Roberto Berardi: botta e risposta sul sofagate – 154

l’amico Roberto Berardi risponde per mail alla mia ultima replica nel nostro dibattito sul divano della von der Layen a Istanbul, con questa postilla: Non mi sembrerebbe sbagliato dare spazio a questo commento creando un terzo post sul tema, comunque chi gestisce il blog può sempre aggiungere la sua ultima parola.

è quello che farò, molto volentieri, mi piace che questo blog dia voce a posizioni diverse e lo ringrazio.

replicherò cercando però di essere questa volta più sintetico: cosa che chi mi conosce sa quanto mi risulti difficile.

. . .

Ciao Mauro, sono un po’ cocciuto anche io. Ma attraverso i commenti ai post è difficile visualizzare e spiegare bene, quindi adotto un formato più flessibile.

16 Novembre 2015.
Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, incontrano Recep Tayyip Erdogan, presidente della Turchia, a margine del vertice del G20 ad Antalya.
Bandiera turca alla destra di chi guarda, Europea a sinistra. Tusk alla destra di Erdogan, Juncker alla sua sinistra.

postilla mia: grazie di avere chiarito le circostanze: si tratta, dunque, di un incontro occasionale, non di un vertice diplomatico ufficiale: lo dice anche tutta la scenografia.

7 aprile 2021
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto il capo della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ad Ankara.
Bandiere nella stessa posizione, ma non i partecipanti. Inoltre di fronte alla Von der Leyen il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che secondo il protocollo diplomatico ha uno status decisamente inferiore a quello di lei.

Qualcuno ha provato a spiegare la differenza di protocollo adottato in base al fatto che anni fa la Turchia cercava di aderire Unione Europea, e quindi voleva essere gentile con l’Europa, ma l’argomento è specioso. Già dal 2006 (mozione di Cipro) i negoziati sono interrotti. Mi sembra più legittimo collegare questo episodio con il recente ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul, avvenuto meno di un mese fa. (Nota a margine: secondo i dati dell’Onu, in Turchia il 38% delle donne sposate ha subito violenza fisica e/o sessuale nel corso della sua vita. Lo scorso anno i femminicidi sono stati 300 e 171 donne sono morte in circostanze sospette. La Turchia batte con buon margine l’Italia, che è ferma a “solo” 111 femminicidi nel 2019)

Alcune cose sono evidenti, poi aggiungo qualche commento:

Il diverso protocollo è stato legittimamente (dal punto di vista diplomatico) proposto da Erdogan.
Data la sua considerazione delle donne ed il recente (20 Marzo) ritiro della Turchia dalla Convenzione di Instanbul del 2011, “il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza” (Wikipedia), la cosa non stupisce.
Ma io ritengo giusto criticare tale cambio di protocollo e lo ritengo discriminatorio, aggravato dalla presenza sul sofà opposto del loro Di Maio, ponendo di fatto la Von Der Leyen al suo livello, cosa che non è, come sottolineano varie testate.
Evidentemente Charles Michel ha approvato preventivamente, a nome dell’Europa, questo cambio di protocollo. Io critico Charles Michel anche più di Erdogan. Ha gravemente sbagliato ad accettarlo. Lo ammette anche lui: “ Sono dispiaciuto per l’incidente di Ankara, mi toglie il sonno”.
Michel non ha informato la Von der Leyen del protocollo adottato, data la visibile incertezza della stessa nel video. Di male in peggio per Charles Michel!

