da Salò a Manerba – come è possibile viaggiare ancora – 100

ero molto curioso di vedere a quale post sarebbe toccato di festeggiare il numero 100 di questo 2021 e guarda un po’, sono proprio orgoglioso di parlare di viaggi, anche se al momento i miei post sui viaggi del passato li ho trasferiti su bortoround, visto che qui annoiavano parecchio (anche lì, del resto, ma si nota meno).

aggiungete che il post inizierà con un paradosso, cosa che pure mi piace molto, e così spererei anche ai miei pochi, ma cari lettori.

e dunque sia lode al covid che mi sta insegnando a viaggiare in un altro modo, con le buone o con le cattive; e il post descriverà come si può viaggiare anche se sei in una zona arancione, che sta proprio in fondo alla più scura delle cinquanta sfumature di arancione previste nel nostro variopinto paese.

quindi, se amate viaggiare anche in tempo di pandemia e non vi va di sfidare la sorte e di pigliare comunque l’aereo per raggiungere qualche variante esotica del virus direttamente sul posto, ecco come dovete fare.

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1. trasferitevi in un comune con meno di 5mila abitanti: avrete il diritto di muovervi comunque in un raggio di 30 km, escludendo solo il capoluogo, che conoscete comunque come le vostre tasche…

2. sceglietelo in una zona strategica, di mezza montagna, possibilmente fra due laghi, se uno fosse il lago di Garda sarebbe ancora meglio: potrete regalarvi escursioni facili fin quasi ai 2mila metri, risalendoli almeno a piedi, oppure illudervi quasi di camminare in riva al Mediterraneo e avrete un’ampia scelta di luoghi da visitare che non avete ancora mai visto.

3. rievocate dalla memoria il nome di qualcuno che abita da quelle parti, magari un vecchio amico che ha girato il mondo più di voi e ha vissuto degli anni in Australia, Perth, o anche in Israele, lavorando da insegnante per il ministero degli Esteri, come voi avete fatto da preside; non importa se non lo vedete da decenni, manco sapete più se è vivo o morto, o se non era un mostro di simpatia, Sergio F:, memorizzate il nome e il fatto che con gli stipendi favolosi che si prendono a fare questo lavoro, si comperò una casa a Manerba, vicino alla Rocca; altri nomi teneteli a disposizione per altre sortite qua e là, magari quello di vostra sorella che non vi parla più e che vive abbarbicata dall’altra parte della valle in un borgo ancora più sperduto del vostro, e con più animali di voi attorno.

4. consultate via internet le distanze e potete anche non credere ai vostri occhi dalla felicità: dal vostro comune a Manerba, 27,8 km.

5. stampatevi il percorso, come vi consiglia un vostro amico, da esibire ai vigili se vi fermano.

(se vi fermano? i vigili fermano qualcuno? ne troverete una macchina in giro, in effetti, ma vi passano vicini senza degnarvi di uno sguardo).

e a questo punto potete partire.

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fino a Sabbio, servisse un alibi supplementare, passate in Farmacia.

la seconda tappa è Salò (piena del ricordo dell’amico Felice, che manca da sei mesi): un paesone, in fondo, di ricordi nostalgici decisamente fascisti e dell’aspirazione fallita a farsi capoluogo, come dimostra il duomo bellissimo, ma sproporzionato, che doveva diventare sede di una diocesi che non fu mai istituita.

tutto nella cittadina dimostra questa voglia di essere grande, e sarebbe anche riuscita per la presunzione degli aspetti monumentali, sopravvissuti anche alla quasi completa distruzione del terremoto del 1901: si cammina infatti, per un chilometro almeno, tra una antica porta che dà verso Brescia e l’altra verso l’alto lago, in una strada prettamente urbana nelle sue impostazioni, se non fosse che la presunta città è larga solo meno di cento metri e dai volti a sud traluce l’azzurro del lago e a nord già sormonta la montagna: per cui insomma si cammina non in una città vera, ma in una specie di sezione anatomica di città, in una strisciolina ritagliata per il laboratorio.

però è inutile che ve la racconti: il vero motore della lunga sortita è la golosità, non la cultura: la gelateria di impianto meridionale che sta in piazza del duomo: gusti a base di nocciole di Calabria e bacio con canditi siciliani.

