il sesso secondo il disegno di Legge Zan – 184

sarà una leggenda, ma mentre l’impero di Bisanzio crollava, i suoi intellettuali erano impegnatissimi, si dice, a discutere quale fosse il sesso degli angeli; una discussione analoga si sta svolgendo da noi sul sesso degli esseri umani o persone…

parlo della legge Zan in discussione in parlamento, ovviamente, indubbiamente necessaria, ma al centro di un dibattito molto superficiale che, per queste modalità di discussione, svolge in questo momento la funzione di distrazione di massa dai ben più gravi problemi che al momento ci circondano e buono a dividerci in opposte tifoserie…: buoni, a favore della legge, e cattivi, contrari, senza un esame serio, laico e senza pregiudizi dei suoi contenuti reali.

mi limiterò qui ad un’analisi del suo primo articolo, come avevo preannunciato nel post precedente sul tema; https://corpus2020.wordpress.com/2021/05/02/fedez-solo-della-lega-lomofobia-180/ .

la mia analisi è irrimediabilmente al di sopra delle parti che si stanno furiosamente azzuffando per la gioia dei consumatori di media; mi dispiace di essere così alieno dallo schierarmi a priori, anche quando ritengo che l’idea di fondo di questa legge è profondamente giusta.

. . .

Art. 1. (Definizioni)

Ai fini della presente legge:
a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico;
b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso;
c) per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;
d) per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dal­l’aver concluso un percorso di transizione.

. . .

l’art. 1 della legge propone, come si vede, delle definizioni di una sottigliezza sconcertante e forse anche esasperante.

cominciamo dalla definizione a) che dovrebbe essere la più semplice e spiegare che cosa è il sesso, ma si risolve in una tautologia: il sesso è il sesso, con l’aggiunta di biologico o anagrafico, il che lascia la porta aperta, molto giustamente, al fatto che questi due possano non coincidere.

ma per un’idea di che cosa si deve intendere per sesso si deve andare alla definizione c), dove si parla di entrambi i sessi, e dunque si dà per scontato che i sessi, biologico o anagrafico, siano due.

in realtà non è così: in un numero limitato di caso ci sono persone che non hanno un sesso perfettamente definito, ma intermedio, fin dalla nascita.

e anche ci sono situazioni giuridiche in alcuni stati che prendono atto di questa e altre situazioni incerte, e dunque introducono anche anagraficamente un terzo sesso.

la soluzione data dalla Legge Zan al problema è dunque opinabile, così come è limitativa a sua volta la classificazione della definizione c).

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vediamolo meglio il punto c): non sarebbe stato meglio dire semplicemente: per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva verso le altre persone, senza stare a classificarle di nuovo?

anche perché può darsi il caso di chi viene attratto esclusivamente da persone dal sesso incerto, ad esempio: non si è soltanto etero-, omo- o bi-sessuali.

e poi il punto davvero più problematico di tutti: basta un orientamento affettivo per definire l’orientamento sessuale? se io mi sento allegato affettivamente ad una amicizia del mio stesso sesso, devo sentirmi per questo orientato in senso omo- o bi-sessuale?

ma è totalmente assurdo! se io sono affettivamente legato al mio gattino non sono per questo affetto da zooerastia; non più di quanto debba ritenermi un pedofilo perché affettivamente mi piacciono i bambini.

la premessa implicita e mostruosa di questa definizione è che non esiste attrazione affettiva che non sia anche attrazione sessuale; forse Freud sarebbe stato d’accordo, parlando di sublimazione; ma nelle definizioni di un testo di legge penso che possiamo anche prescindere dalla teorie freudiane come sottinteso.

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ma veniamo al punto più discusso della Legge Zan, che è la definizione di genere (sessuale) al punto b): per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso.

mi è molto difficile seguire il punto: mi pare una approssimazione inaccettabile parlare, per definire il genere, di qualunque manifestazione esteriore di una persona che entri in relazione con le aspettative sociali connesse al sesso.

ma, cercando di capire, il genere sarebbe l’identità sessuale che soggettivamente si vuole trasmettere come propria.

in sostanza, ricostruendo questo sistema di pensiero, noi siamo classificati biologicamente, alla nascita, in uno dei due sessi, e restiamo così classificati anche nel corso della vita, anagraficamente, in un modo che può coincidere con quello biologico, oppure no; però possiamo presentarci agli altri in modo coincidente oppure no col nostro sesso (biologico e/o anagrafico) e questo costituirebbe il nostro genere sessuale.

per esempio: sono un maschio che si presenta come maschio oppure una femmina che si presenta socialmente come femmina, quindi sesso e genere in questi casi coincidono; oppure sono un maschio che si presenta come femmina oppure una femmina che si presenta come maschio, quindi sesso e genere in questi casi non coincidono.

facile obiettare che in realtà ci sono molte situazioni intermedie: ci si può presentare socialmente nei comportamenti come appartenenti al proprio sesso oppure all’altro solo parzialmente e per alcuni aspetti.

