Fedez: solo della Lega l’omofobia? col testo del DDL Zan – 180

c’è un certo Fedez che fa clamore perché dice una cosa ovvia: chi dice che se avesse un figlio gay vorrebbe che finisse in un forno, non sta esprimendo liberamente una opinione, ma sta istigando alla violenza sessista, in linea del resto col regime hitleriano che mandava appunto gli omosessuali nei Lager.

grottesco nel grottesco, la tv di stato beccata mentre cerca di praticare la censura – ma proprio il 1o maggio no! – e a mentire spudoratamente all’opinione pubblica: ma ci saranno conseguenze?

come è possibile se la destra leghista controlla la tv e, a quanto si vanta, anche una parte della magistratura, e in parlamento fa ostruzionismo contro la civiltà?

sembra anche ovvio che, se c’è un partito politico che fonda il proprio successo elettorale anche su affermazioni di questo tipo, sarà difficile che non cerchi di ostacolare una legge che lo metterebbe in difficoltà.

. . .

ma perché perdere di vista che queste cose non le dice soltanto la Lega per Salvini, ma anche la chiesa cattolica, se almeno è rappresentata dalla Conferenza Episcopale Italiana?

forse è inutile ripetersi, basta aggiornare le proprie considerazioni, per quel tanto che serve.

vorrei solo semmai che si riflettesse sulla particolare fragilità dell’identità maschile corrente, che ha un bisogno grave di appoggiarsi sul disprezzo delle altre per sentirsi gratificata e contenta della propria.

del Disegno di Legge Zan mi ero già occupato qui, quasi un anno fa:

omofobia vescovile – 203

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non posso certo pretendere che chi mi legge vada a vedersi, oltre a questo post, anche quello dell’anno scorso; sintetizzando, l’idea principale era – ed è – che non si capisce che sconquassi alla libertà di pensiero possa portare una legge che estende alle discriminazioni sessuali o dei disabili le stesse norme previste per quelle a base religiosa o etnica.

punto.

ci sarebbe semmai da segnalare come qualche frangia femminista sia scesa in campo nel frattempo contro la legge, nel nome della difesa di una femminilità biologica che vede messa a rischio: insomma una battaglia tra diverse lobby: quella delle femmine pure contro le femmine, metti, transessuali, considerate dalle prime femmine abusive e concorrenziali.

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considero più utile, per chi volesse partecipare alle disputa in corso da informato, sottolineare le principali differenze intervenute alla Camera rispetto al Disegno di Legge originario, che nell’insieme lo hanno molto migliorato.

a) è stato introdotto un articolo 1 che cerca di definire in modo rigoroso i concetti di sesso, genere (quello che la Chiesa e altri negano che esista), orientamento sessuale e identità di genere: merita una discussione a parte, che spero di fare a breve.

b) sono sparite dal testo delle disposizioni le ambigue espressioni omofobia e transfobia e si è allargata molto la prospettiva, prendendo in considerazione anche le discriminazioni contro i disabili.

c) è stato dato più rilievo, in un articolo apposito, alla garanzia che la legge non si trasformi in uno strumento per limitare la libertà di civile dibattito e di pensiero non concretamente istigante alla violenza, già introdotta in commissione: Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compi­ mento di atti discriminatori o violenti.

d) viene istituita anche in Italia, il 17 maggio, la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, già istituita a livello internazionale nel 2004 e riconosciuta anche dal Parlamento Europeo nel 2007 (!!); la data commemora la decisione del 17 maggio 1990 di rimuovere l’omosessualità dalla Lista delle malattie mentali dell’Organizzazione mondiale della sanità; la transessualità è stata tolta da questo elenco nel 2018 ed inserita in un nuovo capitolo: Condizioni di salute sessuale.

non che ami queste classificazioni, comunque: ma fanno riflettere su quanto sia arbitrario quello che definiamo scientifico appena si esce dal campo ristretto di scienze come la fisica, la chimica o l’astronomia – e forse anche per loro, chissà.

e considerare ogni forma di sessuofobia un evidente stato di malessere dal punto di vista mentale?

. . .

il testo del DISEGNO DI LEGGE come aggiornato dopo l’approvazione della Camera dei Deputati:

Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità

Art. 1. (Definizioni)

Ai fini della presente legge:
a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico;
b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;
c) per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;
d) per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dal­l’aver concluso un percorso di transizione.

Art. 2. (Modifiche all’articolo 604-bis del codice penale)

All’articolo 604-bis del codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, lettera a), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orienta­mento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità»;
b) al primo comma, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità»;
c) al secondo comma, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «oppure fondati sul sesso, sul genere, sul­ l’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità»;
d) la rubrica è sostituita dalla seguente: «Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali, etnici, religiosi o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabi­lità».

Art. 3. (Modifica all’articolo 604-ter del codice penale)

All’articolo 604-ter, primo comma, del codice penale, dopo le parole: « o religioso, » sono inserite le seguenti: «oppure per motivi fondati sul sesso, sul genere, sul­l’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità,».

Art. 4. (Pluralismo delle idee e libertà delle scelte)

Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compi­ mento di atti discriminatori o violenti.