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ma intanto già suona mezzogiorno e Portese è a pochi chilometri: borgo che non conosco; scendo fino al porticciolo, tra vecchie case e un sapore di antica vita intatta; nascosto nel paesino sta perfino mimetizzato, a metà tra il rudere e il cascinotto, un vecchio castello; e fuori dal paese, su un rialzo vagamente panoramico, una notevole chiesa del Cinquecento.

quale foto sceglierò per darvi un’idea? ne metto tre, formato cartolina.

il lungolago, di fronte a Salò e Gardone Riviera:

l’ingresso al castello:

e una specie di occasionale De Chirico in tre dimensioni che vi si incontra dentro:

girare tanto il mondo non servirebbe a niente, se non ti desse anche i termini di confronto per apprezzare meglio il mondo dove vivi e coglierne tutte le particolarità: un angolino come questo sarebbe difficile trovarlo in un altro paese che non fosse l’Italia.

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ma, passando per le strade acciottolate, ecco una DegOsteria, nome promettente, e un menù esposto fra i tavolini ammonticchiati, che promette una tartare a un prezzo ragionevole.

io mica mi ricordo nemmeno più delle proibizioni da coronavirus, e spavaldamente tiro giù uno sgabello, per sedermi all’aperto; il ragazzo, col codino, arriva subito a riportarmi alla realtà: solo da asporto, se no i vigili mi danno la multa.

ma di fronte c’è un vicolino e lì vanno i trasgressori come me, opportunamente imbeccati dal DegOste: appoggio il mio piatto e l’acqua frizzante sopra una vecchia botte e trangugio la carne con insalatina e carne; faccio in fretta, per paura dei 400 euro di contravvenzione, ma tutto ha come più gusto.

e dite che su quella botte consunta dagli avventori mi sarò infettato?

da come è straboccante il cestino dei rifiuti, dove infilo anche i miei, capisco che non sono stato il solo a trasgredire.

il mezzo guappo me lo conferma: è, dice, che io qui sono considerato male, e i vigili mi stanno addosso sempre.

hai ragione, convengo, in barba a tutti i miei sacri principi: potenza di una buona tartare!

lui mi è simpatico, anche se non dovrebbe; Lei è un professore? mi dice, snasandomi subito.

e io, che ho snasato lui, aspetto il suo frammento di autobiografia: Istituto Agrario a Brescia: due anni la prima, due anni la seconda, poi la terza ed ho mollato. avevo un cascinone a Lumezzane con tanta terra, ma l’ho venduto e mi sono preso un bilocale a schiera, dove vivo benissimo con moglie e due bambini.

sarà – commento io, ma soltanto fra me: e capisco che non basta un codino a fare una vita alternativa davvero.

ma che mi importa? il ragazzone sorride, e io ho lasciato i moralismi a casa; succede sempre così quando si viaggia, altrimenti non si viaggerebbe.

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a poca distanza da Portese c’è San Felice, fermiamoci anche qua (e Manerba? niente fretta, ci si arriverà).

andiamo alla Baia del Vento? andiamoci.

i colori urlano da queste parti: di fronte il monte Baldo, col suo antico profilo vulcanico e mezzo innevato, di lato l’isola del Garda. altro che Polinesia.

e poi ci spinge ancora più in là, passando un maneggio e una vecchia chiesetta, si arriva ad affacciarsi sull’estrema punta; provo anche a scendere per un po’ per arrivare a livello del lago, ma il sentierino è largo non più di 15 cm e direttamente a strapiombo sulla piccola baia, il fondo è fangoso; per un po’ procedo aggrappandomi ai rami, poi rinuncio perché il rischio mi sembra troppo alto.

però un paio di foto arrivo a prenderle lo stesso, e sono semplicemente incredibili.

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c’è un’altra meta, adesso, appena si passa il maneggio.

e Manerba sembra sempre più lontana, ma questa parte della riviera è veramente fantastica.

si sta facendo tardi, lo ammetto, ma posso rinunciare a fare due passi in quest’altra baia?

Manerba è là di fronte, in effetti, ecco la sagoma caratteristica della sua rocca, popolarmente detta anche il profilo di Dante.

ma ci arriverò mai?