E’ legittimo che se ne sia occupata la stampa Italiana ed Americana? (solo per citarne uno, vedi l’ampio articolo del NY Times qui. https://www.nytimes.com/2021/04/07/world/europe/turkey-eu-women-chair.html )
Io ritengo di sì, il prestigio delle istituzioni Europee, nella loro complessità ed articolazione, è in gioco e non deve essere sbilanciato dalle decisioni di Erdogan, approvate da un non disinteressato Charles Michel.
Secondo te “la vicenda della poltrona non assegnata ad Ankara alla tedesca von der Leyen, presidente della Commissione Europea, continua ad avere scarsissima attenzione sulla stampa della Germania”. Davvero?
Questo è un parzialissimo fact check.
Suddeutsche Zeitung https://www.sueddeutsche.de/politik/sofagate-tuerkei-eu-erdogan-von-der-leyen-1.5257315 ,
Frankfurter Allgemeine qui https://www.faz.net/aktuell/politik/ausland/wurde-ursula-von-der-leyen-in-der-tuerkei-gedemuetigt-17282033.html ,
Saarbruecker Zeitung https://www.saarbruecker-zeitung.de/nachrichten/politik/ausland/von-der-leyen-bei-erdogan-sofa-szene-als-demuetigung-in-ankara_aid-57221219 ,
Tagesshau qui: https://www.tagesschau.de/kommentar/tuerkei-von-der-leyen-erdogan-sofagate-101.html ,
Stuttgarter Zeitung qui https://www.stuttgarter-zeitung.de/inhalt.von-der-leyen-auf-dem-sofa-tuerkei-verteidigt-sitzordnung-bei-treffen-mit-der-eu.a26a2520-da39-4c91-9b4d-8bb2b9ec16f1.html
Bild qui https://www.bild.de/politik/2021/politik/eu-tuerkei-von-der-leyen-kritisiert-erdogan-wegen-menschenrechtslage-75980366.bild.html , etc. etc.
WAZ qui : https://www.waz.de/politik/aerger-nach-eu-reise-zu-erdogan-sofa-eklat-immer-brisanter-id231990629.html
TAZ qui : https://taz.de/Von-der-Leyen-in-der-Tuerkei/!5759011/
Badische Zeitung qui : https://www.badische-zeitung.de/balanceakt-mit-brueskierung–201118859.html
Augsburger Allegemeine qui: https://www.augsburger-allgemeine.de/politik/Eklat-um-Sitzordnung-Michel-entschuldigt-sich-bei-von-der-Leyen-id59460041.html
Mi fermo a 10 in Germania, ma se qualcuno lo desidera posso continuare ancora ampiamente in Germania, a Vienna, in Tirolo, in Svizzera, tanto per restare in area germanofona, oppure se preferite posso passare all’area francese, spagnola, Inglese dal Guardian in poi, persino Arab News, etc. etc.
Insomma io non sono certo un ammiratore del sistema mediatico Italiano, tutt’altro, ma stavolta fare un post per criticarlo su questo tema mi sembra esagerato, considerata la vasta risonanza mondiale che in realtà il tema ha avuto.

Un abbraccio – Roberto

. . .

caro Roberto, nonostante le apparenze, stiamo facendo dei passi in avanti verso una visione comune della vicenda e della attenzione spropositata che ha voluto darle la stampa italiana; certo anche la stampa tedesca se ne è occupata, ma quasi sempre fra le notizie di taglio medio-basso, quasi più come curiosità che come reale problema politico; il problema infatti non è se occuparsene oppure no, ma che rilievo dare alla notizia.

ma vediamo ora la nostra nuova convergenza: il protocollo della riunione, si dice, è stato proposto dalla Turchia, ma è stato anche quanto meno accettato dall’Unione Europea; ma se ne dovrebbe dedurre, allora, che la svalutazione della von der Layen in quanto donna (e non in quanto Presidente della Commissione Europea) andrebbe eventualmente addebitata ad entrambe le istituzioni e non ad una sola, e mi pare che anche tu adesso concordi su questo.

inoltre, io non so con certezza se sia stato l’ufficio di Michel ad occuparsi della disposizione di poltrone e sofà a Istanbul, come affermi tu, ma lo sospetto anche io.

ma allora sarà un dittatore violatore della Convenzione di Ginevra sui diritti delle donne anche Michel? sarebbe ben grave per chi esercita il ruolo quasi di capo dell’Unione! ben peggio che per Erdogan.

