5 maggio: l’abominevole storia del pene di Napoleone – 185

ci sono storie così fantastiche che non le ha inventate nessuno scrittore, perché si sarebbe vergognato di una trama così strampalata, ma restano affidate, per la creazione, a qualche normale pazzia o perversione umana, e, per la loro diffusione, alla generale follia della specie pan sapiens, che neppure si affretta a cancellarne le tracce come di una testimonianza dei rifiuti disgustosi che produce nella storia.

a quella del pene di Napoleone accenno appena, nel giorno che segna i due secoli esatti dalla sua morte, a 56 anni, nell’isola di sant’Elena, sperduta in mezzo all’Atlantico meridionale.

Ei fu si insegna ancora nei licei, ma anche Manzoni, che scrisse questi versi bruttissimi e immortali, si sarebbe forse turbato se avesse conosciuto il dettaglio, che ricorda Morava e il Lui cui questi dedicò un romanzo, ma almeno era il suo Lui.

. . .

morto l’imperatore, in quella prigionia disperata, e qualcuno dubita, con qualche indizio, per un lento avvelenamento con arsenico compiuto dai carcerieri inglesi, qualcuno pensò di ritagliare dal suo cadavere il suo pene.

la storia non si è data pena di dirci esattamente chi è stato e quando, ma ci lascia versioni semi-leggendarie e divergenti e, comunque, un pene vero, conservato sotto spirito.

prima versione: si fa l’autopsia, quando è morto, e i presenti si prendono qualche pezzetto del corpo per ricordo; capisco che è ripugnante, ma che cosa posso farci? siccome non è neppure uno solo a farlo, possiamo estendere il giudizio di ripugnanza a tutto il gruppo e da lì all’intera specie? che si comporta del resto esattamente come fanno certe tribù che usano portarsi addosso qualche resto del nemico ucciso o appendere la sua testa essiccata alla capanna; quindi, anche allora, chi si piglia un dente, chi un pezzetto di intestino, qui i capelli, qui un pezzo di costola.

ma un abate, anzi più esattamente un prete cattolico, Ange Vignali, che era arrivato nell’isola nel 1819 e gli aveva fatto da assistente spirituale e gli aveva somministrato l’estrema unzione, pretese, pare, che dal corpo venissero rescissi i genitali e se li tenne.

perché lo abbia fatto non si sa; certo che li conservò a lungo, li lasciò in eredità ai suoi parenti, che poi li misero all’asta nel 1916,e di asta in asta, finirono nelle mani di un urologo americano, negli anni Settanta, oppure nel 1999, che lo acquistò per 13mila dollari, oppure per 4mila; la figlia, che ereditò l’imbarazzante lascito, li ha messi all’asta a sua volta: ne voleva 100mila dollari, ma si è dovuta accontentare di molti di meno.

le notizie divergono, manco si trattasse di versioni della vita di Cristo dei vangeli, canonici e no.

secondo l’altra versione della leggenda, invece, fu il medico curante ad asportare il pene di Napoleone morto, perché questo lo aveva molto trattato male nei suoi ultimi giorni, e a conservarlo poi in un vasetto di vetro come un salsicciotto viennese.

altra variante leggendaria ancora, il pene fu tagliato via non all’autopsia, ma durante il trasporto della salma da Sant’Elena verso l’Europa, e il protagonista, della variante da romanzo ottocentesco d’appendice o da racconto dell’orrore di Poe, sarebbe stato di nuovo l’abate Vignali, che doveva vendicarsi delle battute ironiche dell’imperatore sulla vita sessuale astinente di lui: particolarmente insopportabili, visto che provenivano da parte di uno che era vissuto scopandosi donne a volontà.

e allora che cosa di meglio che sputtanare Napoleone per sempre con le misure miserande del suo pene?

ecco il punto: l’urologo che ha studiato a lungo con rigorosa passione scientifica quel pene, ha poi comunicato al mondo che le sue dimensioni erano di 4,5 cm. a riposso e di 6,1 in piena erezione e, secondo lui. disordini endocrini di Napoleone adolescente avrebbero impedito il pieno sviluppo dell’organo.

