l’enigma antropico – 212

c’è un noto problema, se osserviamo il mondo: le leggi fisiche sono costruite esattamente in funzione dell’essere umano, basterebbe una minima variazione e l’uomo non sarebbe possibile.

è il cosiddetto principio antropico, inspiegabile fino a che non si pensa che è l’osservazione a creare la realtà, cioè è la mente umana che crea il mondo così com’è (per lei).

e come potrebbe la mente osservante creare un mondo in cui lei stessa fosse impossibile? c’è un limite al masochismo anche in fisica!

. . .

naturalmente potete sempre pensare, in alternativa, che esiste un dio buono e provvidente che ha creato un mondo perfetto proprio per noi.

che è come dire quasi la stessa cosa, solo che in questo caso pensate di essere Dio.

ad un buddista naturalmente non verrebbe mai in mente di pensare ad un dio buono, e l’evidenza delle cose inclina piuttosto a negare che possa esistere.

visto che dire che Dio è buono è come dire che l’uomo è buono.

(a meno di non dire che il bicchiere è mezzo pieno: ma che ce ne facciamo di un dio dimezzato?)

. . .

c’è un altro problema, se osserviamo la Terra: anche lei è fatta esattamente su misura per noi.

naturalmente qui è più facile rispondere che siamo noi che ci siamo adattati a lei.

ma questa risposta è possibile anche per il problema antropico?

in altre parole, l’universo sembra fatto su misura per noi soltanto perché noi ci siamo adattati a lui?

anche questa risposta, però, a esaminarla bene, è soltanto una variante linguistica della prima che ho dato: per adattarsi all’universo, bisogna pur crearlo con l’osservazione.

quindi non c’è differenza alcuna fra dire che la mente si crea un universo su propria misura o che l’uomo si adatta a un universo che proprio per questo sembra fatto su misura per lui.

soggettivismo contro oggettivismo, ma è un fatto piscologico: l’argomento non cambia nella sostanza.

. . .

è per questo motivo che lo scorrere del tempo è un’illusione.

non puoi capire la frase precedente se non ammetti che l’universo scorre nel tempo soltanto per l’osservatore.

ma questo significa forse che l’universo è apparente, soggettivo, puramente pensato?

assolutamente no! l’universo è una Matrix, con le sue regole.

ma gli autori della Matrix siamo noi, proprio perché lo scorrere del tempo è soltanto una nostra invenzione: fa parte delle regole del gioco.

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l’enigma è antropico è qui: in queste frasi senza senso apparente.

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