. . .

punti di dissenso che restano:

1. oso sperare che Erdogan abbia di meglio da fare che occuparsi della disposizione delle poltrone dei suoi incontri diplomatici (pensarlo a me sembra complottismo, ma di regime), e che la questione sia rimessa agli appositi uffici delle parti;

2. chi pensa che quella mente diabolica abbia progettato la pubblica umiliazione di una donna, dovrebbe allora spiegare il particolare per me inedito, ma chiarificatore, proprio della ripresa che mi hai mandato tu: che di fronte a lei, su un divano uguale, sta un UOMO TURCO, addirittura!, evidentemente degradato per l’occasione al rango di femminiello.

3. vero che è ministro degli esteri e non capo del governo (anche perché questa carica è stata abolita in Turchia nel 2018), però insomma, una certa simmetria maschio-femmina è ristabilita, almeno con riguardo al genere sessuale.

e non mi pare un caso se finora abbiamo sempre dovuto occuparci di una foto mutilata di un particolare decisivo.

. . .

ma torniamo all’area del consenso: l’uscita della Turchia dalla convenzione sui diritti delle donne è un fatto serio e grave; io dico: non copriamolo di ridicolo col sofagate, parliamo delle cose serie per favore.

e ce ne sarebbero molte altre di cose gravi da dire sulla situazione turca, piuttosto!

e anche delle cose da non dire, aggiungo, come quella che Erdogan è un dittatore, come ha detto con massima infelicità il nostro Draghi, che non sembra molto versato nell’arte della comunicazione; e meno parla meglio è, in effetti.

Erdogan è un autocrate, con evidenti tendenze dittatoriali, sostenuto dal consenso di una striminzita maggioranza di turchi, ma non un dittatore vero e proprio, se con questo termine indichiamo un capo politico che fonda il suo potere esclusivamente sul terrore.

. . .

approfitto della tua disponibilità per un’ultima domanda (autentica e non polemica): dov’è la vasta risonanza mondiale della faccenda?

io ho dato solo un’occhiata al Times of India, giornale fatto benissimo, fra l’altro, e da cui la nostra stampa avrebbe tutto, ma proprio TUTTO da imparare, e ho trovato soltanto questa notizia: Turkey rejects claim it snubbed Ursula von der Leyen, blames EU, e il titolo mi pare dica da solo da che parte sta l’opinione di quel giornale, che in apertura richiama la dichiarazione turca that the EU’s own protocol requests were applied.

e non credo che il nostro protocollo faccia distinzione di generi.

. . .

per inciso, ho letto con un sorriso sulle labbra oggi l’intelligente proposta dell’ambasciatore Valensise che l’Europa la faccia finita e in futuro elegga Presidente della Commissione Europea il Presidente del Consiglio Europeo o viceversa: chiara denuncia di un difetto strutturale delle istituzioni europee.

(piccola nota finale autobiografica: Valensise è uomo molto intelligente e spregiudicato, che ho conosciuto anche personalmente, un giorno che volle invitarmi a pranzo in cima al Kube di Stuttgart assieme al Console, e per l’occasione inventò con estrema finezza il trabocchetto giuridico per rimandarmi a casa dal Consolato di Stoccarda con due anni di anticipo sulla scadenza naturale, con un provvedimento ministeriale erga omnes, che nel concreto si applicava però in tutto il mondo soltanto a me, e non poteva nemmeno essere sospettato di essere persecutorio o discriminatorio; riuscì così a neutralizzare l’azione moralizzatrice ed anti-ruberie del giovane Console col quale collaboravo egregiamente allo scopo; e il Tribunale del Lavoro di Roma coerentemente respinse il mio ricorso per non essere stato poi rinominato al nuovo colloquio di selezione al Ministero degli Esteri, nonostante un giudizio sommamente laudativo, riportato e verbalizzato.

giusto per ricordarci tutti come vanno le cose in Italia, e forse c’entra qualcosa anche col modo con quale la nostra stampa pompa certe notizie, al servizio di certi interessi: sempre gli stessi).

un abbraccio anche a te, Roberto!

