le due Europe palancaie della brexit e altro – 189

quante Europe palancaie esistono in Europa?

ho detto due nel titolo, ma è chiaramente una semplificazione polemica: ce ne sono molte di più.

pescherecci francesi contro flotta militare inglese nel canale della Manica, per una disputa sui diritti di pesca lì, che sono stati al centro quasi delle trattative per la brexit, che hanno prodotto degli accordi che il Regno Unito non rispetta in questo campo e in altri – ma non è una novità storica.

la mossa di Johnson è un trucchetto di bassa lega (ma direi quasi Lega) per aumentarsi i voti alle elezioni locali in corso il 6 maggio (a proposito: e i risultati?): riflesso Pavlov di tipo nazionalistico tra gli elettori cani, tu mandi la flotta contro un nemico esterno, possibilmente ancora la Francia, 200 anni dopo Napoleone, guarda caso, e il cane saliverà e voterà english, o almeno si spera.

del resto la stessa salivazione la dimostrava fino ad ieri la stampa padronale italiana, tutta intenta a tessere le lodi del pragmatismo feroce dei conservatori alla Johnson.

poi ricambiata con qualche pugno in faccia, e veloce allora a nascondere la sporcizia sotto il tappeto.

. . .

però c’è anche l’Europa palancaia della Merkel che incredibilmente si oppone alla liberalizzazione dei brevetti dei vaccini anti-covid, in nome di un benaltrismo molto strumentale.

perfino io che credo che la strategia vaccinale possa funzionare solo se combinata con rigorosi lockdown a termine, mi trovo a disagio di fronte al profumo di soldi (eufemismo: i soldi sono la merda del diavolo, dicevano nel medioevo, ma si sa che erano medievali appunto) che si avverte da queste dichiarazioni.

ma la difesa tedesca è di interessi precisi, come quelli della “loro” azienda BioNTech: e la politica va a rimorchio; la stampa tedesca informa stamattina di una telefonata della Merkel ieri a Uğur Şahin, l’immunologo tedesco di origine turca, professore di oncologia all’Università di Magonza e amministratore delegato e co-fondatore, assieme alla moglie, di quell’azienda: lui e la moglie sono tra le cento persone più ricche in Germania con un patrimonio stimato da Forbes nel 2020 di 5,2 miliardi di dollari: naturalmente i due parlavano di tutt’altro, del passaporto sanitario europeo per i vaccinati!

. . .

il nostro Draghi no, non agisce per questi scopi a loro modo nobili nella loro miserabile ottusa concretezza, ma si barcamena senza avere niente di concreto da difendere, se non lo spirito di obbedienza.

il capitalismo è una vera e propria religione organizzata in Occidente, con i suoi dogmi, le sue istituzioni, la sua inquisizione i suoi eretici e i suoi miscredenti. in questo caso per religione intendo una visione del mondo che impone interpretazioni e comportamenti e pone il Dio Profitto al centro del mondo, anche contro ogni evidenza.

e quindi io vedo una specie di continuità anche fisiognomica tra il Draghi che ha studiato dai gesuiti, dove ha imparato il valore dell’obbedienza perinde ac cadaver, e il Draghi che gesuiticamente, cioè senza dirlo chiaro, difende il valore del profitto in campo sanitario.

. . .

ma che cos’è questa Europa stanca e in declino, questa nuova Serenissima Repubblica che intende fare politica con le armi della diplomazia e non è neppure capace di farsi valere con un Johnson qualunque?

l’Europa dell’Est che è passata dalla dittatura del sovietismo a quella del capitalismo?

ma dove non è il Dio Profitto che comanda, altrove è il Dio Libertà Individuale: a Madrid, la città spagnola più falcidiata dal covid, le elezioni le ha vinte alla grande la sindaca uscente, paladina delle lotte contro il lockdown.

potrebbe sembrare devastante, se non si andasse a guardare, e allora si vede che non ha avuto la maggioranza vera dei consensi, ma soltanto quella relativa e governerà perché gli altri si sono presentati divisi, visto che a sinistra il culto della propria parrocchia supera da sempre e ovunque la volontà di vincere assieme.

