fa con le altre infrastrutture e bloccare tutti gli investimenti che comportano un incremento della co2.
    Vediamo se le intelligenze mondiali che detengono il potere finanziario agiranno in questo senso o penseranno di salvarsi comprandosi il loro boschetto personale.

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    • sembra che non sia chiaro abbastanza che stiamo continuando a costruire infrastrutture per un mondo che smetterà di esistere entro una generazione; questa illusione ottica era comprensibile forse fino ad una decina d’anni fa, quando il problema non era ancora emerso in tutta la sua gravità e imminenza.

      anche l’illusione di salvarsi da qualche parte ben riparata è una totale fesseria, se stiamo andando verso l’effetto Venere – che in ogni caso ci aspetterebbe comunque, per il progressivo riscaldamento del Sole, ma almeno non così in fretta.

      non vedo prospettive: la massa è abulica e non capisce e che capisce, in parte se ne frega, tanto pensa che riguarderà i posteri, parte non è in grado di agire.

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  2. Io ti auguro di cuore di rimanere in perfetta salute!

    Parli di ‘calcolo delle probabilità’ ma è difficile calcolare sempre tutto!
    Abbiamo un sistema immunitario che spero reagisca, anche se il pericolo è grave.
    Il vaccino ci proteggerà (spero) …
    Mi preoccupa il fatto che a causa dei brevetti (malefici) stiano rallentando la produzione, così ho sentito in tv.
    Sabin si starà rivoltando nella tomba…

    Non so se mi sfugge qualcosa, ma anch’io sono preoccupata.
    Cerco di vivere ‘alla giornata’ nel senso più positivo del termine, ma senza mai abbassare la guardia.

    Per quanto riguarda il riscaldamento globale e i giganteschi problemi che si porta dietro, forse ti potrebbe intetessare il settimanale italiano “Left” (in edicola e anche on-line) che proprio oggi gli dedica un numero.
    Copio le parole dalla copertina:

    “L’ecologia senza lotta di classe è giardinaggio” (Chico Mendes)

    “In Italia e nel mondo la questione ambientale torna al centro del dibattito politico. Ma c’è chi pensa di salvare il pianeta con gli stessi strumenti che lo hanno portato al collasso.
    La transizione ecologica o va nella direzione della giustizia sociale o non è”.

    (con interventi di Muroni, Fieramonti, Serafini, Berdini, Romanelli, Mercalli, Tes, Fridays for future e altri)

    Non so se conosci questa rivista ma mi sono permessa di indicartela per i tanti temi che tratta (ma anche per come lo fa) e che potrebbero interessarti.
    Ciao, un salutissimo!!

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    • rimanere in perfetta salute non è proprio un obiettivo che posso darmi; diciamo che mi basterebbe restare abbastanza a lungo nelle condizioni di salute un poco imperfetta attuale.

      è possibile che io abbia già fatto il covid, in una forma per fortuna relativamente leggera ancora a novembre -.dicembre 2019, quando girava non riconosciuto ancora.

      credo che non si debba parlare di vaccino, ma di vaccini: non sono affatto tutti uguali e una cittadinanza consapevole dovrebbe essere messa in grado di giudicarli; cosa che al momento l’informazione non consente di fare, anzi fa di tutto per impedire di fare…

      mantengo notevoli perplessità sul fatto che aziende dedicate alla speculazione finanziaria e perfino sanzionate per questo negli USA possano averci venduto dei prodotti sicuramente attendibili, e sono istintivamente più portato a fidarmi di vaccini prodotti dagli stati: quelli cinesi, il russo, il cubano, ma devo ammettere che il mio è soltanto un pregiudizio allo stato attuale; comunque favorire quelle speculazioni mi ripugna, personalmente.

      grazie mille della segnalazione di Left: no, non la conoscevo. leggerò sicuramente con grande interesse.

      buona giornata.

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