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il tramonto è già iniziato, ma il piede nel territorio del comune arrivo a mettercelo lo stesso: è un altro porticciolo e un ultimo fantastico lungolago.

mi serve anche per fotografare il cartellone con la mappa dei sentieri di Manerba, che mi tornerà buona per la prossima uscita, anzi per le prossime uscite.

o dovrei dire per i prossimi viaggi?

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un anno fa, in questi stessi giorni ero in Sri Lanka; ma sinceramente, a voi sembra che mi manchi qualcosa?

viva la pandemia che ci costringe ad esplorare il mondo anche sotto casa, in posti dove non saremmo venuti mai e che hanno l’unico difetto di essere a meno di 30 km invece che a più di 3mila.

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PS. è tale il mio disgusto per il festival dell’idiozia nazionale detto di Sanremo, che fino a fine settimana non aprirò i quotidiani italiani online; per i prossimi giorni qui si parla d’altro.

e chiedo scusa anche ai blogger che smetterò di seguire perché ne parlano; è ora di reagire, cavolo!

37 commenti

  1. @ fla 5 MARZO 2021 ALLE 8:36
    Io mi ricordo da piccolo dalle mie parti che quello che valeva 100, l’anno dopo era 1.000 e dopo qualche altro anno era 10.000. Poi hanno tolto 4 zeri. Per l’Euro una repentina svalutazione di 10.000% con adeguamento degli stipendi potrebbe essere utile a cancellare il debito. Poi certo, ci sarà l’inferno da superare…
    Riguardo a bitcoin milionario un corno… io ho 3 spiccioli, giusto per vedere come funziona haha.
    E poi perché mai non dovrei andare via? Ve la cavate molto meglio con un rompiscatole in meno.

    vedo che di inflazione vi intendevate ancora meglio in Romania…
    certo, l’inflazione [cancella] riduce il debito, ma lo ricrea anche, visto che il nuovo debito (agli stessi creditori, immagino, in genere) lo devi fare ad interessi folli.
    però questo tipo di cancellazione del debito la pagano i più poveri; altri modi la fanno pagare ai più ricchi, cioè ai creditori; la differenza è tutta qui.

    vedremo se il bitcoin alla fine funziona come tutta la finanza speculativa, spennando i fessi, oppure se inaugura qualche nuova era economica della ricchezza facile e universale, fondata sull’attesa di una ricchezza che cresce sempre di nome, ma non arriva mai.

    certo che, quando uno scocciatore se ne va, gli altri scocciatori si sentono abbandonati, ahah.

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    • Ma che senso ha farne altro di debito se non ne hai più e quindi non paghi più gli interessi che prima ti impedivano di abbassarlo? Dobbiamo forse ammettere che effettivamente il debito è il motore dell’attuale economia, nel senso che chi investe nell’economia realte sono gli stessi vincitori del Casinò chiamato Borsa?

      I poveri non possono perdere se li viene garantito l’adeguamento dello stipendio o della pensione. A meno che chi abbia qualche migliaia di euro in banca non sia da considerarsi povero. Ma io che non ne ho nulla sono ultrapovero allora? (pure le 50 sfumature di povertà ora haha). Sono d’accordo con te che l’inflazione demolirà il potere d’acquisto di questi e probabilmente alimenterà un circolo vizioso portanto alta disoccupazione. Meglio sarebbe prendere dai più ricchi, ma quelli sono irraggiungibili. Una super inflazione creerebbe caos e uguaglianza. Si spera che dal caos riemergano le migliori menti (la storia qua mi smentisce credo). L’Italia che ha un risparmio medio alto riapetto agli altri sarebbe quella che dall’inflazione perderebbe di più.

      Il BTC non è mai stato progettato per crescere per sempre. Ce ne saranno 21 milioni per sempre. Il valore è determinato da quello che il gruppo è disposto a pagare. Un po’ come il caffè, me lo paghi 1€ ma siamo convinti che valga quella somma? Se 70% iniziasse a pagarlo 0.50€ lo pagheresti ancora 1€? Mi farai uno studio ricerca stabilendo tutti i costi della catena di produzione di caffè per determinare il prezzo?

