Gaza, 1:10 – 201

morti israeliani per i razzi palestinesi da Gaza: 6.

morti palestinesi a Gaza per i bombardamenti israeliani, 67.

bene: il rapporto nazista, 10 ostaggi ammazzati per ogni morto colpito dal nemico, è rispettato.

. . .

ma questa la devo proprio aggiungere e chiedo scusa a coloro che hanno messo il like prima:

Enrico Letta: «Noi oggi siamo tutti a Tel Aviv, a Gerusalemme, dove c’è chi viene colpito dal terrorismo. Siamo qui per dire che non continuerà per sempre. La pace è possibile. Buona pace Israele e Palestina».

è la politica come pura forza stare dalla parte del più forte, dell’apartheid e dell’esproprio continuo dei palestinesi, vero?

13 commenti

    • certo che lo dico!

      ti immagini in quale altro paese potrebbe succedere che degli immigrati che si infiltrano in un paese dove erano una piccola minoranza lasciata in pace e progressivamente se ne impadroniscono, decennio dopo decennio, guerra dopo guerra, e continuano a cacciare via gli abitanti originari con la motivazione che duemila anni prima ci stavano i loro antenati?
      roba che i greci allora dovrebbero riprendersi la Sicilia, per dire, o i libanesi Trapani, in quanto discendenti (forse) degli antichi Fenici…
      e tu pensa che ci sono anche leghisti e fascisti a dargli ragione, in barba ad ogni logica, ma solo per odio degli arabi che sono i cattivi per definizione, mentre gli ebrei sono i buoni, benedetti dal loro Dio che è anche il nostro, pare.

      il fatto tragico è che gli ebrei che non si dissociano dalla politica dello stato di Israele stanno mostrando al mondo il fondo razzista del loro monoteismo!

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            • certo, anche un blog in fondo è parte del web e una forma – a modo suo – di social, ma chissà perché oramai identifichiamo il web con i social veri e propri.

              con i quali ho stabilito, potendomelo permettere, lo stesso rapporto che con la tv: stiamo su due pianeti separati, con reciproca soddisfazione, credo.

              mi sento un privilegiato, lo ammetto, dato che capisco che c’è chi non può permettersi questa scelta.

              ma non c’è nessuna polemica personale nel dirti queste cose, Manuel…

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              • No, no figurati Mauro!
                Guarda, io con i social ci lavoro, nel senso che cerco di promuovermi e farmi pubblicità.
                Fino a poco tempo fa andavo dritto per la mia strada, con il mio modo di essere: o bianco o nero!
                Ultimamente, però, le cose sono cambiate, e di molto; il finto perbenismo mi da il voltastomaco, ma quello c’è; stessa cosa per il volere far finta di vivere in un mondo rosa e fiori dove tutto è giusto (se la pensi come loro); come i due pesi e due misure che, però, nell’ipocrisia trovano modo di essere e di erigersi a verità assoluta.
                Allora, nel momento, preferisco inghiottire il boccone amaro e non avventurarmi in discussioni con la maggior parte della gente che, detto tra noi, non capisce un cazzo 😉

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                • appunto, capisco la tua situazione, che devi usare i social per la tua attività (ripeto: come pensionato, so di essere un privilegiato; e quando non lo ero e in particolare lavoravo per il Ministero degli Esteri in Germania, il mio problema principale era di non farmi identificare come autore del blog, per non avere grane e conservare libertà di parola; quindi non ho mai vissuto la situazione di dover usare i social per il mio lavoro: sarei morto di fame!).
                  nel periodo iniziale dei blog quando erano molto social e quando stavo su Facebook anche io, vivevo un problema opposto: quello degli hater e degli scazzi continui, ma ho imparato a difendermi.
                  oggi credo che il blog sia diventato una esperienza abbastanza di nicchia, perché qui non se ne vedono più: quei figuri si sfogano altrove; io peraltro, se dovessero riaffacciarsi so come gestirli, adesso. che non è la reazione di Marty McFly contro Biff Tannen in Ritorno al futuro, cioè incazzarsi.
                  ma non riesco ancora a smettere di incazzarmi con gli amici, io, però… 😉

                  rimane il problema delle relazioni artificiali che si possono costruire in rete e delle nicchie convergenti: sembra che si sia persa la capacità di discutere idee diverse; ed è una gravissima perdita per le idee…

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                  • Guarda, penso che Wp sia rimasto forse l’unico social umano, qui non ho mai avuto problemi di sorta, anzi ho sempre costruito legami e addirittura amicizie.
                    Gli haters ce li ho, e aumenteranno, e ce li ho avuti. Molti si zittiscono appena li contatti in privato per andarsi a prendere un caffè 😉, altri sono gente davvero pericolosa (nel senso che per fare certe cose – tipo andare a mettermi unlikes su tutti i video youtube per diminuirmi il ranking – vuol dire che con la testa non ci stai… e fa paura 😉

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                    • concordo su wordpress; ho avuto dei problemi soltanto all’inizio (2008) e con un blogger che mi aveva pedinato dalla piattaforma precedente (blogs.it), dove eravamo quattro gatti e lui dedicava quasi un suo post al giorno a perseguitarmi con ogni tipo di insulto possibile; qui l’ho bloccato ed è finita lì. altre persone, più petulanti che offensive, le ho bannate, dopo che non capivano il gentile invito a smetterla. qualche hater soltanto su post molto specifici, ma basta oscurarlo e non rispondere; e anche sul mio canale Youtube mancano da tempo le risse virtuali; le uniche che ho avuto, peraltro, sono state con buddisti fanatici dello Sri Lanka, per la mia difesa dei tamil, e con negazionisti giapponesi del massacro di Nanchino, dopo che avevo fatto un post sul museo dedicato dalla Cina ai 300mila morti ammazzati dai giapponesi.

                      questo mi conferma peraltro che sono abbastanza irrilevante nell’economia generale dei due social; se tu hai degli hater, dipende probabilmente dal fatto che hai un successo ben più vasto.

                      il problema dei disturbati mentali è comunque notevole, concordo: ci sono tanto fuori che sui social, anzi forse di fuori di più, ma nei social li trovi più facilmente. 🙂

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