la mia settimana virtuale fuoricasa dal 13 al 19 marzo 2021 – 124

in nome di qualche oscuro parallelismo tra virtuale e naturale io sia diventato poco propenso anche alle uscite verso altri blog, e mi dispiace, ma mi pare che la tendenza sia condivisa anche altrove, pur se io resto molto meno popolare e meno letto di moltissimi altri. e perfino la mia attività sul mio blog dedicato ai viaggi (della quale relaziono in fondo) procede a ritmo ridotto.

segnalo tuttavia di questi sette giorni fuori casa la qualità delle interazioni con i miei interlocutori esterni preferiti: 2. con Francesca sul problema della nostra presunta libertà di scelta; poi 3. il dibattito con gaberricci sull’isolamento sociale; 4. il dibattito con inerro.land sulla ottusa censura di Facebook che lo ha colpito; 5. il post di Raimondo Bolletta sul vaccino Astrazeneca, che ha impropriamente agitato i nostri giorni appena trascorsi.

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5. segnalo questo post dell’amico Raimondo Bolletta, https://rbolletta.com/2021/03/16/domani-mi-vaccino/; ho già avuto modo di commentarlo qui, ma vorrei dare più evidenza possibile a questa sua citazione dal quotidiano Domani:

Nel Regno Unito sono stati somministrati oltre 11 milioni di dosi di Astrazeneca, e tra i vaccinati sono stati rilevati 45 casi di trombosi. Sono stati somministrati anche 11 milioni di dosi del vaccino di Pfizer, e sapete quanti sono i casi di trombosi rilevati? 48,3 in più, ma quello pericoloso tra i due è il vaccino Astrazaeneca, dice la stampa italiana. Perché lo dica non si sa.

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4. inerro.land, La censura e il (finto) perbenismo / Censorship and (fake) respectability 15 marzo 2021

sospeso da Facebook per istigazione all’odio, per questo commento:

corpus2020 15 marzo 2021 alle 21:02
che dire? Facebook l’ho mollato anni fa, quando sembrava paranoia vedere dove andavano a parare. – credo che molti dovrebbero fare la stessa cosa, o almeno chi non ha esigenze davvero pressanti per restarci. – sull’ondata americana del politically correct, direi di fare una solida, consistente e perfino organizzata resistenza passiva. è un movimento fatto da chi non sa sdrammatizzare, neanche sorridere e non ha senso dell’ironia, in poche parole dagli imbecilli, e dovrebbe bastarci metterci oltre. non ci dobbiamo adeguare alla stupidità, punto e basta.

inerro.land 15 marzo 2021 alle 21:49
Purtroppo al momento rimane una grande vetrina, e per gente come me è d’obbligo esserci.
Ma mi sta stancando, per la sua politica, per il decidere “lui” cosa farmi vedere, per nascondere i miei post a chi mi segue per costringermi a pagare le sponsorizzazioni (che non faccio)
Sto iniziando a cercare altrove, penso che FB abbia i giorni contati (lo spero) – Per quanto riguarda il politically correct e la resistenza passiva, penso che noi, insomma già avanti con gli anni e che abbiamo vissuto realtà diverse, possiamo anche farlo…
Ma le generazioni future? Mia figlia di quasi 5 anni? Cosa sarà normale per lei?

corpus2020 16 marzo 2021 alle 10:37
in piccola parte dipende anche da noi. – vedo che i miei figli, che sono più o meno della tua generazione, hanno bandito i social e la tv dalle giornate dei loro figli e l’accesso ai media è controllato e gestito dalla famiglia e non dai potentati dell’informazione; è dura, lo so, e non durerà per sempre.
ma la renitenza comincia anche da alcune piccole cose.
la mia generazione del resto proviene da un mondo simile, quello degli anni Cinquanta, tutto ipocrisia, censura e Madonne pellegrine; poi abbiamo fatto il Sessantotto, quando ci siamo rotti le scatole…

Veronica 16 marzo 2021 alle 07:08
Assolutamente d’accordo con te Mauro!!!!