4 commenti

  1. Caro Mauro, pazienza, è vero. la convergenza di opinioni finisce qui.

    Ma forse non è inutile riportare parte dell’articolo del Fatto Quotidiano, molto lungo e più documentato di altri sul problema protocollare, e quanto meno disponibile senza pagare un abbonamento.

    … Fonti turche citate dal giornale Daily Sabah attribuiscono quindi alla “parte Ue la responsabilità dell’incidente”, della presenza di un’unica sedia accanto a quella di Erdogan. Secondo le fonti, scrive il giornale, la disposizione dei posti a sedere “è stata suggerita dalla parte europea prima dell’incontro”.
    Altre fonti governative turche, sentite dall’Ansa, hanno confermato che “durante la visita” di martedì “è stato seguito il protocollo standard. La presidente della Commissione europea non è stata trattata in modo diverso”, precisando che “né la delegazione Ue ha chiesto una diversa disposizione. In questa situazione – hanno concluso – ci saremmo aspettati che i due ospiti si fossero accordati tra loro”.

    … Questo per quanto riguarda le fonti turche.
    Sul lato Europeo:

    … Una nota importante arriva proprio dal direttorato Protocollo, inviata al segretario generale del Consiglio, e precisa che visitare in anticipo la sala del palazzo presidenziale in cui si è tenuto il 6 aprile l’incontro non è stato possibile, “malgrado le nostre richieste“, perché né la sala degli incontri né la sala da pranzo “erano accessibili“, in quanto “considerate troppo vicine all’ufficio di Erdogan“…

    ..Dice Michel: “Deploro profondamente quanto accaduto e l’immagine disastrosa che questo significa. In quel momento non ho reagito perché c’era il rischio che fossi percepito come paternalista e ho pensato che avrebbe provocato un incidente più grave che avrebbe messo a rischio il tentativo di avere rapporti meno negativi” con la Turchia, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo in un’intervista televisiva. “Le immagini che durano più secondi sono brutali, sono scioccanti, ma non rappresentano la vera sfida di quella riunione”

    … Michel ha ammesso di aver “riavvolto il film 150 volte nella sua testa”: “Se potessi tornare indietro, mi sarei assicurato che non ci fossero ambiguità e una configurazione dei posti che mostrasse rispetto per tutti”. Il leader europeo non ha “una risposta definitiva” su una possibile provocazione dalla Turchia, ma è certo che questo momento “è inteso come una mancanza di rispetto“: “Al di là di questa questione di protocollo, naturalmente, deploro profondamente l’immagine data e l’impressione di una forma di disprezzo nei confronti del presidente della Commissione europea e delle donne in generale”, per le quali “nutro profondo rispetto”.

    … Sventate altre due gaffe – Un incidente di protocollo al pranzo ufficiale durante la visita è stato sventato dagli europei prima che von der Leyen arrivasse in sala. Il tavolo era stato apparecchiato per cinque persone su ciascun lato, con due poltrone d’onore, una per il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e una per Erdogan, seduti l’uno davanti all’altro. A von der Leyen era stata riservata una sedia piccola alla destra di Michel che è stata sostituita all’ultimo momento. Al tavolo di Erdogan, accanto a von der Leyen, era stato previsto che sedesse l’ambasciatore Ue, mentre a sinistra di Michel due dei suoi consiglieri diplomatici. In pratica il protocollo è stato preparato come se von der Leyen fosse parte della delegazione di Michel e non il capo di una istituzione europea. Per riparare al nuovo incidente protocollare, alla presidente della Commissione è stata destinata una poltrona come quelle di Michel e Erdogan ed è stato aggiunto un posto per un membro del suo staff, tanto che mentre dal lato di Erdogan erano seduti in cinque, sul lato europeo erano presenti in sei.

    Situazione che rischiava di ripetersi anche in occasione della foto di rito. “È stato” Charles Michel “a suggerire di includere” anche Ursula Von der Leyen “nella fotografia dei due presidenti per illustrare l’incontro” di Ankara, secondo quanto si legge in un documento interno del Consiglio europeo che ricostruisce il protocollo durante la visita.

