un’altra settimana virtuale fuoricasa dal 20 al 26 marzo 2021 – 133

conversazioni esterne in calo, motivazioni declinanti, sia in me stesso sia, mi sembra, in molti dei miei interlocutori, tanto che mi pare inutile tracciare un riassunto preliminare un riassunto preliminare dei pochi scambi avuti, e sono stato perfino tentato di rinviare il post alla settimana prossima, limitandomi a pubblicizzare i miei post con i resoconti di viaggi passati, nell’altro blog, bortoround.

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4. nellamentenelcuore.wordpress.com, “Finestre illuminate…” 25 marzo 2021

corpus2020 26 marzo 2021 alle 7:53
suggestiva l’immagine e belli anche i versi

nellamentenelcuore 26 marzo 2021 alle 10:42
Grazie!

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3. segnalo questo bellissimo articolo di lillyslifestyle, la blogger fondamentale per chiunque desidera conoscere il Portogallo, viaggiarci o perfino trasferircisi:

“FARE IL PORTOGHESE”, IL FALSO STORICO E L’ELEFANTE CHE VISSE IN VATICANO FEBBRAIO 1, 2021

è un post, allo stesso tempo molto curioso, quanto ricco di informazioni storiche, sull’origine dell’espressione fare il portoghese.

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2. gaberricci, Comunicazione a margine March 25, 2021

corpus2020 March 25, 2021 at 6:12 am
ma non finire nel circo(lo) mediatico è essere censurati?

gaberricci March 25, 2021 at 10:04 am
Secondo me, in pratica, sì. Se non passi per un “canale ufficiale” non raggiungi nessuno.

corpus2020 March 25, 2021 at 11:28 am
ma esiste un DIRITTO di accesso ad un canale ufficiale? io direi di no.

gaberricci March 25, 2021 at 5:03 pm
Ah be’, no. A parte che ognuno ha diritto di esprimere eccetera. Ma non è stabilito il diritto di essere ascoltati.

corpus2020 March 26, 2021 at 3:52 am
ci sarebbero ulteriori considerazioni da fare, che il tuo post sollecita, ma le rinvio, per non appesantire troppo il dialogo.

– le inserisco qui allora:

esiste una censura reale quando si impedisce a qualcuno, con qualunque mezzo, di esprimersi direttamente con i mezzi che ha a disposizione: parola, scritto, comunicazione mediatica.

per esempio, se Facebook blocca, cancella o limita l’ordinaria visibilità di un post che viola i suoi parametri di accettabilità, esercita certamente una censura.

se un quotidiano decide di non pubblicare l’articolo di un suo commentatore che ordinariamente pubblica, questa è censura.

ma se non pubblica la lettera al direttore di un lettore (a me è appena successo), questa non è censura, se io posso divulgare comunque la mia lettera con altri strumenti che ho a disposizione.

è censura il divieto di pubblicazione di libri o di determinati contenuti anche altrove.

è censura anche vietare manifestazioni di pensiero che sono istigazioni all’odio razzista, sessista, politico, sociale? tecnicamente sì, anche se si tratta di interventi che ritengo giusti.

è censura anche bloccare la diffusione di informazioni palesemente false e socialmente pericolose?

certamente sì, come appena detto, ma in questo caso è molo più problematico stabilire se l’intervento è giusto oppure no: molto migliore potrebbe essere accompagnare la pubblicazione con un avviso al lettore che ristabilisca la verità; ma è molto difficile stabilire una legge chiara, perché non è affatto facile distinguere dal caso precedente, dove la censura è giustificata e la censura giusta rischia di diventare invece arbitraria.

ma il problema di cui ci stiano occupando è molto diverso e si riassume nel caso di chi grida di essere stato censurato perché un mezzo di comunicazione di massa, gestito da altri, non gli ha dato visibilità.

visto che sono appena stato oggetto di un intervento simile, mi è più facile capire che cosa si nasconde al fondo di questa protesta: e non mi riferisco tanto al delirante narcisismo che affligge la società dell’informazione di massa, quanto all’idea sottintesa che il silenziamento sui media sia arbitrario e negativo perché esclude da qualcosa che è sentito come parte della realtà.

insomma in questo tipo di protesta è evidentemente, secondo me, una sopravvalutazione dell’importanza della fittizia parvenza di esistenza mediatica. invece che lamentarsi dell’esclusione dall’universo mediatico, segnalandone l’importanza per se stessi, a me pare più convincente la consapevole accettazione di una comunicazione in ambiti ristretti e, per dir così, naturali.

insomma credo molto a forme di opposizione che si esprimono con l’autoesclusione e al limite al silenzio, piuttosto che sulla querula richiesta di cooptazione

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.1. inerro.land, Domanda / Question 23 marzo 2021

corpus2020 24 marzo 2021 alle 08:19
io ho notato che le mie foto sono poco definite, soprattutto se vengono caricate con la funzione “in pila”; non mi pare che fosse così in passato, ma non potrei giurarci, forse ero io che facevo meno attenzione. – pensavo che il difetto fosse nel manico, cioè nelle mie foto…; del resto, guardando le tue, non ho notato il problema, se questo ti potesse consolare… – ciao!

inerro.land 24 marzo 2021 alle 19:16
No, Mauro, è esattamente quello che ho notato anche io!
Per esempio, le foto del nibbio, appena postate, ti assicuro che sono molto più definite che come si vedono… sembrano sfuocate…
😡😡😞

corpus2020 24 marzo 2021 alle 22:54
io le vedo molto nitide lo stesso, ma è vero che uso come termine di confronto le mie! 🙂

inerro.land 25 marzo 2021 alle 19:47
Sarà la mia deformazione professionale 😃😉

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questa settimana sul bortoround si sono conclusi i post dedicati alla parte finale del mio viaggio in Egitto dell’inizio 2005, col resoconto delle ultime due giornate al Cairo.

seconda giornata al Cairo. 9 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. 107

la tormentata partenza dal Cairo. 10 gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. 108

nel post successivo continua il dialogo mentale con l’Egitto.

un viaggio in Olanda con gli occhi di Sara – gennaio 2005 – quando si poteva viaggiare. 110

il resoconto di una gita scolastica di mia figlia, a Delft, in Olanda, e dintorni, mi offre lo spunto per un viaggio immaginario.

si prosegue poi con un viaggio ben più modesto, tra Germania e Italia, ma non per questo meno avventuroso.

Montecatini e Pisa – 16-19 gennaio – 2005 – quando si poteva viaggiare. 111

e infine un normale viaggio di ritorno da Brescia a Stuttgart, passando per la Svizzera.

da Brescia, attraverso la Svizzera, a Stoccarda – 2 febbraio 2005 – quando si poteva viaggiare. 112

3 commenti

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