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      • ho scritto che l’inflazione cancella il debito, ma avrei dovuto essere più preciso e scrivere che lo riduce soltanto; riduce il debito precedente, ma non elimina la necessità di farne di nuovo. se il bilancio di uno stato non è in pareggio, dovrà sempre cercarsi nuovi finanziatori sul mercato, trasferendo in questo modo di fatto buona parte della sua sovranità a loro.

        certamente il debito è il motore della attuale economia finanziaria, che sta diventando la componente più importante della vita economica e quella che realizza i maggiori profitti, proprio grazie al debito. nelle borse le attività che misurano un’attività economica più concreta, stanno perdendo perfino di importanza relativa e i proprietari delle aziende trovano sempre più comodo e più facile realizzare profitti con speculazioni finanziarie.

        certo che i poveri non perderebbero niente con l’inflazione, se venisse garantito loro il potere d’acquisto originario, ma questo non avviene MAI e neppure dove esistono adeguamenti salariali automatici (parziali) all’aumento dei prezzi, perché sono comunque sempre in ritardo. ma la vera funzione dell’inflazione è proprio di erodere il valore reale dei salari, altrimenti non avrebbe neppure senso…

        nel caos sociale di solito le menti migliori vengono liquidate se non hanno il buonsenso di fuggire prima in qualche luogo eremitico o quasi.

        per il resto, d’accordo; salvo che il prezzo del caffè non è totalmente arbitrario: se scende al livello dei costi di produzione o peggio, nessuno ne produce più, per il puro gusto di perderci…
        quindi la deflazione trova dei limiti oggettivi al calo dei prezzi; l’inflazione invece non ne ha, come dimostrano alcuni episodi storici di super-inflazione…

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        • Non era mia intenzione rovinarti il post con dei commenti non pertinenti. L’esempio del caffè era legato al bitcoin che pure è legato al costo di produzione e quindi il suo valore dipende da 3 cose principalmente: il costo della corrente elettrica, la potenza di calcolo dei nostri computer attuali, l’utilizzo come numero di operazioni. Sarebbe meglio dire che quello è il limite inferiore, come per il caffè se andassimo a fare la ricerca esatta dei costi. Poi gli umani attribuiscono valore alle cose più disparate e in modo del tutto irrazionale, qualcuno al sale altri all’oro che poi che utilizzi aveva tralasciando le applicazioni di elettronica moderna? In ogni caso comprare il caffè con bitcoin non te lo suggerisco, pagheresti la transazione decine se non centinaia di euro. 

          Parlando di caos, ti suggerisco di evitare le città. Oggi a Torino affolamento da carnevale e il 90% delle persone non aveva la mascherina. A me sembrava surreale al punto che mi sono subito detto: è premeditato. Dev’esserci in atto qualche bufala online. 

          Il ruolo dell’inflazione è risucchiare risorse che non vengono impiegate come moneta circolante. Ma poi lo stato deve fare un adeguamento degli stipendi e pensioni veritiero basandosi sui beni essenziali che uno deve comprare. E’ anche vero che i prezzi verranno sballati tra loro quindi alcuni prodotti finiranno fuori mercato. 

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          • nessun problema per le divagazioni, di sicuro un senso ce l’hanno anche se noi non lo vediamo subito, e credo che i commenti abbiano lettori esterni ancora meno numerosi dei post; quindi i commenti sensati non rovinano proprio niente, anzi, arricchiscono sempre.
            è possibile che la storia futura dei bitcoin dimostri che io non capisco nulla di economia, dove del resto sono soltanto un dilettante, quindi non mi spingo oltre; dico soltanto: certamente se il valore di un bitcoin diventasse inferiore al suo costo di produzione, in linea di massima si smetterebbe di produrlo (salvo qualche fanatico disposto anche a rimetterci, per sfizio).

            non capisco questa affermazione: Il ruolo dell’inflazione è risucchiare risorse che non vengono impiegate come moneta circolante. è esattamente il contrario: il ruolo dell’inflazione è produrre moneta circolante.
            lo stato (?) non ha nessun obbligo di adeguare stipendi e pensioni, chi lo dice? del resto non controlla neppure direttamente le retribuzioni del settore privato e non potrebbe farlo neppure se volesse, salvo intervenire eventualmente sui meccanismi della cosiddetta scala mobile, ma non sui livelli salariali.

            quello che dici dei torinesi mi sembra incredibile, ma ti credo: i torinesi si vogliono del male; cronaca di un suicidio assistito.

