Blake Bailey e lo sporco spirito puritano d’America – 163

chi sia Blake Bailey fino a stamattina non lo sapevo: ma ho letto un articolo di Dario Ronzoni, che mi spiega che è l’autore di una biografia di Philip Roth, già pronta ad andare in libreria negli USA e, a quanto pare, bellissima; lo sia oppure no, non è questo il problema: gli americani non potranno saperlo, perché la casa editrice ha bloccato la distribuzione; anche la sua agenzia ha smesso di rappresentarlo per lo stesso motivo. e il motivo è presto detto.

l’autore Blake Bailey, l’autore è stato accusato da alcune donne di molestie sessuali, per la maggior parte degli anni ’90, quando Bailey insegnava in una scuola superiore di New Orleans, ma una, più recente, è del 2015.

delle prime lo accusano alcune sue ex studentesse e la stampa si è precipitata a raccogliere dichiarazioni, che potremmo anche definire una nuova forma di gogna o di linciaggio (due istituzioni che hanno una lunga e gloriosa storia alle spalle: la prima soprattutto in Europa, la seconda più tipicamente americana):

Bailey, a detta di tutti, era un insegnante piacevole e carismatico, che trattava gli studenti come suoi pari. Questo portava a creare una atmosfera intima anche perché chiedeva loro di scrivere diari di storie romantiche: «Era un’atmosfera licenziosa, permissiva e piena di battute sporche», ha spiegato al New York Times la sua vecchia collega Elizabeth, ora insegnante alla Tulane University. Secondo alcuni suoi compagni, Bailey si comportava come se stesse cercando di adescare alcune studentesse. come è evidente, questo lo rende altamente sospetto.

peggiori sono le accuse apparse altrove:

Ma quella di Rice non è l’unica accusa. Le altre provengono da Eve Peyton, che racconta quello che successe nel 2003, quando lei era studentessa universitaria a New Orleans: si erano incontrati per bere qualcosa, Bailey l’ha invitata a passare da lui e lì ne approfitta per saltarle addosso, baciarla e obbligarla ad avere rapporti orali. Tenta anche di più, ma si ferma quando lei gli dice che non utilizza anticoncezionali. Nel viaggio in cui lui la riaccompagna a casa le confida di averla sempre voluta, fin dal primo momento che l’aveva conosciuta. Cioè quando aveva 12 anni. secondo lei, Bailey l’avrebbe stuprata. infatti qualche giorno dopo lui le ha mandato una mail, in cui le chiedeva scusa per il suo comportamento, pregandola di non parlarne con nessuno. lo sciagurato le ha anche riscritto nell’estate del 2020, un’altra mail, in cui ricordava «la sgradevolezza di quella notte di 17 anni fa». e per 17 anni la prima mail è stata conservata, per essere oggi esibita al New York Times.

ma il caso decisamente più grave, se vero, è del 2015; l’accusatrice è una certa Valentina, dirigente editoriale. I due erano stati invitati a casa del critico letterario del New York Times, dove trascorsero la notte. Quando la donna era a letto, Bailey sarebbe entrato nella stanza e l’avrebbe violentata, nonostante la donna avesse più volte ripetuto «no» e «basta», ma senza effetto.

bene, non so come sia la legge americana: in Italia la vittima ha 12 mesi di tempo per presentare denuncia (secondo una recente modifica voluta anche dal Movimento 5Stelle che ha alzato il precedente termine di sei mesi), dopo di che il reato non è più perseguibile e l’art. 609-bis c.p. prevede il carcere da cinque a dieci anni per chiunque costringe taluno a compiere o subire atti sessuali con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità o anche abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto. nel concetto di abuso di autorità non rientra però quello di abuso del potere dato dal denaro, altrimenti la nobile professione della prostituzione avrebbe i giorni contati.

negli USA dal 2014 la legge richiede consenso “affermativo, cosciente e volontario” a qualsiasi forma di interazione sessuale. Ogni atto sessuale che non ce l’abbia è considerato violenza. Un principio sintetizzato nel dibattito pubblico con la frase «Yes means Yes», «Sì significa Sì». In base allo stesso principio se la persona con cui si fa sesso è incosciente perché sotto l’effetto di alcol o droga il rapporto viene considerato una violenza sessuale, perché è incapace di esprimere il suo pieno assenso.

quindi ricordarsi bene, prima di baciare o farsi baciare…: dite pure addio a quei momenti magici e senza parole, in cui parlano gli sguardi e il desiderio: fermatevi e ricordatevi di dire e scandire bene: posso baciarti? e dall’altra parte aspettatevi il ricambio: posso farmi baciare? (immagino).

ma occorre ricordare che gli USA sono uno stato federale e ogni stato ha leggi differenti; in ogni caso per le forme di stupro più grave (negli USA sono differenziate per livello della violenza, in Italia no), i termini di prescrizione per le denunce di stupro di secondo o terzo grado, sono di 10 anni e 20 anni.