    Per quanto anche io critichi Michel per avere accettato il protocollo turco, non mi sembra che le sue frasi giustifichino l’ipotesi che il protocollo l’abbia preparato lui. (vedi il parlare di ambiguità … mancanza di rispetto etc.).
    Del resto sarebbe MOLTO strano che a proporre il protocollo non fosse il paese ospite, che conosce il layout della stanza, etc. etc. .
    Certo nessuno saprà mai fino in fondo come è andata davvero.

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  2. Caro Mauro,
    mi fa molto piacere che discutere di un tema con calma e fattualmente favorisca un avvicinamento.
    Per fare passi ulteriori ti segnalo i principali punti di disaccordo rimanenti ed anche quelli di accordo.

    tu dici: “La svalutazione della von der Layen in quanto donna (e non in quanto Presidente della Commissione Europea) andrebbe eventualmente addebitata ad entrambe le istituzioni e non ad una sola, e mi pare che anche tu adesso concordi su questo.”
    Mi spiace, ma no, non concordo. Ritengo che Erdogan e Michel avessero motivazioni profondamente diverse, anche se convergenti verso lo sminuire la Von Der Leyen.
    Per Erdogan, dato il recentissimo ritiro dalla Convenzione di Istanbul, ritengo che l’elemento di discriminazione del femminile fosse prevalente, mentre non so se gli interessano molto gli equilibri tra le varie istituzioni Europee.
    Per Michel era invece affermare lo status superiore del suo ruolo rispetto a quello della Presidente della Commissione Europea, visto che nel dettare l’agenda delle priorità Europee il protagonismo della Commissione gli risulta parecchio indigesto.
    Comunque l’aspetto più umiliante è stato che la Von Der Leyen non ne fosse informata e questo è principalmente responsabilità di Michel (questo credo sia il vero punto di convergenza tra di noi).

    Dici anche “oso sperare che Erdogan abbia di meglio da fare che occuparsi della disposizione delle poltrone dei suoi incontri diplomatici”
    Non concordo. Penso che Erdogan sia molto attento ai valori simbolici: il ritiro dalla convenzione di Istanbul, il ripristino del culto Islamico in Ἁγία Σοφία mi sembrano indicare che è ben consapevole della importanza dei simboli. Che non abbia almeno rivisto la proposta protocollare di qualche suo sussiegoso collaboratore mi sembra altamente improbabile.
    Inoltre l’uomo Turco che le sta di fronte non dimostra parità, anzi!
    E’ stato scelto un uomo Turco di livello molto inferiore a quello della Presidente. In sostanza significa dire: siccome sei una “donna Presidente” ti equiparo al mio Ministro degli Esteri. E’ un po’ come sul lavoro, anche in Italia: nelle posizioni apicali le poche donne che le ottengono sono pagate molto meno: se sei donna avrai anche la posizione di Presidente, ma vali meno.

    Dici: “Erdogan è un autocrate, con evidenti tendenze dittatoriali, sostenuto dal consenso di una striminzita maggioranza di turchi, ma non un dittatore vero e proprio,,,” Concordo pienamente, Draghi ha sbagliato termine, meglio Biden, che appunto l’ha chiamato Autocrate.

    Ritengo un po’ infelice l’uso del Times of India come esempio di mancanza risonanza mondiale. Il Times of India, che peraltro ho avuto occasione di apprezzare anche io, non può che riflettere la cultura Indiana.
    E con il mostruoso numero di aborti selettivi di bambine, tanto da imporre una legge – spesso violata – per non rivelare prematuramente il sesso del nascituro e con almeno 33.000 casi di stupro nel 2017, l’India non mi sembra eccella nella sua sensibilità verso i diritti delle donne. (Inciso: so che i numeri sulle violenze per stupro sono del tutto inattendibili, perché indicano più la propensione a denunciare che il numero reale, ma gli aborti di bambine sono un indicatore fortissimo: qualcuno ha calcolato che attualmente mancano all’appello in India 63 milioni di bambine. Magari le motivazioni sono principalmente economiche (la dote?), ma il risultato è che le bambine vengono abortite ed i maschi molto meno).

