qualche speranza contro il virus 3. – 107

concludo qui la piccola serie, un semplice trittico, su qualche speranza rispetto al covid che alcuni scienziati cercano di trasmetterci (per fortuna non sono tutti catastrofisti).

abbiamo appena visto, qui, che c’è chi pensa ad un mondo di nuovo salvato dai ragazzini:

Fra cinque anni, se un asilo nido o una scuola materna chiameranno i genitori di un bambino per avvertirli che il figlio ha la febbre e il naso che cola, la causa della malattia potrà essere proprio il virus che ha ucciso più di due milioni e mezzo di persone.

in particolare, sinora, lo ha fatto nelle società dove l’età media è più alta e dove la popolazione anziana esercita di fatto il potere.

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in questo ultimo contributo Combattere le varianti di SARS-CoV-2 aggiornando i vaccini in corsa di Ewen Callaway e Heidi Ledford, l’analisi si rivolge in particolare agli effetti dei vaccini nella prospettiva che anche il Covid-19 diventi un virus endemico.

Con i coronavirus già diventati endemici, le reinfezioni frequenti sembrano aumentare l’immunità alle varianti correlate e di solito i soggetti colpiti presentano solo sintomi lievi. Se i vaccini per SARS-CoV-2 bloccano l’infezione e la trasmissione per tutta la vita, il virus potrà diventare simile a quello del morbillo. “È un’eventualità meno probabile [rispetto agli altri scenari], ma è comunque possibile”.

Per il morbillo (due richiami e si è protetti a vita), il virus è stato debellato in molte zone del mondo. Prima dello sviluppo del vaccino nel 1963, grandi epidemie mietevano circa 2,6 milioni di vite all’anno, principalmente tra i bambini. A differenza dei vaccini per l’influenza, quello per il morbillo non ha mai dovuto essere aggiornato, perché finora il virus non si è evoluto in modo tale da eludere il sistema immunitario. Il morbillo è ancora endemico in alcune zone del mondo dove la vaccinazione non è stata sufficiente. Nel 2018 una recrudescenza a livello globale ha fatto più di 140.000 vittime. Potrebbe verificarsi una situazione simile con SARS-CoV-2.

ma si può essere contagiati dal coronavirus 229E più volte nel corso della vita e si sospetta che sia più difficile prevenire le varianti che si sono evolute per sfuggire all’immunità precedente; non si sa però se queste reinfezioni siano associate a sintomi più gravi.

è probabile che sarà necessario aggiornare i vaccini per SARS-CoV-2, forse tutti gli anni. Tuttavia anche in quel caso è probabile che l’immunità acquisita in passato con un vaccino o un contagio attenui la forma più grave della malattia. Anche se le persone si contagiano una seconda volta, magari non è un problema così grave. Però è possibile che i vaccini non impediscano che qualcuno sviluppi comunque sintomi gravi, nel qual caso il virus continuerà a essere un grosso peso per la società.

ma il futuro dipende anche da un’altra variabile: la diffusione o meno del virus in una popolazione animale selvatica.

Diverse malattie che abbiamo sotto controllo continuano a esistere perché i patogeni permangono in serbatoi animali, per esempio gli insetti, da dove possono tornare di nuovo negli esseri umani. Tra queste malattie si contano la febbre gialla, Ebola e il virus della chikungunya. È probabile che SARS-CoV-2 abbia avuto origine nei pipistrelli, ma è possibile che sia stato trasmesso agli esseri umani attraverso un ospite intermedio. Questo virus è in grado di contagiare facilmente molti animali, tra cui gatti, conigli e criceti. È particolarmente contagioso nei visoni, e grandi focolai negli allevamenti di visone in Danimarca e nei Paesi Bassi hanno portato all’abbattimento di tantissimi animali. Ci sono stati anche casi di trasmissione del virus dai visoni agli esseri umani. Se il virus si diffondesse in una popolazione animale selvatica da cui potesse trasferirsi nuovamente all’essere umano, sarebbe molto difficile da controllare. “Non esiste alcuna malattia nella storia dell’umanità che sia scomparsa dalla faccia della terra quando la versione zoonotica aveva un ruolo così importante nella sua trasmissione”.

