Grillo: qualis filius… – 159

dice Grillo, e lo urla a tutta Italia, che suo figlio è un coglione.

ma i medesimi non sono sempre due?

qualis filius, talis pater, è il caso di dire.

. . .

non so neppure se è il caso di aggiungere per quali e quanti motivi Grillo si rivela un coglione anche in questa circostanza.

il primo è questo: la faccenda dell’accusa di stupro fatta a suo figlio è stata davvero usata strumentalmente contro di lui in questi mesi per fini di bassa propaganda politica (così come viene rivangata quell’altra disgrazia che gli è capitata e la condanna per omicidio colposo per i due amici morti col loro figlioletto nella sua auto precipitata in un burrone per il ghiaccio); speculazioni torbide, ok, ma lui che fa? si precipita a dare loro ancora più risonanza?

errore di comunicazione fondamentale: se qualcuno usa un fatto personale per fare bieca propaganda contro di te, la tecnica migliore è aspettare tacendo, non contribuire al clamore mediatico.

. . .

ma fosse questo l’errore minore! il successivo è peggiore (e indicherò gli errori in crescendo: climax ascendente, nelle leggi della retorica):

tu che sei Beppe Grillo, il Garante del partito politico più rappresentato in parlamento, sai benissimo (e se non lo sapessi, saresti un coglione) che un tuo intervento su un fatto su cui sta indagando la magistratura è una forma di pressione indebita e molto grave.

se la magistratura si sta orientando a rinviare a giudizio tuo figlio e tu intervieni mediaticamente per urlare che è innocente, tu stai usando il tuo potere per condizionare le sue scelte, stai cercando di spostare il processo dal tribunale alla piazza, ti stai comportando come Berlusconi.

magari non hai detto chiaramente che questa denuncia è una manovra politica, come faceva lui, come fa Salvini ogni momento, ma la sostanza è la stessa.

se sei un normale cittadino, e uno vale uno, e tuo figlio finisce sotto processo, stai zitto e aspetti la sentenza; e poi semmai farai anche ricorso, se non ti piacerà.

del resto un rinvio a giudizio non è una condanna, e significa soltanto che il Pubblico Ministero ritiene che vale la pena esaminare la vicenda in tribunale: che c’è di strano?

. . .

il terzo errore sta nel fatto che tu affermi che la ragazza era consenziente, cioè entri nel merito di una vicenda alla quale non eri presente, e nel farlo, soprattutto, ti identifichi con tuo figlio.

così facendo sapremo che, se verrà condannato tuo figlio, dovremo considerare condannato anche te.

e infatti lo hai anche gridato: Arrestate me, allora!

e le regole del Movimento Cinque Stelle sulla astensione degli indagati dalla politica?

se tu sei tuo figlio – come nella peggiore tradizione del familismo amorale italico – ti dimetterai adesso dalla carica di Garante del Movimento, che del resto hai appena dimostrato di non essere degno di ricoprire?

. . .

ma vengo al peggio del peggio, anche evitando di entrare nel merito della colpevolezza o meno del figlio, che non mi riguarda:

tu urli nel tuo video che tuo figlio non è uno stupratore seriale.

possiamo crederti, infatti è indagato per un episodio solo, anche se poi coinvolge due ragazze, in forme diverse.

ma questo che cosa vuol dire? occorre essere seriali per essere condannati per stupro? non basta uno stupro solo?

e poi, dicendo che non è seriale, non sembri quasi ammettere che una volta soltanto però gli è capitato di farlo?

catastrofico.

. . .

ma il fondo dell’abisso non è ancora raggiunto.

perché Beppe Grillo urla che il figlio, quel coglione, voleva soltanto divertirsi.

c’è un video, dice, si vede che c’è un gruppo che ride, che sono ragazzi di diciannove anni, che si stanno divertendo, che sono in mutande, che sono in mutande e saltellano col pisello fuori, così, perché sono quattro coglioni, non quattro stupratori.

si stanno divertendo, dice; anche la ragazza?

queste parole sono tremende: Grillo sta difendendo lo stupro, l’abuso sessuale, definendolo una forma di divertimento.

. . .

queste parole sono assolutamente indegne.

Grillo dovrebbe essere espulso dal Movimento 5Stelle e, siccome questo non succederà, deve essere espulso dalla vita politica.

in nessun paese soltanto lontanamente civile un comportamento simile può essere accettato in nessun modo.

neppure Berlusconi pedofilo, che si comperò una minorenne, è arrivato a difendere quello che fece: almeno mentì e fece mentire per negarlo, non si difese dicendo che voleva soltanto divertirsi.

. . .

qui si dovrebbe aprire un ulteriore capitolo: sul sesso concepito come forma di divertimento per maschi, e a volte tra maschi, di cui la donna è soltanto uno strumento, o magari anche altri, tanto un buco vale l’altro, no?

è un’idea culturale del sesso come tante altre, non ho nessun moralismo da opporle, basta che sia tra consenzienti padroni di sé, che vi siano le donne o altri che condividono questa visione e considerano il sesso un divertimento del quale il maschio è lo strumento.

ma fare sesso da maschio con una persona che è in stato di ebbrezza, approfittando di questa sua condizione, non è forse di per se stesso una forma di violenza in campo sessuale, cioè di stupro?