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            • I torinesi? Pure razzisti a giudicare dal guidatore del tram che non mi voleva aprire le porte alla fermata per scendere al grido di “Devi sUonare!” ripetuto alla Sgarbi. Peccato che l’avevo fatto mezzo km prima e le luci lo dimostravano. Aveva capito che ero straniero perché avevo sbagliato la pronuncia di una parola. Ah dimenticavo, pure lui senza mascherina. Per il resto una macchina di polizia che si è messa in mezzo a un incocrio suonando la sirena non si è capito se in solidarietà con i no mask o altro perché se ne sono andati subito.

              L’inflazione toglie valore ai soldi sul conto perché lo da ai nuovi che vengono stampati. L’adeguamento dei salari/prnsioni lo Stato potrebbe non farlo, se vuole reprimere in violenza il dissenso. Altrimenti con quello che ha sottratto lo può fare. Salteranno molti equilibri ma vogliamo mantenere lo status quo in eterno?

              Il bitcoin adegua la difficoltà dell’estrazione nel tempo in base all’utilizzo. Ci sono dei periodi in cui chi gestisce la rete lavora in perdita, poi il valore assume un valore di equilibrio. Non credo che sia il futuro. Funzionerà piuttosto come bene riserva. Informatici di tutto il mondo si scervellano per trovare le soluzioni a quello che non funziona con bitcoin per creare una nuova moneta… senza successo. Però ora ci sono molte banche, MasterCard, Visa, Paypal… tutti a capofitto nel mondo virtuale. Qualcosa verrà fuori haha.

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              • sei troppo giovane e non eri qui quando i torinesi diedero il meglio di se stessi e del loro razzismo negli anni Cinquanta e Sessanta: allora l’obiettivo erano i meridionali che affluivano nella città per andare a fare i moderni schiavi a Mirafiori negli stabilimenti FIAT e la buona borghesia locale attaccava cartelli diventati famosi: NON SI AFFITTA AI MERIDIONALI, ma mica erano razzisti, loro, visto che non dicevano AI TERRONI.
                quindi di che cosa ti lamenti?

                nella discussione sull’inflazione continua a sfuggirti un punto essenziale, secondo me: che l’inflazione è proprio lo strumento per togliere valore reale alle retribuzioni; storicamente è sempre stata lo strumento base del successo della borghesia affaristica. quindi è un totale controsenso un’inflazione che però salva il potere d’acquisto dei salari. aggiungo che, se anche lo stato volesse farlo, per evitare proteste sociali (come in Italia, almeno in parte, negli anni Settanta e inizio anni Ottanta) è molto difficile riuscirci, per non dire impossibile integralmente.

                certo, chiunque specula sulle monete o su altri mezzi monetari, può anche accettare qualche periodo in cui va in perdita a breve termine, ma sempre nella prospettiva di guadagnarci, alla fine, questo è certo. e se la prospettiva a un certo punto tramonta chiaramente, la speculazione viene abbandonata.

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                • No… non sono troppo giovane. Ora per affittare una casa non ti mettono il cartello ma se sei straniero non ti danno nemmeno la casa.

                  L’inflazione non è la soluzione ottimale, piuttosto serve a scompigliare le carte. Un po’ come sostenevi che potesse fare Trump nella politica americana.

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    • temo che dovremo aspettare un bel po’: ho controllato giusto ieri sera, ma neppure a Desenzano posso arrivare: 33 km – anche se forse li hanno misurati da qualche fantomatico centro del paese, che qui non c’è… – ma non è certo il caso di rischiare.

      comunque io continuo con i miei resoconti di viaggio, che proprio non sono delle guide turistiche anomale, ma quasi…

      quelli rievocativi li ho trasferiti in bortoround, https://maurobort48.wordpress.com/.
      al momento sono in Egitto 2005.
      ma mi pare di ricordare che non le apprezzavi molto, vero?

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  2. Se solo si potesse trovare un lavoro da poter fare da casa. Sarebbe la soluzione per riempitere i piccoli borghi abbandonati.

    E poi vedo che sei riuscito a trovare la via di mezzo dei viaggi. E sembri anche più felice!

