covid: arma di distrazione di massa? plastica: arma di distruzione di massa? – 145

non credo che ci sia nessun complotto dietro – anche se mi rimane il dubbio che questo virus non sia di origine completamente naturale, ma abbia un retroterra nelle ricerche preventive di nuovi virus potenziali da combattere a suon di vaccini.

e sono convinto che la lotta condotta sostanzialmente con vaccini a virus facili a trasformarsi per loro natura sia una lotta persa, altrimenti l’influenza sarebbe già sparita dalla faccia della Terra.

penso invece che questo virus alimenta la paura per forza sua, senza che nessuno debba fare una fatica particolare per convincerci a tremare.

ma certo alla fine degli anni Cinquanta, quando la popolazione mondiale era di due miliardi e mezzo di persone, un virus influenzale fece 2 milioni di morti senza che nessuno battesse ciglio o che si prendessero misure particolari per fermarlo; certo la guerra mondiale era ancora molto vicina, con i suoi 50 milioni di vittime, ma allora si aveva molta più paura di una nuova guerra atomica che dell’influenza…

oggi con una popolazione umana triplicata, siamo vicini soltanto alla metà dell’incidenza di quella malattia, con meno di 3 milioni di vittime, e ci dicono anche che siamo vicini a vedere la fine di questo flagello: se sarà così, se la strategia vaccinale risulterà efficace, se fermeremo il virus non con le cure, ma tagliandogli l’erba sotto i piedi, potremo considerare una parentesi neppure troppo grave questi mesi che sembrano non finire mai.

eppure mi chiedo se questa pandemia non ci nasconda qualcosa: ha caratteri in parte nuovi dalle precedenti, prima di tutto perché era prevista, con profezie che si sono auto-confermate, e, non vorrei dirlo, ma pareva perfino attesa.

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noi intanto da 15 mesi non pensiamo ad altro: questa paura ci impedisce di guardarci attorno e di cogliere gli altri segnali di crisi della nostra civiltà, persino quelli che sono ben più gravi, ma meno immediati; e qui potrebbe consistere il vero effetto catastrofico della pandemia attuale: che ci distrae da altri compiti urgenti, urgentissimi.

non ripeterò considerazioni che ho già fatto sull’aggravarsi accelerato dell’effetto serra; oso pensare che ognuno dei miei lettori sia consapevole che non ci potranno essere vaccini a salvarci.

accenno oggi ad un altro problema altrettanto grave, ma quasi sconosciuto: il progredire dell’infertilità, soprattutto maschile, ma anche femminile, collegata alla diffusione della plastica: è abbastanza noto che il numero degli spermatozoi prodotti giornalmente è in drammatico calo da anni; il numero di spermatozoi dell’uomo occidentale medio, tra il 1973 e il 2011, è crollato del 59%.

oggi si legge che entro vent’anni la metà dei maschi in Occidente potrebbe risultare infeconda: https://www.corriere.it/pianeta2020/21_aprile_03/inquinamento-plastiche-vent-anni-gran-parte-coppie-non-riuscira-ad-avere-figli-6c4f7cf8-93bc-11eb-a162-c78b02fef827.shtml

quanto ai bambini che nascono, cresce fra loro l’incidenza delle malformazioni e crescono gli aborti spontanei.

la causa di questa crisi riproduttiva rimane oscura, nel sistema mediatico, ma poi chi cerchia può trovare l’informazione di nicchia che la collega a precise sostanze contenute nelle plastiche che ricoprono oramai tutte le nostre merci o quasi.

ftalati, utilizzati per rendere la plastica morbida e flessibile, e bisfenolo, usati invece per indurirla, impiegati per la produzione, la lavorazione e il confezionamento degli alimenti, imitano gli ormoni sessuali del corpo – come testosterone ed estrogeni – e in questo modo, diffondendosi nell’organismo, “ingannano” il corpo che crede di non aver più bisogno di produrre quegli ormoni naturalmente: diminuiscono la produzione di spermatozoi negli uomini e ne abbassano la libido e aumentano il rischio di aborti o parti prematuri nelle donne.

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la notizia è drammatica, ma la scienza alza le spalle: per avere figli basterà ricorrere alle tecniche di fecondazione artificiale, no?

io faccio fatica a credere che vi sia un silenzio così massiccio su una questione simile: certo, siamo animali egoisti, al fondo, e nessuno individualmente si preoccupa più di tanto se i suoi discendenti potranno avere delle difficoltà a generare.

e che dire della Chiesa cattolica? si preoccupa tanto per la contraccezione e l’aborto e non si preoccupa di quella colossale contraccezione di massa che nasce dalla diffusione della plastica?

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eppure basterebbero misure limitate per fermare la dissoluzione stessa della nostra specie, che appare minacciosamente imminente, ma per qualche verso persino provvidenziale…; e ci sono misure semplici che ciascuno di noi potrebbe adottare da subito, in linea teorica, rifiutando tutti gli alimenti avvolti nella plastica, e ogni recipiente di plastica in cucina.

l’ho detto in via provocatoria: basta immaginarsi la chiusura dei supermercati e noi che andiamo a procurarci il cibo direttamente dal produttore, vero?

carne che non proviene da allevamenti industriali e non è imbottita di antibiotici, ad esempio: bovini e pollame che pascolano liberi nei prati, in un mondo da Mulino Bianco che si potrebbero permettere solo pochissimi privilegiati (tra i quali non mi nascondo di essere anche io, almeno in parte, ma soltanto per alcune scelte controcorrente fatte).

ma tutti gli altri?

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il mondo va separandosi sempre più nettamente in due: chi può scegliere ancora una vita e una dieta almeno relativamente naturale o un po’ meno innaturale, e la massa che dovrà continuare ad alimentarsi nei supermarket low cost, tra una confezione plastificata e l’altra.

massa amorfa e disinformata, pronta anche a ribellarsi, come si è visto non troppo tempo fa, ad ogni tentativo di limitare la diffusione genocida delle plastiche senza le quali crollerebbe il mercato stesso della distribuzione.

ma notate pure l’ultimo paradosso: dove questo problema è minore? nelle sacche estreme di povertà dove la globalizzazione consumista non è ancora arrivata.

lì la fertilità non è ancora in crisi, e la salvezza dell’umanità potrebbe venire proprio dalle masse miserabili che la plastica non la vedono ancora.

sempre che l’effetto serra non li stermini prima; ma prima che questo avvenga, proveranno a spostarsi no? anzi, perché uso il futuro? lo stanno già facendo.

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bene, e adesso ricominciamo a parlare di covid e di vaccini.

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