corpus2020 16 marzo 2021 alle 10:30
grazie mille Veronica, viaggiatrice gemella… 🙂

Veronica 16 marzo 2021 alle 11:59 : – cuore –

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3. gaberricci, Il soccorso di un eroe, per riconquistare la libertà March 15, 2021

corpus2020 March 15, 2021 at 9:39 am – abbiamo perduto la libertà? una doverosa prudenza nei comportamenti in una situazione sanitaria di emergenza ci sta togliendo la libertà? ma allora che cos’è la libertà? che libertà abbiamo in testa?
la letteratura non è qualcosa di diverso dalla vita, è la vita stessa: chi ci può togliere la vita del pensiero, se non la morte?
e difendersi dalla morte non è perdere la libertà, è difenderla.

gaberricci March 15, 2021 at 9:42 am
Ognuno ha la sua, presumo. E difendere la vita è una locuzione che mi fa sempre pensare ai pro-life… ad ogni modo, ho solo citato :-).

corpus2020 March 15, 2021 at 11:13 am
infatti, ho badato bene a non farmela uscire di bocca…
un post è bello se suscita domande; non c’era polemica con l’autore, anzi…

gaberricci March 15, 2021 at 2:01 pm
Ad ogni modo, come in tutto ciò che riguarda la pandemia, io credo che il giusto sia da qualche parte nel mezzo (come per altro diceva pure quel tipo di Stagira). In questo caso, da qualche parte tra “voglio fare il cazzo che mi pare” e “chiudetevi in casa e uscite solo per lavorare”. Quale sia la parte precisa, però, francamente lo ignoro.

corpus2020 March 15, 2021 at 2:50 pm
mai amato l’etica di Aristotele e in particolare l’idea del giusto mezzo: come è possibile che il comportamento giusto possa scaturire da due comportamenti entrambi negativi, anche se diversi e talora perfino opposti, almeno apparentemente? dunque il bene non sarebbe altro che la mediazione fra diverse forme di male? povero bene!
per fare un esempio e calare questa riflessione nel concreto, nella pandemia io non credo che il comportamento giusto possa nascere prendendo come punto di riferimento due diversi modi di sottomettere gli altri al proprio potere.
il comportamento giusto va cercato in se stesso, ed è cercare di proteggere se stessi e nello stesso tempo gli altri. questo significa astenersi da contatti e attività sociali a rischio, fino a che non si percepisce che questo sta mettendo a rischio la salute mentale e non soltanto il bisogno di benessere o le abitudini. insomma sopportare il disagio fino a che non ci si rende conto che ci sta facendo proprio sbarellare di testa.

gaberricci March 15, 2021 at 4:53 pm
Be’, ma a me questo sembra un giusto mezzo, ma semplicemente applicato in senso “orizzontale” e non “verticale”. Anche tu ammetti l’attività sociale, quando l’isolamento ci fa uscire di testa.

gaberricci March 15, 2021 at 4:53 pm
(In generale, comunque, nemmeno io sono un aristotelico).

corpus2020 March 15, 2021 at 8:16 pm
sì, sono per la disciplina sociale, ma non per l’obbedienza cieca e semi-cadaverica dei gesuiti. quel che ho proposto non è affatto un giusto mezzo tra l’asociale che vuole fare il caxxo che vuole e l’asociale che vuole mettere a rischio la salute dei suoi sottoposti per non perdere il guadagno; è un bilanciamento spero equilibrato, ma tutto interno ad una logica sociale di comunità: non è giusto obbedire fino al punto di fare del male a se stessi, e dunque indirettamente anche agli altri che vivono attorno a noi.
il giusto mezzo, aristotelico o no, era uno dei cavalli di battaglia della Democrazia Cristiana, che si poneva come giusto mezzo tra comunismo e fascismo.

gaberricci March 15, 2021 at 9:07 pm
Ed il sociale che ricorda che l’uomo è anche socialità, che ha bisogno di stare insieme ai suoi simili?