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    • infatti, il lavoro a distanza potrebbe portarci a vivere in maniera più umana.

      più felice di quando sono chiuso in casa, sì, ma non più felice di quando sono in giro per il mondo…

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      • In effetti sì. Ma dici che lo smart working avrà mai presa in Italia? A differenza degli altri popoli qua si socializza molto al lavoro, perché si passano praticamente le giornate intere. Gli altri popoli cercano di ritagliare un fetta della giornata per hobby che permettano di socializzare fuori dal lavoro. Prendi pure questa come sfida: in Italia il lavoro è la vita, tranne che per pochi fortunati.

        A me piuttosto piacerebbe una casa pieghevole. Una specie di tenda da Harry Potter che sembra normale ma dentro ci sta un’intera casa. Così posso spostarmi tra foresta, lago o montagna. Mi sa che ne la devo costruire però.

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        • in effetti a me manca molto il lavoro che facevo, perché credo che la fortuna maggiore della mia vita (molto sfortunata sul versante sentimentale) sia stata appunto di essere riuscito a scegliermi un lavoro che mi piaceva (oltre che poco pesante fisicamente); e questa è la vera fondamentale discriminazione tra gli esseri umani: quella tra chi fa un lavoro che gli piace e chi invece vive il lavoro come servitù.
          in qualche modo la cosa mi sembra anche collegata alla creatività personale, nel senso che la fortuna capita più facilmente a chi ha una mente creativa, ma anche nel senso che chi ha una mente creativa e non riesce a fare il lavoro che gli piace ne soffre di più.

          la difficoltà maggiore dello smart working sta nella necessaria capacità dei dirigenti di verificare il lavoro svolto: operazione che in genere da noi in Italia non sanno fare, soprattutto dove sono scelti non per capacità ma per favoritismi vari e criteri familistici.
          ma la vera partita non si giocherà da noi, anche se qui la resistenza sarà maggiore per l’arretratezza generale del paese (a parte alcune isole di eccellenza).
          nel senso che, se lo smart working si affermerà nel mondo, anche l’Italia seguirà, probabilmente malvolentieri, in ritardo e con renitenze varie e il meno possibile.
          però io ci conto lo stesso.

          quando hai bisogno di sistemare la tua tenda da Harry Potter, per lavorare a distanza, ricordati che qui c’è sempre posto e in una posizione panoramica eccellente, ahha.

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          • In tempi migliori, quando avremo una nuance di arancione più chiaro, sempre che non degeneri in marrone.

            Lo smart working lo evitano non perché non possono controllare ma perché molti personaggi sono “formalmente” impiegati. Lo smart working che prevede in genere una precisa suddivisione dei compiti rischia di svelarli. Quindi credo che l’Italia non lo userà mai, piuttosto cassa integrazione per tutti… ma siamo qua per essere smentiti.

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            • temo che la tua interpretazione dell’ostilità italica per lo smart working sia più giusta della mia, perché è ancora più spietata: svelerebbe senza scampo i lavativi che stanno in ufficio al solo scopo di scaldare la poltrona: non ci ero arrivato! 😦

              per il resto, a breve addio arancione, temo!

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              • Non abbiamo mica finito le sfumatura di arancione. C’è ancora arancione scurissimo, disperato, apocalittico ecc… . Dipende quanti morti riusciranno a mettere sotto il tappeto. Infatti le terapie intensive reggono, soprattutto per i grossi flussi in uscita non certo dei guariti. 

                Per il resto che dire. Smart Working, ormai solo se moribondi. Altrimenti in presenza per dare un senso alla presenza di certi personaggi. Intanto piccola riduzione di stipendio per me di 50 per un bonus che non sapevo di avere. E ti pareva che valevo così tanto. Tra poco anche un po’ di altre uscite e Draghi che mi cancellerà qualcos’altro. Sto cercando valigie più grosse e aspetto il passaporto vaccinale per togliere il disturbo. Mi faccio una vacanza di sola andata haha. 