    Bene, vediamo se l’avvicinamento delle posizioni continua…

    Un abbraccio

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    • io credo che il problema protocollare sia nato dall’abolizione turca della figura del capo del governo nel 2018, che ha concentrato in Erdogan le due funzioni di capo dello stato e capo del governo, mentre l’Unione Europea tiene distinte le due figure di portata analoga; è chiaro che una composizione tri-cefala dell’incontro diplomatico non sarebbe stata appropriata e dunque si è cercato di rimediare da parte turca inserendo il ministro degli Esteri.
      a questo punto diventava inevitabile la composizione quadrilatera con due vertici superiori – incidentalmente maschili – e due vertici inferiori, incidentalmente con i due sessi rappresentati.
      per cogliere a tutti i costi una discriminazione anti-femminile, che non c’è stata, non ha senso fare i confronti in verticale, ma bisogna farli in orizzontale, dove femmina europea e maschio turco sono entrambi su divano gemello; non è che la femmina l’hanno messa su una seggiolina, o peggio su dei cuscini per terra come Sherazade che racconta le Mille e una notte, e il vice-sultano in posizioni di superiorità.

      ma il cuore del problema è che i turchi affermano che la disposizione è avvenuta SECONDO IL PROTOCOLLO EUROPEO, che assegna alla figura del Presidente della Commissione Europea (anzi della Presidente, nel caso specifico) un ruolo di rappresentanza inferiore rispetto al Presidente del Consiglio Europeo; nessuno li ha smentiti. e dunque la posizione inferiore della von der Leyen non nasce dal rifiuto turco della Convenzione sui diritti delle donne – ahahah! -, ma dal cerimoniale delle istituzioni europee e non dipende dal fatto che la von der Leyen è una donna.
      con questo a me pare che la discussione sia chiusa.

      il povero Michel, o quel poveretto di Michel (come preferisci), non ha tenuto conto che siamo in tempi di me too e di femminismo sfegatato del prestigio uterino, e adesso non ci dorme la notte, messo alla gogna dalle baccanti.
      peggio per lui, direi, e noi occupiamoci d’altro.

      sul Times of India non ti seguo; visto che lo conosci anche tu, potrai facilmente convenire che si tratta di un quotidiano dall’alto profilo culturale e per niente di un portavoce delle vedute del tradizionalismo indù, pure molto potente in questo momento in quel paese. per cui ho trovato il tuo argomentare vacillante su questo punto.
      quel quotidiano ha soltanto messo in evidenza, informando correttamente i suoi lettori, l’inconsistenza della posizione europea, che ha lanciato il sasso (dando la sua interpretazione del protocollo) e poi nascosto la mano.
      episodio abbastanza penoso, piccolissimo sintomo marginale anche questo del declino dell’Europa, che se la piglia con Erdogan su faccende ridicole e inconsistenti, recitando la parte del lupo e dell’agnello, solo che il lupo è Erdogan.

      e soprattutto si deve nascondere l’essenziale: che l’Europa è succube, di fronte a lui, e anche di fronte al suo ridimensionamento islamista della posizione delle donne turche, questa sì meritevole di critiche – ma sempre misurate, come dicevo, e per nulla filo-interventiste: critiche che devono restare sul piano complesso dei confronti culturali e non su quello della diplomazia fra gli stati.
      penseranno le donne turche a difendersi, e con tutta la nostra solidarietà, tua e mia.
      ma è davvero strano che la nostra solidarietà mediatica vada invece alla scipita von der Layen che nulla c’entra con questo problema, pur di non darla alle donne turche.

      siccome sono assolutamente certo che questo commento non segna un ulteriore avvicinamento di posizioni, aspetto la tua replica, ma credo che ti lascerò volentieri l’ultima parola; dopotutto questo post è più tuo che mio… 😉

      ciao, Roberto, un abbraccio.

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