. . .

ma il peggio deve ancora venire, con la definizione d), che introduce una ulteriore classificazione, oltre al genere, che è l’identità di genere.

se il genere era la manifestazione esteriore della persona, l’identità di genere è la percezione soggettiva del proprio genere.

ma perché occorre distinguere il genere dall’identità di genere?

se ne dovrebbe ricavare che ci sono, ad esempio, persone di sesso maschile, biologico e/o anagrafico, che si presentano socialmente come femmine, ma però continuano a sentirsi maschi e non femmine; o viceversa.

ma francamente mi è impossibile seguire ulteriormente questo delirio classificatorio, visto che oltretutto introduce ulteriormente anche il concetto di percorso di transizione, non si sa preso da dove, né iniziato da dove per concludersi dove.

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indubbiamente l’idea di premettere alla legge una serie di definizioni per renderla più chiara era buona, come ho scritto nel mio post citato sopra, ma pare che in questo modo un testo, che dovrebbe essere semplice, chiaro e comprensibile a tutti, sia stato fatto naufragare nell’uso di un linguaggio esclusivo di setta o lobby LGBT, e questo è inaccettabile.

se il Senato rimanderà la legge alla Camera, la colpa potrebbe non essere del Senato e gli strilli mediatici per accelerare l’approvazione rapida di una legge scritta così male, sono purtroppo da respingere.

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chiudo con alcune considerazioni di interesse più strettamente personale: che rapporto c’è tra queste mie critiche e quelle che vengono, ad esempio, dagli ambienti cattolici?

ho esaminato questo articolo di Marcello Palmieri, Omofobia. Ddl Zan: cosa prevede e le critiche: identità di genere e libertà di opinione sull’Avvenire di oggi, che lo riassume così: Nel testo che introduce i reati di omofobia, transfobia e lesbofobia c’è il rischio di interpretazioni difformi, fuorvianti e addirittura liberticide. Ecco in quali articoli e perché.

di liberticida non ci vedo niente, di confuso, molto.

non mi pare neppure corretto dire che il comma d) dell’articolo 1 cancellerebbe il dualismo uomo-donna a vantaggio di un’autopercezione individuale per la quale non verrebbe neppure richiesta una forma di stabilità; se fosse così di potrebbe almeno riconoscere alla legge una effettiva chiarezza.

più pertinente la seconda obiezione: che la nostra Costituzione parla di sesso e non di genere, come parametro per l’assegnazione dei diritti: ma non è un ostacolo insuperabile, visto che il testo deve essere interpretato per adeguarlo allo sviluppo storico delle sensibilità sul tema.

sarebbe bastato dire che per sesso non si deve intendere soltanto l’appartenenza biologica alla nascita, ma che esso è definito anche dalla propria consolidata percezione soggettiva, e che va punita qualunque discriminazione o istigazione all’odio per motivi legati al sesso inteso così.

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trovo le altre critiche di quell’articolo assolutamente infondate e anche poco pertinenti, per gli stessi argomenti che ho esposto qui: https://corpus2020.wordpress.com/2020/06/11/omofobia-vescovile-203/

salvo un’ultima obiezione, detta appunto alla fine, dove si denuncia nella legge un tentativo di equiparare con un colpo di mano (anzi, di legge) ciò che si fonda sulla complementarietà tra maschio e femmina con altre esperienze affettive.

esatto, ma è proprio quello che serve.

ma di nuovo rinvio ad un successivo post la trattazione di questo specifico punto.

6 commenti

  1. Se c’è una cosa che odio è la tendenza tutta italiana (se non è così ditemelo) di volere fare una legge per ogni aspetto della nostra vita. Comincio a chiedermi se esistano norme che mi dicano se e come devo mettere il pigiama prima di andare a dormire.

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    • …è che l’italia è una azzeccagarbuglicrazia. ogni nuova legge è pane e companatico, per i legulei – qualunque parte in commedia (legislatori, magistrati, questurini, avvocati) facciano. e non dargli idee, sei sicuro di essere completamente in regola con i tuoi pigiami? saranno ignifughi? saranno ecocompatibili? saranno equi e solidali? saranno rispettosi del sentimento religioso? attento a te.

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      • a seguire l’ondata neo-puritana che dall’America prova ad ammorbare tutto il mondo, mi pare che stiamo tornando alle famose camicie da notte ottocentesche col buco davanti e il ricamo: non lo fo per piacer mio, ma per far piacere a…
        già, ma a chi dobbiamo far piacere con i nostri comportamenti sessuali se non a noi stessi e a chi li condivide con noi?

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    • veramente si sente bisogno di un allargamento, in senso anche anti-sessista, della legge che punisce le discriminazioni e le istigazioni all’odio razziste; però non con queste azzeccagarbugliate, e dai! hai detto bene…

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