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be’, ammetto che questa terza puntata dedicata ai vaccini non sembra la più indicata per suscitare ottimismo; io comunque ce l’ho messa tutta, ma gli scienziati veri ammettono di muoversi in mezzo a grandi incertezze.

anche le mie conclusioni sono dunque che non abbiamo grandi certezze sullo sviluppo di questa pandemia e neppure sull’efficacia dei vaccini nello sradicarla definitivamente; anzi, lo scenario che vede questo virus diventare endemico rimane il più probabile.

però questo non è uno scenario NECESSARIAMENTE catastrofico; anche se il virus dovesse restare per sempre fra noi, come pare probabile, potrebbe diventare meno grave nelle sue conseguenze, e questo dipende sostanzialmente dal modo in cui lo gestiranno i più giovani, se potranno acquisire una qualche forma di immunità almeno relativa.

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insomma, ho intitolato questi tre post alla speranza, e la migliore speranza che possiamo ragionevolmente formulare sul virus è quella che non siamo costretti a disperarci, che possiamo tenere aperta la porta ad un futuro un po’ meno drammatico.

la nostra speranza può restare in vita, non tutte le prospettive si sono chiuse.

altre speranze, invece, sono decisamente al tramonto, e dovremmo occuparci più a fondo di loro, con la stessa preoccupazione che dedichiamo ad un virus che minaccia le nostre vite immediatamente, ma forse con una cura anche maggiore.

da un virus si può scampare, e forse perfino anche grazie a qualche vaccino che speriamo efficace da ogni punto di vista; da un riscaldamento globale fuori controllo no.

11 commenti

  1. Non è un virus che permane sotto forma latente ed già quasi certa l’assenza di immunità permanente. L’esito più probabile è un un abbassamento dell’età media con un numero costante e più contenuto di morti ogni anno, passate queste prime ondate, man mano che le persone raggiungono età più avanzate. Vaccino permettendo.

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    • in realtà non sappiamo bene quanto dura l’immunità, e potrebbe avere anche durate diverse in persone diverse, per caratteristiche loro genetiche o per differenze del loro sistema immunitario.
      purtroppo non sappiamo distinguere neppure bene i livelli diversi di efficienza immunitaria raggiunto da chi si è fatto la malattia, e dunque quanto possa essere considerato protetto da una reinfezione dagli anticorpi che ha; certo, ci sono stati casi veramente rari di reinfezione molto precoce e in un caso, se non ricordo male, anche mortale.

      che il virus faccia strage degli anziani è relativamente normale, diciamo così; ma, una volta colpite le fasce di età più avanzate, sembrerebbe in teoria che dovesse diminuire la sua letalità. in realtà non è molto chiaro perché l’età media degli ammalati gravi e dei morti si stia abbassando.
      io sono per la spiegazione più semplice: perché sono diventati più imprudenti, mediamente, dato che si sono convinti o sono stati convinti che il virus colpisce solo gli anziani.

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      • Lapsus… intendevo l’aspettativa di vita si abbasserà e man mano che si andrà avanti per 10 o 20 anni verrà fatta una selezione naturale che porterà ad una normalizzazione del virus.

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        • penso che sia abbastanza probabile che non si vada avanti col virus esattamente così per 10 o 20 anni: o si attenuerà e diventerà innocuo, in particolare per i bambini, per i quali lo sembra già, oppure si inferocirà ancora di più e allora il quadro diventerà molto più negativo.
          rimane molto incerto il ruolo dei vaccini in questo andamento, non tanto per gli effetti individuali (diamo per scontato che diano una protezione individuale almeno nel breve periodo), ma per quelli sull’evoluzione del virus, dei quali non si occupa nessuno.
          intendo dire: se ammettiamo che i vaccini riducano le possibilità di diffusione del virus nelle sue forme attuali, come reagirà il virus? per ora notiamo una tendenza a diventare più infettivo.
          potrebbe diventare più infettivo e meno grave, ma anche il contrario.

          sono cose che stanno già avvenendo, certamente; ma le possibilità di essere informati correttamente mi paiono vicine allo zero.