. . .

che cos’è quest’Europa? un aggregato malcomposto ed eterogeneo di culture differenti e di benesseri differenti, senza grinta, senza forza, con una popolazione mediamente invecchiata e stanca, attenta soltanto ai propri privilegi.

che possibilità ci sono di riscattarla? nessuna.

quasi quasi verrebbe voglia di dire brava all’Inghilterra che cerca un sussulto illogico di grandezza nel proprio passato di pirati, mercanti senza scrupolo, schiavisti e depredatori del mondo…

ma l’Europa dei diritti civili ed umani è un’Europa illusa dei diritti ciascuno per sé, dei diritti dell’individuo e dei diritti dell’Europa stessa contro il resto del mondo.

e la vicenda dei vaccini lo dimostra una volta per sempre.

non è la mia Europa, non è la nostra.

17 commenti

  1. Francamente, non ci vedo nulla di strano: in Europa (anzi in Italia) il capitalismo ci è nato, e per secoli ci siamo fatti la guerra cercando di chiarire i profitti di chi valessero di più. Davvero qualcuno credeva che bastassero 70 anni di trattati scritti a tavolino per invertire la rotta?

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    • non che tu abbia torto, ma dietro i trattati scritti a tavolino (piuttosto male, peraltro e inutilmente macchinosi nella ricerca di faticosi compromessi) ci stavano precisi interessi che evidentemente adesso non contano più.

      su questo vale la pena di interrogarsi:
      evidentemente quello che succede dimostra che l’Europa è in declino: rimane la principale area commerciale del mondo, ma pare di doverla relegare di nuovo a mera espressione geografica… (per citare Metternich). si indebolisce la spinta economica ad unificarla, in tempi nei quali la globalizzazione mondiale cede il passo a globalizzazioni più ristrette e su aree continentali, e l’Europa, come continente non ce la fa a trovare un baricentro: dovrebbe comprendere anche la Russia, e diventerebbe certamente una grande potenza mondiale, ma con quale fisionomia, allora?

      sì, la brexit, ma più ancora quello che ne sta seguendo, dimostrano che l’Europa resterà il ventre molle dell’economia mondiale, in mezzo a potenze continentali vere: gli USA, la Cina, l’India.
      ci sono continenti che per motivi diversi non riescono a farsi potenza: l’Europa, l’Africa, l’America Latina, e dunque sono destinati ad essere colonizzati.
      per noi europei è un bel rovesciamento storico.

      – colgo la palla al balzo per dire che è vero che il capitalismo è nato in Italia al tramonto del Medioevo, ma era anche un capitalismo molto diverso da quello nato in Inghilterra qualche secolo dopo, anzi più che altro un semplice abbozzo, un embrione, del capitalismo vero che venne dopo.
      il capitalismo dell’Italia di Comuni e Signorie, infatti, era più mercantile e finanziario che propriamente di tipo produttivo (la rivoluzione industriale fu inglese).
      ma soprattutto il sistema di valori che guidava la società era completamente diverso: infatti la ricchezza sociale veniva ancora destinata in prevalenza alla bellezza (a vantaggio dei privilegiati, ovviamente) e non in modo prevalente alla riproduzione del capitale.
      era dunque un capitalismo ancora largamente imperfetto, e Marx non avrebbe potuto scriverci Il capitale, sia perché il profitto nasceva non principalmente nelle botteghe artigiani, ma nei commerci e nei prestiti ai sovrani, sia perché la sua parte prevalente non veniva destinata a produrre altri profitti, ma palazzi e chiese e opere d’arte.

      in qualche modo il capitalismo italiano della fine del Medioevo anticipa alcuni tratti del post-capitalismo classico, quello in mezzo a cui viviamo oggi: solo che il culto della bellezza oggi è stato sostituito dal culto del consumo e della comodità, mi pare.