. . .

ma qui concludo, per lasciare la parola ai freudiani di risulta: vuoi vedere che la smania di conquistare il mondo di Napoleone era la povera compensazione di un frustrato sessuale?

sarà: così finiscono i sogni di gloria dei grandi, duecento anni dopo.

solo che di frustrati, sessuali o no, è pieno il mondo, anzi la grande maggioranza degli esseri umani lo è, ma nessuno diventa Napoleone.

ed esistono anche alcuni pervertiti che si eccitano sessualmente per le feci (uno lo ebbi come collega supplente al Liceo Classico ed ebbe il secondo cattivo gusto di vantarsene in classe; il che non gli impedì, tempo dopo, di essere eletto senatore della repubblica); ma nessuno di questi è diventato un Hitler, visto che testimonianze piuttosto attendibili permettono di ascriverlo a questa perversione sessuale.

. . .

e, con ciò, concludo questa perfida commemorazione del più grande e maniacale conquistatore della storia dopo Gengis Khan il mongolo.

è il 5 maggio, Napoleone moriva duecento anni fa, e tutto va bene; chi gli è sopravvissuto si tramanda di padre in figlio, di asta in asta, quel che gli sembra il suo lascito più importante.

30 commenti

  1. Però il gesto va contestualizzato nel periodo, e che le versioni da te riportate siano tutte false lo dimostra il senso di ripugnanza che desiderano evocare e che sarebbe stato incomprensibile agli uomini dell’Ottocento. Posso consigliarti, a questo proposito, la lettura del blog Bizzarro Bazar del mio amico Ivan Cenzi?

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    • e chi ti ha detto che non ci ho dormito su? ma dai! ho detto il contrario: ho letto, non ci ho capito niente (non si poteva), ho riso comunque, e mi sono addormentato. al risveglio ho riletto e adesso la spiegazione era a mia disposizione.

      comunque l’idea che tu fossi di un’altra era…. addirittura…
      e poi di qualche altro sesso, anche, ahaha.

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  2. Vero oggi sarebbe uno psicopatico. Non sono certa che fosse felice della sua fisicità. Era tanto intelligente quanto sleale, non era amabile, era un solitario. La sua personalità non era semplice. Aveva un’autostima elevata e riusciva a convincere, perché era in grado comprendere gli altri e li precedeva tatticamente. Pretendeva l’ubbidienza totale da parte di chi gli stava vicino mostrando una scarsa capacità di sentimenti. Era frustato?! Non so. In compenso era ambiziosissimo. Dimostrò in diverse situazioni un cinismo enorme. Non aveva certo amici . Soffriva di emorroidi (culo stretto??) Persona complicata, esigente ed egoista. Piuttosto esaltato, direi maniaco. Per me, comunque frustrato… Dopo si sposò in seconde nozze con la giovane Maria Luisa d’Asburgo, molto più giovane di lui. Napoleone si sposò per interesse e basta. Non aveva ottenuto il divorzio da Giuseppina blabla non mi ricordo, donna dai modi molto più leggeri e seducenti della pudica e ubbidiente Maria Luisa. Il figlio maschio arrivò. Ma non vissero felici e contenti. E come potevano? Fu un matrimonio imposto tra nemici. Comunque la parte più bella per me è quando Maria Luisa divorzia. Il piccoletto tutta testa ebbe chi lo consolò. Non credo che ebbe alcun amore Napoleone il grande ma non si arrese mai. Un corso tignoso. Non so bene cosa ho scritto. Mi si incrociano gli occhi. Ciaooo

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    • hai fatto un ritrattino splendido, ecco.
      sul piano biografico.
      poi la biografia e la storia marciano spesso su binari separati: ci sono delle grandezze che coincidono con la follia personale e fanno la storia; il che ci consente di stabilire una semplice connessione logica, che la storia umana è una storia di follia, anche se quel trombone di Hegel ci vedeva il trionfo dello Spirito universale: povera e preoccupante cosa doveva essere questo Spirito, allora…