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          • Abbiamo un caso simile che potrebbe anticiparci cosa succederà con cure incomplete. La selezione dei batteri resistenti per via di antibiotici. Poi c’è sempre la speranza che diventi innocuo. Ma forse lì confondiamo chi si adatta a chi. Forse i virus del passato non sono mai diventati meno aggressivi ma noi siamo stati selezionati nei decenni.

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            • l’ultimo dubbio è quello più importante: è NECESSARIO che un virus faccia un certo numero di morti per selezionare gli individui più capaci di resistergli? questioni che è impossibile porre pubblicamente (e non considero del tutto pubblico un blog come questo, di fatto semi-clandestino…
              non so se risultano casi di selezione di virus resistenti per via dei vaccini; tuttavia è abbastanza chiaro che un virus come quello del vaiolo è stata completamente sradicato, ma perché non era capace di evolversi.

              i virus che si trasformano facilmente escono da questo quadro, ma non ho sentito nessuna affermazione chiara sugli effettipossibili di una campagna di vaccinazione…

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              • Non necessariamente. Proprio perché uccidendo soprattutto anziani non va a fare una selezione genetica. In ogni caso non è detto che non provochi problemi anche agli appartenenti dello stesso ramo biologico, magari non mortali. Comunque indicavo più un camuffarsi dietro a molti meno casi, una volta eliminata la maggioranza degli attualmente disponibili. Un po’ come l’influenza che si mantiene con un numero costante di vittime. Immagina cosa succederebbe se nessuno avesse mai incontrato l’influenza. Anzi, non bisogna nemmeno immaginare. Basta pensare ai nativi americani decimati dalle malattie più che dai fucili degli incursori.

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                • hai ragione, la tua osservazione è azzeccata; la selezione genetica riguarda solamente la piccola quota della popolazione che è ancora in età riproduttiva.
                  ma bisogna anche aggiungere che nelle società di tipo occidentale il fattore della selezione naturale della specie è quasi inattivo, considerando la natalità piuttosto bassa.
                  con quali effetti anche solo a medio termine non è un problema che ci si ponga, di solito.

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  2. Se il virus “vuole” (uso il termine per semplicità: ovviamente il virus non vuole nulla) diventare endemico, deve necessariamente divenire meno virulento; per altro, non stiamo considerando che, probabilmente, se diventerà endemico, infetterà le persone fin dalla culla, situazione che finora non si è mai realizzata. A quel punto probabilmente si svilupperà un’immunità diversa, simile a quella che abbiamo per gli herpesvirus, che ci prendiamo prima dei due anni e che ci fanno compagnia per la vita, dandoci pochissimo fastidio tranne che in alcune occasioni. L’altra possibilità è che il Covid si comporti come l’ebola, o la peste… ma ricordiamo che la peste è ad un certo punto scomparsa dai radar. Insomma, prima o poi qualcosa succederà e ne usciremo. Il problema è il “frattempo”.

    (Se il virus è così diffusivo nei visoni… forse sarà l’occasione per chiudere gli allevamenti di visoni?)

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    • la risposta alla tua domanda finale, pudicamente o ironicamente messa tra parentesi, dovrebbe essere ovvia.
      ma mi pare evidente che in Occidente si pretende di combattere il virus senza modificare in nulla lo status quo, e questa bella pretesa condanna la battaglia contro il virus a sconfitta certa.

      il virus in mutazione diventerà più buono o più cattivo? per ora sembra stia diventando più cattivo, ma potrebbe anche essere una falsa impressione, e l’abbassamento dell’età media dei colpiti essere dovuto alla diffusione di comportamenti irresponsabili nelle fasce d’età che si consideravano a torto immuni.
      se diventa troppo cattivo e dovesse sterminarci tutti, sparisce anche lui, a meno che non trovi qualche altra specie animale in cui annidarsi (ma escludendo i visoni da allevamento, visto che li alleverebbe più nessuno). la cosa problematica e che, come giustamente ricordi, il virus non ha volontà.
      tendenzialmente possiamo aspettarci da un coronavirus che lentamente degradi, come hanno fatto i precedenti; ma chi può dire che certamente finirà così?

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