20 commenti

    • non mi spaventa l’idea di un sesso non procreativo e neppure non affettivo, ma puro divertimento fine a se stesso; so che è abbastanza diffusa, e neppure credo che sia Grillo in particolare a diffonderla, semmai ne è soltanto l’eco. e neppure mi dà fastidio che qualcuno la propagandi se gli va; del resto ampia parte dell’apparato mediatico lo sta facendo.

      ognuno faccia sesso come gli pare e come gli viene meglio…, per quanto io creda che questa idea del sesso lo renda rapidamente noioso, se lo priva davvero delle sue componenti emozionali.

      ma l’idea che il sesso, comunque praticato, debba essere sempre rigorosamente fra consenzienti consapevoli è la base essenziale della convivenza umana, direi; e Grillo se ne è spavaldamente messo fuori, assieme al figlio, affermando che vi era il consenso della ragazza, anche se lei nega che ci fosse, e che dobbiamo credere a priori alle loro parole e non alle sue.

      se non vi fosse questa arroganza, non lo avrebbe così sconvolto e fatto delirare l’idea del tutto ovvia che un giudice lo stia accertando e che, eventualmente, lasci la valutazione definitiva ad una corte giudiziaria.

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      • Ma certo, io intendevo appunto l’idea sottesa allo sminuire l’accusa di stupro. Non rendersi conto che c’è un problema, se una ragazza si è sentita al minimo in pericolo e per te è solo divertimento, è il problema.

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        • siamo d’accordo: io aggiungo soltanto che chi pensa nel sesso all’altra persona come ad un buco o ad un vibratore, che povera persona è? lui stesso non si pensa, reciprocamente, altro che come un vibratore o un buco.

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            • il sesso sportivo non mi riguarda – tanto più alla mia età, anche se ci fossero delle velleità, ahaha.

              l’idea di un accordo perfetto nelle faccende sessuali è un po’ utopistica; dell’arte della seduzione fa sempre parte una componente ineliminabile che possiamo chiamare menzogna, sia in senso attivo che passivo: chi si innamora in realtà desidera essere ingannato.
              e quindi chi seduce mente sempre anche almeno un poco su se stesso, nel senso in cui Oscar Wilde parlava dell’opera d’arte come menzogna.

              e l’amore non è forse una forma d’arte? anzi, una vera e propria opera d’arte.

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    • ma no che ha parlato anche lei, intanto… ovviamente che cos’altro può fare una mamma in Italia, se non dire che il figlio è innocente?
      anche lei dice che c’è un video, dal quale risulta che la ragazza era consenziente.
      magari ubriaca, ma consenziente, come no?
      questi pensano che lo stupro esista soltanto se la donna la picchi; se la droghi o la ubriachi per raggiungere lo scopo, secondo loro lo stupro dov’è?

      non sanno quanto è allargata la concezione giuridica dello stupro in Italia; mi è capitato di criticare questo aspetto in passato: perfino la palpatina da bus affollato è stupro, secondo la nostra legge attuale, che ha eliminato la vecchia distinzione fra stupro e molestia sessuale (facendo male, secondo me).

      ma in ogni caso qui siamo oltre e queste critiche non hanno campo.
      e questo senza sparare giudizi colpevolisti, ma limitandosi ad una discussione sul concetto di violenza sessuale.

      ricordo quel medico italiano in Germania che impose ad una prostituta un rapporto sessuale senza pagamento, in cambio di una ricetta di psico-farmaci, e che venne condannato come stupratore per il semplice fatto di avere abusato della sua posizione di medico. giusta condanna.

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        • metti anche che alla fine il figlio lo sia – noi che cosa ne sappiamo? – e metti anche che lei non abbia sentito quel casino davvero, quella notte, ma questo modo di intervenire adesso mediaticamente su una vicenda simile, a me basta per dire che è una madre snaturata.

          la vicenda di questi ragazzotti di famiglie benestanti che si divertono in sto modo poteva essere considerata una triste vicenda privata, che doveva restare in una sfera tale; ma ora che Grillo è intervenuto in questo modo, è diventata davvero una questione tutta politica e Grillo ha veramente finito di sputtanarsi completamente.

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          • non ha sentito? nomini un avvocato, e si difenda nel processo. a te e a me andrebbe così.

            (a me andrebbe peggio: se un figlio mio facesse una cosa del genere gli taglierei i coglioni personalmente – tipo orazio e la sorella, come ci insegnarono alle elementari)

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            • che cosa ti salta in mente di citare come modello di comportamento questo esempio delle tradizioni dell’antica Roma? l’Orazio vincitore che ammazza la sorella perché piange per l’uccisione da parte del fratello del Curiazio di cui era fidanzata… non ti rendi conto di quanto sei maschilista? ahha

              questa leggenda va rigorosamente cancellata dalla memoria, perché manifesta chiaramente quanto erano oppresse le donne nell’antica Roma e sembra che sia molto opportuno dimenticarselo.

              Grillo si è limitato a dire che il figlio lo manderebbe in galera a calci in culo se lo stupro fosse vero.
              ma, siccome la ragazza era consenziente, secondo lui, dice soltanto che è un coglione e che si divertiva col pisello al vento assieme ai suoi amici.
              e lo dice a mezza Italia, a mezzo video. non ti sembra una punizione molto peggiore della prima che ha detto?

              comunque trovo osceno che i genitori si occupino dei comportamenti sessuali di un figlio; c’è qualcosa di incestuoso, per me, in questo modo di agire, ed è ancora peggio se il figlio per giunta è maggiorenne.
              non riesco proprio a capire perché non dicano semplicemente: sono cose che non mi riguardano…

              che bella famiglia, comunque…

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