corpus2020 March 16, 2021 at 1:01 pm
questo è un problema vero, ma completamente diverso da quello posto inizialmente. per questo ho parlato di esame che ciascuno deve fare di quale è il suo concreto punto di resistenza rispetto alle limitazioni oggi necessarie, sapendo però il margine di rischio.
d’altra parte la nostra idea post-moderna della socialità è diversa da quella storicamente prevalsa nella vicenda umana ed è condizionata molto dalla cultura del consumismo dominante. se si guarda alla storia, abbiamo modelli di socialità molto vari e sempre largamente circoscritti; per la cosiddetta metà del cielo, il mondo delle donne, in molte culture la socialità era, e in alcuni casi è tuttora, conclusa dentro la cerchia delle mura domestiche o quasi; per l’uomo primitivo per decine di migliaia di anni il sociale non era più ampio delle 20-30 persone della tribù di appartenenza; la socialità dei servi della gleba medievali e anche quella dei monaci non era molto diversa. noi viviamo in modelli di socialità diversi, la socialità urbana e poi la socialità mediatica trasversale. sono modelli culturali di socialità anche questi, e potrebbero dover essere cambiati. sono le forme di socialità del consumismo moderno e post-moderno, non sono un valore assoluto, anche se è il nostro modello mentale di socialità.
poi potrebbe essere che la selezione naturale colpisca in particolare chi non se ne sa staccare.
del resto non sono i piccoli rapporti interpersonali autentici la fonte principali del contagio, mi pare, ma i grandi addensamenti richiamati dal consumismo di massa: la movida, lo stadio, il centro commerciale, lo struscio del pomeriggio, i viaggi in aereo e le crociere sarebbero la socialità a cui non si può rinunciare?
quanto alla socialità vera e autentica, dei rapporti interpersonali che contano, essa sta subendo limitazioni tutto sommato modeste, che dovrebbero risultare normalmente sopportabili. basta che io pensi alle limitazioni sociali vissute dai miei genitori pochissimi anni prima della mia nascita per trovare situazioni ben più devastanti.
insomma alla mia generazione, forse un poco bastarda, molte lamentele fanno l’impressione del frignare di bambini viziati a cui è stato vietato qualche divertimento non essenziale.

gaberricci March 16, 2021 at 9:20 pm
Ma i bisogni non sono assoluti: nascono dal contesto in cui una persona cresce. E mi sembra quanto meno severo considerare che una (anzi, più di una) generazione cresciuta in modo diverso e con un’idea diversa della socialità sia semplicemente “viziata”.

corpus2020 March 17, 2021 at 12:51 pm
a me sembra una constatazione oggettiva, alla luce della storia. mi sembra un grave abbaglio pensare che le epoche di benessere possano essere eterne; e comunque non è mai successo. tutte le società decadono e il crollo è tanto più brutale quanto più alte erano le mete raggiunte.

gaberricci March 18, 2021 at 11:31 am
Ma tu stai dando per scontato che la socialità “larga” sia una conseguenza ovvia del consumismo, e che non possiamo conservare quella senza difendere questo. Per me, questo assunto non è così ovvio.

corpus2020 March 18, 2021 at 3:34 pm
la tua obiezione è solida.
non credo che la socialità larga sia una CONSEGUENZA del consumismo, credo che il suo bisogno ne sia piuttosto una PREMESSA.
per essere meno oscuro: il consumismo accoglie prima e poi esaspera il bisogno di consumare; credo che faccia lo stesso col bisogno di allargare i propri rapporti sociali, che è naturale come gli altri bisogni.
il limite del consumismo sta nel fatto di volere soddisfare tutti questi bisogni rendendoli potenzialmente illimitati.
per questo una lotta al consumismo passa attraverso un ridimensionamento dei bisogni e anche del bisogno di socialità allargata, in se stesso molto naturale.
la lotta al capitalismo passa attraverso la riconquista del senso del limite inevitabile. (sempre secondo me, naturalmente).

gaberricci March 19, 2021 at 1:40 pm
Ma dipende da cosa si intende per socialità allargata. A me non sta mancando conoscere nuove persone, sta mancando vedere quelle che conosco già.

