realtà = frattale? discutendo con Krammer – 187

continuo in direzione ostinata e contraria, cercando di superare l’iper-specializzazione della comunicazione, che relega la massa alla palude del non scientifico, necessariamente costringendola e perfino al di là della sua naturale propensione a farlo…: possibile che non abbiamo il diritto/dovere di sforzarci di capire?

ho la fortuna di un blog che viene letto da persone che si sforzano come me di comprendere che cos’ è davvero il mondo, senza che la comprensione debba necessariamente risolversi soltanto in una formula matematica.

forse la pretesa è sbagliata, forse la realtà è proprio estranea alla nostra mente di poco più che scimmie ammaestrate, ma il tentativo va fatto e semmai il suo fallimento sarà un segno chiaro dei limiti che non possiamo superare.

. . .

del rapporto che hanno i frattali con l’interpretazione della realtà si è cominciato a discutere qui in questo post, con krammer e afo: https://corpus2020.wordpress.com/2021/04/28/krammer-verita-ed-entropia-dellinformazione-174/

la discussione col primo era passata in realtà attraverso mail e in un passo non riportato qui gli avevo scritto:

ti butto come provocazione questo link strepitoso: https://www.acronico.it/2018/04/17/una-strana-teoria-geometrica-del-tutto/ – l’originale potrebbe essere molto interessante, oppure una bufala clamorosa, chissà. e chissà se ti venisse voglia di ricamarci su; ma se bene ti conosco, ti verrà.

in un primo momento, Krammer mi aveva risposto, aggiungendo questa nota: non ho letto il tuo link; per quello, rimando :-).

ma l’altroieri Krammer mi ha scritto di nuovo:

Ciao Mauro,
ho letto il link e mi ha subito incuriosito visto i temi trattati, ma mi è calato presto l’entusiasmo dal momento che non si fa alcun cenno di spiegazione di quanto asserito. Buttate li così lasciano il tempo che trovano, sono solo seducenti spunti. Chiaro che queste idee dovrebbero essere argomentate nel testo per cui ho fatto una veloce ricerca ma non ho trovato nulla, se non sostanzialmente la promozione del libro nel sito “Centro Studi MYTHOS”, nessuna recensione, non sono neanche riuscito a trovare referenze della scrittrice Laura Corsi.
Se ne sai qualcosa in più dimmi che sono curioso, sono pessimista sulla bontà del libro ma sempre pronto a ricredermi.

.

risposta mia:

caro Daniele, ho trovato ben poco anche io del libro di Laura Corsi, LA RAGIONE CHE NON È SEGRETA. Una strana teoria geometrica del Tutto, ad esempio questa sua citazione: “La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente”, attribuita da varie fonti ad Albert Einstein, ma non so quanto possa essere vera, visto che mi pare che contrasti in maniera molto decisa con quello che lui scriveva nelle sue opere note, e ci si aspetterebbe che chi la cita all’interno di un discorso scientifico, desse anche gli estremi della citazione.

vi è poi una presentazione ulteriore del suo libro, scritta probabilmente da lei: Un velo di numeri è steso su tutte le cose e attraverso il numero le cose parlano di un ordine nascosto, semplice e profondo. E’ possibile intravedere uno schema elementare non visto nella complessità infinita delle forme naturali? Nel pensiero di Galileo l’”oscuro laberinto” è sondabile: la qualità matematica della Natura e la sottile essenza geometrica dell’Universo rischiarano un percorso buio e confuso. Nelle pagine di questa ricerca – che interpreta il significato geometrico di una matrice matematica di 9 numeri – le costanti della geometria dialogano con le costanti di Natura e le regole delle corde vibranti di un violino illuminano la fisica nascosta di Luce, Materia, Spazio e Tempo, componendo la musica universale degli elementi. La distanza tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande è colmata, con semplicità, dall’infinitamente ripetuto e sconcertanti corrispondenze emergono tra il regno astratto dei numeri e la realtà tangibile della Natura.

sono frasi dal significato vago ed indistinto; purtroppo temo di essere finito su una pista sbagliata e di avere fatto perdere del tempo anche a te: il libro, oltretutto, è auto-pubblicato e non mi ricordo neppure bene come io ci sia capitato su.