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    • ahah, non sono all’altezza (nonostante non fosse poi molta) o forse neppure all’Altezza.
      lascerei la parola volentieri a te, quantomeno per risvegliare la memoria, che in questo momento in me latita…

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  3. […]
    Torno ai versi di Manzoni, alla notizia della morte di Napoleone avvenuta due secoli fa. E dovevamo impararli a memoria. Fu il tiranno che tenne l’Europa intera nelle sue mani, il guerrafondaio che la storia ci racconta… Sì
    E fu male, tale resta!
    Potrebbe essere stata questa la motivazione. Certo, era un gran frustrato, per non dire peggio.
    Del resto, e passiamo ad altro scenario, davvero orribile, e non parlo di pene piccolo grosso lungo o corto.
    Ma di mente folle, in assenza di coscienza, se leghiamo la biografia di Hitler possiamo rafforzare l’idea maniacale e i demoni che lo attraversavano, inoltre era di origine ebraica…
    Non posso scrivere parolacce o altro!
    Sinceramente penso che l’abate o altro si impadronì di un piccolo minuscolo moncone inanimato, seppur rigido, pensando di farne l’uso che ne ha fatto. E torniamo sempre a Geld!
    Potrebbe avere avuto il gusto dell’horror… Certe testimonianze storiche ci conducono direttamente negli inferi terrestri. Altri non ne conosco.
    Invece vorrei portare a galla quella percentuale di positivo che c’è in ogni animale della nostra specie. Pare anche nei peggiori. Ho qualche dubbio.
    Il 5% posso forse possiamo lasciarlo ?! Bo …
    Nella sua giovinezza, fu anche “scrittore e romantico “di quel romanticismo tutto ” tempesta e impeto”. Sturm und Drang… È ciò che ascoltai, alcuni anni fa, ad un incontro culturale- Sturm und drang, oltre che ammiratore del grande Goethe e di Rousseau. Sturm und drang e il romanticismo?! !!
    Vorrei alleggerire ancora le sue ceneri…
    Ciao Mauro, grazie

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    • in realtà io non credo affatto che Napoleone fosse un frustrato; al contrario penso che fosse straordinariamente privo di inibizioni, come la maggior parte dei politici ambiziosi.
      d’altra parte Napoleone non è separabile dai rivoluzionari dei suoi tempi; e lo stesso vale per Stalin, un secolo e più dopo: entrambi hanno esercitato un fascino potentissimo sui loro contemporanei: il fascino del potere rivoluzionario.
      ma loro sono soltanto la personificazione storica delle fantasie degli uomini del loro tempo: Napoleone in realtà ha plasmato l’Europa così profondamente che neppure i suoi avversari cancellarono del tutto quello che aveva fatto, pur se riuscirono alla fine a sconfiggerlo.
      e l’ambiguità della sua figura storica è bene dimostrata dal fatto che non ci fu nessun “processo di Norimberga” contro il bonapartismo, e che lui venne semplicemente esiliato, come pericolo pubblico, ma senza subire nessun tipo di condanna per quello che aveva fatto.
      di nuovo, non ha senso applicare la nostra morale o moralistica logica del politically correct umanitario a certe epoche del passato, dove l’omicidio di massa era comunque la normalità per entrambe le’parti (e non è detto che di fatto non lo sia anche oggi, pur se l’ipocrisia collettiva vieta di riconoscerlo).

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  4. 254
    DEMONE

    Ma Napoleone
    Che se ne faceva
    Di Russia ed Egitto?
    Li sgranocchiava la sera
    Sdraiato sul canapè?

    Quale demone lo spingeva
    A sparger morte tra le genti
    Se non per appuntar medaglie
    Sul suo napoleonico cappello?

    Non sarebbe stato meglio
    Consegnarlo all’esorcista
    O, meglio ancora,
    Internarlo in manicomio

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