ritratto tutto su covid e vaccini – 209

è ora di ritirare tutto quello che ho scritto sul covid in Italia neglle ultime settimane.

festeggiamo piuttosto che soli 93 siano stati i morti di covid ieri in Italia, per la prima volta sotto i 100 morti giornalieri da ottobre scorso.

l’anno scorso il 17 maggio i morti di covid erano stati 145; ma il 18 maggio 2020 erano 99.

abbiamo quindi ben un giorno di vantaggio nel 2021 rispetto al 2020, e questo dev’essere tutto merito della straordinaria campagna vaccinale in atto.

. . .

lo conferma l’Inghilterra, dove ieri i morti sono stati solo 3, dopo una vaccinazione di massa straordinariamente ampia.

vero che, purtroppo, il primo ministro Johnson ha dichiarato che la mutazione indiana del virus ha messo a repentaglio i piani del governo per una completa revoca delle restrizioni pandemiche a partire da giugno.

il che significa che, con 3 morti al giorno lì ci sono ancora restrizioni, sia pure ridotte.

questa variante, dice Johnson, è più contagiosa delle altre forme del virus e la scorsa settimana l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) l’ha classificata come preoccupante.

. . .

ma torniamo a noi: l’anno scorso il lockdown rigidissimo (salvo che per il lavoro) finì appunto il 18 maggio e quest’anno al risultato siamo arrivati con una strategia più flessibile: mi sembra giusto non perdere di vista questi dati.

il 31 maggio dell’anno scorso i morti al furono 75 e c’è da far conto che quest’anno alla stessa data possano essere di meno.

inoltre il periodo in cui si sarebbero dovute vedere le conseguenze degli assembramenti in piazza a Milano per festeggiare lo scudetto all’Inter del 3 maggio è già iniziato e non si vedono le conseguenze: i negazionisti del rischio cantano vittoria; chi le ha preannunciate gravissime o le ha anche soltanto temute, dovrebbe piantarla di fare il menagramo, e io mi metto tra questi.

tanto più che già ne viene già annunciata un’altra per il 23 maggio, che sarà ancora più grandiosa immagino, tanto l’epidemia ce l’abbiamo alle spalle, no?

. . .

qualcuno osserva già che, allora, i contagi all’aperto non sono così facili.

vero, anche se allora bisognerebbe spiegare perché sono state vietate per mesi perfino attività sportive individuali all’aperto in Italia, mentre in Germania il ministero della salute le ha perfino incoraggiate; ma poi, come si è visto, stavolta è andata perfino peggio lì che da noi…

e in India l’idea di chiamare milioni di persone in pellegrinaggi e cerimonie sacre tradizionali all’aperto, per festeggiare la fine della pandemia, non pare sia stata molto brillante.

ma insomma è ora di piantarla con gli appelli alla prudenza, lanciati per giunta da uno che non si è ancora vaccinato, in attesa di vederci più chiaro…

ritiro tutto, anzi forse mi ritiro?

. . .

ma è inutile mentire per sfuggire alla disapprovazione sociale e cercare un salvataggio postumo della faccia: il vostro lupo blogger perde il pelo, ma non il vizio del dubbio, cari lettori…

e continuerà ad esercitarlo cercando di dare i numeri giusti con osservazioni piane e sensate.

e il dubbio che ha adesso è che l’andamento della pandemia in Europa possa avere semplicemente dei forti caratteri stagionali, e non tanto per le temperature, ma per il maggior tempo passato all’aperto.

20 commenti

  1. Ti ricordi i visoni danesi che ad aprile finirono sui giornali (loro malgrado) per aver contratto il coronavirus? Sono di nuovo alle cronache, con uno studio in preprint uscito la scorsa settimana e molto interessante.

    Ad aprile dell’anno scorso due allevamenti di visoni iniziarono a notare morti sospette tra gli animali, associate a sintomi respiratori. La mortalità era di circa il 2% superiore a quella attesa e si scoprì velocemente dovuta a infezioni di covid e polmoniti interstiziali.

    A quei due allevamenti ne seguirono altri 70, in Olanda e Danimarca e con infezioni indipendenti da varianti del virus diverse. La variante più preoccupante (cluster 5) faceva temere reinfezioni nell’uomo e 15 milioni di visoni vennero sacrificati.
    Almeno un allevamento di 15000 venne tenuto sotto osservazione e studiato. In quel campione, il 75% dei visoni era risultato positivo al test molecolare e il 100% aveva sviluppato anticorpi verso la malattia: avevano preso tutti il virus, per poi successivamente guarire.

    I visoni guariti venivano testati in campioni periodicamente. Gli anticorpi rimanevano alti e del virus non c’è stata traccia per mesi. Finchè, in Autunno dopo circa sei mesi si riammalarono di nuovo. I fattori non notavano sintomi respiratori ma inappetenza e diarrea.