. . .

ma scrive Krammer nella mail:

Credo che tu abbia trovato il link cercando connessioni della teoria del tempo di Rovelli – che ti appassiona e che piace anche a me – con i frattali di cui si parlava:

“Sorprende a questo punto l’analogia con una delle più giovani teorie dello spaziotempo: la Gravità Quantistica a Loop (LQG) di cui uno dei maggiori esponenti è il fisico italiano Carlo Rovelli. Si tratta di una teoria matematicamente molto complessa ma dalle conclusioni sorprendenti: l’Universo non è uno spazio continuo ma è formato da grani, cioè da minuscoli “atomi di spazio” che formano una rete di relazioni che tesse la trama dello spazio stesso.

Ma è la seconda conseguenza della teoria a essere la più estrema. Scrive Rovelli: «Come sparisce l’idea dello spazio continuo che contiene le cose, così sparisce anche l’idea di un tempo elementare e primitivo che scorre indipendentemente dalle cose. Le equazioni che descrivono grani di spazio e materia non contengono più la variabile tempo.
Lo spaziotempo descritto da Laura Corsi attraverso la matrice è uno spaziotempo su scala infinitesimale quantistica eppure, nonostante ciò, sembra comportarsi secondo le regole previste dalla teoria della relatività per la scala macroscopica. Si è dunque veramente giunti alla definizione di una teoria unificatrice– ricercata da decenni di studi scientifici – in grado di rendere compatibili i risultati quantistici con quelli relativistici? Come far dialogare uno spazio euclideo (a due dimensioni) con uno spazio non euclideo (curvo)? L’inaspettata risposta di Laura Corsi è nel linguaggio della geometria frattale, il solo capace di spezzare il rigore euclideo convergendo verso la logica con cui la natura esprime se stessa, in cui ogni parte è in risonanza con il tutto. “Tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo c’è solo l’infinitamente ripetuto” (p. 254)».

Tralascio l’intrusione dei frattali nella teoria di Rovelli, che mi piacerebbe fosse fondata in qualche modo ma non l’ho ancora letto da nessuna parte.

. . .

in effetti, per quel poco che ne conosco, non ricordo che Rovelli abbia mai posto in collegamento le sue teorie con la matematica dei frattali.

sufficiente per chiudere del tutto il discorso? direi di no, per quanto mi riguarda, ma probabilmente sì per quanto riguarda Laura Corsi.

8 commenti

  1. “La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente”
    Picccolo appunto: la frase è davvero di Einstein, contenuta in una lettera scritta al figlio di un suo collaboratore dopo la morte del padre, ma è riportata in modo pretestuoso. La vera frase è: ALCUNE TEORIE FISICHE DICONO che IL TEMPO sia una semplice illusione, ma è un’illusione molto persistente.

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    • ah ecco: mi ha preso un colpo leggendo l’inizio del commento, credendo di avere preso una cantonata fondamentale.
      ma poi mi sono ripreso:
      1) Einstein parla del tempo e non della realtà
      2) attribuisce ad altri il pensiero che il tempo non esista e in un modo tale che sembra che ne prenda le distanze.

      avrebbe anche ragione: il fatto che il tempo si manifesti a noi in una forma particolare, cioè quella dello scorrimento, non significa affatto che non esiste.

      se siamo noi che scorriamo, e non il tempo, e noi attribuiamo all’universo intero quella che è una nostra semplice caratteristica, questo alla fine è un normale caso di antropocentrismo!
      ma il tempo esiste, anche se scorre solamente per noi…

      mi piacerebbe comunque leggere l’intero contesto: puoi aiutarmi? grazie!

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      • ma ovviamente occorre che io precisi subito, per non essere auto-contraddittorio, che “scorrere” in questo caso significa solamente organizzare le proprie esperienze in un certo modo.

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        • grazie lo stesso; da qualche parte ho una raccolta di detti di Einstein estrapolati dalle sue opere, ma la ricerca è ancora faticosa: i miei libri sono stati sottratti alle cantine dove marcivano, ma la mia biblioteca relegata in un soppalco in un solaio non è ancora bene riorganizzata…. e talvolta è difficile andare a reperire quello che si cerca.

          di Einstein girano anche parecchie lettere e detti apocrifi, tanto che sembra di rivivere ai tempi delle origini del cristianesimo, nella decadenza (anche culturale) dell’impero romano!!!

          (colgo l’occasione di trovarti online, per risparmiare una mail: riesci a mandarmi (per mail) il file del testo che hai costruito di recente per me? te lo volevo chiedere a voce, ma non c’è stata più l’occasione, grazie davvero se puoi).

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    • è anche per questo motivo che propongo di parlare noi al loro posto e di dire quello che dovrebbero dire loro e chi chiunque può interpretare come vuole di fronte al profano di matematica. 😉

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