corpus2020 March 19, 2021 at 8:20 pm
certamente hai ragione; credo che il mio punto di vista sia molto particolare, tipico di una persona che ha vissuto sette anni in Germania, senza grandissimi contatti sociali, e che, tornato in Italia, ha scelto appena ha potuto una vita di relativo isolamento in questo borgo di 16 abitanti, dove peraltro nessuna proibizione è in grado di impedire la prosecuzione dei normali contatti; queste chiusure ricorrenti quindi non mi cambiano molto la vita, se non nell’impedirmi qualche escursione e viaggio, anche se pure per me un isolamento sociale completo è pesante; ma il fatto che i lockdown completi coincidano col trasferimento della famiglia di mio figlio da me altera totalmente la mia percezione del problema.
poi certamente i contatti via internet alleviano l’isolamento; penso a quelli con mia figlia ad Abu Dhabi, che da un anno sono solo videochiamate.

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2. Francesca, Il mondo delle scelte degli umani marzo 14, 2021 – Gli animali, che sono predeterminati dagli istinti, non hanno la necessità di scegliere. Gli esseri umani, invece […] non possono non scegliere […]. Ciò comporta l’assunzione di responsabilità.

corpus2020 marzo 15, 2021 alle 8:13 am
ciao, Francesca. – non so da dove hai preso questo passo, che appare come una citazione, ma non sono molto d’accordo con la rappresentazione che dà della nostra libertà di scelta e su una contrapposizione così netta col mondo degli animali: in realtà siamo animali anche noi, solo un po’ più complicati, e porta a un’idea sbagliata della vita e a scelte sbagliate rappresentarci come dei puri angeli, totalmente padroni delle nostre scelte.
anche noi siamo agiti dagli istinti, come gli altri animali; l’unica differenza fra noi e loro è che, in determinate circostanze, e quando la forza degli istinti non ci travolge del tutto (alcuni di più, altri dimeno, perché gli istinti non hanno la stessa forza e non sono eguali per tutti), noi possiamo provare a fermarli o frenarli o esprimerli in forme più elaborate. riuscirci è un processo complesso in cui consiste l’aspetto principale dell’educazione: la riuscita della formazione di questa coscienza inibitoria è, a sua volta, diversa, da persona a persona, e in alcuni essa è così debole da apparire quasi assente del tutto; alcuni la sviluppano in maniera esagerata e questo porta facilmente a forme di sofferenza che assumono l’aspetto di nevrosi.
ma nessuno di noi è completamente libero di decidere di se stesso, almeno secondo me. – ciao, buona giornata e scusa se ho approfittato dello spunto che mi hai dato.

Francesca marzo 15, 2021 alle 5:12 PM
Ciao Mauro, non è una citazione ma una conversazione tra amici nata da una domanda: in fondo perché scegliere o no, se tale azione preclude ogni possibilità? Risposta è che sta proprio, nell’esserci, un obbligo intrinseco. Non ho scritto proprio che noi non siamo animali. Siamo bipedi e mammiferi, né siamo liberi. Anzi forse è proprio “scegliendo troppo e male “che siamo diventati sempre stretti. Mi vengono in mente le tonnare con il tonno che entra. L’aspetto che tu evidenzi cioè il nostro essere abituati a regole sociali più o meno, il nostro essere educati a rielaborare la realtà e a farci un’idea critica più o meno lucida e la coscienza inibitoria… Nasciamo con un patrimonio di conoscenze chiuso nel DNA. Infine quella voce parla dentro di noi è la coscienza. Molto sopita, senza aprire parentesi sullo stato sociale. L’ambiente in cui si cresce è fondamentale per tutti i futuri rapporti. Eppoi il nostro temperamento che per me non cambia Ripeto che la differenza tra noi animali e gli altri sta proprio in quella parte indeterminata che sovente non funziona bene. Fatta comunque di pulsioni quella smania che prende e a volte conduce troppo lontano. La mia figlia maggiore ormai ha 50 anni. Poi a distanza altre due . Quanta differenza tra allora ed oggi. I genitori non sempre usufruiscono delle possibilità odierne. Non so se ti ho risposto .
Non c’entra niente ma sono 10 anni che è scoppiata la guerra civile in Siria. Ho ripassato un po’ di storia ho visto che in realtà l’unica che ha reagito a tanto male è stata Angela Merkel. Tutto il resto è noi a parte il Fatto che ancora quella popolazione soffre ingiustizie disumane. Spero di aver chiarito meglio. Ti abbraccio ,grazie 🤦🐞