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  2. Il sapere, frutto comunque collettivo, ci ha fatto dominatori incontrastati del pianeta, specie fin qui vincente verso il resto dei competitori (non è detto che lo saremo in futuro).
    La competizione interna alla specie evidentemente è appannaggio dei peggiori, nel senso morale del termine, ma migliori in quanto vincenti se ci riferiamo alla lotta selettiva interna.
    La natura non ha morale, ha solo vittoria o sconfitta, sopravvivenza o scomparsa:
    I peggiori sono evidentemente i migliori da in punto di vista esterno alla specie… almeno finché non sopraggiunge l’inevitabile declino.
    Il senso morale altro non è che punto di snodo tra interesse individuale ed interesse collettivo.
    Ogni individuo , visto che siamo specie sociale è sottoposto a questa ambivalenza, per me o per noi.
    Per le minoranze che storicamente hanno sempre dominato l’io ha ignorato il noi ( nonostante tutte le eccezioni del caso)
    Il liberismo economico imperante teorizza che l’egoismo sia alla fine altruismo ….SPQR… sono pazzi questi questi romani.

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  3. Una religione perfetta, un meccanismo rodato, quella che si sceglie pure le sue eresie, accreditandole persino come punti di vista all’opposizione del pensiero unico. Una religione perfetta quella che spiega agli ultimi che per non esserlo più non devono raggiungere i primi, ma cercarsi qualcuno che sia un po’ più ultimo da lasciare indietro.

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      • Non la conoscevo. Devo dire che la poesia è molto bella e fa piacere di essere sulla stessa linea di pensiero con lui.

        L’immunità di legge di sembra un’idea interessante. Se è un lapsus è parecchio curioso, altrimenti non ho capito nulla.

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          • Occasione perfetta per alimentare il mio pessimismo. Oggi stavo guardando il prato erboso tentando di individuare qualche scoiattolo, i miei portafortuna. Di venerdì è giornata di cassa per molti, quindi c’è più silenzio umano. C’era un vento forte che faceva ondeggiare in maniera molto rumorosa una dozzina di tigli. A un certo punto si sono alzate alcune foglie in balia del vento e per un secondo è partita una breve sensazione di paura. Ma noi non siamo foglie, siamo qui, quindi va tutto bene.
            Forse la natura non si cura di noi, della nostra vita. Non le dà un significato, perché lascia a noi la possibilità di sperimentare ed esplorare. È un foglio più o meno grande sul quale ciascuno dipingerà qualcosa. È il nostro universo nella 5 dimensione.

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            • guardare il mondo e la vita per come essi sono: è pessimismo?
              non direi; pessimista diventa chi se li immagina benevoli e fatti per noi, poi arriva qualcosa e rimane deluso.
              chi nulla si aspetta può gestire meglio quel che arriverà.
              togli pure il forse dalla frase sulla natura: la natura non è umana, non può curarsi di nulla.

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              • La natura elementare sicuramente non segue scopi precisi oppure dimostra preferenze di alcun tipo particolare. La natura organica difende invece l’insieme e la sua sussistenza e non si cura dei singoli. Per cui a volte può essere malvagia ai nostri occhi. Di sicuro la natura nel complesso non è umana per cui condivido che non dobbiamo aspettarci nulla in cambio. Ma questo è pessimismo o realismo cioè una via di mezzo?

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                • direi che è semplicemente rifiuto dell’antropocentrismo, cioè superamento del pregiudizio (oggi va di moda chiamarlo bias cognitivo) che ci fa pensare che il mondo sia stato creato in funzione nostra, particolarmente forte nella nostra cultura (vedi religioni come quella ebraica e cristiana…), ma non in altre, meno soggettivistiche.

                  se è facile dire quale tipo di atteggiamento mentale sbagliato ci fa superare questa visione del mondo (più vicina del resto al pessimismo buddista o al fatalismo islamico), ben più difficile è dire se esso costituisce comunque una visione completa e adeguata della realtà: ci è facile trovare l’errore, ma non così facile trovare la verità.

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  4. 1962
    MAI I MIGLIORI

    Passano inutili i millenni,
    muta il vivere,
    l’uomo molto conosce
    ma non migliora.

    Non c’è stato tempo
    che abbia saziato di giustizia,
    sfamato chi aveva fame
    e liberato l’oppresso.

    Non c’è stato tempo
    che non fosse di guerra
    giù nei solchi della terra
    e su tra le nebbie dei cieli,

    Non c’è stato tempo che non abbia ferito
    i pesci dell’acqua,
    gli uccelli dell’aria
    ed i cervi dei boschi.

    Altri secoli verranno,
    altri uomini governeranno
    le future sorti.
    Mai i migliori.

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