. . .

ma il problema di cui voglio parlare non è questo: il nostro Blake se la vedrà in tribunale; il vero problema è che cosa c’entra il suo comportamento sessuale con la sua attività di scrittore.

stiamo forse andando verso un mondo nel quale, per pubblicare, bisognerà avere una fedina penale sessuale pulita?

per altri tipi di delitto la condanna non conta evidentemente: un omicida può bene scrivere le sue memorie, e farsele pubblicare, un condannato per stupro, no: perde anche il diritto di scrivere?

l’enormità di questa situazione dovrebbe essere ben chiara.

ma oserei pensare che un omicidio, nonostante tutto, sia un delitto più grave di uno stupro, senza volere diminuire la portata di questo.

e allora, che faremo? distruggeremo i quadri di Caravaggio perché è stato un omicida? quelli di Leonardo e i suoi scritti, perché praticava la vivisezione sui condannati a morte (senza anestesia, che all’epoca non c’era) per i suoi studi di anatomia? i film e i libri di Pasolini, condannato per atti sessuali con minori? e giacché ci siamo, anche i libri di Genet, ladro irriducibile, che passò parte della sua vita da un carcere all’altro? ed Ellroy, con la sua giovinezza così simile alla sua, omosessualità a parte? e Oscar Wilde, condannato ai lavori forzati non per sodomia, come si dice di solito, ma per calunnia nei riguardi del suo accusatore che aveva trascinato sul banco degli imputati, ritrovandosi invece condannato lui?

ma poi, siamo sicuri che lo stesso ostracismo non debba colpire anche D’Annunzio, il poeta soldato, che si rese responsabile certamente di azioni di guerra e di morti innocenti? o qualunque scrittore allo stesso modo, ma con meno clamore di notorietà abbia fatto il soldato? ed Hemingway, omicida seriale, almeno in guerra? e massacratore di animali, per giunta… e come la metteremo con Rimbaud, che finì la sua vita come mercante di schiavi? e con Verlaine che finì in carcere per avere sparato ubriaco a Rimbaud stesso?

ma potremo poi tollerare che circolino ancora e siano addirittura letti nelle scuole libri che descrivono lo stupro, senza neppure prenderne le distanze con orrore, o peggio diano una rappresentazione quasi mitica e complice di un caso di femminicidio, come fa Verga nelLa Lupa?

ma non dovremo cancellare allora TUTTA la letteratura del passato, testimone gridata di un mondo molto più violento e meno addomesticato di quello attuale?

come si vede, siamo su un piano inclinato, al fondo del quale sta qualcosa di simile all’ondata iconoclasta del 9o secolo dopo Cristo, alla distruzione di monumenti confuciani della Rivoluzione Culturale cinese o delle statue di Buddha vecchie di due millenni da parte dei talebani: il rifiuto totale e la distruzione dell’arte del passato, perché non più corrispondente ai valori morali dell’epoca successiva.

. . .

gli Stati Uniti d’America hanno un peccato originale, che a volte diventa la loro forza, ma a volte diventa la loro maledizione: sono nati da una fuga dall’Inghilterra di puritani perseguitati; lo spirito puritano è alle radici della loro identità nazionale; ma in questo caso questa forma di censura impedisce di considerarlo un paese pienamente democratico: non ci vedo niente di diverso dalle censure solo formalmente più brutali di paesi che vengono definiti autoritari.

ed è veramente sottile il confine che separa le disgustose forme di ipocrisia sociale legate a questo puritanesimo da quelle degli islamisti o dei talebani: c’è sempre qualcosa di sporco al fondo di ogni moralismo sessuale.

. . .

anche l’Italia ha un peccato originale, che a volte diventa la nostra forza, ma a volte è la nostra maledizione, ed è il familismo amorale, quanto di più lontano possa esistere dallo spirito puritano.

be’, ecco un caso nel quale tenerci stretti alla nostra tradizionale maggiore tolleranza e all’idea ben chiara per noi della netta separazione fra arte e morale, non solo nel senso che l’arte non ha nessun obbligo di essere morale, ma che nessun obbligo di essere morale a maggior ragione ha neppure l’artista…

perché, se diventa troppo morale, diventa anche terribilmente noioso.

e una cultura che ha perso il piacere della trasgressione mentale diventa terribilmente simile a quella bizantina, in cui lentissimamente si spense la grandezza culturale del mondo antico e del primo impero unitario del Mediterraneo.

17 commenti

  1. Io vedo anche tutto questo clamore come una pubblicità gratuita al libro che prima o poi uscirà nelle librerie. Saranno puritani, forse, ma sicuramente gli americani non sputano sul denaro, ovunque provenga.

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    • potrebbe anche essere, ma in questo caso si assisterebbe ad una tecnica pubblicitaria davvero inedita: pubblicità ad un libro che non si può comperare; e non credo che il cliente medio abbia la memoria abbastanza lunga, se il libro uscirà fra due mesi.
      intanto si approfitta dell’occasione per ricordare che anche Philip Roth era un maniaco sessuale… – perché adesso chi fa delle avances un po’ troppo spinte è diventato un maniaco sessuale.

      a me sembra chiaro che siamo più semplicemente di fronte ad un virulento attacco mediatico contro ogni forma di libera sessualità umana e che vi è uno scopo neppure troppo recondito di questa campagna: ridurci a utenti della pornografia a pagamento, l’unica manifestazione sessuale o quasi che al momento non viene criminalizzata.
      poi se sui set pornografici donne vere vengono brutalizzate sul serio per la gioia dei guardoni, non importa niente a nessuno: sono state pagate.