corpus2020 marzo 15, 2021 alle 9:36 PM
Il tuo commento deve ancora venire moderato.
ciao francesca, grazie di questa risposta effervescente, come quasi sempre. a me pare che ci siamo capiti ed incontrati nell’essenziale.
dieci anni dall’inizio della guerra di Siria, ma anche da quella di Libia: sono stato in Siria nel 2003 e in Libia nel 2010, pochi mesi prima dell’inizio della guerra: Obama ne ha di morti sulla coscienza, ma soprattutto la Clinton.

augurarti buona serata in questo quadro e tra queste memorie mi sembra un poco fuori posto; ti auguro una nuova positiva giornata, piuttosto, e grazie.

. . .

.1. un commento sul mio post in video sul mio canale Youtube, al quale non riesco a rispondere lì:

Tonio Piacerediconoscerti: “Fare tabula rasa dei partiti e dei politici che hanno governato finora mi chiedo quanto sarebbe stato fattibile”

rispondo qui: eppure Monti lo fece: altri tempo? altri momenti?

ma devo avere sbagliato qualcosa nell’impostazione di questo video, dato che viene trasmesso soltanto in streaming e mi rimane perfino misterioso come qualcuno abbia potuto commentarlo, dato che le statistiche di Youtube mi danno 0 visualizzazioni.

.https://youtu.be/lllKjEnLvPU

. . .

da ultimo i link preannunciati ai miei post di viaggi del mio blog bortoround; non ci sono video questa settimana n cui sono ancora tutti dedicati alla parte finale del mio viaggio in Egitto del 2005, del quale ho perso le riprese; solo foto, purtroppo di repertorio.

da Assuan ad Abu Simbel e ritorno, il lago di Assuan – 5 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. – 103

una giornata ad Assuan – 6 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. – 104

Assuan, il monastero di San Simeone, il cammello. 7 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. 105

da Assuan al Cairo. Giza, delirio turistico. 7-8 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. 106

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2 commenti

  1. Grazie Mauro, sai mi fa piacere leggere dei tuoi viaggi. Di ciò che scrivi e dei collegamenti che comunque hai. Pochi magari ultimamente ma buoni. Io sono fuori orario, mi capita così approfitto per dipingere e per leggere. Insomma non affogo in un bicchiere d’acqua. Il mare ed io ci aspettiamo, ancora almeno due mesi. Intanto oltre alla quotidianità personale, poco incoraggiante, c’è sempre la più piccolina. Ci divertiamo. Per questo domani pomeriggio torno verso il mare. Niente uscite amico mio. Non ho letto tutto, lo farò. Ti abbraccio, notte bella 😘

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    • cara Francesca, ho letto la tua poesia preziosa e quasi mi dispiace che il troppo che scrivo ti distragga da cose più belle (tranne i racconti di viaggio, per i quali faccio sempre un’eccezione): per fortuna sono in fase un poco di stanca e di demotivazione, in cui le parole mi sembrano inutili, e del resto i tre nipoti con i quali divido le giornate hanno le loro esigenze: ieri nel soppalco libreria abbiamo cercato a lungo e alla fine trovato Io speriamo che me la cavo, che avevano visto dai loro amichetti da qui, e si sono sganasciati a leggerlo; anche io ho una piccolina di tre anni, che è un vero miracolo di tenerezza, ma anche di intelligenza; il primo invece ha delle attitudini grafiche altrettanto straordinarie. quindi meglio dedicarsi a loro, in fondo che a scrivere di troppe cose che ci sembrano importanti e non lo sono.
      buona giornata, cara amica; i commenti ci aiutano a restare in un contatto più profondo dei post. buon mare, anche solo dalla spiaggia.

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