    Reinfezioni di coronavirus negli animali sono ben documentate così come lo sono dei coronavirus stagionali nell’uomo (nell’uomo si verificano a partire dagli 8 mesi). I sintomi tendono ad essere minori.

    Fin qui, quindi, interessante ma non sorprendente.
    Quello che però colpisce è che il virus che ha re-infettato i visoni una volta sequenziato si è dimostrato quasi identico a quello che li infettò la prima volta! Difficile capire come sia possibile.

    Forse è rimasto latente in alcuni animali ha fatto ping-pong con i fattori?

    Fare collegamenti tra la riposta immunitaria dei visoni e dell’uomo non è facile, ma la storia è interessante e ci dice qualcosa sulla resilienza del virus e sui serbatoi animali.

    Serena serata!

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    • il punto che mi sembra più interessante di questa tua importante informazione sta nel fatto che i visoni si reinfettano col coronavirus del covid, anche se con manifestazioni diverse, così come noi facciamo col coronavirus del raffreddore.

      alcuni ritengono possibile che uno dei coronavirus che danno il raffreddore, oggi sostanzialmente innocuo, sia l’evoluzione di un eventuale coronavirus che potrebbe avere causato l’epidemia russa del 1889-1895 che fece allora un milione di morti.,

      questo coronavirus si è risolto in una malattia abbastanza blanda, che dà conseguenze gravi solo in casi assolutamente eccezionali.

      sarebbe bello poter pensare che anche questo coronavirus avesse una evoluzione simile.

      in questo caso: ecco realizzato l’augurio di una serena serata!

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        • quella pandemia durò 6 anni; e senza avere vaccini ad ostacolarla.

          l’effetto sull’evoluzione del virus di una vaccinazione di massa in piena pandemia è un azzardo tremendo.

          e comunque notte serena a te! anzi, a noi. 🙂

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            • no, ricordavo bene: sono andato ricontrollare su wikipedia se la memoria mi avesse giocato uno scherzo:

              “L’influenza russa, fu una pandemia di influenza mortale del 1889-1895 (ottobre 1889 – dicembre 1890, con recidive marzo – giugno 1891, novembre 1891 – giugno 1892, inverno 1893-1894 e inizio 1895), che uccise circa un milione di persone in tutto il mondo”.

              che fosse dovuta ad un coronavirus non è assolutamente certo: però aveva sintomi molto simili al covid 19, tra cui la perdita di gusto ed olfatto, molto caratteristica.

              🙂

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      • Prima o poi c’azzeccheranno e tutte le volte che avranno sbagliato saranno dimenticate all’istante. Potremo tornare alla normalità, cioè a preoccuparci di altre cose che rischiano di farci fuori.

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          • Non essere così ottimista. Può sempre andare molto peggio. Se l’ipotesi container di qualche settimana fa è giusta, potrebbe volerci un po’ di più, anche qualche mese, perché si diffonde con difficoltà tra gruppi ma molto rapidamente una volta colpito un gruppo.

            Però tutti sperano nella buona volontà del virus.

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            • non so quanto sono ottimista 😉
              però mi è di conforto trovare chi lo è un po’ meno di me, come appunto te.

              il virus ce la sta mettendo tutta per portare a termine la sua azione benefica di leggero sfoltimento di un’umanità sovrabbondante; noi naturalmente non siamo d’accordo.
              ma dove non riuscirà questo virus con le buone, potrebbe raggiungere il risultato qualcos’altro di meno gentile.

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              • la visione a container ci dice che la probabilità che una persona del proprio gruppo di venga infettata è molto bassa. Ma che una volta che si verifica, a partire a quel punto il virus ci mette un mese per infettare tutti in assenza di misure di sicurezza.

                Quindi dire che è passato un mese dal raduno quindi siamo fuori pericolo è un azzardo. Perché il virus potrebbe marciare lentamente prima di esplodere quando più container iniziano in contemporanea ad avere molto contagiati (progressione logistica fino a saturazione).

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                • grazie mille della spiegazione. ma che cosa dobbiamo intendere esattamente per gruppo?
                  un assembramento occasionale di tifosi in piazza non mi pare che possa essere definito come gruppo…

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                  • Il gruppo sono i famigliari, gli amici e i colleghi di lavoro più vicini. I gruppi sono inoltre connessi. Quindi un primo infetto dev’essere visto come interno a più gruppi.

                    I maxi eventi agiscono come moltiplicatore di primi infetti nei gruppi (container). Poi dipende da come si comportano questi. C’è da sperare che siano tutti degli asociali ripudiati dai propri gruppi di appartenenza haha.

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