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      • Il libro è gia in vendita da inizio aprile. Dicono che è stato ritirato ma io lo vedo ancora su Amazon e altri siti. Hanno bloccato la promozione, dicono. Poi i formati ebook saltano tutta la catena della distribuzione. Non so se sia voluto ma chi viene escluso, per ora, sembra solo il circuito librario fisico tradizionale.
        Vedremo alla prova dei fatti se fra 2 mesi il libro sarà ancora acquistabile online.

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      • Curioso anche il fatto che il libro fisico abbia lo stesso prezzo di quello elettronico (24$ che per un librone di 900 pag. è abbastanza poco) Ho guardato anche altri bestsellers americani e questa sembra la regola, prezzo uguale per i due formati. E’ ovvio che con gli ebook i margini sono molto piu ampi rispetto al cartaceo.

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        • a questo punto non so se è più diabolica la casa editrice o sei più diabolico tu che l’hai smascherata.

          giuro, non ci sarei mai arrivato da solo – sono troppo ingenuo.

          ottimo lavoro, da maestro! 🙂

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          • Non so se questa cosa sia stata organizzata e non credo, piuttosto credo che l’editore abbia fatto di vizio virtù. Si sono ritrovati con l’autore alla gogna ed abbiano deciso di smarcarsi conservando però il business prima della faccia. Spenderanno meno nella promozione e compenseranno con le mancate vendite nel circuito tradizionale. Mi sembra impossibile, o almeno lo sembra alla mia sensibilità italiana, che per motivi così “laterali” si rinunci ad una montagna di soldi.

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            • non credo che sia impossibile in una società puritana al fondo, come quella americana wasp (White Anglo-Saxon Protestant), visto che per farlo ci deve esporre alla gogna, almeno in quell’ambiente.

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          • Un’osservazione: è di questi giorni la notizia che le vendite dei dischi in vinile hanno superato i CD. Il vinile che era stato dato per morto è tornato alla ribalta come medium vintage, penso per effetto nostalgia ma stesso album in vinile costa molto di piu del CD per cui immagino la casa discografica ci guadagni di piu dato che il costo di produzione dell’oggetto fisico sia equivalente al CD.
            Ora il libro di carta, quello con cui siamo vissuti io e te, gode ancora di buona salute però i formati elettronici stanno avanzando rapidamente. Per gli editori il formato ebook garantisce i margini maggiori e quindi ci sta che esista una volontà piu o meno manifesta di boicottare il libro di carta standard e promuoverlo invece come oggetto vintage per appassionati e nostalgici. Ho visto che nei bestsele lr americani su amazon oltre ai libri standard vengono offerti, fra gli usati, libri nuovi da collezione. La prima edizione di un libro ha piu valore rispetto alla seconda edizione anche se il libro è appena uscito. Cioè si sta assistendo alla trasformazione del libro da oggetto comune a oggetto di modernariato. I prezzi si adegueranno a questo stato di cose e possedere un libro potrebbe diventare un vezzo da pagare adeguatamente. Quello che è successo al vinile per superamento tecnologico sta avvenendo al libro per motivi di profitto.
            A rimetterci saranno purtroppo le librerie classiche che stanno chiudendo ovunque. Però potrebbero rinascere librerie di libri usati per appassionati dove il valore aggiunto sarebbe quello del vintage, perchè il libro di carta diventerà piu raro, e del collezionismo.

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            • altra bella analisi.
              ammetto di non avere mai abbandonato il disco in vinile, che ha un suono più pastoso di quello di qualunque CD: sarebbe come passare dall’arredamento caldo e ridondante della casa di una volta a quello asettico e spoglio degli architetti moderni.
              così neppure riesco a leggere davvero altro che libri di carta; e anche questa, sui blog, non la sento come vera lettura, ma come semplice interazione.

              hai fatto di nuovo una piccola trattazione esemplare: sono contento per la mia collezione di dischi di musica soprattutto classica, ma anche per i miei 8mila volumi, molto eterogenei, in gran parte relegati ora su un soppalco, anche se usciti un poco acciaccati dalle mie vicende personali, dai troppi trasbordi e dall’essere rimasti relegati spesso per quasi due decenni in cantina.
              però faccio conto, nonostante tutto, di avere un piccolo tesoro che frutterà meglio dei bitcoin, ahha.

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  2. Si dice che le principesse di Bisanzio risiedessero li. Ma è più probabile che sia una boutade. È esatta la tua ricerca. È però dato inconfutabile che sono nato a Ortigia col mare ovunque, pure se non mi è nota né targa né appunto storico che lo ricordi, solo una carta d’identità pure sbiadita. Ma non ci abito più, ahimè. Sto in Toscana da molti anni e mi godo una casetta in quel di Modica tutte le volte che fuggo in Sicilia. Ma Ortigia ti rimane dentro per forza.

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