Art. 5. (Modifiche al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122)

Al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, sono apportate le se­guenti modificazioni:
a) all’articolo 1:
1) al comma 1-bis, alinea, le parole: « reati previsti dall’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 » sono sostituite dalle seguenti: « delitti di cui all’articolo 604-bis del codice penale ovvero per un delitto aggravato dalla circostanza di cui all’articolo 604-ter del medesimo codice »;
2) il comma 1-ter è sostituito dal seguente: « 1-ter. Nel caso di condanna per uno dei delitti indicati al comma 1-bis, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività secondo quanto previsto dai commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies. Per i medesimi delitti, nei casi di richiesta dell’imputato di sospensione del procedimento con messa alla prova, per lavoro di pubblica utilità si intende quanto
previsto dai commi 1-quater, 1-quinquies e 1-sexies »;
3) al comma 1-quater:
3.1) le parole: «, da svolgersi al termine dell’espiazione della pena detentiva per un periodo massimo di dodici settimane, deve essere» sono sostituite dalla seguente: «è»;
3.2) dopo la parola: «giudice» sono inserite le seguenti: «, tenuto conto delle ragioni che hanno determinato la condotta,»;
4) al comma 1-quinquies, le parole: «o degli extracomunitari » sono sostituite dalle seguenti: «, degli stranieri o a favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati di cui all’articolo 604-bis del codice
penale »;
5) alla rubrica, dopo la parola: « re­ligiosi » sono inserite le seguenti: « o fon­dati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità »;
b) al titolo, le parole: « e religiosa » sono sostituite dalle seguenti: « , religiosa o fondata sul sesso, sul genere, sull’orienta­ mento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità ».

Dall’attuazione del comma 1 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Entro sessanta giorni dalla data di en­trata in vigore della presente legge, con regolamento adottato con decreto del Ministro della giustizia, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono determinate, nel rispetto di quanto previsto dal comma 2, le modalità di svolgimento dell’attività non retribuita a favore della collettività, di cui all’articolo 1 del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, come modificato dal comma 1 del presente articolo.

Art. 6. (Modifica all’articolo 90-quater del codice di procedura penale)

All’articolo 90-quater, comma 1, secondo periodo, del codice di procedura penale, dopo le parole: « odio razziale » sono inserite le seguenti: « o fondato sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere ».

Art. 7. (Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia)

La Repubblica riconosce il giorno 17 maggio quale Giornata nazionale contro l’o­mofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contra­ stare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità sociale sanciti dalla Costituzione.

La Giornata di cui al comma 1 non de­termina riduzioni dell’orario di lavoro degli uffici pubblici né, qualora cada in un giorno feriale, costituisce giorno di vacanza o comporta la riduzione di orario per le scuole di ogni ordine e grado, ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge 5 marzo 1977, n. 54.

In occasione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia sono organizzate cerimonie, in­ contri e ogni altra iniziativa utile per la realizzazione delle finalità di cui al comma 1.
Le scuole, nel rispetto del piano triennale dell’offerta formativa di cui al comma 16 dell’articolo 1 della legge 13 luglio 2015, n. 107, e del patto educativo di corresponsabilità, nonché le altre amministrazioni pub­bliche provvedono alle attività di cui al precedente periodo compatibilmente con le ri­ sorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 8. (Modifiche al decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, in materia di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere)

All’articolo 7 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

« 2-bis. Nell’ambito delle competenze di cui al comma 2, l’ufficio elabora con cadenza triennale una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere. La strategia reca la definizione degli obiettivi e l’individuazione di misure relative all’educazione e all’istruzione, al lavoro, alla sicurezza, anche con riferimento alla situazione carceraria, alla comunicazione e ai media. La strategia è elaborata nel quadro di una consultazione permanente delle amministrazioni locali, delle organizzazioni di categoria e delle associazioni impegnate nel contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e individua specifici interventi volti a prevenire e contrastare l’insorgere di fenomeni di violenza e discriminazione fondati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
2-ter. All’attuazione delle misure e degli specifici interventi di cui, rispettivamente, al secondo e al terzo periodo del comma 2-bis, le amministrazioni pubbliche competenti provvedono compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

Art. 9. (Modifica all’articolo 105-quater del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, in materia di centri contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere)

All’articolo 105-quater, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, le parole: « di discriminazione o violenza fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere » sono sostituite dalle seguenti: « dei reati previsti dall’articolo 604-bis del codice penale, commessi per motivi fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere della vittima, ovvero di un reato aggravato, per le medesime ragioni, dalla circostanza di cui all’articolo 604-ter del codice penale».

Art. 10. (Statistiche sulle discriminazioni e sulla violenza)

Ai fini della verifica dell’applicazione della presente legge e della progettazione e della realizzazione di politiche per il contra­ sto della discriminazione e della violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, oppure fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere e del monitoraggio delle politiche di prevenzione, l’Isti­tuto nazionale di statistica, nell’ambito delle proprie risorse e competenze istituzionali, sentito l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD), assicura lo svolgimento di una rilevazione statistica con cadenza almeno triennale. La rilevazione deve misurare anche le opinioni, le discriminazioni e la violenza subite e le caratteristi­ che dei soggetti più esposti al rischio, secondo i quesiti contenuti nell’Indagine sulle discriminazioni condotta dall’Istituto nazionale di statistica a partire dal 2011.

4 commenti

  1. Grazie per aver riportato il testo completo. Basta leggere l’articolo 2 per capire l’idiozia di certe “ma le leggi che combattono le discriminazioni ci sono già!” obiezioni.
    Per quanto riguarda proprio queste opposizioni… come faranno certi uomini privi di ogni attrattiva a trovare una donna da scopare (mi si scusi la crudezza del vocabolario), se non possono nemmeno giocarsi la carta dell'”almeno io non sofo frocio”?
    Ecco, questo è il motivo per cui queste leggi non piacciono.

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    • in realtà certi uomini privi di ogni attrattiva possono trovare donne prive di ogni attrattiva, e il sesso è bello perché funziona così. e poi togli dall’elenco degli sfigati tutti quelli che possono vantarsi di avercelo più lungo (scusa la crudezza anche mia).
      è ovvio che la legge ci vuole; è anche ovvio che siamo però caduti nel vizio politichese italiano della scrittura contorta delle norme (vedi il post successivo sul tema).

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