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                • l’ultima sfumatura di arancione che ci manca è il rosso porpora (simbolo cristiano del martirio, ahha, e poi passato ai cardinali…)

                  ma ti sento piuttosto depresso; continui a temere Draghi, ma l’helicopter money? i tempi sono cambiati. dobbiamo temere piuttosto l’inflazione…

                  ma ti sento depresso e mi dispiace…

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                  • Non riesco a inquadrare il porpora. Sembra quasi rosso e su internet a volte viola (vai a capire se è un effetto dello schermo). Comunque l’ultimo dev’essere l’arancione finto… che alcuni chiamano rosso.

                    Non so quanto depresso, ma incazzato oltremisura sì. E di solito nella vita quelli sono i miei tempi migliori perché l’inconscio smobilita risorse impressionanti haha.

                    Questa paura dell’inflazione l’ho già letta su siti stranieri ed anche nel mondo delle cryptovalute. Non l’ho approfondita. Mi sono affidato ad una teoria economica, di cui non ricordo il nome, che sosteneva una struttura a compartimenti. Nel senso che se qualcuno provasse a vendermi il caffè a 2 euro io farei resistenza anche se la notte precedente avevano stampato il doppio dei soldi. È vero che prima o poi arriverà a 2 euro, ma lo farà gradualmente. In ogni caso se gli effetti dell’inflazione fossero immediati quella sarebbe un’autentica apocalisse economica.

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                    • in fondo il rosso è anche soltanto un arancione a cui è stato tolto tutto il giallo; nel rosso porpora credo ci sia qualche traccia di blu. in ogni caso quest’ultimo colore era l’insegna del potere nel mondo antico, visto quanto era preziosa la sostanza che serviva a tingere i tessuti: da imperatori e senatori passato ai cardinali, che del resto ne erano gli eredi; mica per niente il senato romano si chiamava Curia, come il governo del Vaticano.

                      io sono favorevole sempre alla libera incazzatura e anche alle sue libere espressioni, purché non fisicamente violente e non crudeli psicologicamente; però non la approvo quando si traduce in voglia di fuga verso un futuro indeterminato (sempre che non sia la tenda pieghevole alla Harry Potter nel mio campo 😉 – che però può funzionare solo d’estate).

                      sull’inflazione la mia generazione è abbastanza pratica, visto che negli anni Ottanta in Italia, prima del fatidico euro che le ha tagliato le gambe, andava molto di moda e arrivò a superare il 25%: cioè salari e stipendi perdevano in un anno più di un quarto del loro valore.
                      all’andazzo pose un primo parziale rimedio Craxi, abolendo la scala mobile, che li adeguava automaticamente all’inflazione, e con questo permise all’inflazione di togliere valore reale ai salari e agli imprenditori di ricostituire i loro profitti automatici.
                      ora, se l’Unione Europea adotta, per tragica necessità, una politica del denaro simile a quella nostra di quarant’anni fa, è abbastanza logico che ne seguano conseguenze analoghe, anche se al momento certamente diluite. ma l’inflazione tedesca al 3% è un campanello di allarme da non sottovalutare, che potrebbe avere un effetto di trascinamento.
                      naturalmente, se i prezzi crescono e le retribuzioni no, i lavoratori dipendenti spendono di meno, mentre i commercianti e i produttori guadagnano di più: è semplicemente la lotta di classe nell’economia!
                      al momento sono stati buttati nel mercato in Europa e altrove molti più soldi di prima, e questo dovrebbe provocare inflazione, e dunque impoverimento dei salariati; ma gli effetti non si vedono ancora, per via del lockdown, perché la gente spende poco e mette i soldi da parte, magari in banca o nelle criptovalute…
                      ma prima o poi la bolla dovrebbe scoppiare.
                      anche se non capisco di che cosa ti preoccupi tu che stai diventando milionario in bitcoin, ahah

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                    • Io mi ricordo da piccolo dalle mie parti che quello che valeva 100, l’anno dopo era 1000 e dopo qualche altro anno era 10000. Poi hanno tolto 4 zeri. Per l’Euro una repentina svalutazione di 10000% con adeguamento degli stipendi potrebbe essere utile a cancellare il debito. Poi certo, ci sarà l’inferno da superare…

                      Riguardo a bitcoin milionario un corno… io ho 3 spiccioli, giusto per vedere come funziona haha.

                      E poi perché mai non dovrei andare via? Ve la cavate molto meglio con un rompiscatole in meno.

                      "Mi piace"

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